mercoledì 24 aprile 2019

Turchia dai grandi numeri


  Il Ministero della Cultura e del Turismo della Repubblica di Turchia ha recentemente pubblicato le statistiche per l’anno 2018: sono stati 39,488.401 i turisti internazionali giunti nel Paese, con un incremento del 21,84% rispetto all’anno precedente. I flussi più significativi provengono da Russia, Germania, Bulgaria e dalla Gran Bretagna. I turisti italiani sono stati 284.195, con un incremento del 38,10 %. Istanbul ed Antalya sono le città più gettonate, con uno share che si attesta intorno al 34,02% per la prima, e del 31,50% per la seconda. Il settore turistico in Turchia coinvolge più di 1 milione di posti di lavoro; il numero di catene alberghiere è più che raddoppiato dal 2001, arrivando a 165 nel 2017, di cui l’82% di proprietà nazionale, il 15 % di proprietà straniera e il 3 % di proprietà mista.
 La Turchia è una destinazione molto attrattiva per gli italiani, sia per l’ottimo rapporto
qualità/prezzo,  per la vicinanza geografica (poco più di due ore di aereo), ma anche per la facilità dei collegamenti poiché la Turkish Airlines, membro Star Alliance che raggiunge 302 destinazioni in 124 Paesi, parte da otto città italiane (Milano, Venezia, Bologna, Pisa, Roma, Napoli, Bari Catania), con 141 voli settimanali nel periodo estivo e 118 in inverno.  Ad attirare i turisti italiani è il mare della Turchia, che nel 2018 si è aggiudicata il 3° posto per le Bandiere Blu Spiagge (459) e il 4° posto per le bandiere Blu Totali (481, marine comprese) sparse negli oltre  8.000 km di costa. La maggiore attrattiva per i cittadini del Bel Paese è la ricchezza del suo patrimonio storico ed artistico, che vanta oltre 17.000 siti sparsi in tutto il territorio. Uno dei punti di forza è l’archeologia della Turchia che ha dichiarato il 2019 come l’Anno di Gobeklitepe, la cui scoperta ha rivoluzionato la visione del mondo antico tanto che l’anno scorso è entrata a far parte della lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco (per un totale di 18 siti).
La Turchia secondo i dati dell’UNWTO del 2017, è all’8° posto come World’s Top Destination.Si ringrazia l’Ufficio cultura ed informazioni dell’Ambasciata di Turchia per le preziose informazioni fornite, auspicando un ulteriore aumento di queste significative stime di un turismo che si configura come una preziosa opportunità di sviluppo per un Paese davvero da scoprire.
                 
                                                                   
                                          Giuseppina Serafino






sabato 20 aprile 2019

La Valle della Loira in bici


Un bellissimo territorio da esplorare in sella alla bici è la valle della Loira, lungo i magnifici castelli e attraversando un incantevole paesaggio fluviale naturale. L’itinerario “Loire à velò” inizia ad Orléans, porta d’ingresso della regione nel medioevo capitale francese. Il percorso inizia dalla confluenza del fiume Loiret, dirigendosi verso città ricche di storia, quali Meung-sur-Loire, Beaugency e la centrale elettrica di St. Laurent des Eaux che testimonia l’importanza storica della Loira.Dopo circa 65 km si giunge a Blois, seguendo la riva meridionale del fiume Loira. Piacevole pedalare attraverso le dolci colline ricche di vigneti fino ad arrivare a Cande-sur Beuvron , nei pressi si erge l’elegante castello di Chaumont sur Loire circondato da graziosi giardini, nella storica regione della Touraine. Appagante degustare il locale vino “Savignon blanc”prima di affrontare brevi tratti di salita per arrivare, dopo aver percorso circa 40 km, al maestoso castello di Amboise e Clos- Lucè dove Leonardo da Vinci ha soggiornato.


