sabato 4 aprile 2020

Tradizioni pasquali nel salisburghese

Un viaggio nelle tradizioni pasquali può in qualche modo partire da Salisburgo poiché nella città di Mozart il Festival di Pasqua, attivo dal 1967, propone un denso programma di eventi e di performance musicali. Se, per ovvi motivi , non sarà possibile, trovarsi all’esterno, i preparativi si svolgeranno nelle case, come nel land austriaco, dove i bambini si divertono a decorare le uova. 

Altra usanza è quella di costruire i tipici Palmbuschen o Palmkatzerl: graziosi ramoscelli, benedetti durante la Domenica delle Palme che vengono legati insieme per appendere all’estremità biscotti, dolciumi o i i tipici brezel salati. In alcune zone del land, il Palmakatzerl prevede l’utilizzo di sette piante autoctone; al termine della benedizioni i bimbi sfilano per la città e fanno per tre volte il giro della casa con i ramoscelli in mano. Questi ultimi vengono poi piantati nell’orto, da cui , secondo la tradizione, potrebbe scaturire un buon raccolto. Durante la quaresima le uova, anziché consumate come cibo, vengono conservate e dipinte con coloranti naturali, utilizzando ad esempio il rosso della barbabietola, i mirtilli essiccati, gli spinaci o la buccia di cipolla rossa.


Mentre i più piccoli possono dare libero sfogo alla propria fantasia e creatività, gli adulti sono pronti a spadellare un piatto semplice del Giovedì Santo: il Rosterdapfeln. Si tratta di spinaci serviti con frittelle di patate e uova al burro, a cui può far seguito un dolce tipico come l’Osterpinzen, che secondo la versione della Pasticceria Moser, prevede tra gli ingredienti vino bianco, unito alla farina, lievito e latte freddo; altre versioni contemplano l’utilizzo dell’anice con cui aromatizzare il vino. Il giovedì prima di Pasqua è detto, “giovedì verde” poiché si consumano pietanza vegetariane di colore verde. 
La sera del Sabato Santo è il giorno degli Osterfeuer, i fuochi di Pasqua: grandi falò accesi in montagna che annunciano ai cattolici il ritiro in preghiera; la domenica inizia con la ricerca dell’Osternest, nidi di Pasqua con le uova sode e golosità di cioccolato nascoste ovunque. Un modo davvero particolare di assaporare il territorio salisburghese riscoprendone le radicate tradizioni che lo rendono ancora più affascinante.

                                  Giuseppina Serafino

mercoledì 1 aprile 2020

Malaga, Capitale del Turismo intelligente

Malaga, situata nella regione dell’Andalusia è conosciuta soprattutto per la bellezza delle sue spiagge e del suo centro storico. L’Unione Europea ha però riconosciuto questa amena località spagnola come Capitale del Turismo intelligente poiché si è impegnata nella promozione di un turismo innovatore, sostenibile ed inclusivo; a ciò si aggiunge il titolo di Capitale Europea dello Sport. A breve verrà inaugurato El Saltillo che costituisce un’ottima 
alternativa al più celebre Caminito del Rey. Si tratta di un 
sentiero di 8 km, completamente gratuito, su un ponte sospeso di 54 metri di lunghezza, cinque metri di altezza e 1,20 di larghezza ed integrato nella “Gran Senda” di Malaga. Il percorso si trova nel Parco Naturale della Sierra Tejada con un incantevole paesaggio da ammirare La “Gran Senda di Malaga”, da considerarsi come un itinerario pioniere in Andalusia poiché percorre un parco nazionale, tre parchi naturali, due riserve, tre paesaggi naturali protetti, 57 comuni della provincia, 745 chilometri divisi in 35 tappe collegati al cammino Mozarabe di Santiago (GR 245) e al Gran Sentiero 

