domenica 15 settembre 2019

Giornata mondiale del turismo 2019

In occasione della Giornata mondiale del turismo, indetta per il 27 settembre, Musement ha selezionato i 10 siti Patrimonio Unesco, made in Italy , del cuore. A partire da nord, tra i luoghi da visitare, c’è la Reggia di Venaria Reale, una delle Residenze sabaude che, oltre ai meravigliosi giardini e sale di rappresentanza, presenta un ricco calendario di eventi con l’arte e la cultura.
A qualche centinaio di chilometri le Mura di Bergamo rievocano un fascino medievale, con oltre sei chilometri di tracciato sono il palcoscenico di passeggiate sul far del tramonto, custodendo secoli di storia della città Alta. In Liguria, nel Golfo di Venere, si cela un piccolo gioiello poco conosciuto, ossia l’isola di Tino, uno dei luoghi più incontaminati della costa ligure, che ospita un’area archeologica in cui si trovano resti di epoca romana e rovine del cenobio medioevale. Risulta d’obbligo anche una visita al Faro di San Venerio per ricavarne piacevoli emozioni osservando l’alba. Per coloro che cercano una valida alternativa alla troppo nota città di Venezia, Musement suggerisce Verona, che oltre ai percorsi di Romeo e Giulietta offre, la Costa di Balena, dal significato misterioso, la Sala Morone, una libreria nascosta, completamente affrescata e la possibilità di praticare rafting sul fiume Adige.                                           

Fra le dolci colline umbre, Assisi si presenta come un museo a cielo aperto, con chiese, affreschi e degustazioni enogastronomiche. Capitale della Cultura 2019, Matera è la grande protagonista di ogni viaggio made in Italy che si rispetti; nei giorni scorsi essa è stata palcoscenico di alcune scene del 25 esimo film di 007. Daniel Craig, attore protagonista, è stato impegnato nelle riprese sul piazzale antistante la chiesa di Sant’Agostino, nel Sasso Barisano; nella stessa zona è stato costruito per l’evento un tunnel lungo circa 100 metri. La Campania, per coloro che sopravvivono alla bellezza di Napoli, offre la Reggia di Caserta, che si aggiudica la nomina di palazzo reale più grande al mondo e dove nacque l’architettura neoclassica. Capodimonte, con i suoi cento metri di estensione del parco, oltre che polmone verde di Napoli, è un quartiere di pregio sulla collina, celebre per la manifattura di porcellana e per le opere di Caravaggio e Tiziano. Per un tuffo nel passato, occorre recarsi a Pompei, visitando i templi e le terme di 2000 anni fa, in un’area di oltre 66 ettari. 


La Sicilia, dal canto suo, è un’isola magica che trova una delle sue massime espressioni in Noto, capitale del Barocco, che dona emozioni uniche fra architettura e tradizioni culinarie. Musement è la piattaforma digitale che permette di prenotare attività turistiche per attività in tutto il mondo, ora disponibile in oltre 1.000 destinazioni e 70 paesi; ha la sue sede principale a Milano ed uffici ad Amburgo, Amsterdam, Barcellona, Dubai, Londra, Monaco, New York, Orlando e Parigi. A partire da settembre 2018, Musement è entrata a far parte del gruppo tedesco TUI, il maggior operatore integrato di turismo a livello mondiale. 

