martedì 28 aprile 2015

Cascine per Expo

Anche le cascine si presentano ad Expo con il recondito desiderio di essere conosciute e valorizzate sulla base delle differenti opportunità che ognuna di esse offre ai suoi visitatori. Sono più di 100 le cascine presenti sul territorio di Milano, di queste 63 sono di proprietà pubblica. Disposte a raggiera all'interno dei confini del Comune, si configurano come esempi di architettura agricola lombarda di grande valore storico, culturale e ambientalistico. Con il passare del tempo, alcune di esse sono state inglobate nel tessuto urbano o sono all'interno di parchi, altre sono utilizzate per le attività agricole, oppure sono parzialmente abitate ma hanno perso la dimensione produttiva. 

Molte cascine milanesi sono state recuperate e vengono tenute in vita da soggetti del terzo settore per ospitare attività socioculturali diversificate, sono: centri di accoglienza, comunità alloggio,centri sociali o spazi ad uso culturale.
Nel 2011 si è costituito il Consorzio del Distretto Agricolo Milanese- DAM, di cui fanno parte 34 aziende agricole che coltivano un territorio complessivo di circa 1500 ettari; esso opera con le caratteristiche della mutualità, con l'obiettivo di perseguire l'interesse pubblico
generale. L'AssociazioneCascine Milano promuove iniziative per sensibilizzare i cittadini sull'importanza di questo patrimonio, favorendo lo sviluppo di progetti tesi alla salvaguardia e alla riqualificazione da un punto di vista architettonico e funzionale. Fra i tanti appuntamenti che verranno organizzati vi sono Cascine aperte(30-31 maggio e 19 -20 settembre)con visite guidate,degustazioni,laboratori didattici. 

Presso la cascina sant'Ambrogio si potrà assistere al recupero degli affreschi del '300 dell'abside; ci saranno camminate tra le cascine della Valle dei Monaci, lucciolate al Parco del Ticinello e a Cascina Linterno. Quest'ultima è un monumento storico tutelato nel marzo 1999 dal Ministero dei Beni Culturali, si hanno le prime notizie documentate nella "Carta Investiture" del 1151, conservata nella canonica di Sant'Ambrogio.

Linterno era la residenza di campagna, la "deliziosa solitudine", dove amava rifugiarsi Francesco Petrarca. I consorzi agricoli Dam, Davo, Dinamo e Riso e Rane saranno ad Expo, nel Parco dellaBiodiversitàrealizzato da Bologna Fiere), una vastissima area verde di 8.500 metri quadrati che mostra i differenti esempi di coltivazione dell'agrobiodiversità italiana.
L'obiettivo è quello di operare affinchè molti turisti, in occasione di Expo, avvertano la necessità di soggiornare presso queste strutture e, forse perchè no,che il capoluogo meneghino torni ad essere, come nei secoli scorsi, una esemplare"città di campagna".

                       Giuseppina Serafino

giovedì 23 aprile 2015

Tigullio tra mare e monti


In attesa dell’estate, niente di meglio che “immergersi” nei profumi della macchia mediterranea di un’area di grande impatto paesaggistico, da Camogli a S. Margherita Ligure. Lo zaino che ci si mette sulle spalle è il fardello di cui bisogna farsi carico, per entrare in una dimensione paradisiaca, oltre a quello della  lunga fatica dell’inerpicarsi su gradoni impervi.  Si sale a poco a poco costeggiando il Rio Gentile, fra muretti a secco, in mezzo a una fitta vegetazione di pini, cipressi e tanti ulivi che con le graziose  cappellette votive ricordano la dolorosa strada del calvario. L’abitato di S. Rocco, a quota 221 metri, si affaccia sulle
propaggini occidentali dello splendido Promontoriodi Portofino, ed è affiancato da due agglomerati di vetuste casette, Poggio e La Mortola, da cui ci si inoltra su un sentiero a fondo naturale che conduce nel fitto bosco. Ci si accorge di un progressivo chiarore che riscalda gli umori, in una giornata iniziata con il cielo terso, a quota 610 metri,da cui  si scorge la  sommità del Monte Portofino. Il sentiero principale  contorna a mezza costa il promontorio, passando per i “bunker”, sopra Punta Chiappa e il Passo del Bacio. Un percorso altimetrico piuttosto accidentato,  ci conduce per circa 4 Km. alla incantevole


