lunedì 19 agosto 2019

Stravaganti in … Crocierissima

Prospera sempre più il mercato delle crociere forse anche per questo si accresce il ventaglio delle proposte destinate a coloro che ricercano esperienze particolari sulla base delle proprie propensioni. “Crocerissime.it”, il primo sito italiano interamente dedicato al mondo delle crociere, ha dimostrato in un recente sondaggio che tra i suoi utenti il 35% dei crocieristi vorrebbe poter beneficiare di opportunità e di vere e proprie “esperienze”, come poter cucinare con uno chef stellato, immergersi nella cultura dei luoghi visitati durante un’escursione a terra, al di fuori dei soliti itinerari previsti, o dedicarsi a trekking e iniziative 
ricche di adrenalina per i più audaci, senza dover pensare a nulla da organizzare. Fra le diverse attività più stravaganti vi sono ad esempio: “Odissea musicale nel Mediterraneo”, a bordo della nave Le Bougainville, organizzata dalla compagnia di lusso Ponant. Si tratta di una grande crociera musicale, che unisce i luoghi più attraenti di Grecia e Italia con una serie di recital privati di musica classica in un programma ideato e supervisionato da Michael Parloff, ex solista principale della Metropolitan Opera Orchestra dal 1977 fino al suo ritiro nel 2008. Per il 2020 è stata anunciata l’”Odissea musicale nel Nord Europa”, fra Stoccolma e la città francese di Honfleur che celebrerà il 250 esimo anniversario della nascita di Ludwig van Beethoven. 

La Norwegian Cruise Line offre “Runaway to Paradise”, da Barcellona a Palma di Maiorca, con possibilità di assistere a un concerto di Jon Bon Jovi sulla stessa nave e nel porto di Palma. La già famosa Rock Legends Cruis sulla Independence of the Seas di Royal Carribbean, ha in programma più di 60 concerti, conferenze tematiche sul “rock”.La compagnia francese di crociere fluviali CroisiEurope, famosa per la sua gastronomia, ha diverse proposte di crociere tematiche , con partenza e ritorno da Strasburgo, spaziando fra cucina ungherese, messicana, araba, italiana e spagnola. P& O Cruises presenta invece la crociera Food Heroes, che consiste in diversi viaggi nei fiordi norvegesi, in Scandinavia e in Russia, accompagnati da tre celebrità gastronomiche: Marco Pierre White, grande chef stellato Michelin, Olly Smith, esperto di vini ed Eric Lanlard, maestro pasticciere. La compagnia Silversea Cruise offre ai suoi clienti la “Wine Series”, con undici crociere pensate per gli amanti del vino.Vi sono poi crociere nelle location del “Trono di Spade”, ad esempio nell’Irlanda del Nord e per scoprire paesaggi medioevali a bordo della nave Crystal serenity della omonima compagnia. Un vero e proprio parco acquatico è presente sulla nave Carnival Subshine, che promette una  
avventura adrenalinica su incredibili scivoli, cascata e piscina Jacuzzi.Ma un’esperienza surreale è quella offerta da Explorer of The Seas di Royal Caribbean nei Caraibi, con molte star della popolare saga fantascientifica di Star Trek. Per concludere la rassegna occorre citare la 31esima edizione della più grande crociera nudista al mondo a bordo della Carneval Legend che partità il 14 febbraio 2021 dal porto di Tampa (Florida, Usa) con circa 3.000 persone; a precederla ci sarà la Big Nude Boat, con “piccanti” intrattenimenti . Vacanze all’insegna della trasgressione e del…peccato non esserci, secondo alcuni! 