                                      Giuseppina Serafino

giovedì 12 settembre 2019

Catalunya in festa

Dopo il grande afflusso turistico estivo, la Cataluniya si prepara a celebrare eventi di grande richiamo quali i festeggiamenti dei santi protettori di Tarragona, Barcellona e Girona. Nelle prima località citata, in Costa Daurada, non esiste un momento più sentito come quello della festa di Santa 
Tecla, celebrazione popolare che 
risale addirittura al 1321, allorchè giunse dall’Armenia una reliquia della patrona della città catalana. Fra i tanti eventi ed esibizioni popolari che animano le strade di Tarragona, famosa è quella dei Castellers, vere torri umane formate da squadre di uomini e bambini, che possono raggiungere fino a 25-30 metri di altezza o il 
Seguici Popular, con balli e maschere della tradizione.Per i barcellonesi la fine delle vacanze è sinonimo di Festa Major De Barcelona, detta anche Festa della mercè, per derivazione dalla madonna della mercede, patrona di Barcellona dal 1687. La data ufficiale della celebrazione è il 24 settembre, ma le celebrazioni iniziano il 20, quando lungo le vie, oltre agli artisti di strada, sfilano Els Gegants (i Giganti), le Capgrossos (le grandi teste) , El 
Bestirai ossia animali giganteschi
dalle forme mitologiche. Sono piuttosto suggestivi gli spettacoli di luce, con le numerose performance pirotecniche nel Parco della Ciudatella; molto attesi sono i fuochi d’artificio sulla Spiaggia della barceloneta, con lo spettacolo piromusicale ed acquatico della Font màgica di Montjuic, la grande fontana in 
Placa d’Espanya. Fra tutte le feste di Girona, la più importante è quella del Patrono, Sant Narcìs che inizia nella piazza del municipio dove il sindaco dà il via ufficiale con la messa solenne nella chiesa di Sant Feliu, dove 
sono conservate le reliquie del santo. Il fulcro dei festeggiamenti è il Parco della Devesa, un lungo viale di palme in cui sono allestiti
 les Barraques, un tipico mercatino con artigianato locale. Fra i tanti spettacoli della tradizione, è degno di menzione il Correfoc (fuoco che corre), in cui personaggi in costume da diavolo e drago creano spettacoli pirotecnici con torce infuocate. Queste celebrazioni sono delle occasioni speciali per poter visitare fuori stagione queste mete, cogliendone alcuni aspetti desueti, ricchi di valore storico e culturale. 
               
                                                        Giuseppina Serafino

lunedì 9 settembre 2019

Autunno sul Lago di Costanza

L’autunno si presenta particolarmente ricco di eventi nei quattro paesi sul Lago di Costanza alla scoperta di paesaggi e di bontà enogastronomiche con escursioni per tutti. Il Bodensee è un’area fortemente agricola a cui si accompagnano le prelibatezze del pesce di lago. Un tour davvero suggestivo è quello che porta sulle strade del vino, dei festival gourmet, dei mercatini e delle cantine, soggiornando magari in una botte di legno o in wine-hotel. Dal 21 settembre al 13 ottobre, in diverse località della
sponda tedesca del lago, la Settimana della Mela coinvolge i turisti in visite guidate nei campi di coltivazione, show-cooking, degustazioni. In Svizzera, il Paese della Mela di Altnau, propone tre diversi facili percorsi a piedi o in bicicletta, mentre il Museo del Mosto di Arbon, inaugurato nell’autunno 2018, organizza un interessante viaggio nella raccolta, produzione del succo di mela e dei distillati. Rinomati sono gli ortaggi del lago che crescono sull’Isola monastica di Rejchenau. Nel villaggio di Moos si celebra la cipolla rossa, delicata e aromatica che cresce solo fra Radolfzell e Stein am Rhein; la prima domenica di ottobre qui si tiene una festa con stand e bancarelle dedicati alla cipolla, cucinata nelle diverse versioni, in forma di zuppa, pane o focaccia. 


Fra le specialità ittiche spiccano il coregone, il salmerino alpino e il luccio e durante la Settimana del pesce, fino al 6 ottobre, vengono gustati in circa 20 ristoranti della sponda occidentale del lago. Come gran finale e preludio di Halloween, dal 9 al 21 ottobre, l’Autunno del Gusto nelle località tedesche di Lindau, Wasserburg, Nonnenhorn e Bodolz, e a Bregenz, in Austria, ci sono visite guidate, momenti musicali a tema, cene a base di prodotti di stagione. Per quanto riguarda la produzione vinicola, essa ha una lunga tradizione sul lago di Costanza che è iniziata al tempo dei Romani. Fra i vini più celebri vi sono l’autoctono Muller-Thurgau, il Sauvignon Blanc, il Pinot Nero che si susseguono sulle sponde svizzere e tedesche del Bodensee, nella regione di Sciaffusa (nota per il suo Blauburgunder) e perfino a Vaduz, in Liechtenstein
. La cantina dei Principi del Liechteinstein in Hofkellerei, propone Riesling, Veltliner e Pinot Neri locali, da abbinare alle carni e ai formaggi degli alpeggi del paese. Il vino si configura anche come storia, cultura, memoria nella cittadina di Meersburg dove il museo Vineum offre un percorso olfattivo, interattivo e sensoriale attraverso la produzione enologica. La Strada del Vino di Weinfeld, nel Thurgau (Svizzera) è un percorso di circa 9 chilometri che attraversa numerosi vigneti, con bellissimi scorci sul paesaggio collinare circostante.
 Alla stazione di Weinfelden, dove il tour ha inizio, i gitanti possono acquistare uno zainetto con generi di conforto e con la chiave per aprire la “cassaforte del vino”, una cella frigorifera che permette di accedere ad alcuni dei migliori vini come il Blauburgunder. Per rimanere in tema non resta che pernottare in botti di legno da Rudi a Trasadingen, in Svizzera, dove la finestra ad oblò lascia filtrare la luce del sole e si affaccia su un grazioso giardino. Un modo davvero singolare di assaporare l’incanto di un territorio decisamente affascinante. 

