domenica 1 febbraio 2015

CinemArcord



Un viaggio fra i ricordi per recuperare atmosfere che hanno caratterizzato momenti magici della nostra esistenza , questa è stata “CinemArcord”. Una convention del collezionismo e dell’Editoria Cinematografica, alla prima edizione, svoltasi  al Museo del Manifesto Cinematografico in via Gluck, nei pressi della Stazione Centrale di Milano
. I collezionisti di locandine e manifesti, autografi, colonne sonore, libri e riviste, pellicole e Super 8, si sono ritrovati per una suggestiva mostra-mercato.


Uno scambio di materiali considerati di nicchia, conservati dagli affezionati  per ciò che, per antonomasia è considerato la “Fabbrica del sogni”, forse per avere un frammento di  fiabesche dimensioni  oniriche. Soffitte  e garage ricolmi di questi ricordi, ci è stato confidato da alcuni dei partecipanti alla kermesse, locandine all’inizio chieste in dono da piccoli,  quando si usciva dal cinema, e poi ricercate in maniera circostanziata, secondo tariffe che vanno dai 5 euro ai 500 per ciascuna. Diversi i canali usati per il  tam tam, come al solito Facebook e il passaparola. L’iniziativa è stata resa possibile dalla sinergia di due solide realtà milanesi dedite alla valorizzazione e alla riscoperta del grande schermo e dei suoi feticci: “Fermo immagine”del sopracitato museo, e  di Bloodbuster. Questo negozio ed anche  casa editrice, specializzata in cinema di genere, ha organizzato incontri con critici cinematografici, attori e registi, come:”Cinema e musica”: l’importanza della colonna sonora “, con
Claudio Simonetti dei Goblin.“Cinema, fumetto&  cartoons”, a cui hanno partecipato, fra gli altri,  Bruno Bozzetto e Maurizio Nichetti. Aggirandosi  fra quei banconi ricoperti di immagini policrome e di oggetti che parevano giocattoli, sembrava  di essere bambini curiosi che splancano gli occhi su mondi sconosciuti e lontani, incantati dalle  tracce di quegli effetti speciali che hanno reso unico il fascino  del cinema, ovvero di quella che, a buon diritto, rappresenta la  “Settima Arte”.   

                                                                 Giuseppina Serafino