                                                   Giuseppina Serafino

giovedì 15 agosto 2019

Ferragosto e i piatti tipici italiani

Ferragosto è una festa che risale all’Imperatore Augusto nel XVIII sec.il quale diede vita alla feria augusti, sinonimo di evasione e di riunioni conviviali. Oltre alle tradizionali scampagnate e grigliate che sono stati mappati dalla Fipe, Federazione Italiana Pubblici Esercizi. Partendo dal Nord, in Trentino e Valle d’Aosta ci sono piatti di sostanza, tipici dell’ambiente montano: i canederli, gustose polpette di pane e speck, e la meno nota Seupa à la Vapelenentse, una zuppa che prende il nome dal villaggio Valpelline, a base di fontina e brodo di carne”. In Lombardia prevale il minestrone, nella versione fredda mentre in Veneto e Liguria si predilige il pesce, con le sarde in saor e la capponadda, una fresca insalata di mare con tonno, acciughe, pomodoro e olive, piatto prediletto da marinai e pescastori. Friuli Venezia-Giulia e soprattutto l’Emilia Romagna, puntano sulla pasta ripiena i Cjarsons e i più classici cappelletti al ragù.

Gli unici a puntare sul dolce sono i piemontesi, con un dolce tipico del ferragosto che è la Margheritina di Stresa, un biscotto la cui particolare fragranza viene data dalla presenza, negli ingredienti, del tuorlo d’uovo sodo setacciato e ridotto a farina. Nel cuore della penisola, ossia in Toscana, troviamo il piccione arrostito, una tradizione nata in epoca carolingia. Nella vicina Umbria il piatto forte è costituito dagli gnocchi al sugo di papera, mentre nelle Marche troviamo l’oca arrosto; i cavatelli al sugo di maiale sono un piatto rustico del Molise.A Roma, come in molte località del Lazio, troneggia il pollo in umido con i peperoni, pietanza godereccia per gliamanti della cosiddetta “scarpetta” finale. 

Precedendo verso sud, in direzione Campania, si scopre che il piatto dominante è la Pizza di maccheroni, una via di mezzo fra piatto di spaghetti e classica frittata, gustato a robuste porzioni, magari sulle spiagge libere. In Puglia un caposaldo della cucina italiana sono le orecchiette con cime di rapa, mentre nella vicina Basilicata ci si orienta sull’agnello alla lucana. Come per la Terra del sole, anche in Calabria si prepara ala pasta al forno, la pasta chijna ( ossia ripiena), un classico del pranzo della domenica e delle festività; oltre alla versione con il ragù e le polpettine, esiste la variante con la soppressata. Dulcis in fundo arriviamo nelle isole con i culurgiones di patate sardi, una pasta ripiena, e il tipico Gelo di Melone siciliano.
L’ingrediente principale di questo dessert fresco è l’anguria, che in Sicilia, come in altre zone del sud Italia viene comunemente definito “melone”, non intendendo quello dalla dolcissima polpa arancione. A Castelbuono, nel cuore del Parco delle Madonie, (vicino Palermo, è stato creato anche il panettone di Ferragosto. Sicuramente ci saranno, oltre a quelle citate, tante altre sfiziosità con cui poter“gustare” appieno la giornata ferragostana rendendola davvero
 memorabile..
                                                        Giuseppina Serafino 


                                      




lunedì 12 agosto 2019

Grazie di Curtatone i suoi Madonnari


Dal 14 al 18 agosto Grazie di Curtatone (MN), uno dei borghi più belli d’Italia, ospita la tradizionale Fiera delle Grazie. Un evento che compendia arte , cultura e gastronomia e che ha il suo momento centrale, nella notte e giornata ferragostana, quando il Santuario viene invaso dalle opere di oltre 200 Madonnari provenienti dall’Italia e dall’estero. Una 

