giovedì 9 luglio 2020

Destinazione Malcesine

Un borgo medioevale di 3.700 abitanti situato sulla sponda veronese dell’alto Lago di Garda, Malcesine da anni viene insignito della Bandiera Arancione del Touring Club Italiano ed è certificato Emas (Eco- Management and Audit Scheme) uno strumento creato dalla Comunità Europea per migliorare la gestione ambientale a favore della sostenibilità e del rispetto della natura.Quasi sospeso fra acqua e montagne è circondato da una natura di grande bellezza ed ha origini antichissime. A est si estendono uliveti e si staglia il Monte Baldo, considerato il “Giardino d’Europa” per via del suo ricco patrimonio floristico, a ovest le spiagge del Lago di Garda e le Prealpi Bresciane e l’ Adamello; a nord il Monte Brione e, sullo sfondo, il Gruppo el Brenta; a sud il dolce anfiteatro delle Colline Moreniche. Forse per questo motivo 

Malcesine è una delle pochissime località “Covid free” del nord Italia e si è organizzata per 
offrire molteplici possibilità di svago e di intrattenimento.Il Monte Baldo, oltre ad essere un suggestivo parco naturalistico, unico per la sua biodiversità con oltre sessanta specie di orchidee e fiori rari, è una grandissima palestra dove si possono praticare attività sportive dal trekking al parapendio, dal nordic walking alla mountain bike. Si raggiunge in soli 15 minuti grazie alla Funivia Malcesine, tra gli impianti funiviari più avanzati al mondo, con le sue cabine rotanti, è in grado di far apprezzare un 


panorama unico raggiungendo quasi quota 1700 metri.  Una novità annunciata per quest’estate è l’iniziativa “Camminare insieme” che vedrà albergatori, gestori di residence, bed &breakfast e di campeggi, disponibili ad accompagnare i loro ospiti alla scoperta dell’entroterra di Malcesine e dei suoi angoli più caratteristici, lungo antiche mulattiere e sentieri. Un’attenzione particolare sarà rivolta al ricco patrimonio artistico e culturale che va dal castello eretto dai Longobardi e il Palazzo dei Capitani, edificato dagli Scaligeri fra il XII e XIV secolo, con il suo grazioso giardino e i pregevoli affreschi.Un’attenzione particolare verrà rivolta alla valorizzazione delle materie prime del territorio per far apprezzare un’ampia offerta enogastronomica.

Nei circa settanta ristoranti, dai bistrot e agli agriturismi, senza trascurare l’esperienza fine dining al ristorante stellato (il primo, sin dal 2004 , della sponda orientale) si potrà gustare il pesce di lago, la garronese veneta del Baldo ( una carne di allevamenti locali e attenti al benessere animale), con le erbe spontanee del Monte baldo ( fra cui l’aglio orsino e il buonenrico) il pregiato Olio Extra Vergine del Garda.                                                                                 
Proprio per far conoscere questi ingredienti di alta qualità, in un’ottica di gastronomia sostenibile, i ristoratori celebreranno il loro territorio con il piatto speciale“Centopercento Garda”, abbinato a uno dei vini dell’azienda Cà Maiol, prezioso riferimento dell’enologia gardesana e partner di questa iniziativa. Una vacanza di grande relax ma all’insegna delle tante opportunità di scoperta di un ambiente di notevole pregio che merita di essere rivalutato. 

                 Giuseppina Serafino

                


lunedì 6 luglio 2020

“Cammina Italia”

“Cammina Italia” più che un monito per un Paese che riparte è il titolo di un libro recentemente presentato dalla Compagnia dei Cammini, un’associazione che si adopera per diffondere la cultura del movimento lento che sembra prendere piede sempre più. Vengono illustrati 20 cammini, 

uno per ogni regione d’Italia, adatti a tutte le età e percorribili in 4/7 giorni ,in 144 pagine, di un’opera edita da Ediciclo ed allegata anche al Sole XXIV per circa tre settimane. Ogni itinerario viene proposto con una descrizione del percorso, giorno per giorno, una mappa, le strutture consigliate per il pernottamento e il ristoro, le tracce gps, gratuite e le cartine. Questi i Cammini proposti:
-Valle D’Aosta Le Tre Valli: Veny, La Thuile, Valgrisenche di C. Ansaloni
-Piemonte Il giro del Marguareis di E. Leger