Baia di S.Fruttuoso, dal vallone del Rio di Cala dell’Oro  al Passo del Termine. Alcuni  di noi  preferiscono raggiungere la più agevole località di Pietre Strette,  dove si ergono alti blocchi di conglomerato in un’oscura pineta. Come naufraghi che approdano su un ‘isola miracolosa, percorriamo quasi di corsa gli ultimi tratti per giungere alla spiaggetta sopracitata .Qualche gruppo di temerari  si gode in costume l’intenso calore, splendidi i riflessi  sulla superficie del mare, che riflette i colori dell’azzurro cielo, misti al verde dell’ intricata vegetazione.

Un gabbiano, spuntato  chissà come dall’acqua , zampetta dinanzi , osservando  noi camminatori  che liberandoci degli scarponi, addentiamo avidi una  gustosa focaccia  e, vola via , forse considerandoci “sportivamente”patetici.Divoriamo le cibarie proprio dinanzi all’  Abbazia dei Doria come novelli pellegrini, prima di proseguire per località Prato fra case sparse, alberi contorti e vigneti. Alcuni scelgono di recarsi a Portofino, fiancheggiando un’osteria con pergolato e la Chiesetta di S. Sebastiano, pur se affranti dalla estenuante discesa, ammiriamo gli splendidi scorci panoramici sul Golfo del Tigullio fino a Punta Mesco.

La piazzetta-salotto, incorniciata da variopinte casette in cui sono incastonati lussuosi esercizi commerciali, appare sventrata dai lavori di un cantiere,  tutt’intorno bianchi  gazebo di venditori artigianali tentano di accaparrarsi l’attenzione degli sparuti turisti ,in cerca di qualche effluvio di leggendaria mondanità. Breve la sosta che precede il cammino  fra piante secolari e lecci facendo incantare lo sguardo sulla Riviera di Levante, mentre si compiono gli ultimi sforzi per giungere a Paraggi, dove si erge  il celebre castello e poi si imbocca la salita alle Gave, sbucando dinanzi all’omonima cappella.

Un frettoloso sguardo alla Chiesa della Madonna di Nozarego e alla Cappella della Neve per catapultarci verso il Porto di S.Margherita  e successivamente in alcuni luoghi di delizie della graziosa cittadina per ritemprarci dopo l’intensa  giornata fra le  meravigliose perle di Liguria. Ci resterà nel cuore il calore di un ambiente denso di profumi e di colori che si fondono magicamente, restituendo il sapore di una vita arcaica che si snoda fra viottoli  e carruggi a ridosso di un’incantevole distesa marina .

                (Giuseppina Serafino)                                          




                                                                        

lunedì 20 aprile 2015

"In viaggio da 25 anni"


Un evocativo spettacolo itinerante che invitava gli spettatori ad un viaggio immaginario alla ricerca di un tesoro, in un mare di paure, di sogni e di racconti. "In viaggio da 25 anni" è il risultato di un percorso di Teatro sociale e di Comunità con educatori della Cooperativa Progetto sociale che lavora sul territoriodella provincia di Savona dal 1989 con l'Amministrazione scolastica, con soggetti del Terzo Settore e del Privato Sociale. Sono circa 200 i lavoratori stabili impegnati in servizi educativi, sociali e socio sanitari: come asili nido, ludoteche e centri di aggregazione, comunità alloggio, assistenza domiciliare, accoglienza e integrazione di stranieri.
Erano tanti coloro che presso la fortezza del Priamar di Savona, sabato 18 aprile 2015, volevano esserci per partecipare al momento di festa organizzato per celebrare il traguardo raggiunto da Progetto Città. Musiche, versi, danze folk e popolari, per far 
riflettere sul tema del "viaggio" della nostra vita, sulla necessità del coraggio per affrontare situazioni insolite, pur con le turbolenze che destabilizzano, togliendo rassicuranti certezze. In un angolo tappeti colorati e bicchieri di vetro con la tipica teiera del Marocco, che parevan voler far pregustare atmosfere da "Mille e una notte", ricreando il magnifico sapore di una fiaba come quello dello spettacolo a cui è capitato di assistere. 
Un equipaggio, una musica molesta, dei folletti del bosco, una pescatrice di sogni, una custode delle Paure e dei Pericoli erano gli elementi costitutivi di questo viaggio metaforico con cui la Cooperativa sociale Progetto Città, ha celebrato i suoi 25 anni,con un discorso conclusivo del Presidente, Riccardo Viaggi che ha voluto ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile il perseguimento degli obiettivi raggiunti, non ultima questa accattivante performance. Tante colorate barchette di carta sono state donate ai convenuti, dopo aver letto i suggestivi pensieri scritti su di esse da affezionati adepti, erano propositi, richieste, o semplici desideri, come:"Che Progetto Città possa sempre esserci per proporre ancora tante attività positive".

