domenica 9 dicembre 2018

Friburgo e l’Avvento

Friburgo è una vivace cittadina in Brisavia, nella Germania meridionale, rinomata per la bellissima cattedrale gotica e l’alta qualità della vita dei suoi abitanti. Sede di  un’importante università e votata all’eco-sostenibilità, essa è anche considerata il capoluogo della Foresta Nera ed è la città che vanta il maggior numero di ore di sole di tutta la Germania. Un valido motivo per frequentare Friburgo è festeggiare l’Avvento con i suoi mercatini e sorseggiare l’arrivo della birra di Natale. Questa varietà di birra, più corposa e speziata della bevanda tradizionale, è prodotta artigianalmente dal birrificio
artigianale Martin’sBrau. 
Oltre alla specialità dei mercatini il vin brulè, in tedesco Gluwein, il birrificio Ganter ha inventato la Gluhebier-una declinazione invernale della propria birra che si può assaggiare il venerdì e il sabato, direttamente sulla piazza del Duomo di Friburgo; la ricetta che rimane segreta, parte da una Lager scura e aromatica, specialità del birrificio dal 1898. Dal 1973 esiste il mercato di Natale di Friburgo sulla Rathausplatz che si legava ad una tradizione antica del XIX secolo, all’inizio degli anni ’90,  si teneva su Franziskanerstrabe, con 17 capanne alle quali ne  sono state aggiunte altre 26. Attualmente il mercato vanta più di 110 bancarelle e ogni anno viene aperto da Lord Mayor con il taglio di un gigantesco pan di zenzero che viene distribuito fra la popolazione. 
Al mercatino di Natale, che si tiene nelle piazze medieval-rinascimentali della città, si possono trovare preziose ceramiche, prodotti in feltro e lana, oltre alle prelibatezze gastronomiche. Molto caratteristico è il laboratorio di candele walk-in, dove i visitatori possono cimentarsi come produttori di candele natalizie. Passeggiando fra le casette di legno si sentono i profumi di zenzero e cannella, ingredienti-principe dei dolci dell’Avvento nell’Europa del nord. Nei fine settimana si aggiunge il Bo-GartWeihnachtsmarkt presso il castello di Bollschweil, dove è possibile curiosare fra 50 espositori, attraversando gli eleganti giardini e cortili del XVIII secolo, abbelliti da torce, fuochi e rami d’abete che decorano le grandi finestre. Vi è poi il Mercatino di Natale di Munzingen nel castello di Reinach, un raffinato hotel ospitato in un 
contesto d’epoca. Nel chiostro della chiesa monastica di san Martino viene allestito un presepe e ogni giorno viene fornito un impulso ecumenico dell’Avvento prenatalizio. A poca distanza, tra le pendici della Foresta nera, si può sciare presso la stazione del monte Schauinsland dove esiste uno”skilift delle slitte”, che permette di salire in cima alla discesa di 300 metri. A tutto ciò si aggiungono le delizie gastronomiche della tradizione che fanno assaporare il gusto della magia del Natale a Friburbo e dintorni.
                                                             Giuseppina Serafino               
                                                                                

giovedì 6 dicembre 2018

Natale ad Assisi

Assisi è celebre per essere il luogo natio del primo presepe creato da San Francesco nella storia. La città medioevale sarà palcoscenico di una serie di presepi esposti negli angoli più suggestivi. Le Sale dei palazzi storici ospiteranno la “Mostra dei Presepi della Terra Santa”, il “Presepe Artistico Napoletano del ‘700” con il contributo di Antonietta Mancinelli Angeletti, la “Mostra dei presepi artistici” a cura dell’associazione “L’Isola che non c’è” con Franco Paccamiccio” e la “Mostra d’arte presepiale” del Club Unesco Assisi, ricca di tanti esemplari che provengono da diverse parti d’Italia. Ciò che risulterà davvero singolare saranno i tanti presepi realizzati dai cittadini, dagli alunni delle scuole, dalle associazioni che impreziosiranno le vie del centro storico. A questi si aggiungeranno i presepi viventi nelle frazioni di Armenzano (tra le rievocazioni più longeve di Assisi e del Subasio; la popolazione locale ricorda i momenti legati alla nascita di Gesù, a Petrignano e San Gregorio, all’interno delle mura del castello medioevale).
 La Città Serafica diventerà ancora più bella grazie alle proiezioni luminose sugli edifici storici della piazza del Comune. Sarà un modo per immergersi in un mondo tridimensionale grazie alla tecnica del videomapping, in collaborazione con Confcommercio “Albero di Alberi”. Oltre ottanta piante illuminate a fine Natale saranno messe a dimora nell’ambito del progetto “Un albero per ogni nuovo nato”, per un intento di forestazione urbana, con la posa di piante autoctone. Grandi presenze nazionali ed internazionali animeranno la scena musicale di Assisi, come quelle per il Concerto di Natale Gospel del gruppo “New Direction Gospel Choir of Tennessee State”, composto da giovani musicisti laureati presso la Tennessee State University, che si terrà nell’Abbazia di San
Pietro, in collaborazione con la Fondazione Umbria Jazz. La musica antica, di repertorio medievale e rinascimentale, entrerà nella sala degli Sposi di Palazzo Vallemani, attraverso le voci e i suoni di Patrizia Bovi e Katerina Ghannudi, dando vita a “Voci: storie di donne,

