giovedì 29 gennaio 2015

Profumo di Storia a Norimberga

Un velo di grigiore ammanta Norimberga, il primo giorno del nuovo anno, quasi volesse celare pudicamente sconosciuti segreti , o i molteplici tesori che la rendono unica. Un tenue manto di neve ricopre i suoi tetti aguzzi, come a voler restituire candore ad un territorio che vanta la nomea di arrogante potenza egemonica. Le possenti mura , erette tra il XIV e il XV secolo, stringono in un abbraccio  le perle architettoniche del  centro storico, il cosiddetto mitte , per un’estensione di circa 5 chilometri, da cui parte la Konigstrabe, l’elegante via principale. Si sa che Il nome “Norimberga” compare per la I° volta nell’anno 1050 in un atto pubblico e si riferisce ad un insediamento situato a sud della prima roccaforte.  Si tratta  di una città, di  510.000 abitanti,  con un’alta qualità della vita, che viene definita cosmopolita e caratterizzata da un variegato panorama culturale per i suoi numerosi musei, i più suggestivi dei quali, sono risultati il “ Germanisches Nationalmuseum”, di arte e cultura germanica, che in una struttura di 25.000 mq ospita più di un milione di oggetti che partono dall’età del ferro per giungere ai giorni nostri; il Verkehrsmuseum dedicato al sistema ferroviario tedesco, dal 1835 anno in cui si inaugurò la prima ferrovia a Norimberga , con circa 30 modelli di treni . Delizioso  il viaggio nel mondo del giocattolo presso  lo Spielzeugmuseum , fra bambole di porcellana e casette realizzate con precisione certosina , soldatini di stagno o giostrine.   
Un discorso a parte meritano il Centro di Documentazione del partito nazional-socialista e quello di Commemorazione dei processi di Norimberga che aiutano a comprendere gli sviluppi di un periodo oscuro della Storia, ci si aggira per le sale con un assorto mutismo e si  osservano gigantografie del periodo bellico che sembrano  voler sopraffare  per l’imponenza  dei personaggi raffigurati. Ci si perde con la mente su quell’effluvio di notizie trasmesse dall’audioguida, miste a echi di sirene, rumori di aerei e dictat scanditi  da voci imperiose di hitleriana memoria. Il tour autogestito della città parte comunque dalla grande piazza del mercato  che ospita il Wochenmarkt , il mercato ortofrutticolo che quotidianamente, sotto ai suoi graziosi tendoni a strisce rosse, espone fresche prelibatezze.
 Un’espressione di giubilo la si proferisce dinanzi alla bellissima fontana Schoner Brunnen, a forma di pinnacolo del ‘300, alta 19 metri , che presenta una superba opera di oreficeria con statue di eroi pagani e cristiani, racchiusa da un cancello placcato in oro, con due anelli. La leggenda racconta che se si esprime un desiderio, esso si realizza girando l’anello d’oro, quello nero invece regalerebbe alle donne una gravidanza. 
La sottoscritta ha preferito non provare  entrambe le esperienze, a scanso di imbarazzanti equivoci. L’Hautpmark è caratterizzato dalla splendida facciata della Fraunkirche, la chiesa in cui gli Angeli di Natale aprono i famosi mercatini, con le graziose casette marroni, ora vuote come la desolazione che trasmettono, nel Christkindlesmarkt. Alle 12 ogni giorno viene azionato il carillon, che rievoca la sfilata dei sette principi elettori dinanzi all’imperatore, risalente alla Bolla d’oro di Carlo IV nel 1356.
 Poco oltre, il Castello Imperiale di Norimberga , con il Kaiserburg, una delle più importanti sedi del Sacro Romano Impero,  si erge  con imponenza, a ridosso del mitte,quasi a voler proteggere le bellissime chiese  gotiche di San Lorenzo e San Sebald, uno dei principali centri della riforma protestante. Incantevole la vista panoramica  a 360°della città, dall’alto della torre  di Sinwell, raggiunta annaspando su per una tortuosa scala a chiocciola. Ma ancora più suggestiva è la ricognizione del borgo che consente di scoprire angoli affascinanti  in cui perdersi  per recuperare una  dimensione fiabesca, pari a quella scoperta , con gli occhi spalancati per la meraviglia, in tutta la magnifica città di Norimberga, ricca di storia e di  straordinaria cultura.
   