                                                                                        Giuseppina Serafino


         

venerdì 17 aprile 2015

Milano diventa “Priceless”


Un ristorante al centro della città, in una location d’eccezione, con lo sguardo sulle guglie del Duomo , in cima a Palazzo Beltrami, sede di Gallerie d’Italia e polo museale di Intesa Sanpaolo, in Piazza della Scala “Princeless Milano”. Voluto da Mastercard, l’azienda attiva a livello internazionale nel settore delle tecnologie per pagamenti,
 questo “Teatro” gastronomico nasce in occasione di Expo per connotarsi come un vero e proprio “luogo di eventi” , con 24 posti a sedere, sarà aperto da maggio a ottobre, a pranzo e cena, ed offrirà food experience, eventi speciali ai cittadini e a coloro che visiteranno il capoluogo lombardo. Aprirà la rassegna lo Chef Antonello Colonna, per poi alternarsi a 35 chef italiani ed europei della prestigiosa associazione JRE (Jeunes Restaurateurs d’Europe), presieduta dallo Chef Marco Stabile, per offrire un vero e proprio “racconto” del cibo, commentando le proprie creazioni e dialogando con il pubblico. Cuore del ristorante sarà un tavolo unico, dove si cercherà di recuperare una convivialità antica per offrire show coking, degustazioni, anteprime culturali e performance dal vivo.                                                                            
L’architettura, progettata dallo studio Park Associati, contribuirà a fornire un’esperienza d’eccezione, scenografica come quella di un teatro: pareti scorrevoli permetteranno di isolare la zona cucina da quella pranzo, dal soffitto scenderà il tavolo già apparecchiato sorprendendo gli ospiti all’ingresso, o , al contrario, il medesimo potrà alzarsi per liberare spazio per momenti speciali. Il design è stato studiato all’insegna della sostenibilità, con ampie vetrate, una spettacolare terrazza panoramica e strutture in materiali riciclabili “made in Italy”. L’iniziativa sosterrà alcuni progetti benefici  a Milano, grazie a una collaborazione tra Mastercard e Intesa Sanpaolo con la Fondazione banco Alimentare Onlus, attiva nella raccolta  di eccedenze alimentari della produzione agricola, industriale e della ristorazione, per la ridistribuzione a strutture caritatevoli. Patrocinato dal Comune di Milano, “Priceless Milano” è inserito nel circuito degli eventi “FuoriExpo”, che animeranno la città durante l’Esposizione Universale. Monica Biagiotti, Head of Europe Marketing a Mastercard, ha commentato:”Priceless Milano farà da apripista a un progetto itinerante con il quale ci piacerebbe coinvolgere presto altre grandi città europee, da Londra a
Parigi, e di cui siamo orgogliosi che l’Italia sia la prima protagonista”.