                                         Giuseppina Serafino




venerdì 6 settembre 2019

Franciacorta Festival

Nel cuore della Lombardia, sulle sponde del lago d’Iseo, si trova un territorio davvero“di.. vino”, la Franciacorta. Si tratta di un’area di 200 chilometri, che comprende 19 comuni della Provincia di Brescia. Le dolci colline che la incorniciano, sono delimitate ad ovest dal fiume Oglio e a nordest dalle ultime propaggini delle Alpi Retiche; le loro antiche origini derivano dai ghiacciai che, ritirandosi circa 10.000 anni fa, hanno creato
l’anfiteatro all’interno del quale si trovano terreni di origine morenica, con una densa ricchezza minerale. L’etereogeneità di questi suoli è l’elemento distintivo di una viticoltura di qualità che discende dall’epoca romana, fino al medioevo, grazie alle condizioni pedoclimatiche che hanno favorito da sempre la crescita dei vigneti. 
A poco a poco le produzioni vitivinicole crebbero a dismisura fino ad eccedere notevolmente le necessità della popolazione, sviluppando le prime attività commerciali. Agli inizi degli anni 60, il giovane enologo Franco Ziliani, con la produzione della prima annata di “Pinot di Franciacorta”, diede il via al passaggio dalla produzione amatoriale di vini con le bolle e di vini spumanti ante litteram, alla moderna attività produttiva di Franciacorta codificata. Nel 1967 giunse il primo riconoscimento ufficiale con il Decreto della Repubblica, che qualificò la Franciacorta come zona a Denominazione di Origine Controllata (Doc), mentre dovrà trascorrere ancora un ventennio affinchè i 29 produttori decidano di associarsi e dare vita al Consorzio Franciacorta, il 5 marzo del 1990.

Nel week end del 14 e 15 settembre 2019, tornerà alla sua decima edizione, il Festival Franciacorta in cantina: saranno 64 le cantine che apriranno le porte per far conoscere le proprie delizie vinicole  e un'occasione per scoprire il territorio con un ricco programma di eventi culturali ed enogastronomici, fra castelli, monasteri e musei che arricchiscono la Strada del Franciacorta.

                                        Giuseppina Serafino





martedì 3 settembre 2019

La storia dell’ospitalità Bettoja

Hotel Massimo d'Azeglio
Nel 1875 il nobile mercante di vini Maurizio Bettoja acquistava nella capitale un’antica osteria, nei pressi della basilica di Santa Maria Maggiore. La taverna aperta nel 1600, in occasione dell’Anno santo, fu intitolata al grande statista piemontese Massimo d’Azeglio. A seguito della costruzione della nuova stazione ferroviaria di Termini , il sopracitato nobiluomo decise di trasformare l’edificio in albergo offrendo un’ottima ospitalità a prezzi ragionevoli. Queste tradizione si tramanda da 145 anni e da cinque generazioni nei tre alberghi storici di Roma, con 493 camere eleganti, due ristoranti, e un moderno centro congressi. Recentemente è stato rinnovato il sito per orientare nella scelta fra i tre diversi hotel: l’Hotel Massimo d’Azeglio è il primo della collezione, disegnato in pieno stile “Umbertino”, emana tutto il fascino del Risorgimento; possiede una preziosa cantina di vini pregiati dove regna la raffinata atmosfera italiana di fine secolo, un antico ristorante e tre moderne sale riunioni che ospitano fino a 180 persone.