Europeo che percorre la costa mediterranea per giungere in Grecia. Ma come muoversi e cosa visitare a Malaga? Si può prendere come punto di partenza calle Larios, importante via commerciale, fino ad arrivare a plaza de la Constituciòn, il cuore del centro storico della città. Da lì ci si dirige ad ovest, per calle Compania fino a giungere al Palazzo di Villalòn (sec XVI), sede del Museo Carmen Thyssen Malaga, che espone una collezione permanente di più di 200 opere di artisti spagnoli del sec. XIX e della pittura andalusa.
 Da calle Santa Maria possiamo recarci alla Cattedrale di stile rinascimentale, denominata “la Monca” per la mancanza della torre sud. Percorrendo poi calle Cister, si sbuca in calle Alcazabilla dove si trova La Alcazaba che , assieme al castello di Gibralfaro, è uno dei monumenti più importanti della città; costruita fra il sec. XI e XIV, è stato il palazzo fortezza dei governatori musulmani. Ai piedi di questa costruzione fa capolino il Teatro Romano, costruito nel sec. I a. C , ha ora recuperato il suo uso come spazio scenico. Continuando verso plaza de la Merced si entra nell’itinerario picassiano con la Fondazione Picasso e il Museo casa Natale, la vicina chiesa di Santiago dovel’artista fu battezzato, da tenere presente perché rappresenta la sede delle principali confraternite che partecipano alla Settimana Santa. 
Nella stretta calle San Agustin si trova il Palazzo di Buenavista , sede del Museo Picasso Malaga che espone 233 opere del celebre pittore. Un’altra meta di grande interesse è Plaza de la Marina, attraverso il lato sinistro del paseo del Parque, viale che unisce il centro storico con la zona est della città ed il lungomare.
 Qui si erge il Palacio della Aduana, che accoglie al suo interno le collezioni provinciali di Archeologia , con 15.000 pezzi archeologici e 2.000 titoli di Belle Arti.Nel Parco è ubicato anche il vecchio palazzo delle Poste (Correos) in stile neomudéjar ( 1923), attuale sede del Rettorato dell’Università di Malaga; la Banca di Spagna, in stile neoclassico (1933-1936), il Comune (Ayuntamiento), in stile neo-barocco (1911-1919). Di grande impatto è la Farola, risalente al1817, ovvero il faro, simbolo della città, da cui si gode una vista incantevole; poco distante troviamo il multicolore Centro Pompidou. 

Ciò che comunque cattura il cuore è la lunghissima spiaggia, a perdita d’occhio, con numerosi chioschi presso cui gustare piatti con prodotti ittici freschissimi, ascoltando buona musica ed assaporando una sensazione di notevole appagamento per le notevoli suggestioni trasmesse da una località unica dal punto di vista storico e culturale. 

www.malagaturismo.com/ //www.visitcostadelsol.com/

                             Giuseppina Serafino

sabato 28 marzo 2020

#Ti portiamolumbria

In questo periodo di forzato isolamento niente di meglio che pregustare la bellezza di alcuni luoghi in maniera virtuale in attesa di visitarli realmente. Le Strade del vino e dell’olio dell’Umbria, hanno dato al nuovo progetto di comunicazione turistici/eno gastronomico/sociale denominato #tiportiamolumbria, una finestra su preziose risorse come l’olio, il vino, la ristorazione e la ricettività dell’Umbria. Un video contest partito 
il 20 marzo, che mira a supportare nella loro promozione le aziende agricole, i frantoi, le 
strutture ricettive e i ristoranti umbri associati. “Un messaggio di speranza dall’Umbria”- ha dichiarato Paolo Morbidoni, Presidente del Coordinamento delle Strade del Vino e dell’Olio della regione sopracitata- perché in campagna si continua a lavorare, perché la natura ci fa guardare al futuro, perché la primavera è arrivata, nonostante questo momento critico dovuto all’emergenza sanitaria che stiamo vivendo. La natura ci 
spinge a lavorare, seguendo i suoi ritmi, perché in campagna non ci si ferma perché nei campi stanno terminando le potature prima che le piante inizino a germogliare, in occasione del loro risveglio. Questo video contest vuole essere una occasione per trascorrere, 50 secondi in Umbria, da casa, entrando solo virtualmente negli uliveti, nei
vigneti, negli orti, nelle cucine, nelle cantine. Un caloroso invito a venire poi a conoscere queste realtà personalmente, appena
sarà possibile.Ogni giorno alle ore 15.00, sui canali social delle Strade dei vini e dell’Olio dell’Umbria www.facebook.com/StradeVinoeOlioUmbria/ www.instagram.com/stradevinoeolioumbria/), si potrà entrare nelle aziende agricole, negli uliveti, nelle cantine, nelle sale degustazione umbre, tramite i video realizzati da coloro che vivono quotidianamente questi luoghi suggestivi. Il progetto #tiportiamolumbria è realizzato dal Coordinamento Strade del 
Vino e dell’ Olio dell’Umbria, in partnership con la Strada dell’Olio extravergine di Oliva dop Umbria, la Strada del Sagrantino, la Strada dei Vini Etrusco Romana, la Strada dei Vini del Cantico, la Strada dei Vini del Trasimeno e la Federazione Nazionale delle Strade dei Vini dell’Olio e dei Sapori d’ Italia. Le Strade rappresentano attualmente la più grande realtà associativa tesa alla promozione dell’ enoturismo dell’Umbria per un totale di oltre 400 associati; dal 2008 sono riunite in un Coordinamento regionale per la costruzione di progetti comuni, pacchetti turistici, sinergie operative in attività ed eventi, partecipazione a fiere. In questi 
anni le Strade hanno contribuito alla crescita del fenomeno dell’enoturismo a livello regionale, svolgendo un'attività di supporto tecnico per i Comuni Associati, organizzando workshop rivolti alla stampa specializzata, wine ed oil tour, fornendo un flusso di preziose informazioni con i social media.  Il video contest è un invito caloroso a conoscere queste realtà personalmente, appena sarà possibile
                                                                  Giuseppina Serafino