caratteristica che distingue il concorso mantovano rispetto ad altre manifestazioni di pittura di strada è la connotazione sacra ispirata alla tradizione cristiana; l’arte dei madonnari è definita “sacra” anche per il sacrificio che essi stessi compiono nel dipingere chini sull’asfalto, sfumando i colori con i polpastrelli. Il tema dominante del bozzetto per il manifesto della 47 esima edizione dell’incontro nazionale di questi artisti di strada sarà l’acqua nelle sue varie declinazioni.
 L’autrice, la maestra madonnara Michele Bogoni, vincitrice dell’edizione 2018, ha presentato il suo lavoro il 19 maggio, al Museo dei Madonnari, alla presenza della direttrice Paola Artoni, del sindaco Carlo Bottani, dei rappresentanti di Pro loco Curtatone e Cim (Centro Italiano Madonnari). L’autrice ha descritto la sua opera affermando:”La Madonna delle Grazie, sembra uscire dall’acqua, proprio al centro del sagrato del Santuario, a rappresentare il fiume Mincio. Una Madonna che guarda dritto negli occhi e che porge allo spettatore uno dei simboli del territorio rivierasco, il fior di loto. Sullo 
sfondo il santuario e dietro, un grande sole al tramonto, a simboleggiare l’aureola”. Il Santuario della Beata Vergine delle Grazie, di stile gotico-lombardo, con ampia volta che copre una sola navata, soggetta a rimaneggiamenti nel sedicesimo secolo, domina il paesaggio del Borgo e dell’area circostante, stagliandosi sul complesso acquatico della Valle del Mincio.
 All’esterno del tempio mariano, il visitatore è accolto da un elegante e sobrio porticato, che impreziosisce la facciata insieme a tre caratteristici pinnacoli posti nella parte più alta. Il loggiato ospita quindici affreschi, che narrano episodi della storia della città, legati a miracoli o a criticità risolte grazie ad intervento divino; tutte le relative lunette, risalenti alla fine del 

Cinquecento, contengono l’immagine della Madonna. Entrando, la prima cappella sulla destra ospita il mausoleo di Baldassarre Castiglioni, opera di Giulio Romano e, aspetto curioso, si trova un vero e proprio coccodrillo, da poco restaurato. Incatenare l’animale in alto, nella volta della chiesa, vuol dire bloccare il male che rappresenta e esporre un monito ai fedeli contro l’umana predisposizione all’errore. Posto su una lieve altura in prossimità del Lago Superiore e della città di Mantova, il Borgo delle Grazie popolato fin dall’antichità da barcaioli ,permette di dominare oltre i canneti, la vista spettacolare dei fiori di loto galleggianti, importati dal Giappone agli inizi del secolo scorso. 
Vegliare sul rispetto di flora, fauna e tradizioni locali, dal 1984 è compito specifico del Parco Regionale del Mincio che agisce su un territorio compreso fra il lago di Garda e il fiume Po. Un fazzoletto di terra che racchiude frammenti di suggestioni autentiche da scoprire.

               Giuseppina Serafino

giovedì 8 agosto 2019

Alta Irpinia e Sponz Fest 2019

Torna in Alta Irpinia , dal 19 al 25 agosto, lo Sponz Fest ideato e diretto da Vinicio Capossela. Si tratta di un tentativo di avvicinare il mondo a quello che fosse, da quel sottoterra da dove veniamo e in cui finiremo: “Fest, Pest e radici”. 
Sottoterra è il luogo delle radici, del riparo, della fertilità sotterranea, “Underground”. La Peste è pestilenza mortale, devastazione del senso di comunità, rottura dei legami sociali, caccia all’untore, capro espiatore, speculazione sulla paura del contagio e azzeramento delle regole. 
Come nei momenti di pestilenza, il lazzaretto, luogo di cura e detenzione, sarà fuori dalle mura cittadine, in contrada detta “Vallone Cupo” sulla collina di Gagliano, sede delle tre serate denominate Sponz Pest. Le attività festive e salvifiche di Sponz Fest si terranno nell’antico centro storico e nelle grotte del paese capofila Calitri, oltre che in altri paesi limitrofi 