Ci si dirige poi fino alla regione del prestigioso vino “Montlouis” e di grappe di qualità unica, grazie al microclima di questa zona, vicina al punto in cui si uniscono il fiume Loira e Cher. Un gradevole sentiero conduce a Tours, la capitale del cosidetto “Giardino di Francia”. Si prosegue ormai avvezzi al chilometraggio compulsivo, circa 53 ,fino al castello di Villandry , estesiandosi con la vista dei suoi splendidi giardini. Transitando per “Bec du Cher”, lungo la Loira fino al Castello di Ussé, nella parte più alta della riva si ha una vista delle sue isole ricche di fauna acquatica, dove il fiume Indre si immette nella Loira. Ammirando un ambiente incontaminato si arriva alla deliziosa località di Caneds-St-Martin in cui confluiscono il fiume Vienne e Loira per visitare Anjou, conosciuta oltre ai vini per le sue grotte con incisioni rupestri.Il viaggio intenso ma appagante, termina dopo 64 km a Samur, luogo in cui si trova la prestigiosa accademia di equitazione Cadre Noir. Sono da ammirare le case bianche con pietre di tufo bianco poste al centro e il superbo castello. Se si sceglie di noleggiare la bicicletta per il viaggio nella Loira si può ritornare ad Orléans con il treno, immergendosi con lo sguardo ancora una volta in quel magnifico contesto, puntellato di storia ed intrisa di sapori raffinati che contraddistingue la regione della Loira
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                                    Giuseppina Serafino








martedì 16 aprile 2019

Agrifoud e turismo

Turismo e agricoltura fino a poco tempo era un binomio impensabile a differenza di oggi per via di quel valore attrattativo che la nostra identità (ambientale, culturale, gastronomica) esercita nel mondo. Presso il Museo della Scienza e della Tecnica Leonardo da Vinci di Milano si è tenuto l’interessante convegno””Agrifood e turismo il nuovo grand tour d’Italia”, a cura di Class editore e Gambero rosso. Una giornata di lavori per sviluppare nuove strategie
congiunte tra turismo e mondo agricolo. 

L’agroalimentare ha un ruolo centrale nella nostra economia poiché rappresenta l’11% del Pil, ma arriva al 15% se si considerano 
indotto e attività collaterali, si alza al dato del 30 %, se sommato al comparto allargato del turismo. Diventa importante considerare collegati i due settori di agroalimentare e turismo poichè rappresentano un terzo del nostro prodotto interno lordo. Perciò è indispensabile 
attuare un’operazione sinergica fra istituzioni e privati, protagonisti delle filiere industriali e del mondo della finanza, esperti di turismo esperienziale, operatori che stanno sviluppando percorsi innovativi orientati verso la sostenibilità o che sappiano creare nuove strategie di comunicazione e diffusione del made in Italy. Il passaggio dell’ agroalimentare da commodity a prodotto di eccellenza è la sfida da vincere per imporsi a livello globale e in questo sono significative alcune operazioni di cobranding come quelle che hanno visto Dolce & Gabbana vestire spaghetti e altri formati di Pasta De Martinoil panettone Fiasconaro. Il binomio fashion & food diventa punta di diamante del made in italy generando valore per un intera 

area, al pari di eventi come le Olimpiadi per Milano e Cortina. La chiave è esportare il Made in Italy nel mondo, accogliendo il mondo in Italia, così da creare Il nuovo Grand Tour d’Italia come recitava il titolo dell’incontro; un tour che tocca, allo stesso modo luoghi d’arte e di gusto. Ha chiuso il denso 
incontro Gianmarco
Centinaro,  Ministro per le Politiche agricole, alimentari e forestali, che da luglio 2018 ha assorbito anche il turismo. In sintesi è emerso che occorre sostegno alle imprese, 
sviluppo rurale, ma anche tutela degli agricoltori, passaggi chiave che rafforzano le aziende grandi piccole dentro e fuori i propri confini nazionali.“Ci occupiamo di eccellenze agroalimentari e di come rendere le imprese più forti” ha dichiarato Paolo De Castro, Vicepresidente della Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale. Gran parte della forza del made in Italy è legata all’incoming: il nostro paese è una vetrina straordinaria rispetto ai tanti turisti che vengono anche per mangiare e bere italiano, quindi bisogna puntare sulla valorizzazione di quegli straordinari asset italiani che attraggono tutto il mondo: il patrimonio culturale 