madri , mistiche , visionarie”. Molto atteso sarà il Grand Concerto di Capodanno al Lyrick, con la partecipazione straordinaria del soprano Desir[e Rancatore e del tenore David Sotgiu, il Coro e Orchestra “Città di Assisi”- Cappella Musicale della Basilica Papale di San Francesco-Commedia Harmonica. Per quanto riguarda le arti visive, al Palazzo Monte Frumentario è in scena “Antonio Fiore Ufagrà. Dal Post-futurismo alla cosmo pittura con i futuristi della sua collezione da Balla a Dottori.” Assisi celebra il pittore post futurista nella ricorrenza dei suoi 80 anni di vita e 40 anni di carriera. Un Natale artistico in una città dai significati mistici.
                                                                                   
              Giuseppina Serafino

lunedì 3 dicembre 2018

Milan coffee festival

Un evento che ha l’obiettivo di diventare un punto di riferimento per gli amanti del caffè. Il “Milan Coffee Festival” approda nel capoluogo lombardo, forte del successo già riscosso a Londra, Amsterdam, New York e Los Angeles. Degustazioni, workshop interattivi, performance di baristi, torrefattori e mixologist si sono radunati per un comune denominatore: il caffè artigianale nelle sue tante declinazioni. Ferran Adrà ha presentato in anteprima il volume “Coffee sapiens”, contributo di Lavazza al suo progetto Bullipedia, una vera e propria enciclopedia
dedicata alla ristorazione gastronomica del mondo occidentale, nella quale l’universo del caffè si fa protagonista e diventa luogo
di conoscenza e di confronto. Un’area dedicata alla Latte Art ha esibito una serie di dimostrazioni per scoprire tutti i segreti e le tecniche alla base della creazione di vere e proprie opere d’arte decorando la superficie di espressi e cappuccini tramite l’uso del latte. Il Vegan coffee bar di Alpro, il primo coffee bar vegano d’Italia ha fatto mostra di macchiati, affogati e cocktail a base di latte 100 % vegetale. Grande spazio è stato dedicato alla Mixology e, in particolare, ai drink a base di caffè creati dai migliori barman in circolazione; ospiti speciali sono stati il greco Michalis Dimitrakopoulos, campione del mondo in Good Spirits 2016, l’olandese Merijn Gijsbers, vincitore del campionato per baristi 2017 del suo Paese, Federico Volpe, bar manager del Dry Milano, Vito Sportelli e Andrea Peconio, vincitori di Coffee Mixologists all’Amsterdam Coffee Festival 2018. Altro momento significativo della manifestazione è stato

CMx tm-Italia, la prima competizione nazionale per baristi legata al rinomato format internazionale di Coffee Masters, in cui gli 8 aspiranti campioni che hanno superato le selezioni delle scorse settimane, hanno utilizzato per la prima volta l’esclusiva miscela Trilogy, frutto della collaborazione fra Rubens Gardelli , campione mondiale di torrefazione, Francesco Sanapo, pluripremiato “caffesperto”, e Paolo Scimone, trainer e consulente per varie aziende del settore caffeicolo. Poco distante dallo Spazio Pelota di via Palermo, la Marzocco Home ha ospitato il Fusillo Cafè: un laboratorio a cura dell’ influencer e fotografo Michael Gardenia che ha guidato gli ospiti nella realizzazione del caffè perfetto e nell’ apprendimento delle tecniche per fotografarlo al meglio, aggiudicandosi anche dei premi. The Milan Coffee Festival ha strizzato l’occhio alla solidarietà poiché il 10 % del ricavato della vendita dei biglietti verrà devoluto allaOnlus Project Waterfall a sostegno delle attività volte a garantire l’ approvigionamento di acqua pulita ai Paesi produttori di caffè.
                                                       Giuseppina Serafino