lunedì 23 marzo 2020

Finlandia, paese felice

Per il terzo anno consecutivo la Finlandia è stata eletta paese più felice del mondo dal World Happiness Report delle Nazioni Unite. Svariate le ragioni di questa predisposizione, innanzitutto lo speciale rapporto con la natura che consente di raggiungere un altissimo grado di sintonia con se stessi e con il mondo circostante. Circa il 70% del territorio finlandese
 è ricoperto da foreste che creano un contesto silenzioso e caratterizzato da aria salubre. I finlandesi amano il nuoto invernale tanto quanto la sauna, dopo essersi immersi nell’acqua ghiacciata, tornare sulla terra fredda, fa sì che si attivi la circolazione, contribuendo a far riscaldare il corpo in maniera appagante. Quest’ultimo è 
facilitato nella produzione della 
serotonina, un ormone che , con la dopamina, bilancia l’ umore e fa sì che lo stress inizi a stemperarsi. Si tratta di un tipo di filosofia denominata “Sisu”, uno stato interiore che rende resistente alle avversità e che può essere ricreato alternando docce fredde e calde per ricreare la sensazione
 della “sauna", migliorando la 
circolazione sanguigna. I finlandesi amano molto leggere e frequentare le molte biblioteche disponibili, fra cui la Oodi di Helsinki, la più recente, aperta nel 2019 e premiata come migliore biblioteca pubblica del mondo. Nel 2016 l’ONU ha nominato la Finlandia nazione più alfabetizzata del mondo e i finlandesi sono risultati fra i maggiori entusiasti utenti di biblioteche pubbliche.Su una popolazione di 5,5 milioni di abitanti, si prendono in prestito circa 68 milioni di libri l’anno A questo riguardo , occorre sapere che i Moomin sono personaggi fantasiosi creati negli anni e che fanno parte dell’identità finlandese; essi sono un elemento 
imprescindibile dell’ infanzia, creati negli anni Quaranta dall’amatissima scrittrice di lingua svedese, Tove Jansson. Anche il gusto occupa una certa parte nell’ appagamento dell’umore: i finlandesi amano il caffè, tanto da consumarne quasi 10 Kg a testa all’anno e sono golosi di korvapuustim, foccacce alla cannella cotte al forno, con un pizzico di cardamomo.Il termine “pullakavit” che significa letteralmente “bun coffe”, ossia caffè con panino, rende l’idea di un appuntamento fisso molto apprezzato. Anche l’arte occupa una certa parte per assicurare benessere infatti ci sono 55 musei d’arte e tante gallerie nelle città finlandesi. Il museo Amos Rex di Helsinki ha recentemente vinto il prestigioso premio LCD ( Leading Culture Destination) per la nuova destinazione culturale europea dell’anno. Se si vuole scoprire la Lapponia, ci si può recare al Museo d’Arte di Rovaniemi,
nel Circolo Polare Artico, per immergersi fra arte 
contemporanea finlandese ed arte del nord.Per ammirare qualcosa di più classico si può visitare l’Ateneum Art Museum di Helsinki, la cui collezione annovera più di 450 opere del celebre artista finlandese Akseli Gallen- Kallela. Non rimane che iniziare a documentarsi per cominciare a viaggiare, sia pure virtualmente, nel mondo fiabesco della Finlandia, la cui bellezza è promessa di felicità. www.visitfinland.fi