artistico enogastronomico. Pilastri da mettere insieme, favorendo un’offerta turistica che li faccia conoscere attraverso strategie mirate”. De Castro è Presidente del comitato scientifico della fondazione Qualitvita con cui è stato lanciato Treccani gusto: un progetto che crea un collegamento tra attività culturali ed enogastronomia, a partire dai territori. Si tratta di 24 tavole in cui si uniscono patrimoni artistici culturali con agroalimentari rendendo più visibile la sinergia tra i due mondi.                                                                       
                Giuseppina Serafino         

venerdì 12 aprile 2019

Viaggio tra le confraternite enogastronomiche d’Italia

Un giro d’Italia in trenta tappe raccontato in un insolito viaggio dal Piemonte alla Calabria, dalla Puglia al Veneto che svela segreti e leggende legate ai luoghi, ai cibi, alle ricette e alle tradizioni culinarie di tutto il Paese. Un incontro con i custodi delle ricette sconosciute, membri di confraternite e sodalizi gastronomici, cavalieri battezzati con il cucchiaio, confratelli uniti da un simbolo e da un mantello. L’Italia è un paese in cui l’identità regionale si identifica spesso in tradizioni gastronomiche, ogni famiglia ha un patrimonio di ricette che tramanda di generazione in generazione, ogni luogo ha dei cibi principali la cui storia si fonde con le leggende locali. 

Tutto questo nel bel libro "Viaggio tra le confraternite enogastronomiche d'italia" di Michele Leone, scritto con la collaborazione di Valentina Misgur(ed. Odoya) , uno studioso di società segrete che percorre la penisola sulle tracce dei moderni cavalieri custodi di vini, birre, risotti, mostarde e degli antichi protocolli per produrli, ma anche degli oggetti legati alle tradizioni: la grolla, la quadara, il bigolaro. Preziosi cimeli, emblemi di una cultura antica tenuta in vita da questi perseveranti confratelli. Si parte con l’Ordine dei Cavalieri del tartufo e dei Vini d’Alba , che affonda le radici nei circoli iniziatici dell’antica Roma e nel culto di Dioniso e che si adopera per diffondere i vini e i prodotti delle Langhe, avendo come base il magico castello di Grinzane Cavour.
L’Accademia del peperoncino si è assunta il compito di organizzare il più importante evento gastronomico della Calabria, a Diamante, il festival del peperoncino; oltre a questo sono da evidenziare le “cene piccanti” , le “cene col diavolo” e il “Campionato italiano mangiatori di peperoncino”.Il Salento vanta la Confraternita del Pampascione, una pianta erbacea conosciuta come lampascione o cipolla selvatica; vi è anche la Confraternita di Mamma che ha come simbolo il cucchiaio ed è un matriarcato che ha come requisiti l’amore per la cucina e la famiglia. Passando alla ghiotta terra emiliana s’incontra la Confraternita del Tortellino che nasce nel 1965 e che tra i primi confratelli annovera Giovanni Spadolini. A Pieve di Soligo, vicino a Treviso”, è attiva dal 2006 l’Accademia dello Spiedo d’Alta Marca, nata con la collaborazione di Slow Food, per valorizzare lo spiedo come metodo di cottura, nato nella preistoria con la caccia e la scoperta del fuoco. 
Come non citare poi la Venerabile Confraternita del Baccalà alla vicentina che ha tra gli scopi la stesura della ricetta del tipico piatto veneto, delle antiche ricette legate al baccalà e al suo commercio nei secoli. Tra i custodi del fuoco si trova la Confraternita degli Amici del Porcello (Bs) che ha sempre il maiale come protagonista dei loro incontri. Nel centro storico di Piacenza, in via Landi 85 ha sede l’Accademia della Cucina Piacentina che rivaluta piatti della tradizione come: pisarèi e fasò ai tortelli, anolini e passatelli, spaziando anche su stracotti e turtlìt. Passando poi in Lomellina ci si imbatte nella Confraternita del risotto che fra le varie finalità ha quella di definire un protocollo per stabilire quali siano i requisiti per denominare risotto un piatto a base di riso. 
La Confraternita della Birra di Garlasco si occupa di birre trappiste, che possono essere prodotte esclusivamente da monaci cistercensi e, per concludere la rassegna, bisogna citare la Confraternita della Grolla che vuol valorizzare i prodotti valdostani. Decisamente appagante questo affascinante viaggio enogastronomico fra i custodi dei saperi e sapori di un’Italia dalle innumerevoli sfaccettature.
                                                                    


