lunedì 12 gennaio 2015

La magia del riciclo creativo


In un periodo di eccessi consumistici e di omologazione delle consuetudini , è piacevole scoprire potenzialità creative che possono  aiutarci a ridare vita ai materiali di recupero. Svariate  sono le iniziative tese a questo intento come quelle recentemente messe in atto da Legambiente, grazie a Associazione Donna Creattiva di Milano, che vanta una ottantina di aderenti. Fra i corsi promossi,  a partire dal marzo 2014, anno di nascita del  gruppo  di creative, ci spiega la Presidentessa Silvia Fallica,  vengono organizzati : stencil con la pasta di cristallo, modellazione della plastica e  attività rivolte anche a bambini  come cucito, bigiotteria creativa e cake design, decorazione di biscotti di pastafrolla. Come una sorta di risposta  all’abuso della tecnologia si restituisce al mondo dell’infanzia il sapore della creazione di calze della befana, costumi di Halloween,  casette di bambole, ecc. Tutto si basa sul passaparola, beneficiando soprattutto delle limitrofe Social street di via Maiocchi e Social street Morgagni, oltre ovviamente a Facebook.  A colpire maggiormente, durante la visita nell’atelier di via Stoppani, sono stati  gli originali manufatti di Valentina Vitellaro, blogger di “1002 ideericiclabili.blogspot.com”, che utilizza la tela di vecchi ombrelli per far nascere  originali borsette o cornici, flaconi di plastica per fare portatovaglioli, vecchie radiografie diventano suggestive copertine di block notes. Una cinquantina di parapioggia sono già in attesa di “reincarnarsi” in differenti  entità. Oltre alla partecipazione agli eventi collaterali del Fuori Salone del Mobile, è previsto  un workshop sul cibo, in occasione di Expo, inerente alla utilizzazione del lievito di pasta madre. Visitando  questi laboratori si compie un tuffo nel passato, così come testimoniano le foto d’epoca patinate e gli oggetti vintage esposti, esaltando le capacità manuali delle nostre antenate che sapevano dare vita misteriosamente a materiali apparentemente insignificanti. Spesso esse realizzavano vere e proprie opere d’arte, più che quegli oggetti di uso quotidiano che le ristrettezze economiche  le impedivano di procurarsi. Apprendere  delle basilari tecniche di lavorazione  di materiali di recupero,  ci consente di  esercitare passione e fantasia , avvalendoci di un  magico strumento di reinterpretazione della realtà, vissuta in maniera più consapevole ed appagante.                   
                            Giuseppina Serafino

                                                    


 




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