                               Giuseppina Serafino

                                                  

martedì 27 gennaio 2015

Olio Officina Food Festival




Una manifestazione nata in sordina  ma divenuta imponente  e  autorevole alla sua quarta edizione. Una occasione per celebrare l’olio nelle sue molteplici dimensioni.  La grande novità  di quest’anno di Olio Officina Food festival è stata la sala sensoriale, allestita in modo da ricreare le emozioni legate all’atto della produzione dell’olio, dall’oliveto al frantoio. Una proiezione a quattro schermi per avvolgere a 360° lo spettatore comunicandogli la fatica , la passione e l’entusiasmo nella raccolta e lavorazione delle olive. Si mira alla creazione di un sapere relativo ad un alimento functional food, celebrato dal mito e dalle grandi religioni come l’Ebraismo, il Cristianesimo e l’Islam, come panacea
                 per il corpo e lo spirito. Il ricco programma della kermesse si  è snodato in un percorso sensuale e coinvolgente per parlare di cibo, pensiero, storia, gastronomia, paesaggio e benessere. Misteriose, è stato detto, sono alcune alchimie di profumi che fuoriescono dal mix di oli e aromi e la magia del vapore che nasconde, come l’eros, una forza primordiale che modifica la struttura degli alimenti. Particolarmente apprezzata la raccolta  “Eros nel chiostro”,  grandi xilografie realizzate da quattordici artisti che interpretano il rapporto tra eros e olio. Fitto anche il calendario d’incontri in cui si dibatteva di olio, paesaggio e identità o si tratteggiava un viaggio nell’Italia estrema alla scoperta di aree produttive poco conosciute ed esplorate, grazie all’ Atlante degli oli italiani, un volume illustrato di Luigi Caricato, ideatore della manifestazione in oggetto. Costui ha disquisito con Rossella De Stefano, direttore di “Ristoranti” , “Bargiornale” e professionisti del settore oleario, sulla gestione dell’olio nella ristorazione per renderla più vantaggiosa, evitando, ad esempio, sanzioni di 8 mila euro per chi contravviene alla nuova norma sull’obbligo di tappi antirabbocco per salvaguardare l’integrità della bottiglie. Centrale è stata anche la presenza del CEQ, il Consorzio extra vergine di qualità, presente con diversi appuntamenti. Hanno impreziosito l’evento spettacoli  sul libero arbitrio, di Tango argentino, concerti  dell’epoca d’oro dello swing, del mambo e del cha cha, performance di body art e recital musicali  come “Osti sull’orlo di una crisidi nervi,  tratto dal libro omonimo di  Valerio  Massimo Visintin, per raccontare il bizzarro mondo del food. Piacevole  immergersi in questo effluvio di suggestioni che connotano uno degli alimenti principe della nostra  ricca cucina mediterranea, "nutrendosi"  di valenze formative di grande spessore culturale.
                                                                     Giuseppina Serafino