                                                                               Giuseppina Serafino

martedì 9 aprile 2019

Il nuovo Museo del Design italiano


Alla Presenza del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, è stato inaugurato Il Museo del Design Italiano, nato dalla volontà di Stefano Boeri, Presidente di Triennale Milano, con la Direzione artistica di Joseph Grima. Quest’ultimo ha affermato: “L’apertura del Museo rappresenta la prima fase di un progetto 
più ampio e a lungo termine, sostenuto dal Mibac e dagli altri soci di Triennale e concordato con ADI e Assolombarda, con cui Triennale sta costituendo un’associazione. L’obiettivo è sia l’arricchimento della nostra collezione attraverso politiche d’acquisizione mirate e nuove collaborazioni con archivi, scuole,università, musei, sia l’ampliamento in Triennale degli spazi destinati al Design, per fare della nostra istituzione il più importante centro internazionale dedicato al design italiano”. Il progetto di ampliamento sarà legato al lancio di un concorso di progettazione internazionale- a procedura aperta e in due fasi- che sarà bandito a breve. L’espansione includerà nuovi spazi espositivi in grado di accogliere la collezione nella sua totalità e le aree destinate ai servizi per il pubblico, oltre ad una riorganizzazione degli Archivi, per un totale di 6.000 mq.Nella 
sua prima fase il Museo del Design occupa lo spazio della curva al piano terra del Palazzo dell’Arte, su una superficie di circa mq. Sono esposti circa 200 oggetti che raccontano l astoria di trent’anni di sperimentazione radicale in cui nuovi materiali, nuove tecniche e nuovi codici estetici hanno rivoluzionato l’ordine prestabilito nella sfera domestica e nella società. La selezione è organizzata cronologicamente dal 1946 al 1981 e presenta uno dei più periodi di più grande influenza del design e dei designer italiani nel mondo.L’allestimento fornisce approfondimenti sulla storia e il contesto in cui ogni oggetto è stato progettato, con materiali provenienti dagli Archivi della Triennale: fotografie, campagne pubblicitarie, packaging originali. 
Questa prima fase del Museo del design Italiano è un importante punto di partenza per realizzare-anche attraverso l’Associazione Sistema Museale del Design , che nasce dal dialogo istituzionale promosso dal Ministero per i Beni e le Attività culturali­­-un progetto che intende rafforzare e consolidare il ruolo di Milano come capitale globale dell’industrial design. “Prima ancora di essere un luogo di custodia e salvaguardia della memoria storica del design italiano”-ha dichiarato Joseph Grima, “l’ambizione del Museo del Design Italiano è quella di essere un luogo di ispirazione. Molto spesso il veicolo delle ispirazioni più intense e formative non sono gli oggetti inanimati, ma le voci delle persone che li hanno creati e la narrazione di dettagli apparentemente banali. Abbiamo quindi deciso di includere nel percorso alcune voci degli autori che hanno creato gli oggetti esposti, cui è stato chiesto di raccontare in maniera semplice la genesi delle loro creazioni e le condizioni culturali alle quali ogni oggetto corrispondeva”.
                                                                     Giuseppina Serafino

