mercoledì 14 gennaio 2015

Periferie d’autore




Le “periferie umane”, non per forza urbane, vissute come luoghi connotati dal degrado , dall’emarginazione e dall’abbandono, ma che possono divenire simbolo di un riscatto sociale, in pieno  centro città. Spazi  che sono di transito per coloro che li attraversano per ragioni di studio e di lavoro, in bilico tra un passato scomparso e un futuro che non s’intravvede. 
Le periferie con i vostri occhi”questo il suggestivo tema del concorso fotografico, rivolto a giovani di età compresa fra i 18 e i 35 anni, organizzato da Algomas, con il Patrocinio del Comune di Milano e del Consiglio di zona 3. L’idea è  stata quella di far raccontare, tramite le immagini, come cambiano i luoghi e come vengono percepiti da chi li frequenta abitualmente. Il metodo utilizzato photovoice, uno strumento caro alla psicologia di comunità che, promuove il dialogo fra cittadini e istituzioni  per ottenere dei significativi mutamenti nel modo di vivere. La fotografia viene utilizzata nei quartieri, per evidenziare ostacoli, criticità ma anche le risorse e i punti di forza su cui fondarsi. Quindici le foto selezionate, fra circa un centinaio di quelle partecipanti, e premiate presso l’Auditorium Valvassori Peroni.  In molte di esse si nota la ricerca di riferimenti geometrici come quello della stazione di Lambrate, con i suoi “Tracciati”, o “Ascensione”, dell’inferriata sul “Ponte dell’Ortica” , o la regolarità architettonica in“Simmetria urbana” relativa al Parco Maserati. In un paio di immagini sono stati ritratti angoli che, oltre alle poche persone in primo piano, anziani o senzafissadimora,  come sulle panchine di “Panta rei”, riportano scritte sui muri o giganteschi murales, molto suggestiva di piazza Oberdan e via Pacini. Una realtà apparentemente immobile, come quella di piazza Leonardo da Vinci ma che diventa animata allorchè viene ritratto uno scontro fra studenti e Forze dell’Ordine. Bellissimi i contrasti cromatici, l’intensità dei chiaroscuri, particolare anche l’accostamento di più tecniche come nelle due foto relative a via Spallanzani. La mostra sarà itinerante e si spera funga da stimolo creativo per ulteriori esperienze tese allo sviluppo di consapevolezza atta al miglioramento qualitativo del vivere quotidiano.
                                             
                                                             
                        Giuseppina Serafino

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