domenica 25 gennaio 2015

“Campioni “ di solidarietà

In una affollatissima  Sala Alessi , a PalazzoMarino, si è tenuta la XIV edizione del Premio “Il  Campione”, istituito da Mario Furlan, presidente dei CityAngels, per dare un riconoscimento a coloro che si sono distinti come esempio positivo per l’opinione pubblica. Il premio gode del patrocinio del Comune di Milanoo e della Regione Lombardia, oltre all’Associazione Nazionale Magistrati, il Rotary Club la Comunità ebraica e il Caim -Coordinamento Associazioni  Islamiche di Milano.-I vincitori, selezionati da una giuria formata dai direttori dei principale quindici organi di stampa, sono stati:
per la socializzazione- Federico Bastiani, creatore delle “social street”, strade in cui i vicini si aiutano a vicenda. Il fenomeno dalla sua via Fondazza a Bologna, si sta estendendo in tutto il mondo, con ben 320 gruppiper l’assistenza ai poveri- Daniel Canzian, chef allievo di Gualtiero Marchesi, titolare dell’omonimo ristorante a Brera, che distribuisce a sue spese alcune della proprie prelibatezza, in centri d’accoglienza per senzatetto; alla carriera-Don Mazzi, per la Sua Fondazione Exodus, eccellenza nella riabilitazione dei
tossicodipendenti,  giunta al 30esimo anno di attività; per l’assistenza ai profughi- Susy Iovieno, coordinatrice dei volontari che aiutano i profughi in Stazione; per la cultura-Roberto Chiapella, ha aperto una biblioteca di condominio con 5 mila libri, in v. Rembrandt; per lo sport-Emiliano Mondonico,  allena la squadra degli alcolisti anonimi; per gli animali-Luigi Griffini, fondatore di Balzoo- Banco Alimentare Zoologico Onlusus, fornisce gratuitamente cibo per gli animali di persone indigenti; per la salute-Michela Delle Guanti, infermiera volontaria di Emergency che affronta l’epidemia di Ebola in Sierra Leone; per la giustizia-Lucio Nardi, magistrato pavese che ha dato vita a un coro di colleghi per far sentire la vicinanza della istituzioni ai detenuti delle carceri;
per la lotta alla violenza sulle donne-Dvora Ancona, medico chirurgo milanese che effettua interventi di chirurgia plastica su donne che hanno subito violenze deturpanti; per la sicurezza-Gianfrancesco Caccia, ha importato la storica istituzione anglosassone “ Controllo del Vicinato” tramite la quale i vicini cooperano in funzione anticrimine e di solidarietà sociale.E’ stato assegnato anche il premio “Il Campioncino”, per educare i giovani alla solidarietà e alla legalità, a quattro scuole di Quarto Oggiaro, per aver partecipato a percorsi didattici sul civismo, del Comune. La manifestazione si è svolta alla presenza del sindaco G. Pisapia, del vicesindaco A. De Cesaris, degli assessori  P.Maran e P. Majorino, del  presidente Atm B.Rota e diFerrovie Nord C. Malugani, di Milano Ristorazione G. Iacono e  di alcuni artisti testimonial : Alberto Fortis, Ron, Ivana Spagna e Ylenia Lucisano che ha cantato l’inno “Un angelo senza nome”dei City Angels. Questa Onlus  nata a Milano nel 1994, su iniziativa di Mario Furlan ,è costituita da volontari di strada impegnati  a soccorrere emarginati, senzatetto, immigrati tossicodipendenti e anziani,  essi operano anche per la prevenzione e il contrasto della criminalità di strada, in collaborazione con le forze dell’ordine. I City Angels sono presenti in 18 città italiane con oltre 500 membri, di cui la metà donne, con un’età media dai 20 ai 40 anni, con punte fino a 70 anni. Un messaggio positivo di solidarietà in una società spesso indifferente a chi soffre e non ha più speranza.
                                                                  Giuseppina Serafino


venerdì 23 gennaio 2015

My Liguria nel nuovo portale


Ad una selezionata cerchia di privilegiati, presso l’osteria“U Barba"”, è stato presentato il nuovo sito web dell’Agenzia Regionale di Promozione turistica “In Liguria”, www.turismoinliguria.it. Il nuovo digital branding  mira ad esaltare l’unicità di questa regione individuando tre aree di vacanza: Genova, Riviera di Levante e di Ponente, con colori appropriati.Le tinte base utilizzate sono il blu el’arancione, con l’aggiunta dei colori pastello delle sue tipiche casette: rosso, verde e blu. Per attuare questo processo di restyling, relativo sia all’aspetto grafico che a quello dei contenuti, più emozionali  ed esperienziali, ci si è avvalsi di Zeppelin Group, un’azienda specializzata in soluzioni internet-marketing.  Quattro sono i temi principali: il mare, i sapori, la vacanza attiva e la cultura che, con un sistema di navigazione  e un design accattivante, vogliono far diventare la Liguria un “Best Practice”a livello nazionale per ciò che concerne il destination-marketing online. Altro punto di forza sarà la maggiore interazione con i social network, avvalendosi della sezione “My Liguria”, l’utente potrà salvare i contenuti preferiti, accedere alla sua area riservata e condividerli con gli amici. Un ampio risalto viene dato al racconto corale della destinazione tramite ”Our social Wall”, la bacheca in cui vengono visualizzati  tutti i contenuti postati in rete, contrassegnati da #Liguria, siano essi su Facebook, Twitter o Instagram. La Liguria del turismo persevera nella scelta di tre anni fa del “bottom up”, che affianca alla sua voce istituzionale di presentazione della destinazione, lo story telling fatto dalle voci di turisti, abitanti ed estimatori del territorio ligure. Le informazioni di carattere pratico si trovano nelle sezioni : “Alloggi & offerte”( da segnalare Bike & family hotels, Fascinating resort), “Aree di vacanza & Info” e “Consigli & ispirazioni”. Non resta che navigare su mete da sogno, come un antico brigantino che esce dalla bottiglia per solcare i mari di una Liguria che vuol far riscoprire il suo fascino e le sue solide radici.Come dire: nonsoloturisti ma...viaggiatori.