sabato 6 aprile 2019

Leonardo al Salone del Mobile

Il Salone del Mobile di Milano rende omaggio all’ingegno e alla progettualità di Leonardo da Vinci , di cui ricorre il 500° anno dalla morte. Il legame dell’artista con questa città è durato circa vent’anni, durante i quali egli ha offerto al duca Ludovico il Moro il meglio della sua capacità creativa. Nei suoi numerosi progetti spiccano gli studi sull’acqua, elemento da lui indagato in qualità di architetto, scienziato ed ingegnere. All’interno della Conca dell’Incoronata, di cui presumibilmente Leonardo ha sovrainteso i lavori di costruzione oltre che di progettazione delle celebri porte lignee, il Salone ha offerto alla città “Aqua”.
 La visione di Leonardo, un’esperienza immersiva site specific ideata da Marco Balich e sviluppata insieme a Balich Worldwide Shows racconta, fra ragione e incanto, un prezioso frammento del Rinascimento e del futuro di Milano. A copertura della Conca, è stato creato un vero e proprio innesto architettonico sottoforma di grande specchio d’acqua; sul lato estremo un grande schermo a LED è una sorta di finestra sulla Milano del futuro, mostrando uno skyline mutevole a seconda del momento della giornata. 
Al di sotto di questa struttura, proprio all’interno del canale, è stata creata una Wunerkammer in cui i visitatori possono ammirare la bellezza dell’acqua in un ambiente totale che li avvolge nell’immagine e nel suono grazie all’uso delle tecnologie più avanzate; è stato realizzato un foyer 
informativo, poco prima del Ponte delle Gabelle, in cui è possibile approfondire il legame di questo luogo con il genio poliedrico che si vuol ricordare.In Fiera, a Rho Pero, l’installazione che il Salone del Mobile. Milano dedicherà a Leonardo celebrerà il suo lascito alla cultura del progettare e del saper fare, tema oggi più che mai determinante per il mondo del design. De-Signo.La cultura del design italiano prima e dopo Leonardo.
All’epoca in cui egli visse nel capoluogo lombardo, la città era, come oggi, molto dinamica: le botteghe di arti e mestieri erano fucine di creatività e saper fare, mentre discipline quali ingegneria ed architettura raggiungevano livelli elevatissimi. De-Signo è stata concepita come un’installazione immersiva che coniuga in maniera coinvolgente i linguaggi del cinema e della scenografia teatrale. L’installazione, ideata da Davide Rampello e progettata dall’architetto Alessandro Colombo, occupa uno spazio quadrangolare di 400 metri quadri ed è caratterizzata da una scenografia monumentale 

dominata da due portali alti 6 metri e larghi 3, realizzati interamente a mano in legno da maestri scultori e pittori, ispirati a studi originali del Bramante, l’architetto più prestigioso a Milano all’epoca di Leonardo. 4 schermi di dimensioni cinematografiche danno vita ad uno show di musica e immagini che avvolge gli spettatori in una dimensione onirica.


                          
Giuseppina Serafino

martedì 2 aprile 2019

A Friend

In occasione dell’Art Week milanese, coordinata dal Comune di Milano,  La Fondazione Nicola Trussardi ha invitato l’ artista ghanese Ibrahim Mahama a realizzare un’imponente installazione che coinvolge i due caselli daziari di Porta Venezia. Per secoli quest’ultima è stata la porta d’Oriente che delimitava il territorio urbano rispetto alla campagna. “A friend” vuole innescare una riflessione sul concetto stesso di soglia, quel luogo di passaggio che 
definisce l’interno e l’esterno, il sé e l’altro, l’amico e il nemico. 
Come già è avvenuto per numerose opere pubbliche nelle capitali dell’arte contemporanea; l’artista ha avvolto i due edifici neoclassici con sacchi di juta, creando una seconda pelle che conferisce ad essi una nuova identità, portandoci a guardarli come luoghi di scambio commerciali. L’opera di Mahama sembra ricollegarsi esplicitamente agli interventi urbanistici dell’artista Christo, che negli anni settanta aveva impacchettato i monumenti a Leonardo da Vinci e a Vittorio Emanuele in 
Piazza Scala e Piazza Duomo. Attraverso la ricerca e la trasformazione dei materiali, Ibrahim Mahama indaga alcuni dei temi più importanti della contemporaneità: la migrazione, la globalizzazione e la circolazione delle merci e delle persone attraverso i confini e le nazioni.I sacchi utilizzati, simbolo dei mercati del Ghana, sono fabbricati in Asia e importati in Africa per il trasporto di merci alimentari; strappati, rattoppati e marcati , i sacchi, con le loro drammatiche ricuciture raffazzonate, diventano garze che tamponano le ferite della storia, simbolo di conflitti, 
drammi che da secoli si consumano all’ombra dell’economia globale. Per assemblare i sacchi, spesso Mahama collabora con decine di migranti provenienti da zone urbane e rurali in cerca di lavoro, senza documenti né diritti, vittime di un’esistenza nomade. La Fondazione Nicola Trussardi è un’istituzione no profit privata, un museo nomade per la produzione e la diffusione dell’arte contemporanea in contesti differenti e attraverso i canali più disparati, che nasce a Milano nel 1996. Le sue attività sono rese possibili, oltre che dalle tre socie fondatrici Beatrice, Maria Luisa e Gaia Trussardi, anche grazie ad un gruppo di generosi sostenitori che ne supportano i progetti. Con “A Friend” continua il percorso intrapreso dalla Fondazione nel 2003 con la Presidenza di Beatrice Trussardi e la Direzione Artistica di Massimiliano Gioni, portando l’arte contemporanea nel cuore della città di Milano; 
riscoprendo e valorizzando luoghi insoliti o dimenticati. Ibrahim Mahama, nato nel 1987 a Temale (Ghana), vive e lavora tra Accra, Temale e Kumasi. Dopo la laurea in Pittura e scultura alla Kuame Nkrumah University of Science and Technology (Kumasi, Ghana), espone il suo lavoro in alcune delle più importanti rassegne d’arte contemporanea internazionali; è stato scelto tra gli artisti che rappresenteranno il Ghana alla prossima Biennale di Venezia