Hotel Mediterraneo
Il Mediterraneo con le nuove camere Premium, è tra i migliori esempi di Art Decò della città capitolina, si distingue per il suo lusso severo e monumentale, tipico degli anni Quaranta e dello stile dei “Telefoni bianchi”, con dettagli che richiamano il tema del mare dal quale trae il nome. Proprio come i primi due hotel, collocato sull’Esquilino, il colle più alto di Roma, l’Hotel Atlantico, accoglie gli ospiti in un suggestivo palazzo del 1935; con le sue 3 sale riunioni a luce naturale, di capienza massima di 45 pax a platea, completa il 

Polo Congressuale Bettoja. Per i più golosi, la sezione “Ristorazione” del sito permette di conoscere lo storico Ristorante Massimo d’Azeglio, il Bar 21 del Mediterraneo, il cui bancone è una vera opera d’arte futuristica dell’architetto Loreti- il Roof Garden, la Terrazza più alta di Roma che, da 50 metri di altezza, domina la città. Originali gli spazi artistici, che possono divenire location di eventi o cerimonie private, come la Sala delle Polene, Sala Caminetto, Sala Mappe e la nuovissima Sala San Giorgio, dominata dal prezioso mosaico di San Giorgio, che sarà svelata il 12 settembre, dopo un accurato restauro.Il sito offre anche inedite sezioni, come “Tuffatevi nell’arte” o “Roma a piedi”, all’interno della nuova pagina “La tua esperienza a Roma”, per aiutare i potenziali turisti a pianificare le proprie Vacanze romane. “Da sempre la famiglia Bettoja crede nell’ospitalità e offre a Roma un perfetto mix fra tradizione e innovazione. “Abbiamo iniziato lo scorso anno un grande restyling per rendere la nostra offerta al passo con la tecnologia e 
Hotel Atlantico


l’innovazione, mantenendo però l’identità classica dei nostri hotel” -ha affermato il Presidente Maurizio Bettoja che si attende una positiva risposta dal potenziamento degli strumento divulgativi della propria proposta turistica.
                                                                                                                                                  
                                                                    Giuseppina Serafino

sabato 31 agosto 2019

Valgraveglia e la miniera di Gambatesa

Un luogo ameno scoperto per casonel Comune di NE (Ge) fra Lavagna e Chiavari, le miniere di Gambatesa, le più grandi d’Europa per l’estrazione del manganese. La storia della miniera inizia nel 1876 quando venne concesso il primo permesso di ricerca all’ingegnere francese Augusto Fages, che esplorò le terre del Levante alla ricerca del manganese indispensabile per l’industria siderurgica che lo impiegava per la produzione di acciai di qualità. Nell’arco di pochi anni essa impiegava 15 minatori e 25 donne che lavoravano per separare il materiale sterile da quello buono. Il trasporto del minerale doveva essere effettuato a dorso di mulo sino a valle per poi condurlo al porto di Sestri Levante.   