(Cairano, Lacedonia, Sant’Angelo dei Lombardi, Senerchia, Villamaina). La performance collettiva “Trenodia” attraverserà in modo processionale e rituale i comuni che aderiscono al progetto, toccando altre regioni, a partire dalla Calabria: Caulonia, Isola di Capo Rizzuto (Crotone), attraverserà i comuni di Sponz Fest e proseguirà in Basilicata a Tricarico , per poi terminare a Matera, il 29 agosto. 
La manifestazione avrà un’offerta alimentare ispirata al tema, con una cucina ottenuta da prodotti intra-terrestri serviti in Vallone Cupo, che sarà protagonista di due serate a tema in paese (Martedì al grasso e Mercoledì alla cenere).In questa edizione il Fest si pone tra gli eventi plastic free con particolare attenzione alla fornitura di acqua e ai materiali biodegradabili. Un vero e proprio connubio fra tradizione e innovazione sarà l’ uso degli sponzini in terracotta, una moneta di terra che omaggia la secolare tradizione ceramica del paese capofila e nuove modalità di transazione economica quali carte digitali e l’App Satispay. 

Per tutta la settimana sponziva, oltre ai singoli eventi e concerti in programma, un gruppo di artisti, studiosi, musicisti, cantori e suonatori saranno il corpo vivo e ambulante del Fest, in una reale compartecipazione popolare; le loro esibizioni saranno anche estemporanee, in campo, in grotta o in vicolo e spesso non annunciate. Ci saranno anche dei trekking e delle ciclo escursioni, denominate “lamentazione a pedali” ovvero un diritto all’ozio: un peregrinare lento per masserie abbandonate, fontane, abbeveratoi. La lentezza è una virtù propria della civiltà&cultura contadina e pedalare insieme è un rituale collettivo in cui il lavoro del corpo viene usato per 
misurare le distanze e il sudore serve come purificazione, perdere qualcosa per trovare e ritrovarsi. Vinicio Capossela ha affermato:” Camminare ben accompagnati è una grande occasione di pensiero. E’ l’occasione buona per abbandonare la condizione di sedentari e prendere quella del nomade. Nomadi di breve corso, ma nomadi, in una sacca di tempo al riparo del tempo. Il tempo del mito, il tempo del racconto è un tempo fermo, che si sottrae al tempo del lavoro che tutto consuma e divora. Questo è il tempo che vi proponiamo di prendervi in questi sette giorni, il tempo della ri-creazione del mondo. Auscultate voi stessi, percorrendo una terra antica”. Un modo davvero originale per recuperare significati ancestrali ancorandoli in maniera critica nell’odierno vissuto.


