giovedì 16 maggio 2019

Il Poggiarello super star

Durante il Fuori Salone di Tutto Food, al Just Cavalli di Milano, è stato possibile degustare i vini de “Il Poggiarello”, in un evento a cura del Consorzio Piacenza Alimentare. Una piacevole esperienza multisensoriale che ha consentito di apprezzare al meglio le caratteristiche dei vini piacentini. L’azienda F&P Wine Group, a cui il brand sopracitato appartiene, ha fatto preparare un delizioso menù che ha esaltato i valori della produzione vinicola esibita.
Nel 2018 le famiglie Ferrari e Perini hanno unito i 6 marchi: Poggiarello, Perini&Perini, Costa Binelli, Borgofulvia e 4 Valli. Attualmente il Gruppo si estende su circa 200 ettari di vigneto, per un totale di 10 milioni di bottiglie prodotte annualmente, il cui 50% è destinato ai mercati esteri, soprattutto Russia, Germania, Belgio, Stati Uniti e Spagna. L’Azienda Agricola “Il Poggiarello” è stata creata  nel 1980 su venti ettari di terreno ecosostenibili; sistemi di allevamento, gestione del suolo, contenimento vegetativo, diradamento dei grappoli e raccolta rigorosamente manuale contraddistinguono il Poggiarello, il cui canale di vendita in Italia è rappresentato da HO.RE.CA.  Una passione per il vino che si tramanda da quattro generazioni, dopo che è stata rilevata una struttura in completo degrado; dal vecchio portico che si affaccia su un grazioso giardino e dalla terrazza sovrastante si gode un incantevole panorama con la vista su Piacenza e sui Castelli che circondano la piana di Statto. L’azienda ha fatto propria la filosofia che ha ispirato la costituzione del Movimento del Turismo del Vino, a cui aderisce fin dalla sua nascita, ossia il fatto che l’ospite abbia il ruolo di amico e consigliere. Particolarmente apprezzati durante la prestigiosa serata sono stati: il Gutturnio DOC Frizzante, dal 
colore rosso rubino brillante di varie intensità, con sapore consistente, fresco e giovane, dotato di un sapore ampio e fragrante, con note di frutti di bosco. Le pietanze a cui esso si accompagna sono i primi piatti saporiti, i secondi a base di carni bianche e i formaggi stagionati. Ma la vera gemma è stato l’Ortrugo DOC Frizzante, dal colore paglierino tendente al verdognolo, con sapore delicato e caratteristico con retrogusto amarognolo, impreziosito da un profumo intenso, molto fresco con sentori di menta e fiori freschi. I suoi abbinamenti ideali sono antipasti di salumi, paste asciutte , risotti e pesce. Un vero e proprio viaggio nel gusto e nella tradizione attestata dall’originale spago che recinge il tappo della bottiglia, dalle forme generose, come le terre piacentine, luogo di autentiche delizie.