-Liguria La traversata del Finalese di E. Leger
-Lombardia La Via dei Silter di D. Sapienza
-Trentino Alto Adige La Via di San Vili di L. Ciaghi
-Veneto Alta Via n. 1 da Agordo a Cortina di F. Michieli
-Friuli Venezia Giulia Carso aspro e dolce di L. Nacci
-Emilia Romagna La Via degli Dei di C. Mori
-Toscana La Via Francigena senese di F. Mapelli
-Umbria Il cuore del Cammino nelle Terre Mutate di D. Moschini
Marche Cammino dei Sibillini di F. Michieli                             
                                                     
                                                   
-Lazio Via Francigena da Viterbo a Roma di M. Agliata
-Abruzzo Il Cammino dei Briganti di L. Gianotti
-Molise Il Tratturo Pescasseroli Candela di C. Pandolfi-Campania Penisola Sorrentina, un balcone sul mare di L. Gianotti
-Puglia La Via Salentina, da Lecce a Santa Maria di Leuca di L. Gianotti  -Basilicata Il Cammino Materano di M. Calà -Calabria Il Sentiero dell’Inglese in Aspromonte di A. Laurenzano                                                               - Sicilia Il Cammino Ibleo di N. Di Falco
-Sardegna Il Cammino di Santa Barbara di C. Mori.
Sono circa 150 i viaggi a piedi della durata di una settimana che vengono organizzati dalla sopracitata associazione nata nel 2010. Si va dal cammino classico a piedi, o in compagnia degli asinelli, dalla barca a vela con trekking, 
al cammino profondo (Deelp walking) con esperienze di meditazione camminata e i nuovi Cammini di Pace; è stata creata anche la Compagnia dei bambini, un settore dedicato al camminare in famiglia o per gruppi di ragazzi, con guide ed educatori professionisti. Durante i trekking i soci puntano alla valorizzazione dell’alimentazione bio e naturale- a base di prodotti locali-e vegetariana.
Luca Gianotti, coordinatore della Compagnia dei cammini, curatore del progetto, ha dichiarato:” Durante il lockdown abbiamo capito quanta voglia c’era di tornare a camminare in natura, all’aria aperta, di respirare e sentirci in armonia con l’universo. Per questo abbiamo approfittato di quel momento buio per condividere la nostra esperienza con tutti quelli che sognavano di rimettersi in cammino. Il risultato è stato un libro collettivo, un libro di squadra, una bella esperienza in cui porre insieme i tasselli di tutti”.

                                  Giuseppina Serafino

mercoledì 1 luglio 2020

Visit Brescia e le sue perle

La provincia di Brescia, spesso sottovalutata, è un accogliente scrigno di autentici tesori di natura, arte, storia, che riescono a stupire anche il turista più esigente. Essa racchiude nell’arco di circa 150 km una grandissima varietà di paesaggi e di proposte turistiche che vanno dai boschi alpini della Valle Camonica alle spiagge dei laghi d’Idro, Iseo, Garda passando per le dolci colline con i pregiati vigneti della Franciacorta.I tre laghi sopracitati si 
differenziano per i tanti aspetti che li contraddistinguono, infatti il Lago di Garda, il più grande d’Italia, con i suoi litorali, le ville liberty è stato in grado d’incantare alcuni celebri scrittori come Goethe, Mann, Kafka e D.H Lawrence. Le sue rive, avvolte da un clima mitico e tipicamente mediterraneo, sono costellate da caratteristici borghi, castelli monasteri ed incantevoli località come Sirmione, Desenzano, Salò, Gardone Riviera. La vegetazione lussureggiante densa di olivi , limoni, palme sono una incantevole cornice per gli appassionati delle vacanze green ed attive, che possono pedalare sulla ciclopedonale, considerata la passerella più spettacolare d’Europa: un suggestivo percorso di 2 km a piccosul lago, che collega Limone con il confine di Riva del Garda
Il lago d’Idro, a 368 metri d’altitudine, fra le montagne della Valle Sabbia e delle Prealpi lombarde, è un rifugio incantevole per vacanze en plein air fra camping e villaggi predisposti per il glamping e sport anche estremi. Il vento costante permette di praticare vela, surf e kitesurf, mentre la presenza di montagne costituiscono la palestra ideale per coloro che praticano mountain bike, ferrate sulla roccia, parapendio, canyoning. Il Lago d’Iseo è diventato Lago di Christo, dall’estate 2016, quando l’omonimo artista vi ha realizzato l’installazione galleggiante “The Floating Piers” a Monte isola, la più 
alta isola lacustre d’Europa, che può essere percorsa a piedi o in bici. Gli appassionati delle due ruote possono sbizzarrirsi sulla Ciclovia dell’Oglio, eletta ciclabile più bella d’Italia agli Italian Green Road Awards 2019. Essa si snoda su 1862 metri di dislivello e 282 km di percorso, dei quali 150 nella provincia di Brescia, attraverso l’area Unesco delle Incisioni Rupestri della Valle Camonica e i vigneti della Franciacorta. 