                                                                                                            Giuseppina Serafino

lunedì 5 agosto 2019

Valsugana ecosostenibile


A Palazzo Chigi, alla presenza dei ministri Sergio Costa e Riccardo Fraccaro, è stata presentata l’Azienda per il Turismo Valsugana Lagorai come prima e unica destinazione certificata per il turismo sostenibile.Un importante traguardo raggiunto dalla Valsugana che dal 24 giugno 2019 è la prima destinazione turistica in Italia, in Europa e nel mondo ad avere ottenuto il certificato di destinazione per il turismo sostenibile .La certificazione parte da lontano, infatti i suoi principi fanno parte del DNA della Valsugana; dall’anno precedente l’APT Valsgana Lagorai ha intrapreso una scelta di grande importanza per lo sviluppo della destinazione come comunità di sistema, integrata alle peculiarità e alla vocazione della meta turistica. Una scelta che si è concretizzata attraverso la certificazione di sostenibilità ambientale e 
responsabilità sociale secondo i criteri e gli standard del Global Sustainable Tourism Council (GSTC). Si tratta di un’ organizzazione indipendente, neutrale e senza scopo di lucro, che tra i propri membri annovera agenzie delle Nazioni Unite (UN World Tourism Organization UNWTO), enti non governativi (Fra le quali Rainforest Alliance), università e comunità, tutti impegnati a raggiungere le migliori pratiche nel turismo sostenibile. Con lo slogan –la Valsugana dove ci piace vivere 365 giorni all’anno- affermiamo la qualità delle vita che ci contraddistingue e ci fa diventare precursori di un percorso che auspichiamo possa essere seguito da altre realtà sia trentine che italiane.” Ha affermato Stefano Ravellli Ad Apt Valsugana. “Turismo responsabile , tutela e valorizzazione del 
patrimonio culturale e dell’ambiente (es. piani di mobilità, gestione dei rifiuti, acque reflue, riduzione del consumo delle risorse non rinnovabili, energia pulita) sono aspetti che oggi diventano un importante elemento per aumentare il valore percepito della destinazione, in cui i cittadini divengono i primi attori protagonisti”. La certificazione di sostenibilità GSTC non è un semplice traguardo perché valorizza le caratteristiche intrinseche della destinazione turistica come sistema territoriale, quali: l’attenzione per l’ambiente e per i cambiamenti climatici, le esperienze turistiche green e slow, la tutela e il benessere della comunità.Ciò vale perchè il primo ambasciatore dello stile divita sostenibile, da condividere e promuovere, è proprio la collettività che vive responsabilmente il territorio e mette il proprio benessere al centro, verso l’eco-
destinazione. Sergio Costa, Ministro per l’ambiente ha espresso il suo compiacimento “Questa esperienza mi piace molto perché significa dare una speranza supplementare ad  uno sviluppo serio del nostro paese, rigoroso e naturalisticamente sostenibile. L’Azienda Valsugana Lagorai è pioniera e chiedo che quanto è stato qui sviluppato con grande professionalità e passione nasca altrove.




                                                                                  Giuseppina Serafino

venerdì 2 agosto 2019

Spazzacamini in festa in Val Vigezzo

Un evento unico al mondo che richiama ogni anno migliaia di visitatori è quello che si tiene a Santa Maria Maggiore (VB) e che ricorda il mestiere duro dello spazzacamino. Nel 1800 una delle piaghe più drammatiche di questo rapporto fra uomo e fuliggine fu quello dello sfruttamento di molti bambini addetti a questa mansione. Lo spazzacamino è un personaggio che è rimasto caro nell’immaginario collettivo anche per la figura di Bert, interpretato da Dick Van Dyke nel film “Mary Poppins”. Per questa celebrazione arrivano da tutto il mondo più di mille spazzacamini, accompagnati dagli attrezzi del mestiere, tinti di fuliggine sui volti e con gli abiti da lavoro tradizionali tutti neri ( ad eccezione della delegazione olandese che si differenzia da sempre per la divisa di un bianco candido).Il luogo scelto è quello della Val Vigezzo, definita appunto la valle degli spazzacamini.
Da qui schiere di giovani partirono un tempo alla ricerca di fortuna nelle pianure del nord Italia ma soprattutto all’estero.Il Raduno, giunto alla 38esima edizione, vede la partecipazione di Germania, Svizzera, Finlandia e Svezia come nazioni più rappresentate nella sfilata di domenica 1 settembre, ma arrivano anche dai Paesi dell’est Europa, così come quelli scandinavi, da Stati Uniti, Giappone e Russia. Sono previste corse speciali della Ferrovia Vigezzina-centovalli da Domodossola a Locarno per raggiungere Santa Maria Maggiore senza problemi di traffico e di parcheggio  (www.vigezzinacentovalli.com).

 La storica manifestazione è organizzata dall’Associazione Nazionale Spazzacamini con la collaborazione del Comune e della Pro loco di Santa Maria Maggiore. L’edizione 2019 ha avuto il prezioso supporto dell’assessorato alla cultura della Regione Piemonte, del Museo regionale dell’emigrazione vigezzina nel mondo e del Consiglio Regionale del Piemonte, con il patrocinio di Confartigianato Imprese Piemonte Orientale, dell’Associazione Musei dell’Ossola e della Provincia del Verbano-Cusio-Ossola. Si tratta di un viaggio nel tempo alla riscoperta di storie autentiche, che si può effettuare anche grazie alla visita al Museo dello Spazzacamino di Santa Maria Maggiore, che ogni anno accoglie più di 10.000 visitatori. Il raduno, con un pizzico di divertente goliardia, consenti di riassaporare i colori e i profumi di un passato, ricordando un mestiere quasi scomparso e oggi tutelato. I momenti suggestivi della kermesse,