Il nome deriva forse dal fatto che i minatori dovevano percorrere dalle 3 alle 5 sei ore al giorno per andare e tornare dalle loro 
frazioncine per il loro luogo di lavoro, facendo delle proprie gambe un vero e mezzo di locomozione. Durante il fascismo la 
miniera viene 
nazionalizzata e controllata dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale, con il benvisto sottotenente delle SS Franz Frank ,ma l’attività subisce un rallentamento per carenza di manodopera. Nel 1940 la concessione mineraria viene rilevata dalla Società Anonima Minerari Siderurgica “Ferromin” che introduce fra gli ammodernamenti la perforazione ad umido che favoriva, con l’utilizzo dell’acqua, l’abbattimento delle polveri silicee che causavano l’insorgere di malattie 
respiratorie, come la silicosi. Nel 1973 L’Italsider decide la chiusura della miniera poiché il costo del minerale risulta di molto superiore a quello importato dal Sudafrica. Saliamo una scalinata di  circa 130 gradini per raggiungere la meta della 
nostra visita: una sorta di gigantesco edificio prefabbricato che ospita sale didattiche, con dinanzi un binarietto da cui partono dei minuscoli trenini di metallo che conducono all’interno della miniera, dopo aver indossato l’obbligatorio casco protettivo. Il mezzo corre veloce con sobbalzi e stridendo in un reticolo di strette gallerie, di circa 25 chilometri, suddivisi in sette livelli principali, comunicanti per mezzo di rimonte, discenderie, pozzi e fornelli. Avvertiamo una sensazione di freddo a causa dei circa 14 gradi e di disagio, pensando di trovarci a circa 300 metri sotto terra. Ci si chiede come potessero fare degli esseri umani a trascorrere tutto il giorno in quei cunicoli, ora 
illuminati dalla luce elettrica ma allora al buio con pipistrelli che svolazzavano, utili ad eliminare gli insetti. Notiamo delle strutture lignee (di castagno, un elemento che ha sfamato generazioni ) che quando “cantavano” segnalavano un imminente crollo. Si sente sgocciolare sul capo mentre osserviamo alcuni dei vagoni abbandonati ripieni di minerali e riflettiamo sulle varie informazioni forniteci da una guida che simula varie operazioni effettuate dai minatori. Dopo aver fatto tesoro di ciò e soprattutto del riscoperto potere terapeutico della preghiera, usciamo ritemprandoci con il tepore di un tenue raggio di sole e con lo sguardo compiaciuto della statuetta di Santa Barbara, protettrice dei malcapitati lavoratori sotterranei, dall’alto di un edicola votiva posta dinanzi ad uno sbarramento. Il paesaggio collinare circostante ci appare di una maggiore bellezza rispetto a quello precedentemente 
avvistato così come la preziosa quotidianità a cui ambiamo fare ritorno dopo quel tuffo in un
passato, fatto di lavoro disumano e di degradante sussistenza. Facendo ritorno ci soffermiamo con lo sguardo su borghi caratteristici come Nascio, situato sulle falde del Monte Bianco, alla base di una rocca di diaspro e il suggestivo ponte; Cassagna caratteristico per i suoi archi e bei tetti di ardesia. Ci ripromettiamo di ritornare con l’intento di perlustrare la zona, magari sostando in uno dei numerosi agriturismi che scorgiamo, ma anche per riscoprire testimonianze degli antenati di Giuseppe Garibaldi, il mitico Eroe dei due Mondi, raffigurato in una statua a Conscenti. La bellezza di questi luoghi risiede nella varietà dei paesaggi, dalle viti agli ulivi all’altopiano del Monte Biscia, agli abeti e ai faggi del monte Zatta ma ciò che ci rimarrà impresso sarà sicuramente il mondo sotterraneo inquietante della miniera di Gambatesa, scorcio di un passato che rischia di apparire leggenda.       

Giuseppina Serafino

mercoledì 28 agosto 2019

L’Istria e i suoi sapori autentici.

L’Istria è un territorio dove i prodotti della terra incontrano il mare in un connubio di gusti e sapori che sono unici. A questo proposito l’Ente per il turismo della Regione istriana ha premiato, all’inizio dell’anno, alcune famiglie di ristoratori che di generazione in generazione hanno tramandato i piatti tipici, contribuendo a conservare la tradizione culinaria del territorio. Tra i locali premiati vi sono ad esempio il ristorante Kastel di Castelvenere, nei pressi di Buie, gestito da Adele Bassanese e dal fratello Andrea che si dedica ai vigneti di famiglia. Vi è poi il Restaurant Sidro, nel centro storico di Cittanova, proprio dinanzi al porticciolo, aperto nel 1971 da Mario e Maria Cittar specializzato in prodotti stagionali locali. I piatti a base di pesce possono essere gustati al ristorante Novigrad della famiglia Glogovsek, meta ambita dagli amanti della nautica che nell’Adriatico ricercano una buona cucina mediterranea. 

A Cittanova si trova anche la Gostionica MD, una vecchia casa di famiglia ristrutturata, che ormai da mezzo secolo dà vita alle idee gastronomiche della famiglia Moraca. A Verteneglio, nella Istarska konoba, la famiglia Santic prepara le sue pietanze davanti agli ospiti, utilizzando un focolare del XVII secolo. I prodotti tipici che contraddistinguono la cucina istriana diventano i protagonisti di vere e proprie feste che richiamano gli amanti della buona cucina. Darà il via il 7 settembre la Sardelafest, la festa della sardina di Mandracchio, a Cittanova con pesce azzurro, musica e balli. Nel week end 13-15 settembre 2019 seguirà la Festa dell’uva di Buie che vedrà sfilare un corteo allegorico fra le vie del paese a ricordare il lavoro nei campi e il rito della Mistela che si svolge nella corte di Bacco, in cui l’uva veniva schiacciata con i piedi. Sabato 28 settembre 2019 a Cittanova ritorna l’atteso evento “Walk by the sea” che si snoderà su un percorso di 10 km, con diversi wine & food point, dove assaggiare rinomati vini e specialità locali entrando in contatto con usi e tradizioni accattivanti. Nell’ultimo week end di ottobre ci saranno le giornate dei funghi a Verteneglio, con una vera e propria competizione per la raccolta del fungo più bello e più grande. Da venerdì 8 a lunedì 11 novembre 2019, nella piccola cittadina storica di Momiano, si potranno degustare eccellenti vini di propria produzione, dalla Malvasia al Terrano, fino al Moscato dolce, che caratterizza la sopracitata località.