venerdì 30 novembre 2018

Viniplus 2019 e le eccellenze vinicole lombarde

Presso la prestigiosa sede del The Westin Palace Hotel di Milano è stata presentata Viniplus 2019 , la tredicesima edizione della Guida alle produzioni vitivinicole di qualità della Lombardia pubblicata dall’Associazione Italiana Sommelier della  Lombardia.
 La parola chiave di quest’anno è: qualità .Sono state 250 le aziende recensite quest’anno e 160 i vini premiati con le quattro Rose Camune , 64 i vini insigniti della Rosa d’Oro. Tutto ciò è stato raggiunto grazia al lavoro dei vignaioli, veri custodi della terra che hanno saputo creare vini di estrema eleganza e piacevolezza. Le quattro Rose Camune rappresentano il punteggio più alto che possa essere assegnato ad un vino mentre la  Rosa d’Oro è una segnalazione di merito per alcuni vini che valorizzano il territorio, il vitigno, la tecnica di produzione o l’attenzione all’ambiente. Il Presidente AIS Lombardia Hosam Eldin Abou Eleyoun ha commentato i risultati ottenuti: “Dal lavoro dei nostri degustatori emerge con chiarezza una crescita del livello qualitativo  in tutti i distretti vitivinicoli lombardi e un’attenzione particolare all’utilizzo di pratiche meno invasive sia in vigna che in cantina”.
La Guida Viniplus sarà inviata a oltre 800 ristoranti lombardi affinchè possa essere uno strumento utile per comunicare e far apprezzare i vini regionali. Il Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ha dichiarato “Grazie a un territorio vario per clima, ambiente e terreno, la Lombardia è in grado di produrre, per il 90 %  vini a denominazione di qualità, con DOCG, 21 DOC e 15 IGT.  Negli ultimi anni, l’export dei vini lombardi è cresciuto sensibilmente, raggiungendo, nel 2017, il livello di record di oltre 270 milioni di euro (+4,2 % sul 2016) Rinnovo i miei complimenti all’Associazione Italiana Sommelier della Lombardia per  l’importante lavoro di catalogazione e divulgazione dei prodotti vinicoli del territorio.
Una recente ricerca dell’Isnart, l’Istituto Nazionale Ricerche Turistiche, in collaborazione con Unioncamere, ha rilevato che nel 2017 in Italia ben 110 milioni di turisti hanno legato il loro viaggio all’enogastronomia, per una spesa di oltre 12 miliardi.  Secondo Lara Magoni Assessore al Turismo Regione Lombardia, oggi siamo di fronte a un turismo rinnovato, il viaggiatore è curioso e vuole scoprire prodotti di nicchia, legati alle eccellenze del luogo. Il vino lombardo permette di apprezzare  profumi e corposità insieme alla valorizzazione di luoghi e percorsi unici, alla scoperta di paesaggi e piccoli borghi di rara bellezza. Un mix speciale che, a suo avviso contribuirà a rendere la nostra Lombardia la prima meta turistica d’Italia.
                 