              Giuseppina Serafino

lunedì 13 maggio 2019

L’Adunata degli Alpini

Un raduno speciale quello tenutosi a Milano dal 10 al 12 maggio 2019 poiché si celebrava il Centenario dell’Associazione Nazionale degli Alpini. La scelta del capoluogo meneghino non è casuale ma è dovuta al fatto che proprio qui nacque l’8 luglio di 100 anni fa l’Associazione Nazionale Alpini. Per Milano si tratta della quarta adunata dopo quelle del: 1959, del 1972 e del 1992. L’Ana nasce ad opera di 
alcuni reduci delle campagne d’Africa e della Prima guerra mondiale.I momenti cruciali di questo evento storico sono stati  oltre l’alzabandiera in Duomo, la deposizione della corona ai Caduti in piazza S.Ambrogio, l’annullo postale al Castello Sforzesco, il lancio dei 
paracadutisti all’Arena civica ma, soprattutto, la
grande sfilata. Un’occasione che si è rilevata anche di business per gli esercizi commerciali e per la vendita dei numerosi articoli brandizzati ad hoc per la circostanza. Un’ invasione pacifica della città, quasi fosse un fiume in piena, con accampamenti nelle principali piazzettine verdi, con buffe presenze che si aggiravano in ogni angoli inneggiando alla potenza terapeutica del canto corale e del cibo “robusto”, innaffiato da buon 
vino.Difatti, nell’immaginario collettivo, l’alpino è colui che s’inerpicava sui sentieri impervi di cime inaccessibili, per difendere i confini del
patrio territorio, affrontando condizione 
climatiche spesso avverse. Oggi questa figura è ancora presente per attività di protezione civile o di interventi umanitari, dimostrando una certa versatilità. Alcuni loro significativi interventi si 
sono avuti in occasione del terremoto di Messina (1908), del disastro del Vajont nel 1963, dell’ alluvione della Valtellina del luglio 1987.Fra i tanti personaggi che si sono adoperati in imprese divenute eroiche vengono ricordati: Cesare Battisti che ha sostenuto l’entrata in guerra dell’Italia a fianco delle potenze dell’Intesa, per liberare le terre irredente dagli austriaci; egli perde la vita a 41 anni con lo sguardo fiero rivolto verso le montagne. Condivise con lui la cattura e la morte prematura, Fabio Filzi nel 1884. Vi è poi Damiano Chiesa fucilato 
alla “fossa della cervara” del castello del Buonconsiglio per colpa di un traditore. Fra le imprese più tragiche delle “Penne nere” , viene ricordata quella in Russia, una marcia eroica di 700 km dove, a causa del flagello del freddo su 57.000 uomini, ben 34.170, non tornarono indietro. Costoro, come i tanti che si ritrovano per i vari raduni annuali , o in questo caso per il raduno nazionale di Milano, che ha richiamato 500.000 presenze, mostrano un glorioso senso di appartenenza ad un Corpo militare che è simbolo di profondi valori, morali, civili e sociali.       
                                                                                                     
                                                Giuseppina Serafino  


giovedì 9 maggio 2019

Tutto Food 2019

Una manifestazione di grande successo Tutto food, tenutasi a Rho fieramilano dal 6 al 9 maggio 2019, una sorta di festa del gusto che ricordava i fasti dell’Expo. Folle di appassionati delle delizie 


agroalimentari si sono aggirati fra i tanti padiglioni alla ricerca di novità ma soprattutto di ciò che caratterizza la qualità dei prodotti maggiormente esperiti nell’uso quotidiano. Sempre più un hub internazionale, impreziosito da presenze istituzionali come quella del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e del Ministro delle Politiche Agricole Alimentari, Forestali e del Turismo Gian 

Marco Centinaio. Gli operatori presenti sono stati 82.550, 21% dei quali esteri, provenienti da 143 Paesi, con 12 new entry ( da America centrale, Medio Oriente e Nord Africa) che si sono relazionati con i 3.079 brand italiani e internazionali. 
Sono stati 1414 i giornalisti e 325 i blogger italiani ed esteri accreditati. Grande apprezzamento per i 250 eventi che sono stati organizzati, in particolare quelli dedicati a blockchain, retail ed intelligenza alimentare. Questa edizione è stata all’insegna dell’eccellenza ma anche dell’innovazione del prodotto, della salute, della corretta nutrizione e della sostenibilità. Sono state rilevanti le presenze delle collettive regionali come Abruzzo, Calabria, Campania, Lombardia, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Puglia e Sicilia, oltre ai consorzi come il Distretto della Pesca e quello della Valtellina, Piacenza Alimentare e tradizione alimentare.Tuttowine è stato il nuovo spazio dedicato al vino in partnership con UIV-Unione Italiana Vini. TuttoDigital è stata invece la nuova area dedicata alle innovazioni tecnologiche, come contributo di crescita del settore e alla tracciabilità della filiera.
Tra le novità 2019: Evolution Plaza, il villaggio della trasformazione digitale. Si è tenuto poi il primo International Nut Forum per approfondire la sana alimentazione a livello mondiale.Milano Food, il “fuori salone” ha contribuito ad impreziosire l’evento con un denso palinsesto di iniziative.l’Appuntamento è ora per l’ottava edizione di TuttoFood dal 17 al 20 maggio 2021.         
                                      Giuseppina Serafino

