mercoledì 7 gennaio 2015

Buona vita, in musica!

 Dopo i tanti concerti,  sacri e gospel , che hanno fatto da preludio alle celebrazioni natalizie, il nuovo anno viene tradizionalmente accolto con le solenni  musiche dei valzer viennesi e delle gioiose bande cittadine.
La mattina di Capodanno, alcune delle più celebri, fra le quali quella Civica, dei Martinitt, di Crescenzago e d’Affori,  salutano i milanesi  e il sindaco, nel cortile di Palazzo Marino, in un’atmosfera connotata da austera allegria; nel pomeriggio presso la Palazzina Liberty, di Largo Marinai d’Italia, vengono riproposte le celebri arie che hanno impreziosito i balli delle residenze nobiliari d’Oltrealpe. Ci sono anche corali che si recano in strutture caritative o Case di riposo per intrattenere gli ospiti, restituendo loro il calore delle feste e della condivisione emotiva. E’ quello che accade al Coro Ensemble 96, un gruppo di attempati appassionati del Bel canto, che hanno trovato il modo di  alleviare le sofferenze altrui e forse anche le proprie, con il sublime effluvio della musica, presso la Casa dellaCarità  di Don Virginio Colmegna , o Villa Cenacolo, a Lentate.
Quest’anno, il maestro Maurizio Bigatti, ha pensato  di onorare le radici lombarde, alle soglie di Expo, con brani di forte suggestione per coloro che si accingono a ripercorrere un  viaggio nei ricordi: “Innamorati a Milano” ,“Porta Romana bella”, “Barbera e Champagne”,“O mia cara Lombardia”, “O mia bela Madunina”. Quando bastava poco per sentirsi felici, perdendosi magari nella coltre di nebbia , rasserenati dalla gioia degli affetti e dal cibo gustoso  di una tipica osteria.
Straordinaria  la sensazione di appagamento allorchè cantando, si notano cenni di coinvolgimento in quei visi  segnati dal tempo, quasi fosse  una rugiada ristoratrice su un terreno riarso dalla calura estiva. Si    intravvedono i sorrisi di coloro che paiono smarriti, come bimbi  alla ricerca di una rassicurante carezza, così come può essere quella che si sprigiona dalle dolcissime note di una semplice canzone.
Lo sguardo si perde al di là delle ampie vetrate del bellissimo salone, nel parco fra gli alberi secolari, alla ricerca di una realtà diversa,  per ritrovare qualcuna delle atmosfere di gioventù e per riassaporare  i bei momenti  vissuti , magari  con qualche  lacrima che riga il viso, come un ringraziamento  a quei  divertenti “cantori” che hanno saputo trasmettere, magicamente,  chissà come, un benefico  omaggio alla milanesità  ed  un  nostalgico inno alla vita.
… Vorrei  tornare indietro per un momento
    ma il tempo non mi lascia
    corre lontano!

                                          Giuseppina Serafino