                                  Giuseppina Serafino

martedì 20 gennaio 2015

“Parole liberate: oltre il muro del carcere”

Solenne premiazione,  presso la Sala Alessi del Comune di Milano, del concorso riservato a detenuti delle carceri italiane, che gode del patrocinio del DAP (Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia). Una sezione speciale del Premio Lunezia, che ha visto la sua prima edizione, in collaborazione con il CETEC (Centro Europeo Teatro  e Carcere). Tramite “Parole liberate” è stato chiesto ai detenuti di partecipare a un premio letterario, diventando coautori di una canzone che verrà poi affidata ad un big della musica italiana. L’edizione 2014-15 è stata vinta da “Lupetto”, nome d’arte di  Cristian Benko, un ex detenuto del carcere di San Vittore, in libertà dal luglio scorso per motivi di salute, autore del testo “Clown fail”, che ha dato modo al cantante Ron di trarre un suggestivo brano canoro di prossima pubblicazione. Nella giuria sono presenti, tra gli altri, il giornalista Ernesto Assante e l’attore Toni. Alla manifestazione hanno partecipato, oltre al sindaco Giuliano Pisapia, al cantautore Ron e a “Lupetto”, con una sgargiante maglietta gialla: Gloria Manzelli (direttore della Casa Circondariale San Vittore Milano), Alessandro Giungi ( consigliere comunale e Presidente della  Sottocommissione Carceri), Michele De Lucia (direttore artistico di Parole Liberate), Stefano De Martino (patron del Premio Lunezia), Duccio Parodi (ideatore del riconoscimento), Enrico Maria Papes (storica voce dei “Giganti”) che si è esibito in un brano musicale, Gianpaolo Pape Gurioli (pianista di fama internazionale).“Clown fail”, il testo vincitore, è una riflessione sul male, con riferimenti al Dorian Gray di Wilde e al commediografo Beckett (clown decaduto). E’ l’eterna lotta dell’uomo che combatte le sirene ammaliatrici del peccato, percorre strade pericolose, cade, cerca di rialzarsi, espia, vuole redimersi. Il clown, affascinante e cattivo che seduce,  per Lupetto è la droga, ma anche un luogo dove chiudersi a sognare, rifiutando una realtà ostile. Il contenuto rappresenta un messaggio positivo, di speranza per sé e per gli altri ,così come questa iniziativa del Premio che mira a sollecitare la creatività delle persone detenute, aiutandole ad “evadere” dalla realtà della costrizione fisica. Nel contempo vuole sensibilizzare l’opinione pubblica sulle condizioni dei detenuti, spesso oggetto di “mostrificazione”, auspicando, in tempi brevi, soluzioni adeguate al sovraffollamento strutturale delle carceri .
                               Giuseppina Serafino



venerdì 16 gennaio 2015

VestiMI con gusto

Vestire la città di Milano con gusto, facendo leva sullo splendido connubio di bellezza e cultura, in vista di Expo 2015. Nel contempo riuscire a sensibilizzare ad un approccio più rispettoso e consapevole verso se stessi e l’ambiente circostante. Questo duplice obiettivo orienta il progetto portato avanti dagli allievi del corso di Turismo Culturale e Sviluppo del Territorio della Laurea Magistrale in Economia e gestione dei Beni Culturali e dello Spettacolo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, con il docente Prof. Giovanni Bozzetti. Per il quarto anno consecutivo è stato organizzato un evento quale attività didattica di fine corso, teso alla valorizzazione delle risorse culturale e le eccellenze territoriali: arte, moda, cultura, danza gastronomia e musica nella prestigiosa location di  PalazzoCusani, in via Brera, 15. Una manifestazione di grande spessore,  alle soglie dell’ Esposizione Universale , per elaborare strategie condivise di marketing  territoriale mirate all’attrazione di flussi turistici, con la valorizzazione delle risorse urbane. Così come è stato affermato nel corso del dibattito che ha dato avvio alla densa Kermesse alla quale hanno partecipato personalità di spicco come: l’Assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro, Valentina Aprea, l’Assessore alla Cultura del Comune di Milano, Filippo Del Corno, il Presidente della Camera Nazionale della Moda, Mario Boselli, il Vice Presidente Unione Confcommercio, Simonpaolo Buongiardino, e il Direttore vendite U.S.A Missoni S.p.a, Ottavio Missoni Jr. La nostra città e l’intero territorio lombardo, è stato detto a più voci, devono presentarsi in maniera ottimale, curando in particolar modo oltre all’offerta culturale: il decoro, la sicurezza e il trasporto pubblico. Particolarmente apprezzata dal folto pubblico è stata la sfilata di selezionati capi di abbigliamento ed accessori realizzati in modo ecosostenibile, nel pieno rispetto dell’ambiente, con fibre tessili provenienti da abiti usati. Dopo un raffinato intrattenimento musicale e  un servizio fotografico a cura degli studenti dello IED (Istituto Europeo di Design), si è tenuta una Food
performance,  a cura del pluripremiato chef Beppo Tonon. E’stato possibile assistere in diretta alla realizzazione di una originale fusione di arte e cibo, con una scultura che riproduceva un variopinto pavone, fatto con anguria e spiedini di frutta.