domenica 5 maggio 2019

Slow fish 2019

Sta per aprire i battenti, dal 9 al 12 maggio 2019 al Porto antico di Genova, Slow Fish. La novità, della manifestazione ittica, sarà un ‘Arena dove pescatori, cuochi ricercatori, migranti delle altre reti Slow Food, presenteranno le loro buone pratiche per tutelare il mare come bene comune. L’acquario di Genova terrà il worshop “Stretti stretti, aggrappati alle rocce, dedicato alla conoscenza degli organismi della zona mesoliterale del Mediterraneo 
occidentale. Il biologo marino Silvio Greco farà un punto sulla plastica e su quanto essa possa essere una delle maggiori emergenze ambientali della nostra epoca. Le comunità di Terra Madre porteranno le loro esperienze di pesca artigianale, di ristorazione e di distribuzione da tutto il mondo. Le comunità maghrebine del Marocco e della Tunisia faranno conoscere le loro tecniche di pesca tradizionali, come la charfia, una specie di labirinto fisso fatto con migliaia di foglie di palma, che grazie alle correnti indirizzano i pesci verso la camera di cottura. Le vere regine dei mari sono le pescatrici coreane che si immergono in apnea per catturare i loro 
pesci, ma sono anche affumicatrici, raccoglitrici di ostriche e cuoche, dimostrando che la pesca non è prerogativa degli uomini. “Migrazioni e cibo, letture e danze, assaggi di Suq” dedicato alle comunità migranti di Genova, anticiperanno il festival che animerà la Piazza delle Feste dal 15 al 24 giugno.Fra i tanti incontri dedicati al tema delle plastiche e microplastiche ci saranno: “Plastic no more:: dal packaging dei prodotti alle piccole azioni quotidiane”; “La nuova vita del pvc: Buone pratiche per ripulire il mare dalla plastica”; “Cominciamo da casa:L’alternativa della plastica in cucina”.              Un altro tema di grande interesse sarà “Ricette contro lo spreco alimentare”, con suggerimenti su come ridurre e gestire gli sprechi.”Con il pesce va in città” si daranno consigli ai consumatori sulle buone pratiche                                                
 di acquisto e per evitare le truffe. In “Isole: tra terra e acqua” si prova a guardare alle isole come a veri e propri laboratori di sviluppo sostenibile e luoghi elettivi di esempi di economia circolare e di sviluppo armonico. Il regista Mimmo Calopresti presenterà il documentario “Immondezza”, con la presenza del procuratore generale di Reggio Calabria Bernardo Petralia; un’occasione per parlare di sud resistenza, di lotta contro l’abbandono del territorio. Fra i tanti appuntamenti dedicati all’infanzia e alle scuole il Consorzio Ricrea svolgerà il


workshop “Ambarabà Riciclocò, dove il cantastorie Mirko Barbieri reciterà le sue filastrocche dedicate al riciclo dei contenitori in acciaio e ai vantaggi ambientali di questa pratica. Non resta che immergersi nell’infinito Universo di Slow Fish per gustare l’essenza magica del mare e dei suoi tesori.
                                                             Giuseppina Serafino

giovedì 2 maggio 2019

Torre Guaceto e la sua riserva


Nei pressi di Carovigno (BR), famosa città della ‘Nzegna, al confine fra il Salento e le Murge, si trova la Riserva naturale di Torre 
Guaceto, un’ autentica oasi di pace. Le prime sue azioni di tutela risalgono al 1991, con l’istituzione dell’Area Marina Protetta per una superficie complessiva di 2227 ettari e di 8.41 chilometri di costa; nel 2000 viene creata la Riserva Naturale Statale, che si 
estende per 1.100 ettari di territorio. Si possono ammirare ben cinque ambienti naturali di quest ’
area protetta: la macchia mediterranea, la zona umida, il litorale, le Praterie di Posidonia Oceanica e il Coralligeno. Dietro le dune crescono molte specie di 
arbusti come le piante aromatiche e un fitto boschetto di leccio. Andando verso sud la macchia mediterranea è sostituita dalla zona umida che dà il nome alla riserva: Guaceto deriva, infatti, dalla parola araba Al Gawsit, cioè “luogo dell’acqua dolce”. In questa zona il canneto si alterna a chiari di acqua risorgiva, habitat naturale 