che si terrà dal 30 agosto al 2 settembre, si svolgeranno domenica 1 settembre, con la sopracitata sfilata di mille spazzacamini, accompagnati da gruppi folcloristici e bande musicali, passando in Piazza Risorgimento fino in Piazza Gennari. Successivamente avrà luogo la rievocazione storica della pulitura dei camini con gli utilizzi dei classici attrezzi: la raspa, spatola di ferro col manico ad uncino da appendere ai pantaloni; il riccio, insieme di lamelle a raggiera ricavate dalle molle delle sveglie e orologi da campanile; la squareta, bastone allungabile alla cui sommità si agganciava il riccio; il brischetin, lo scopino; una lunga fune e dei pesi; il sach, sacco ripieno per riporre la fuliggine.

 I tetti delle abitazione della località si popoleranno di allegri spazzacamini facendo riecheggiare nell’aria il Taròm, classico gergo da loro utilizzato. A conclusione della giornata ci sarà un concerto dell’Accademia Big Band nel parco di Villa Antonia, con premiazioni e nostalgiche rievocazioni(Radunospazzacamini). Credits di Massimo Bertina.
                                                                                              
Giuseppina Serafino
                             




martedì 30 luglio 2019

Il patron del Merano Wine festival si racconta


Helmuth Kocher, conosciuto come The WineHunter e patron di MeranoWineFestival, storica manifestazione fra gli eventi wine&food di eccellenza si racconta parlando dell’amore per il suo luogo d’origine.La sua famiglia si è insediata in Alto Adige oltre 150 anni fa, suo nonno proveniva da una famiglia di maestri tessili della Boemia mentre sua nonna invece da una famiglia di viticoltori della Wachau dell’Austria. Vivere in Alto Adige, in particolare a Merano dove è nato, lo ispirano nella sua fantasia, facendogli ritrovare aromi e sapori in un piccolo paradiso che gli tocca il cuore. Quando ha iniziato con Merano WineFestival nel 1992 si iniziava a parlare di qualità, mentre la parola eccellenza era allo stato embrionale perché non c’era la ricercatezza che c’è oggi. Il mercato della viticoltura non aveva a disposizione la tecnologia attuale e ora produrre un prodotto di qualità non è più così difficile. Per lui qualità, soprattutto nel segmento che riguarda il vino è da considerare a livello di emozione. L’Italia negli ultimi dieci anni ha riscoperto il territorio e le sue varietà autoctone, si parla di oltre 1000 varietà all’interno delle quali ogni regione ha una sua chicca e qualcosa di particolare. Ultimamente la mia attenzione è stata richiamata dai vitigni resistenti alle malattie fungine, i cosiddetti PIWI, come il Solaris o il Souvigner Gris che non sono ancora molto conosciuti.Fra le regioni d’Italia che stanno emergendo vi è sicuramente la Puglia che ha vitigni particolari come il Primitivo e il Negroamaro che promettono bene per il futuro. Ogni produttore cerca di dare la sua 
impronta al vino oltre a quella che viene conferita dal territorio, per cercare di trasferire il vissuto, il passato e la storia della famiglia stessa come il Pinot Nero in Alto Adige quando nel 1885 un arciduca portò la vite in questo terreno, per questo oggi esso è considerato il miglior vino rosso dell’Alto Adige per eccellenza.I Italia vi sono più di 15 guide e innumerevoli portali dedicatati al vino e figure di critici, occorre quindi quindi un riferimento importante a livello nazionale e internazionale, come una fondazione che ne sia garante dell’alta qualità. Tra i 100 migliori vini l’Italia ogni anno ha un massimo di 3-5 vini, mentre la Francia ha oltre il 70%e questa disparità continua a dare più referenze al vino francese. 