Bellissimo anche il quadro che  riproduceva bellissimi fiori  tridimensionali, scaturiti da semplici ortaggi. E’stato un’opportunità per tanti giovani di essere protagonisti di un auspicabile cambiamento, volto al potenziamento delle opportunità di crescita professionale e di promozione culturale del territorio di appartenenza.

                                                                                       Giuseppina Serafino

mercoledì 14 gennaio 2015

Periferie d’autore




Le “periferie umane”, non per forza urbane, vissute come luoghi connotati dal degrado , dall’emarginazione e dall’abbandono, ma che possono divenire simbolo di un riscatto sociale, in pieno  centro città. Spazi  che sono di transito per coloro che li attraversano per ragioni di studio e di lavoro, in bilico tra un passato scomparso e un futuro che non s’intravvede. 
Le periferie con i vostri occhi”questo il suggestivo tema del concorso fotografico, rivolto a giovani di età compresa fra i 18 e i 35 anni, organizzato da Algomas, con il Patrocinio del Comune di Milano e del Consiglio di zona 3. L’idea è  stata quella di far raccontare, tramite le immagini, come cambiano i luoghi e come vengono percepiti da chi li frequenta abitualmente. Il metodo utilizzato photovoice, uno strumento caro alla psicologia di comunità che, promuove il dialogo fra cittadini e istituzioni  per ottenere dei significativi mutamenti nel modo di vivere. La fotografia viene utilizzata nei quartieri, per evidenziare ostacoli, criticità ma anche le risorse e i punti di forza su cui fondarsi. Quindici le foto selezionate, fra circa un centinaio di quelle partecipanti, e premiate presso l’Auditorium Valvassori Peroni.  In molte di esse si nota la ricerca di riferimenti geometrici come quello della stazione di Lambrate, con i suoi “Tracciati”, o “Ascensione”, dell’inferriata sul “Ponte dell’Ortica” , o la regolarità architettonica in“Simmetria urbana” relativa al Parco Maserati. In un paio di immagini sono stati ritratti angoli che, oltre alle poche persone in primo piano, anziani o senzafissadimora,  come sulle panchine di “Panta rei”, riportano scritte sui muri o giganteschi murales, molto suggestiva di piazza Oberdan e via Pacini. Una realtà apparentemente immobile, come quella di piazza Leonardo da Vinci ma che diventa animata allorchè viene ritratto uno scontro fra studenti e Forze dell’Ordine. Bellissimi i contrasti cromatici, l’intensità dei chiaroscuri, particolare anche l’accostamento di più tecniche come nelle due foto relative a via Spallanzani. La mostra sarà itinerante e si spera funga da stimolo creativo per ulteriori esperienze tese allo sviluppo di consapevolezza atta al miglioramento qualitativo del vivere quotidiano.
                                             