per molte specie di animali terrestri e marine. Lungo la linea di costa della Riserva, gli arenili di sabbia si alternano a brevi tratti di
scogliera. Nel mare di Torre Guaceto, come ci spiegava la 
guida Tonia Barilla durante il nostro press tour, si possono ammirare gli ambienti più spettacolari della Riserva. La comunità ittica prospera al riparo delle foglie di Posidonia e degli

anfratti rocciosi 
del Coralligeno, vero simbolo dell’efficacia di
gestione che ha determinato
 l’inserimento dell’
Area Marina Protetta all’interno della lista delle Aree Specialmente 
Protette di Interesse Mediterraneo per la conservazione della
Biodiversità. La Riserva “terrestre” può essere considerata un parco agricolo poiché una
parte considerevole della superficie protetta è costituita da terreni coltivati e oliveti secolari. Per tutelare questi veri e propri monumenti viventi ed incentivare la produzione è stato realizzato il progetto “Oro del Parco”, che ha trovato un tale successo da far commercializzare altri prodotti bio sotto il marchio omonimo. A questo si aggiunge l’esperienza legata alla creazione di un presidio SlowFood-il pomodoro fiaschetto l’ elaborazione di un disciplinare della pesca sostenibile, da parte di pescatori professionisti di 
Brindisi e Carovigno, in 
collaborazione 
con l’Ente di gestione. L’area della Riserva ha conservato tracce della presenza umana che risalgono fino al II millennio a. C. -alcune sono riferibili alla 
presenza di abitati in età messapica (metà VII-metà III a. C)-ma fu dopo la conquista romana che quest’area costiera e gli isolotti furono densamente abitati, come attestano i ritrovamenti ceramici. La Via Appia Traiana passava a monte dell’attuale area paludosa. La zona fu un importante approdo come dimostrano i resti della torre-faro presenti sul terzo isolotto e un relitto coevo affondato sulle acque antistanti. Il Centro Visite Al Gawsit è la struttura di riferimento progettato secondo una logica espositiva ma anche didattico-interattiva, che 
racconta i luoghi della riserva, le loro caratteristiche storiche e naturalistiche, con un percorso all’ interno dell’edifico e all’esterno nel giardino botanico. Tante le attività previste: ciclo trekking, immersioni e corsi subacquei, seawatching, trekking, educazione ambientale. Un modo straordinario per immergesi in un territorio incontaminato e denso di suggestioni di carattere antropologico. 
                   
                                                           Giuseppina Serafino

lunedì 29 aprile 2019

Il Gavi a Milano

Per il terzo anno a Palazzo dei Giureconsulti si è tenuto “Tutto il Gavi a Milano”,l’appuntamento milanese con il Gavi docg,il grande bianco piemontese. Durante questo evento i produttori hanno presentato in anteprima i vini delle vendemmia 2018 e il Consorzio tutela del Gavi ha illustrato le principali novità relative alla denominazione e al suo territorio. L’andamento climatico ha favorito nel calice del Gavi Docg un buon equilibrio fra struttura e freschezza, valorizzando le note organolettiche che derivano dal suo speciale terroir: le estati calde e ventilate, le brezze del mare che si fondono con quelle dell’Appennino. L'interessante novità del 2019 è una nuova kermesse ideata per rappresentare le diverse anime del Gavi docg e del suo territorio: si tratta “Di Gavi in Gavi” Festival alla sua prima edizione, in programma dal 7 al 9 giugno 2019, che unisce le principali iniziative consortili. Saranno tre giorni di incontri, degustazioni, abbinamenti “Vino & Cibo”, “Arti e Cultura”, convivialità, esplorazione del territorio. 
Venerdì, 7 giugno: è previsto il workshop con l’autorevole 

