martedì 20 gennaio 2015

“Parole liberate: oltre il muro del carcere”

Solenne premiazione,  presso la Sala Alessi del Comune di Milano, del concorso riservato a detenuti delle carceri italiane, che gode del patrocinio del DAP (Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia). Una sezione speciale del Premio Lunezia, che ha visto la sua prima edizione, in collaborazione con il CETEC (Centro Europeo Teatro  e Carcere). Tramite “Parole liberate” è stato chiesto ai detenuti di partecipare a un premio letterario, diventando coautori di una canzone che verrà poi affidata ad un big della musica italiana. L’edizione 2014-15 è stata vinta da “Lupetto”, nome d’arte di  Cristian Benko, un ex detenuto del carcere di San Vittore, in libertà dal luglio scorso per motivi di salute, autore del testo “Clown fail”, che ha dato modo al cantante Ron di trarre un suggestivo brano canoro di prossima pubblicazione. Nella giuria sono presenti, tra gli altri, il giornalista Ernesto Assante e l’attore Toni. Alla manifestazione hanno partecipato, oltre al sindaco Giuliano Pisapia, al cantautore Ron e a “Lupetto”, con una sgargiante maglietta gialla: Gloria Manzelli (direttore della Casa Circondariale San Vittore Milano), Alessandro Giungi ( consigliere comunale e Presidente della  Sottocommissione Carceri), Michele De Lucia (direttore artistico di Parole Liberate), Stefano De Martino (patron del Premio Lunezia), Duccio Parodi (ideatore del riconoscimento), Enrico Maria Papes (storica voce dei “Giganti”) che si è esibito in un brano musicale, Gianpaolo Pape Gurioli (pianista di fama internazionale).“Clown fail”, il testo vincitore, è una riflessione sul male, con riferimenti al Dorian Gray di Wilde e al commediografo Beckett (clown decaduto). E’ l’eterna lotta dell’uomo che combatte le sirene ammaliatrici del peccato, percorre strade pericolose, cade, cerca di rialzarsi, espia, vuole redimersi. Il clown, affascinante e cattivo che seduce,  per Lupetto è la droga, ma anche un luogo dove chiudersi a sognare, rifiutando una realtà ostile. Il contenuto rappresenta un messaggio positivo, di speranza per sé e per gli altri ,così come questa iniziativa del Premio che mira a sollecitare la creatività delle persone detenute, aiutandole ad “evadere” dalla realtà della costrizione fisica. Nel contempo vuole sensibilizzare l’opinione pubblica sulle condizioni dei detenuti, spesso oggetto di “mostrificazione”, auspicando, in tempi brevi, soluzioni adeguate al sovraffollamento strutturale delle carceri .
                               Giuseppina Serafino