giovedì 29 gennaio 2015

Profumo di Storia a Norimberga

Un velo di grigiore ammanta Norimberga, il primo giorno del nuovo anno, quasi volesse celare pudicamente sconosciuti segreti , o i molteplici tesori che la rendono unica. Un tenue manto di neve ricopre i suoi tetti aguzzi, come a voler restituire candore ad un territorio che vanta la nomea di arrogante potenza egemonica. Le possenti mura , erette tra il XIV e il XV secolo, stringono in un abbraccio  le perle architettoniche del  centro storico, il cosiddetto mitte , per un’estensione di circa 5 chilometri, da cui parte la Konigstrabe, l’elegante via principale. Si sa che Il nome “Norimberga” compare per la I° volta nell’anno 1050 in un atto pubblico e si riferisce ad un insediamento situato a sud della prima roccaforte.  Si tratta  di una città, di  510.000 abitanti,  con un’alta qualità della vita, che viene definita cosmopolita e caratterizzata da un variegato panorama culturale per i suoi numerosi musei, i più suggestivi dei quali, sono risultati il “ Germanisches Nationalmuseum”, di arte e cultura germanica, che in una struttura di 25.000 mq ospita più di un milione di oggetti che partono dall’età del ferro per giungere ai giorni nostri; il Verkehrsmuseum dedicato al sistema ferroviario tedesco, dal 1835 anno in cui si inaugurò la prima ferrovia a Norimberga , con circa 30 modelli di treni . Delizioso  il viaggio nel mondo del giocattolo presso  lo Spielzeugmuseum , fra bambole di porcellana e casette realizzate con precisione certosina , soldatini di stagno o giostrine.   
Un discorso a parte meritano il Centro di Documentazione del partito nazional-socialista e quello di Commemorazione dei processi di Norimberga che aiutano a comprendere gli sviluppi di un periodo oscuro della Storia, ci si aggira per le sale con un assorto mutismo e si  osservano gigantografie del periodo bellico che sembrano  voler sopraffare  per l’imponenza  dei personaggi raffigurati. Ci si perde con la mente su quell’effluvio di notizie trasmesse dall’audioguida, miste a echi di sirene, rumori di aerei e dictat scanditi  da voci imperiose di hitleriana memoria. Il tour autogestito della città parte comunque dalla grande piazza del mercato  che ospita il Wochenmarkt , il mercato ortofrutticolo che quotidianamente, sotto ai suoi graziosi tendoni a strisce rosse, espone fresche prelibatezze.
 Un’espressione di giubilo la si proferisce dinanzi alla bellissima fontana Schoner Brunnen, a forma di pinnacolo del ‘300, alta 19 metri , che presenta una superba opera di oreficeria con statue di eroi pagani e cristiani, racchiusa da un cancello placcato in oro, con due anelli. La leggenda racconta che se si esprime un desiderio, esso si realizza girando l’anello d’oro, quello nero invece regalerebbe alle donne una gravidanza. 
La sottoscritta ha preferito non provare  entrambe le esperienze, a scanso di imbarazzanti equivoci. L’Hautpmark è caratterizzato dalla splendida facciata della Fraunkirche, la chiesa in cui gli Angeli di Natale aprono i famosi mercatini, con le graziose casette marroni, ora vuote come la desolazione che trasmettono, nel Christkindlesmarkt. Alle 12 ogni giorno viene azionato il carillon, che rievoca la sfilata dei sette principi elettori dinanzi all’imperatore, risalente alla Bolla d’oro di Carlo IV nel 1356.
 Poco oltre, il Castello Imperiale di Norimberga , con il Kaiserburg, una delle più importanti sedi del Sacro Romano Impero,  si erge  con imponenza, a ridosso del mitte,quasi a voler proteggere le bellissime chiese  gotiche di San Lorenzo e San Sebald, uno dei principali centri della riforma protestante. Incantevole la vista panoramica  a 360°della città, dall’alto della torre  di Sinwell, raggiunta annaspando su per una tortuosa scala a chiocciola. Ma ancora più suggestiva è la ricognizione del borgo che consente di scoprire angoli affascinanti  in cui perdersi  per recuperare una  dimensione fiabesca, pari a quella scoperta , con gli occhi spalancati per la meraviglia, in tutta la magnifica città di Norimberga, ricca di storia e di  straordinaria cultura.
   

                               Giuseppina Serafino

                                                  

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