                                      Giuseppina Serafino

martedì 27 novembre 2018

Madagascar... continente in miniatura

Il Madagascar viene definito una sorta di continente in miniatura con 18 etnie diverse e con ecosistemi unici che si trovano difficilmente in altri luoghi del mondo. Un possibile viaggio per i fortunati realizzatori dei propri sogni, può iniziare da Antananarivo con un volo in direzione di Tulear, una graziosa cittadina sul canale del Mozambico, lungo la costa sud-occidentale. Nella direzione nord, presso la Route Nationale n.7, si può attraversare Ilakaka, territorio ambito dai cercatori di zaffiri, per recarsi presso alcune miniere a cielo aperto. Si può attraversare l’altipiano di Horombè, in cui sono disseminate sottili palme argentee, per 
giungere alla grande “muraglia” di roccia del massiccio dell’Isalo e al Parco omonimo; vi sono autentiche rarità botaniche, con specie fra gli 800 e i 1300 metri di altezza. Si tratta di un territorio unico poiché si nota un alternarsi di canyon, savane, piscine naturali e cascate refrigeranti, con rocce modellate dall’acqua e dal vento con forme stravaganti. Nelle spaccature e sul fondo dei canyon cresce rigogliosa la foresta decidua popolata da famiglie di lemuri: i Catta (dalla coda ad anelli), i Fulvis Rufus ( dalla pelliccia rosso fulvo), il Sifaka di Verreaux ( conosciuto anche come lemure danzante). 
Altre particolarità che rendono questo luogo affascinante sono strane specie botaniche come il Pachypodium rosulatum ( un albero nano a forma di bottiglia) endemico del Madagascar, che misura tra i 50 e i 60 centimetri, con straordinari fiori gialli. Rientrando a Tulear, dopo una navigazione di 45 minuti in lancia a motore, si arriva alla baia a mezzaluna dell’Anakao Ocean Lodge: un complesso di edifici in pietra chiara e legno che si affaccia sulla spiaggia. Qui si può sostare per un meritato relax nella grande baia vicino ad una spiaggia delimitata da un grande reef corallino, solcata da piroghe a bilanciere che solcano acque cristalline e color turchese. Ritornando a Talea si possono percorrere i viali di tamarindo, con il piacevole via vai di biciclette e dei variopinti pousse pousse (risciò).
 Una necessaria tappa è quella che porta in volo ad Antanarivo, capitale del Madagascar, che si estende sull’altopiano dell’Imerina tra i 1200 e i 1500 metri di altezza. Costruita come fortezza all’inizio del XVII secolo dai re della dinastia Merina, che qui avevano la loro residenza principale, fu conquistata dai francesi nel 1895. Aggirandosi si nota un’atmosfera suggestiva, che deriva dai diversi piani su cui è costruita, dalle abitazioni caratteristiche e dalla natura che la circonda. Chiamata confidenzialmente dai suoi abitanti Tanà, gode di un clima piacevole con quartieri tra loro molto diversi, collegati da scalinate, viottoli e stradine con piccoli mercati locali. Nella Haute-Ville, la parte alta della città, si trova il Rova, o “Palazzo della regina” da 
cui si ha una bellissima panoramica sulla città, nel cuore della basse-Ville, l’Avenue de
l’Independance e l’Esplanade di Analakely con la tipica stazione ferroviaria d’epoca. Piacevole sostare al tipico mercato della Digue con la sua varietà di prodotti artigianali provenienti da tutta l’isola. Un modo per portare con sé qualcosa di questo fantastico luogo e le suggestioni che lo connotano. (Fonte Evolution Travel)

                                                                  Giuseppina Serafino

sabato 24 novembre 2018

I Maestri del Panettone a Milano

Anche quest’anno si è tenuta la manifestazione I Maestri del panettone al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano. Dopo la kermesse della settimana precedente del Re Panettone a cura di Stanislao Porzio, 26 pasticcieri hanno esibito le loro creazioni ad un pubblico esigente desideroso di appropriarsi dei segreti di un gusto speciale che sottende al dolce tipico milanese per antonomasia. Accanto ai grandi classici che celebrano la tradizione, sono stati presentati panettoni ai sapori d’inverno ( strudel, fichi secchi, pere e zenzero); ai sapori d’estate (al pistacchio, all’albicocca del Vesuvio, con fragoline); passione e cioccolato (caramello e noci, gianduia, ciliegia); panettoni al caffè e zucca, al caffè e latte; panettoni alcolici ( con passito di Pantelleria, al recioto, ginger, Franciacorta, alla birra , al rhum, al Brunello di Montalcino); panettoni speciali con cacio e

pepe, pecorino, ed infine panettoni sfiziosi (Anello di Monaco, Scoppiettante, ai grani antichi, focaccia al tè verde). Si tratta dei migliori panettoni artigianali d’Italia, con oltre 150 varietà, fatti da titolari e produttori di pasticceria da almeno 10 anni, prodotti con lievito madre all’interno di laboratori artigianali. Essi sono stati realizzati con pasta acida, mantenuta con il solo utilizzo di farina e acqua, autoprodotta, senza aggiunte di lieviti disidratati di qualsivoglia natura. Nessun aroma artificiale è aggiunto agli impasti per ottenere prodotti ad alta digeribilità poiché gli aromi artificiali spesso non sono digeribili dal corpo umano che non è dotato degli enzimi necessari per metabolizzarli. I panettoni durano all’incirca 60 giorni perché non vengono usati mono-digliceridi e additivi chimici; a detta degli

esperti le caratteristiche fondamentali di un vero panettone artigianale sono la freschezza , ossia un prodotto dal gusto equilibrato e che lascia la bocca pulita. Gli ingredienti vengono selezionati in modo accurato e lavorati a regola d’arte, altre caratteristiche sono: l’aspetto con la tipica forma cilindrica, la struttura morbida e leggera, un profumo fresco, preciso e avvolgente con un aroma persistente. I Maestri del panettone sono stati anche Maestri di Bontà poiché hanno deciso di dare un piccolo contributo a “Qubi”-La ricetta contro la povertà infantile”, il programma promosso da Fondazione Cariplo ( in collaborazione con Fondazione Vismara, Intesa Sanpaolo, Fondazione Fiera e Fondazione Invernizzi) per contrastare la povertà minorile nella città di Milano. Sono stati donati 500 panettoni a famiglie in difficoltà per festeggiare il Natale con il dolce simbolo della condivisione. Che la festa abbia inizio...