Gli amanti del trekking e dell’outdoor possono inerpicarsi sui sentieri del Comprensorio Pontedilegno-Tonale e nell’area di Borno, cuore dell’Altopiano del Sole o, a passo lento, sul cammino di Carlo Magno, magari per assaporare il patrimonio artistico ed architettonico del bresciano comel’Arte Rupestre della valle Camonica, che con oltre 200.000 incisioni catalogate, è una vera e propria galleria a cielo aperto. Dal lago d’Iseo fino a Ponte di Legno, in ben 180 siti distribuiti fra 24 comuni, la Valle dei Segni attraversa 12.000 anni di storia, dalla fine del Paleolitico Superiore all’Età del Ferro. Un altro gioiello di

carattere storico sono le Grotte di Catullo a Sirmione, considerata una delle aree più suggestive aree archeologiche italiane, è l’esempio più grandioso di villa romana finora riportata alla luce nel nord Italia. Sul lago di Garda è poi presente il Vittoriale degli italiani a Gardone Riviera, l’affascinante casa-museo di Gabriele d’Annunzio con il bellissimo parco di circa 10 

ettari e la Rocca di Lonato, con l’annessa casa museo del Podestà, Monumento nazionale, fra le più imponenti fortezze del Nord Italia, da cui si gode una vista impagabile sullo specchio lacustre. Davvero unica la vacanza nel territorio bresciano, denso di autentici tesori da riscoprire, come la ricca enogastronomia.www.visitbrescia.it           
                             
                                                                             Giuseppina Serafino

domenica 28 giugno 2020

Spiagge della Catalogna

La Catalogna è considerata una delle regioni più ricche della Spagna, e non solo per l’aspetto economico poiché qui sono nati alcuni degli artisti spagnoli più geniali come Joan 
Mirò , Salvador Dalì e Antonio Gaudì, oltre due grandi della musica come Montserrat Caballè e Josè Domingo Carreras. Si tratta della zona nord-orientale della Penisola iberica, stretta fra le montagne dei Pirenei e il mar Mediterraneo; a nord confina con la Francia e il pPrincipato di Andorra, a ovest con la zona di Aragona, a sud con la Comunità Valenziana, mentre ad est è interamente bagnata dal mare. Spiagge bellissime che si estendono su 600 km di costa della Catalogna marittima, sono la meta ideale per coloro che amano tuffarsi in un mare cristallino, all’insegna del relax e del divertimento. 
L’Ente del Turismo spagnolo suggerisce alcune zone poco conosciute con graziose calette che si celano in anfratti non immediatamente accessibili. A nord della Costa Brava l’elenco sarebbe lunghissimo, ma è sufficiente citare: Cala Pola e Cala Pedrosa. La prima delle due, a soli 5 km da Tossa de Mar, in provincia di Girona è una caletta lunga soltanto 70 metri; Cala Pedrosa si trova nel piccolo comune di Palafrugell.Entrambe offrono la possibilità di assaporare deliziosi momenti di quiete, lontani dalle resse caotiche sconsigliabili in questo particolare periodo di post emergenza.                                
Lungo la Costa Barcellona, divisa in due dalla meravigliosa città omonima, viene consigliata la spiaggia de Les Roques di Calella, lunga 750 metri e larga 25, che è ubicata sotto il fato, in una zona con suggestive insenature ideali per praticare snorkeling . Una tappa da effettuare nei pressi è quella a Stiges, un gioiello con 16 km di spiagge, di queste da non perdere è la Platja de les Anquines, la più a sud, realizzata negli anni ’20 come spiaggia privata di una struttura alberghiera.
Lungo la Costa Daurada, in provincia di Tarragona, la spiaggia denominata Tamarit, prende il suo nome dal castello che la sovrasta ed è circondata da una rigogliosa vegetazione. Nel comune di El Vendrell, si estendono i 3 chilometri della spiaggia di Sant Salvador sulla quale si affaccia un eremo millenario.Se si vuol raggiungere il sud della Catalogna, nelle Terres de l’ Ebre, ci si imbatte nella cittadina di mare, L’Amleta de Mar, conosciuta come La Cala, proprio per le tante calette che la circondano; la seconda è l’Ampolla, una piccola località alla foce del fiume dell’ Ebro che incanterà per le sue meraviglie.
Girona
Un esempio tangibile è Cap Roig, una spiaggia meravigliosa incorniciata da una folta natura. Tante possibilità di ricercare luoghi ameni per ritrovare il contatto con ambienti dal sapore mediterraneo in territorio spagnolo (foto dell'Ente Catalunya  )                                                              
         https://www.spagna.info/catalogna/

