domenica 28 dicembre 2014

Cibarsi di festa nelle Social street

Essere accolti con un sorriso e la gioia di sentirsi chiamare per nome, superando le diffidenze e l’anonimato che pervade la fredda metropoli. Questa è stata la piacevole sensazione avuta partecipando all’evento organizzato da Lucia Maroni, promotrice di “Via Maiocchi e dintorni”, uno dei fenomeni di aggregazione che maggiormente stanno animando le vie e i quartieri di Milano, suscitando grande interesse.
Una aria conviviale, all’insegna dell’interscambio ludico-ricreativo: giochi e laboratori per bimbi, tesi Abbiamo scoperto di essere molto diversi ma di avere tante cose in comune”. Tante le frasi scritte sui volantini distribuiti in Zona 3, che sintetizzavano lo spirito della sopracitata social street che, con una grande festa, ha voluto festeggiare il suo primo anno di vita. all’apprendimento di tecniche che favoriscano creatività, abbinati a buona musica, leccornie da condividere.“
I negozianti hanno partecipato gioiosamente mettendo a disposizione per la lotteria: buoni pizza, consumazioni al bar o trattamenti presso centri estetici, ecc. Anche le  vie limitrofe: viale Regina Giovanna, via Stoppani, viale Abruzzi, via Plinio, via Baldissera fanno parte di questo piccolo paese alle spalle di Porta Venezia che comunica con Facebook ma che si incontra per svolgere attività, scambiarsi consigli per le necessità quotidiane.Il lunedì i residenti del Gruppo menzionato si ritrovano per un aperitivo al bar Stoppani, al quale spesso partecipa un’arzilla americana, novantaquattrenne, che ha avuto l’idea di avviare  per i suoi  vicini un corso d’inglese presso il medesimo luogo, il sabato mattina. La Social street, nata  nel 2013, ci viene detto, non è un’associazione, non ha una natura legale è una circolazione di idee, di pensieri, in essa vige il principio della completa gratuità poiché è l’unica cosa che “paga” veramente. Sono più di cinquanta i gruppi di via attualmente presenti nel capoluogo meneghino, un fenomeno destinato ad allargarsi ancora di più.
Sembra di ritornare alla solidarietà di vicinato che si instaurava nei palazzi di ringhiera quando la propria vita diventava vita di tutti, nel bene e nel male,  e la gioia degli eventi era condivisa, così come la sofferenza, che veniva alleviata con un gesto, un sorriso, una parola amica.
 Ben venga questa rinnovata atmosfera da “sabato del villaggio”, in cui  vigeva il piacere di salutarsi e quando il semplice profumo del cibo che si diffondeva per le case, era un tacito invito, a  ritrovarsi e a fare festa!

                                                                                                                                                                         Giuseppina Serafino

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