                               Giuseppina Serafino

mercoledì 21 novembre 2018

Crescono i Comuni Ciclabili

In una cerimonia ufficiale presso la Triennale di Milano, la Fiab-Federazione italiana Amici della Bicicletta ha consegnato le bandiere gialle della ciclabilità italiana ai sindaci dei primi nuovi Comuni Ciclabili 2019.
 Alle 69 amministrazioni locali già insignite dal riconoscimento si sono affiancati: Modena, Padova, Piacenza, Alba Adriatica, (Te) , Carpi (Mo), Lignano Sabbiadoro (UD), Maranello (MO), Martinsicuro(Te), Misano Adriatico (RN), San Donato Milanese (Mi), San Giovanni Lupatoto (VR), Serrone (FR) e Turriaco (GO). L’attestazione di Comune Ciclabile è accompagnata da un punteggio (da 1 a 5 bike-smile ) assegnato in base a diversi parametri di valutazione all’interno di 4 aree di intervento: mobilità urbana, cicloturismo, governance, comunicazione e promozione. Tra le particolarità delle new entry nella rete italiana dei ComuniCiclabili spicca Maranello, capitale dell’auto di lusso che è stata capace di intraprendere negli ultimi tempi politiche a favore della mobilità ciclistica.
Invece in Lombardia crescono i ComuniCiclabili della città metropolitana di Milano: dopo Cinisello Balsamo, Segrate, Cassina de’ Pecchi e Cernusco sul Naviglio, si aggiunge San Donato Milanese. 
L’iniziativa Fiab –Comuni Ciclabili tende a riconoscere l’impegno delle realtà attive in politiche bike-friendly e in interventi per lo sviluppo di una mobilità in bicicletta. Il progetto si prefigge di sostenere i singoli territori nelle scelta della bicicletta come mezzo di trasporto in ogni ambito: dagli spostamenti quotidiani : Bike-to-work e bike-to-school, al tempo libero e alle vacanze in sella. Alessandro Tursi, vicepresidente FIAB ha affermato: “Siamo orgogliosi di affermare come l’iniziativa ComuniCiclabili, giunta alla seconda edizione, sia in grado di mettere in moto le amministrazioni locali. Lodevole è l’impegno di alcune realtà, già nella rete dallo scorso anno, in particolare Ferrara che, pur avendo già ottenuto il riconoscimento nella fascia più alta, ha comunque 
operato per migliorarsi con ulteriori interventi, dall’ampliamento della rete ciclabile urbana, all’incremento delle zone 30, fino alla promozione di eventi di sensibilizzazione sul territorio.
 La cerimonia di consegna degli attestati di Comune Ciclabile è avvenuta al termine del convegno “Ciclovie nazionali, locali e territori” promosso all’interno della XV edizione di Urbanpromo, “Progetti per il Paese”.
 Questa importante manifestazione è stata organizzata da Urbit e da INU-Istituto Nazionale di Urbanistica, con cui FIAB-Comuni Ciclabili ha siglato un accordo di collaborazione per legare i temi della mobilità ciclistica all’urbanistica e alla pianificazione territoriale. “Il prossimo passo è la dimensione Europea del Progetto- ha spiegato Giulietta Pagliaccio, presidente Fiab. ComuniCiclabili opererà in sinergia con il network europeo Cities & Regions for Cylists, per portare le città italiane a confrontarsi con quelle europee, dove il livello è molto più alto. Sarà uno stimolo e soprattutto un’opportunità offerta alle amministrazioni più volonterose”
                                Giuseppina Serafino

sabato 17 novembre 2018

Nel neolitico di Alpicella

Dopo aver camminato fra le rocce dei laghetti di Arenzano, sorge il desiderio di visitare i laghetti di Alpicella inseriti anch’essi nel Parco del Beigua. Si parte in corriera da Varazze(SV) di buon’ora, meravigliandosi di quella vitalità che già anima la località, fra turisti fuoriusciti dagli hotel e gente del posto che si saluta amabilmente, facendo ritorno nelle proprie