                                                                                                  Giuseppina Serafino

giovedì 25 giugno 2020

“Viaggio in Italia” con le Giornate FAI

In questo week end di fine giugno le Giornate FAI consentiranno di scoprire luoghi all’aperto, all’insegna della “cultura della natura”. Sarà un modo per conoscere l’immenso patrimonio green del nostro Paese. Parchi e giardini storici monumentali, riserve naturali ed orti botanici, alberi millenari e piante bizzarre sono alcuni dei 200 luoghi che potranno essere visitati in questa edizione speciale delle Giornate FAI. di sabato 27 giugno e domenica 28 giugno 2020, su prenotazione, in più di 150 luoghi d’Italia. Un’iniziativa che contribuisce a risvegliare la curiosità per ciò che ci circonda, per interrogarci-come scriveva Goethe, nella sua opera “viaggio in Italia”- per interrogarci su ciò che solitamente vediamo ma non conosciamo. Per la prima volta verranno svelati al pubblico, a pochi mesi dell’accordo tra il FAI e la Fondazione Museo di Palazzo Moroni, i grandiosi Giardini di Palazzo Moroni a Bergamo, oltre quattro ettari di verde fra le mura della Città Alta. Un polmone verde, 

con i suoi terrazzamenti tipici dei giardini all’italiana; un luogo di benessere ritrovato con vista panoramica sullo sfondo delle Alpi Orobie.Una sorta di omaggio del FAI alla città che ha particolarmente sofferto l’emergenza sanitaria e che può trarre beneficio dalla bellezza che la natura può offrire. La missione del sopracitato ente si basa sul principio che “ si protegge ciò che si ama e si ama ciò che si conosce”: comprendere la natura, dunque, si rivela il modo per educarci a “proteggerla”. Il pubblico potrà scoprire peculiarietà e rarità, aneddoti e curiosità sulla natura curata e protetta nei Beni FAI, tipica o rara, spontanea o coltivata, autoctona o 
importata, soggetto ed ispirazione per sculture e affreschi, per letteratura e poesia, per progetti di ricerca scientifica e per modelli sperimentali di sostenibilità ambientale. Pochi sanno che nel nostro Paese ci sono oltre 22.000 alberi dichiarati monumenti verdi, alcuni testimoni di eventi storici e tragici (come la sequoia gigante  di Longarone, sopravvissuta al disastro del Vajont nel 1963),altri protagonisti di leggende, tutti espressione identitaria del paesaggio e del patrimonio culturale.La quercia delle Checche a Pienza, in provincia di Siena, nel 2017 è diventata il primo monumento verde italiano.
Dal 2011, sedici Paesi partecipano a un concorso europeo per votare l’Albero Europeo dell’anno: la quercia Vallonea di Tricase è stata candidata per l’Italia al contest 2020, con un tronco che misura 4,25 metri di circonferenza e una chioma di 700 metri quadrati di diametro, ha quasi mille anni ed è l’albero più antico del Salento. 
In centro Italia la quercia di Villa Carrara, nei pressi di Lucca, è una vera e propria architettura vegetale, noto come la Quercia di Pinocchio, per aver dato lo spunto a Collodi per descrivere l’impiccagione del burattino.  L’olivastro S’Ozzastru (Luras, Sassari) ha più di 3.000 anni di vita ed è stato dichiarato uno degli alberi più antichi d’Europa, il cui legno 
veniva usato per fabbricare su mazzoccu, il martello tipico usato dalla accabadora, “colei che finisce”, una donna che su richiesta di persone malate e sofferenti, li liberava dal dolore attraverso la morte. Aderire alle Giornate FAI è un modo per partecipare alla tutela del patrimonio culturale italiano. Le modalità di prenotazione e l’elenco del luoghi visitabili sono consultabili sul sito giornate fai.
I luoghi aperti offrono una variegata selezione di monumenti “verdi “, fra cui diversi “Luoghi del Cuore” promossi dal censimento in corso, inclusi itinerari o passeggiate nel verde urbano, campestre o montano, anche in relazione al “Progetto Alpe” lanciato dal FAI per promuovere la frequentazione dell’Italia interna sopra i 600 metri. Un esempio di fruizione di cultura botanica, affascinante come l’immenso patrimonio naturalistico dischiuso dal Fai. 