                                                             
                        Giuseppina Serafino

lunedì 12 gennaio 2015

La magia del riciclo creativo


In un periodo di eccessi consumistici e di omologazione delle consuetudini , è piacevole scoprire potenzialità creative che possono  aiutarci a ridare vita ai materiali di recupero. Svariate  sono le iniziative tese a questo intento come quelle recentemente messe in atto da Legambiente, grazie a Associazione Donna Creattiva di Milano, che vanta una ottantina di aderenti. Fra i corsi promossi,  a partire dal marzo 2014, anno di nascita del  gruppo  di creative, ci spiega la Presidentessa Silvia Fallica,  vengono organizzati : stencil con la pasta di cristallo, modellazione della plastica e  attività rivolte anche a bambini  come cucito, bigiotteria creativa e cake design, decorazione di biscotti di pastafrolla. Come una sorta di risposta  all’abuso della tecnologia si restituisce al mondo dell’infanzia il sapore della creazione di calze della befana, costumi di Halloween,  casette di bambole, ecc. Tutto si basa sul passaparola, beneficiando soprattutto delle limitrofe Social street di via Maiocchi e Social street Morgagni, oltre ovviamente a Facebook.  A colpire maggiormente, durante la visita nell’atelier di via Stoppani, sono stati  gli originali manufatti di Valentina Vitellaro, blogger di “1002 ideericiclabili.blogspot.com”, che utilizza la tela di vecchi ombrelli per far nascere  originali borsette o cornici, flaconi di plastica per fare portatovaglioli, vecchie radiografie diventano suggestive copertine di block notes. Una cinquantina di parapioggia sono già in attesa di “reincarnarsi” in differenti  entità. Oltre alla partecipazione agli eventi collaterali del Fuori Salone del Mobile, è previsto  un workshop sul cibo, in occasione di Expo, inerente alla utilizzazione del lievito di pasta madre. Visitando  questi laboratori si compie un tuffo nel passato, così come testimoniano le foto d’epoca patinate e gli oggetti vintage esposti, esaltando le capacità manuali delle nostre antenate che sapevano dare vita misteriosamente a materiali apparentemente insignificanti. Spesso esse realizzavano vere e proprie opere d’arte, più che quegli oggetti di uso quotidiano che le ristrettezze economiche  le impedivano di procurarsi. Apprendere  delle basilari tecniche di lavorazione  di materiali di recupero,  ci consente di  esercitare passione e fantasia , avvalendoci di un  magico strumento di reinterpretazione della realtà, vissuta in maniera più consapevole ed appagante.                   
                            Giuseppina Serafino

                                                    


 




mercoledì 7 gennaio 2015

Buona vita, in musica!

 Dopo i tanti concerti,  sacri e gospel , che hanno fatto da preludio alle celebrazioni natalizie, il nuovo anno viene tradizionalmente accolto con le solenni  musiche dei valzer viennesi e delle gioiose bande cittadine.
La mattina di Capodanno, alcune delle più celebri, fra le quali quella Civica, dei Martinitt, di Crescenzago e d’Affori,  salutano i milanesi  e il sindaco, nel cortile di Palazzo Marino, in un’atmosfera connotata da austera allegria; nel pomeriggio presso la Palazzina Liberty, di Largo Marinai d’Italia, vengono riproposte le celebri arie che hanno impreziosito i balli delle residenze nobiliari d’Oltrealpe. Ci sono anche corali che si recano in strutture caritative o Case di riposo per intrattenere gli ospiti, restituendo loro il calore delle feste e della condivisione emotiva. E’ quello che accade al Coro Ensemble 96, un gruppo di attempati appassionati del Bel canto, che hanno trovato il modo di  alleviare le sofferenze altrui e forse anche le proprie, con il sublime effluvio della musica, presso la Casa dellaCarità  di Don Virginio Colmegna , o Villa Cenacolo, a Lentate.
Quest’anno, il maestro Maurizio Bigatti, ha pensato  di onorare le radici lombarde, alle soglie di Expo, con brani di forte suggestione per coloro che si accingono a ripercorrere un  viaggio nei ricordi: “Innamorati a Milano” ,“Porta Romana bella”, “Barbera e Champagne”,“O mia cara Lombardia”, “O mia bela Madunina”. Quando bastava poco per sentirsi felici, perdendosi magari nella coltre di nebbia , rasserenati dalla gioia degli affetti e dal cibo gustoso  di una tipica osteria.
Straordinaria  la sensazione di appagamento allorchè cantando, si notano cenni di coinvolgimento in quei visi  segnati dal tempo, quasi fosse  una rugiada ristoratrice su un terreno riarso dalla calura estiva. Si    intravvedono i sorrisi di coloro che paiono smarriti, come bimbi  alla ricerca di una rassicurante carezza, così come può essere quella che si sprigiona dalle dolcissime note di una semplice canzone.
Lo sguardo si perde al di là delle ampie vetrate del bellissimo salone, nel parco fra gli alberi secolari, alla ricerca di una realtà diversa,  per ritrovare qualcuna delle atmosfere di gioventù e per riassaporare  i bei momenti  vissuti , magari  con qualche  lacrima che riga il viso, come un ringraziamento  a quei  divertenti “cantori” che hanno saputo trasmettere, magicamente,  chissà come, un benefico  omaggio alla milanesità  ed  un  nostalgico inno alla vita.
… Vorrei  tornare indietro per un momento
    ma il tempo non mi lascia
    corre lontano!

                                          Giuseppina Serafino