                                                                    Giuseppina Serafino

venerdì 20 marzo 2020

Passione italiana


In un momento di profondo disagio e di difficoltà per il Paese, il Touring club Italiano ha lanciato una campagna per promuovere le bellezze del territorio italiano. Parafrasando la frase di Dostoevkij “La bellezza salverà il mondo”, il sopracitato ente si fa portavoce del pensiero “Passione Italia” perché la bellezza ci salverà. Si tratta di un invito a “viaggiare da casa” per riscoprire ciò che il nostro territorio 

ha da offrire, semplicemente utilizzando il computer o lo smartphone. Alla “mappa del 


contagio” il Touring Club contrappone la “mappa della bellezza”. Una specie di mappa interattiva a cui collegarsi, un diario digitale per ispirarsi, per ricordare che in Italia c’è una bellezza che resiste da tempi immemorabili e di cui bisogna continuare a rammentarsi . I punti di partenza sono il sito del Touring Club Italiano (www.touringclub.it/passioneitalia) e i profili ufficiali Facebook e Instagram. Qui si potrà viaggiare virtualmente fra paesaggi montani e marini, città d’arte, borghi o cammini. Chiave della narrazione sono le Guide Verdi Touring, le fotografie dell’archivio storico ed 
approfondimenti da parte di giornalisti in una sorta di “bagaglio di viaggio”. Una grande campagna che ha come obiettivo quello di far tornare a sognare una vacanza in Italia. Touring Club Italiano può promuoverla narrando tutti i luoghi, dai più prestigiosi a quelli apparentemente senza attrattive, perché da sempre la sua missione è quella di promuovere i tesori d’Italia, anche quelli più sconosciuti. La sfida che viene proposta è quella di contribuire al racconto, con aneddoti personali legati a luoghi specifici, con immagini e 
scorci inediti ai quali si è particolarmente legati, per condividerli via social con gli hastag  #passioneitalia 

#mappadellabellezza. “Noi, intesi sia come volontari del Touring Club italiano, ma anche tutti “noi” cittadini: per ricordarci e ricordare al mondo intero, che si può imparare dalla bellezza a guardare oltre l’oggi con ottimismo. Per tenere “acceso” un settore così fondamentale per il Paese e che inevitabilmente soffrirà immensamente: il turismo.”-ha affermato Franco Iseppi Presidente del Touring Club Italiano. Un modo per restituire il domani del Paese ai propri cittadini, sicuri che questo compito ora 
spetti alla propria comunità e a chi si occupa di “prendersi cura dell’Italia come bene comune” da oltre 125 anni. Il Touring Club Italiano è una libera associazione senza fini di lucro che contribuisce a produrre conoscenza, tutelare e valorizzare il paesaggio, il patrimonio artistico e culturale, le eccellenze economico produttive dei territori, attraverso il volontariato diffuso e una pratica turistica del viaggio etica, responsabile e sostenibile. 

                                   Giuseppina Serafino

martedì 17 marzo 2020

Artigianato e Palazzo

Nel seicentesco Giardino Corsini di Firenze, dal 4 al 7 giugno 2020, si terrà la XXVI edizione di “Artigianato e Palazzo” –botteghe artigiane e loro committenze- che porterà una nuova selezione di 100 testimoni della più raffinata tradizione artigiana, con un interessante focus sulle generazioni emergenti. Sarà un variegato percorso con ceramisti, molatori del vetro, sbalzatori dell’argento e orafi, intagliatori, liutai, sarti, intarsiatori di pietre dure e legno, intrecciatori della paglia, designer ed altro. Un’occasione per riflettere anche sui nuovi stili, fra tradizione ed innovazione, manualità e tecnologia 
svelati da maestranze specializzate nei loro piccoli angoli di bottega ricostruiti per l’occasione nelle limonaie e tra i parterre del giardino all’italiana. “Non smettiamo di credere ad un futuro per queste aree di manualità ancora riscontrabili nel nostro Paese, ma dobbiamo continuare a promuovere il valore della creatività, dell’originalità e del pezzo unico, se vogliamo far comprendere il senso profondo di questo lavoro”, hanno dichiarato Giorgiana Corsini e Neri 
Torregiani. “Una impresa non facile oggi, 
dove tutto è in continua evoluzione, i tempi 