abitazioni dopo la spesa quotidiana. Le strade alquanto tortuose conducono a San Donato, Parasio e poi Pero, dopo le quali giungiamo alla nostra destinazione, al termine di una mezz’ora. Scendiamo su una spaziosa piazzetta con al centro un monumento ai caduti e sui lati due o tre negozietti, fra i quali troneggiano la Trattoria “Ai cacciatori”e il Ristorante “Baccere bacciccia”; una sorta di palcoscenico che ospita la vita del paese anche nelle sue rinomate sagre alle quali fanno da corollario le solenni processioni con la folla assiepata nella vicina chiesa. Di fianco a quest’ultima, si trova il piccolo museo di Alpicella con ritrovamenti del periodo neolitico, sfortunatamente quasi sempre chiuso, a differenza del vicino cimiterino, visitabile previo spostamento del chiavistello sul grosso cancello. Si oltrepassa da una
scorciatoia questo luogo di silenzio, per inoltrarsi lungo una stradina che conduce verso gli scavi archeologici, mentre si osserva il paesino abbarbicato sulla collina che sembra ammiccare come a voler rivendicare una propria dignitosa identità nei confronti della luccicante superficie marina che si intravvede in lontananza. Camminiamo per una ventina di minuti in mezzo ad una fitta vegetazione incolta prima di accorgerci di essere giunti dinanzi a della pozze d’acqua alquanto estese formatesi a seguito di una cascatella che scende da una sorta di parete dotata di alcuni buchi.Iniziamo a camminare sui sassoni che troneggiano in mezzo all’acqua prestando molta attenzione agli appoggi alquanto scivolosi e facendo nostre con lo sguardo tutte le suggestioni che quel tratto di ambiente incontaminato offrono: dalla sparuta farfalla che svolazza, al fiorellino striminzito che sopravvive fra le rocce. La luce dei sole irradia in maniera anomala ciò che ci circonda quasi fossimo


immersi nel dormiveglia di un sogno fantastico.Pur temendo di catapultarmi giù dai grossi massi, mi aggiro scattando foto col cellulare per carpire il più possibile l’essenza magica che aleggia fra felci e gigantesche piante acquatiche. Mi siedo su alcune rocce e osservo dall’alto il fiume lento che scorre sotto ai miei piedi a perdita d’occhio, intuendo ciò che provassero gli avventurieri fra le intricate foreste, lontani
dal mondo e dalla vita pulsante. Vediamo comparire su un sentiero posto in alto un individuo a cui chiediamo informazioni riguardo ad altre particolarità da circospezionare; costui dice di abitare nell’unica casa presente al termine della strada poco distante, e ci parla di un ponte saraceno. Galvanizzati dalla presenza di questa nuova meta ci dirigiamo oltre, pur lasciando a malincuore la località dei graziosi laghetti. Mentre continuiamo a chiederci come si possa decidere di vivere in luoghi sperduti, ai confini fra identità umana ed animale, vediamo una sorta di arco di pietra che sovrasta una discesa con di fianco una cappella votiva e una grossa croce di metallo arrugginita, adagiata come a voler accompagnare il viandante per il “ponte della vita”. Altra domanda che sorge a noi spontanea è come potessero gli antichi edificare queste costruzioni in maniera semplice ma così straordinariamente durevole. Appagati da tale nuova scoperta ci dirigiamo nel bosco per osservare il cosiddetto “Riparo di roccia”, zona in cui sono stati ritrovati i resti neolitici e che presenta un ponteggio di legno atto a condurre il visitatore ad osservare questi antri naturali che fungevano da baluardi per i viventi preistorici. Alcuni pannelli danno spiegazioni su ciò che qui è stato ritrovato. Quanto basta per riprendere il cammino fra grossi castagni e sparute abitazioni disabitate e rimmergerci sulla piazza arsa dalla cocente calura dove alcuni ragazzi di colore, forse profughi, attendono come noi, che la corriera ci riporti nel flusso della vita frenetica della rinomata località balneare da cui eravamo partiti. Trascorrerà un po’ di tempo prima di realizzare che fosse realmente vero ciò che abbiamo osservato sulle alture di Alpicella facendo riaffiorare le immagini di quell’ ambiente straordinariamente surreale ai confini con il mondo preistorico.                                                                                                                                        
                                                                    Giuseppina Serafino