Nel corso della Vetrina del moscato, una rassegna internazionale che raduna produttori provenienti anche dalla Slovenia e dall’Italia, verranno conferite medaglie e titoli di “Moscattieri”, come simbolo dei grandi livelli raggiunti. Davvero tanti i motivi per ammirare i colori autunnali assaporando l’essenza del territorio dell’Istria nordoccidentale contraddistinto da coste chilometriche, villaggi di pescatori e affascinanti borghi ricchi di storia e di cultura. www.coloursofistria.com
                                                   Giuseppina Serafino
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sabato 24 agosto 2019

Valtidone Wine fest

Sta per aprire i battenti il Valtidone Wine Fest la più grande rassegna del vino piacentino chefesteggerà quest’anno il decimo anniversario. Creare sinergie e lavorare insieme per promuovere il territorio è lo spirito di questa manifestazione che vede la partecipazione 
di quattro comuni e oltre cinquanta cantine, pronti a unire le proprie forze per animare tutta una serie di appuntamenti itineranti. Si partirà il 1 settembreda Borgonovo Val Tidone per poi fare tappa a Ziano Piacentino, Alta Val Tidone e Pianello. Maria Rosa Zilli, consigliere provinciale con delega al Turismo, Marketing Territoriale e fiume Po” ha affermato “Si tratta di un’ iniziativa importantissima e ormai consolidata che saprà esaltare le eccellenze e le tradizioni di un’intera vallata attraverso un viaggio itinerante che avrà come protagonista il vino, ma anche la gastronomia, l’arte e la musica.” Il primo evento sarà quello dedicato a 
Ortrugo & Chisola in cui ci saranno degustazioni di Ortrugo Doc in abbinamento alla famosa focaccia con i ciccioli; contestualmente sarà celebrata la 53 esima edizione della Festa d’la chisola . Ci sarà poi l’ 8 settembre la tappa a Ziano Piacentino con l’ appuntamento “7 Colli in Malvasia”. Leonardo da Vinci pare che fosse un grande appassionato di vino e che coltivasse un vigneto di Malvasia e il Valtidone Wine Fest 
celebrerà la figura del grande artista, 
in occasione del 500esimo anniversario della sua scomparsa. Non mancherà un abbinamento con le tradizioni gastronomiche , in particolare la pancetta Dop e alcuni wine blogger contribuiranno a diffondere la conoscenza dei prodotti tipici attraverso i propri canali.Il 15 settembre sarà la volta del Comune di Alta Val Tidone con “Di TerreDi CibiDiVini” che vedrà protagonisti i vini passiti e nello specifico a Nibbiano si terrà la seconda edizione della Sagra del Buslàn, la tradizionale ciambella piacentina “Abbiamo coinvolto associazioni e Pro Loco che lungo le vie del borgo proporranno altri prodotti tipici come la coppa arrosto, la treccia di Trevozzo e l’immancabile batarò”, ha detto il sindaco Franco Albertini.Il gran finale sarà domenica 22 settembre a 
Pianello Val Tidone con l’evento “Pianello 
Frizzante” che vedrà al centro dell’ attenzione i vini frizzanti con altri prodotti come salumi, formaggi, miele, tartufi. L’appuntamento sarà inserito nell’ambito della Festa di San Maurizio, patrono del paese”: Il vicepresidente della cantina di Vicobarone, Maurizio Centenari ha aggiunto:”Voglio ringraziare tutti coloro che ogni anno permettono di allestire questa importante vetrina per i nostri prodotti. Il successo del nostro vino e di ogni singola cantina non può che passare dalla valorizzazione del nostro territorio e il Valtidone Wine Fest è uno strumento assai importante”.
                                                  Giuseppina Serafino