                                        Giuseppina Serafino

lunedì 22 giugno 2020

#Monferrato autentico




Nel Monferrato, ai quattro punti cardinali della provincia di Alessandria, è possibile ammirare, fino alla fine di luglio,degli angoli incantevoli con le intense tonalità di blu e viola dei campi di lavanda. Una coltivazione che alcuni ritengono appannaggio dei paesi d’oltrealpe ma che in realtà, con lo svilupparsi dell’intero ciclo, dalla produzione alla trasformazione, anche in Piemonte, è diventata un fattore economico agricolo sostenibile, a coltivazione biologica e biodinamica.
Nella parte sud occidentale della provincia nell’Alto Monferrato acquese, sulla dorsale che divide la Val Bormida dalla Valle dell’Erro, vicini al confine ligure, ci sono alcuni graziosi borghi come Spigno, Ponti, Merana, Castelletto d’Erro. Proprio in quest’ultimo si estendono i setti ettari di lavanda dell’azienda di Anna Calviello, facilmente raggiungibili dal paese, dopo circa un chilometro, seguendo la provinciale in direzione Montechiaro Alto. Un punto panoramico per avere uno splendido colpo d’occhio è quello che dalla chiesetta di Sant’Anna si affaccia sui campi,oppure dalla torre quadrata del XIII secoli, circondata da alcune rovine delle mura dell’antico castello. Questa torre rappresenta un ottimo punto per 
ammirare sia l’Appennino ligure che le Langhe, con il vicino comune astigiano di Roccaverano, la pianura alessandrina e in lontananza il Monviso con alcune vette lombarde. Presso l’azienda agricola Cascina Ospedale ad Alessandria, via Vecchia dei Bagliani, 100, si coltiva la lavanda sia officinale che ibrida, tutta biologica ed è possibile fare esperienze con laboratori presso la fattoria didattica.
Da qui si può approfittare per ammirare alcune bellezze della città: il museo della bici a Palazzo Monferrato, il ciclo degli affreschi delle Stanze di Artù alla sale d’Arte del museo civico; si può fare una romantica passeggiata sul nuovo ponte Mayer, opera dell’architetto omonimo, per arrivare alla Cittadella, uno dei più imponenti monumenti nell’ambito della fortificazione permanente del tredicesimo secolo, sede del museo delle divise militari. 
Venti chilometri più a nord da Alessandria, nel Monferrato delle colline Patrimonio Unesco, si trovano le specule vinarie ipogee scavate per sottrazione nel tufo; al centro si erge Casale Monferrato, perla di romanico e barocco. A metà strada fra quest’ultimo e Valenza c’è il borgo di Giarole, che ospita il castello dei conti Sannazzaro Natta , oggi bed and breakfast e dimora storica visitabile; a poche centinaia di metri , in zona confinante di Pomaro, si estendono campi di lavanda biologica, fra il torrente Grana, le colline e la valle. 
Una strada panoramica, da percorrere a piedi o in bicicletta, collega i due borghi di Cuccaro, con partenza dalla chiesetta Madonna delle nevi, e Lu, dove sono state apposte le big bench, panchine iperdimensionate che si affacciano su paesaggi affascinanti. Una piacevolissima passeggiata nel blu profumato, che costeggia il vecchio camposanto del paese, dà inoltre modo di vedere la graziosa pieve di San Pietro, originariamente denominata Santa Tecla, nata nel settimo secolo dopo Cristo come convento. Sui colli tortonesi si ritrova la lavanda a Viguzzolo, dove si cela un’altra pieve romanica, risalente all’XI secolo. Piccoli tesori che consentono di apprezzare le tante suggestioni offerte dal Monferrato, un territorio di…vino! 


                                                                                 Giuseppina Serafino