                Giuseppina Serafino

domenica 31 marzo 2019

Il nuovo magazine di Atout France in festa

Nella prestigiosa location dell’Hotel Principe di Savoia di Milano è stato presentato il magazine Atout France Italia in un’edizione totalmente rinnovata. Il nuovo nome, France.fr, rimanda alla ricchezza del sito internet del turismo francese e la nuova grafica è alquanto accattivante, con 88 pagine ed una copertina che introduce in un paesaggio quasi magico, con un preciso riferimento a Leonardo da Vinci, di cui ricorrono i 500 anni. Si tratta di un’immagine del museo open allestito nel parco del Clos Lucè, dove l’artista eclettico ha vissuto negli ultimi tre anni, con una cover story, dedicata alla magica Valle della Loira, con il castello di Amboise. 
Si spazia da Parigi- con i suoi nuovi luoghi del gusto, dal Beaupassage alla prossima apertura di Eataly- alla Costa Azzurra, la Corsica,l’Alsazia e città creative come Nantes, Le Havre, Grenoble, Bordeaux, Tours. Ampio spazio viene dato all’innovazione, alle vacanze attive nella natura, alla musica e allo sport (quest’annola Francia ospita la Coppa Del Mondo di calcio femminile). Un punto di forza del magazine sono le interviste come quella al grande chef, Pierre Gagnaire, tre stelle Michelin; lo chef stellato italiano con uno spirito molto francese è Anthony Genovese; il “re dei macaron” Pierre Hermè e Catherin Geel, docente di design e autrice, che ha curato il padiglione Francia alla Triennale di Milano.                                

Un magazine attento al digitale, con un articolo dedicato alle app) consultabile anche nella versione on line e con una distribuzione capillare, stampato in 100.000 copie, allegato ai numeri di aprile di due prestigiosi mensili come “Dove viaggi” e il femminile Marie Claire. 
Viene distribuito all’Istituto Francese di Milano, al Salone del mobile, da Eataly e nelle sedi dell’Alliance Francaise, nelle lounge di Air France, negli show room Roche Bobois. nella prima classe del TGV Milano-Parigi. Quest’ultimo è stato personalizzato con le immagini di Leonardo, dei luoghi in cui ha vissuto e delle sue opere. Dal 19 al 21 luglio si 
festeggerà il centenario di Citroen, per il “raduno del Secolo”, in Normandia, a La Forté-Vidame nel Perche, regione naturale e storica, “fortezza” della casa automobilistica francese. Ci saranno inoltre i festeggiamenti per il 75 anni del D-Day e lo sbarco in Normandia mentre, intorno al 14 agosto, si terranno le celebrazioni per i 250 anni della nascita di Napoleone Bonaparte . Allora, come avrebbe detto Leonardo, organizzatore di eventi spettacolari per il re Francesco I, “che la festa cominci”!     
                       
                                              Giuseppina Serafino