sono accelerati ed il web è protagonista.  Ma la presenza di tanti giovani, tra espositori e visitatori, ci porta a pensare che questa sia la strada da continuare a percorrere per scoprire il valore del fare con le mani per sottolineare il concetto che l’artigianato rappresenta una grande opportunità in un mondo così dinamico.” Attendendo “Artigianato e Palazzo”, viene avviata in questi giorni “Giambologna e la Fata Morgana”, la nuova campagna di raccolta fondi a favore del patrimonio culturale, rivolta a privati ed aziende. Un nuovo progetto di mecenatismo voluto dai due sopracitati organizzatori che nel 2018 hanno donato un contributo di 50.000 euro per la riapertura del Museo della Manifattura Richard Ginori di Doccia e nel 2019 l’importo di 40.000 euro per il restauro delle opere d’arte realizzate per la comunità russa a Firenze fra Ottocento e Novecento. Si è ritenuto di 
individuare un curioso complesso cinquecentesco, esempio particolarissimo di architettura da giardino, fra tipologia del ninfeo e quella del grotto, che al suo interno custodiva la statua marmorea della Fata Morgana scolpita da un giovanissimo Giambologna”. L’obiettivo è riprodurre artigianalmente con tecnologie modernissime la statua da ricollocare nel luogo per cui è stata pensata e restaurare l’intero complesso della “Fonte della Fata Morgana”, conosciuta anche come “Casina 
delle Fate”. Esso fu fatto costruire da 
Bernardo Vecchietti nella seconda metà del Cinquecento all’interno del parco della villa Il Riposo, sua residenza estiva immersa nel Chianti , nell’attuale Comune di Bagno a Ripolicompletamento della mostra Artigianato e Palazzo ci sarà un ricco programma di eventi come: la “Mostra Principe” dedicata ad un importante brand italiano che ha fatto della tradizione artigiana la chiave del suo successo: -“Blogs & Crafts i giovani artigiani e il web”, un concorso rivolto ai giovani artigiani under 35 e a blogger/influencer che operano sui temi dell’artigianato, lifestyle, moda e turismo. -“Ricette di famiglia” appuntamenti quotidiani sulla cultura gastronomica con show coking e degustazioni - Assegnazione del premio Perseo all’espositore più apprezzato e il Premio del Comitato Promotore per lo stand più bello. 
                   Giuseppina Serafino


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sabato 14 marzo 2020

“Viaggio oltre le tenebre” dell’Antico Egitto

Il Primo maggio 1821, a Londra presso l’Egyptian Hall, veniva inaugurata un’ esposizione ibrida basata su reperti trovati da Giovanni Belzoni, dopo anni di esplorazioni, con riproduzioni dei monumenti da lui scoperti e riproduzioni dei rilievi dipinti della tomba di Seti I nella Valle dei Re. La mostra, che ebbe un successo straordinario, fece da preludio ad una serie di rassegne che hanno diffuso la conoscenza dell’Antico Egitto in tutto il mondo.Due suggestive mostre a Milano dedicate ad esso, al tema dell’uomo e il divino, oltre alla visone dell’aldilà richiamano il fascino di questa Civiltà dalle molteplici valenze culturali. La prima esposizione “Viaggio oltre le tenebre. Tutankhamon RealExperience”, ha aperto al pubblico a Palazzo Reale, fino al 14 
giugno 2020. Essa offre un’esperienza coinvolgente per raccontare il viaggio “Oltre le tenebre” del più celebre dei faraoni e far conoscere la concezione dell’aldilà degli antiche egizi. Il percorso, a cura di Sandro Vannini, è stato arricchito da grandi proiezioni immersive accompagnato da musiche originali e da un percorso narrativo che si avvale della consulenza di un prestigioso comitato scientifico, presieduto da Miroslav Barta e composto da Zahi Hawass, Christian E. Loeben, Liam McNamara e Gabriele Pieke.Di un certo pregio è la ricomposizione
 del cosiddetto
Corredo Busca, con la mummia, il sarcofago, il papiro e la statua del dio Amon, con i tratti somatici del giovane Tutankhamon, concessa dalla Fondazione Fritz Beherens e dal Museo August Kestner di Hannover.Presso ilCivico Museo Archeologico di Milano, dall’11 marzo al 20 dicembre 2020, verrà allestita la mostra “Sotto il cielo di Nut: Egitto divino” che fa riflettere sull’universo spirituale e 
concettuale della civiltà egizia. Sono presenti 150 opere come sculture in bronzo, pietra e faience, rilievi votivi, sarcofagi, mummie ed oggetti del corredo 
funerario che 
accompagnavano il defunto nell’aldilà. Queste importanti testimonianze provengono dalla collezione egizia del Civico Museo Archeologico di Milano, dal Museo Egizio di Torino, Museo Archeologico Nazionale di Firenze, Museo Civico Archeologico i Bologna, Civico Museo di Antichità “J:J Winckelmann” di Trieste, Museo di Archeologia dell’Università di Pavia.Sarà possibile visitare entrambe le mostre con un medesimo biglietto per gustare appieno la seduzione dei misteri insiti in nell’arcaico Egitto. www.tutankhamonmilano.it
(foto di Experience Egypt)


                                Giuseppina Serafino