Ogni anno potrebbero essere valutati i migliori 100 vini con il cappello dei Wine Hunter che all’interno di un algoritmo tenga conto anche delle valutazioni delle maggiori guide italiane ed estere. Il vino italiano in questa maniera otterrebbe maggiore attenzione ed anche maggior richiesta.
                                                           


                                                                                 Giuseppina Serafino

sabato 27 luglio 2019

Alla scoperte delle Grotte turistiche del Piemonte

Un Patrimonio sotterraneo di incommensurabile bellezza quello che si cela nelle viscere della terra e in particolare in Piemonte. Nell’Alta Val Corsaglia, a Frabosa Soprana (CN), la Grotta di Bossea presenta 2500 metri di sviluppo del sentiero turistico per un livello ascendente di 116 metri, tanto da collocarla fra le più grandi d’Italia. A Frabosa Sottana, in 
Val Maudagna si può scoprire la Grotte del Caudano che ha uno sviluppo di oltre 3200 metri, la ricchezza d’acqua della cavità, nel corso dei millenni, ha creato un gran numero di conformazioni calcaree, dando vita a svariate sculture naturali di grande impatto. Risulta ancora più suggestiva la Grotta dei Dossi a Villanova Mondovì (Cn), situata sui pendii del Monte Calvario, disseminato di cappelle votive che culminano verso una croce centrale. Presenta uno sviluppo di 910 metri per 21 di dislivello, con molteplici corridoi e sale dalle mille sfumature.                                        
 Ci si aggira piegano la testa che pur protetta dal caschetto non manca di toccare bruscamente le volte e si è colpiti dalla temperatura alquanto fredda, intorno ai 10 gradi.La Grotta dei Dossi, di origine carsica, scoperta da un ignoto cacciatore nel 1797, è stata la prima ad essere illuminata con luce elettrica, 30 lampade Edison. Si passa dalla “Galleria moresca” “Alla barca di Caronte” evocando suggestive creature mitologiche, dall’Anticamera dell’Inferno” alla “Sala dei pipistrelli”; inquieta l’idea che ci possano essere celati migliaia di questi volatili vaganti. La Grotta fu molto visitata
nell’Ottocento e poi rimasta chiusa per circa due secoli, ora ritornata a nuova vita con fasci di luce che ne esaltano la bellezza e la varietà dei colori , tanta da farla definire “La grotta più colorata d’Italia”. Dai “Bagni di Venere” al “Salottino gotico”, a volta cuspidale” si giunge all’”Albo dei visitatori” dove vi sono dei nomi di ospiti, fra i quali quelli di tre giovani contadini” che rimasero nella grotta chiusi per tre giorni, incapaci di uscirne. 
 Girando nei cunicoli, accompagnati dalla guida, era alquanto ossessionante l’idea di un possibile forzato soggiorno in questo antro della Terra. Nel “Salone del lago” ci sono sfumatura cromatiche che vanno dal bianco al grigio ferro e al rosso. La Storia di questo luogo è segnata da depredazioni di avventurieri che asportavano le stalattiti e le stalagmiti per rivenderle al vicino mercato di Mondovì a proprietari di ville e giardini anche della Liguria.Nelle Grotte Si tengono numerosi eventi 
come il concerto natalizi di quest’anno “Da Betlemme a New Orleans”, mostre, quali“La grotta animata” di un’artista ligure, nel mese di gennaio è avvenuta la premiazione di un suggestivo Concorso presepi. Curioso vedere in una delle ultime sale una cataste di bottiglie di vetro, dietro una grata protettiva, che ci è stato detto essere vino “bollicine”, portato qui a diventare pregiato, da una azienda dell’Alta Langa. Chissà quanti segreti di questo magico luogo si potranno evocare sorseggiandolo, sulla scìa del celebre detto “In vino veritas”! 

             

                                                                                      Giuseppina Serafino