Premio Gavi La Buona Italia, alla sua V edizione, dedicato allo “Smart Wine”, ossia alle tecnologie digitali portatrici di innovazione nella filiera integrata del vino: vigna, cantina. Distribuzione, comunicazione, con particolare attenzione alla sostenibilità ambientale e alla valorizzazione del territorio.Sabato, 8 giugno: 3 Gavi Masterclass consentiranno di conoscere il Gavi docg in diversi contesti: il Gavi incontra lo Chablis, grande bianco di Borgogna; Il Gavi dialoga con gli altri bianchi piemontesi: Arneis, Erbaluce, Timorasso, Favorita, Cortese Alto Monferrato, Nascetta; il Gavi si degusta abbinato a ricette create ad hoc dalla Scuola della Cucina italiana. 

Domenica, 9 giugno: in “Destinazione Gavi” il pubblico dei Wine Lover e dei “Viaggiatori di gusto” è invitato alle diverse esperienze che il territorio propone, dallo shopping all’enoturismo in bicicletta, dal trekking nei boschi alle degustazioni serali nelle cantine del Gavi. Il festival è stato illustrato da Lisa Casali, conduttrice e blogger, Roberto Ghio, Presidente del Consorzio Tutela del Gavi, Francesco Moneta, responsabile del laboratorio Gavi La Buona Italia, dallo Chef Andrea Ribaldone regista della cena speciale dell’ 8 giugno. Esperienze da assaporare con gusto!                                   


                                                    Giuseppina Serafino

                                             


mercoledì 24 aprile 2019

Turchia dai grandi numeri


  Il Ministero della Cultura e del Turismo della Repubblica di Turchia ha recentemente pubblicato le statistiche per l’anno 2018: sono stati 39,488.401 i turisti internazionali giunti nel Paese, con un incremento del 21,84% rispetto all’anno precedente. I flussi più significativi provengono da Russia, Germania, Bulgaria e dalla Gran Bretagna. I turisti italiani sono stati 284.195, con un incremento del 38,10 %. Istanbul ed Antalya sono le città più gettonate, con uno share che si attesta intorno al 34,02% per la prima, e del 31,50% per la seconda. Il settore turistico in Turchia coinvolge più di 1 milione di posti di lavoro; il numero di catene alberghiere è più che raddoppiato dal 2001, arrivando a 165 nel 2017, di cui l’82% di proprietà nazionale, il 15 % di proprietà straniera e il 3 % di proprietà mista.
 La Turchia è una destinazione molto attrattiva per gli italiani, sia per l’ottimo rapporto
qualità/prezzo,  per la vicinanza geografica (poco più di due ore di aereo), ma anche per la facilità dei collegamenti poiché la Turkish Airlines, membro Star Alliance che raggiunge 302 destinazioni in 124 Paesi, parte da otto città italiane (Milano, Venezia, Bologna, Pisa, Roma, Napoli, Bari Catania), con 141 voli settimanali nel periodo estivo e 118 in inverno.  Ad attirare i turisti italiani è il mare della Turchia, che nel 2018 si è aggiudicata il 3° posto per le Bandiere Blu Spiagge (459) e il 4° posto per le bandiere Blu Totali (481, marine comprese) sparse negli oltre  8.000 km di costa. La maggiore attrattiva per i cittadini del Bel Paese è la ricchezza del suo patrimonio storico ed artistico, che vanta oltre 17.000 siti sparsi in tutto il territorio. Uno dei punti di forza è l’archeologia della Turchia che ha dichiarato il 2019 come l’Anno di Gobeklitepe, la cui scoperta ha rivoluzionato la visione del mondo antico tanto che l’anno scorso è entrata a far parte della lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco (per un totale di 18 siti).
La Turchia secondo i dati dell’UNWTO del 2017, è all’8° posto come World’s Top Destination.Si ringrazia l’Ufficio cultura ed informazioni dell’Ambasciata di Turchia per le preziose informazioni fornite, auspicando un ulteriore aumento di queste significative stime di un turismo che si configura come una preziosa opportunità di sviluppo per un Paese davvero da scoprire.
                 
                                                                   
                                          Giuseppina Serafino