venerdì 27 febbraio 2015

Tabaccheria da Giacomo

Tutto parte da Collodi, in Toscana, dove Giacomo Bulleri nasce nel 1925 , in una realtà contadina in cui la vita è scandita dai cicli stagionali e dalla solidità dei valori della tradizione. Dopo un periodo di gavetta a Torino, arriva a Milano, dove la ristorazione diventa la sua opera d’arte con un locale aperto nel 1958, e con la sua perseveranza che  lo porta a considerare ogni ricetta come un vero e proprio stile di vita. Si aggira per i tavoli dei suoi ristoranti che sono diventati tre, uno dei quali è all’Arengario, nel Museo del Novecento, oltre ad una pasticceria, caffetteria a Palazzo Reale, e una tabaccheria, come un personaggio da film: cappello in testa, sguardo attento e una grande passione nel cuore. Così egli viene tratteggiato nel libro autobiografico “Ricette di vita”, edito da Bompiani,  e così appariva all’inaugurazione dalla sua nuova “creatura” in via Sottocorno, a pochi passi dagli altri suoi  gioielli sopracitati. Una folla si accalcava dinanzi alla vetrina della  graziosa Tabaccheria, aperta nel 2007 e ora oggetto di restyling, richiamata da un accattivante invito su Facebook, stazionava in attesa di gustose sfiziosità elargite da solerti camerieri.  
All’interno medesimo scenario  davanti ad un bancone su cui turbinavano degustazioni di robusti sapori  dal prosciutto affettato con il coltello da Marco Monti, genero del titolare, ai panini con la trippa, ai bocconcini di porchetta, dai fagioli con le polpettine ai frammenti di finocchiona. Il tutto  accompagnato da vini selezionati, senza lesinare, su richiesta , un ottimo champagne servito con estrema cortesia e generosità , come tutto il resto, cosa che non accadeva da tempo. Un’atmosfera di un’epoca retrò, pari a quella dell’angusta saletta della storica Tabaccheria, in cui campeggiavano, all’ingresso, a guisa di suppellettili, pacchetti di sigarette e sigari, bottiglie di vino sulle mensole o vasetti vari di confetture. Lo sguardo si soffermava sulle grandi  foto d’epoca in bianco e nero che ritraggono la fatica del lavoro e l’umiltà di coloro che  con dignità assolvano a mansioni


accessorie, mentre musiche swing guidavano i pensieri su atmosfere patinate. L’intento dei proprietari  è stato quello di ricreare il fascino di un’antica drogheria e l’autenticità di un tradizionale bacaro veneziano, dove confluiscono suggestioni olfattive e gustative di grande impatto emotivo.  Aperto dalle 8 alle 24 il neo-nato esercizio commerciale, dopo aver iniziato il giorno  con dolcezze dell’adiacente pasticceria, proporrà una selezione di cibi tipici dei locali di Giacomo Bulleri: ribollita, ragù toscani, salse per crostini. Pur proseguendo con la classica vendita di tabacchi, fra gli arredi décor, esibirà oltre sessanta prodotti scelti, il meglio d’Italia, in un trionfo di capolavori del gusto e della tipicità.  Una particolare cura nel packaging, ornata dall’effige dello stesso Giacomo, caratterizzerà prelibatezze quali:  colatura di alici di Cetara,  pecorino Bagnolese, passata di pomodoro giallo, pomodorini di  Corbara, burro al tartufo bianco di Gubbio o un profumato olio extravergine di oliva di Spello.Questo grand’uomo, ormai novantenne, ha scritto nelle sue preziose note autobiografiche: "L’unica cosa da fare è rallentare, scendiamo da questo dannato ottovolante, riprendiamo la bicicletta e guardiamoci intorno. La memoria è un posto fantastico. E’ una specie di cantina, con bottiglie straordinarie. Ogni volta che le stappi, ritrovi intatto il sapore di un vino unico ed inimitabile … quello della vita.

                                                        Giuseppina Serafino