    (Giuseppina Serafino)                                                             

martedì 14 aprile 2015

“In volo sul cuore” a Monterosso

Un luogo di straordinaria bellezza  e Patrimonio dell’Unesco, considerato il “paradiso di Monterosso”  che rischia di essere chiuso , il Convento dei Frati Cappuccini. La notte del 21 marzo 2013, a seguito degli eventi alluvionali che hanno funestato il territorio ligure, si è

verificato il crollo di un’ampia sezione del muraglione seicentesco che delimita l’orto con vigneti e la storica limonaia, riversando in mare una grande quantità di detriti. Il convento del XVII secolo è stato realizzato secondo i dettami di semplicità dell’architettura francescana, si erge in una posizione molto suggestiva e panoramica sul colle di San Cristoforo che domina tutto il golfo delle Cinque Terre.Oltre che per la sua locazione si contraddistingue per l’alto valore storico e i tesori  artistici che custodisce, la Chiesa seicentesca in stile cappuccino con altare e coro in legno e le sue opere, fra le quali: la Crocefissione attribuita al pittore fiammingo A. di Van Dyck, “San Girolamo penitente” di  Luca Cambiaso, il refettorio a volte con “La Veronica” di Bernardo Strozzi.
La sua travagliata storia inizia nel 1618 quando i primi frati danno inizio alla struttura fino alla soppressione napoleonica; nel 1867 viene destinato a luogo di stoccaggio del pesce e circa un trentennio dopo, grazie ad un sacerdote benefattore viene riaperto. Grazie all’impegno dei frati, lo storico convento di Monterosso si è imposto come “luogo del cuore Fai”, con ben 110.341 sottoscrizioni raccolte da padre Renato on line e su carta, facendo ottenere un contributo, pari a 50 mila,  molto esiguo rispetto alle reali necessità. Per sostenere la raccolta fondi per la messa in sicurezza dell’antico monastero, la società Dronense, un’innovativa start up con sede nel polo tecnologico di
Navacchio a Pisa, e la società di produzioni televisive English Time,  hanno donato ai frati un suggestivo filmato aereo del convento realizzato con uno speciale drone. “In volo sul cuore” è il titolo del filmato che consente di riscoprire la bellezza di quello che viene considerato il “luogo dell’anima”, sospeso tra cielo e terra, tanto da farlo considerare il “paradiso di Monterosso”, originali anche le musiche di Mauro Ghilardini e la sua voce, insieme a Francesco Maffeis. I cappuccini francescani liguri, giocano il web quale ultima carta per salvare il monastero funestato dalle alluvioni, affidandosi   ad una campagna di crowdfunding, tramite la piattaforma “BuonaCausa.org” e il sito del convento. L’obiettivo è quello di reperire in poco tempo i 500 mila euro necessari per i lavori di consolidamento dei muri, orti e terreni.

“Chi ascolta le mie parole e le mette in pratica, è simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia”  (Vangelo  secondo Matteo). I frati si augurano che siano tanti coloro che ambiscono a seguire questa  tacita richiesta, contraddistinguendosi come persone sensibili ai valori culturali e ambientalistici del nostro splendido territorio.
                                                                               Giuseppina Serafino

                                                                                            

domenica 12 aprile 2015

Italia Inside Out



Una grande mostra di fotografia  al Palazzo della Ragione di Milano dedicata all’Italia, con più di 500 immagini dei più importanti fotografi, concepita come un’unica iniziativa articolata in due successivi allestimenti, dal 21 marzo al 21 giugno con i fotografi italiani e, dal 1° luglio al 27 settembre, con i fotografi del mondo. Italia Inside Out ripercorre la storia del nostro Paese attraverso lo sguardo di artisti che hanno seguito le trasformazioni dell’Italia dal dopoguerra fino a oggi. Un periodo denso di mutazioni ambientali, urbanistiche, di lotte e di tragedie che la fotografia aiuta a rivedere per comprendere le trasformazioni avvenute. L’esposizione curata da Giovanna Calvenzi,  fa parte di Expo in città, il palinsesto di iniziative che accompagnerà la vita culturale del capoluogo lombardo durante il semestre dell’EsposizioneUniversale. La ricerca d di grandi maestri si è concentrata sulla bellezza dei paesaggi, sullo sviluppo delle città, sugli stereotipi, sul modo di vivere, ma anche sulle speranze, sui sogni e sui drammi della nostra storia recente. La suggestione del viaggio è stata ricreata  dal particolare allestimento di Peter Bottazzi che per l’occasione ha pensato ad un lungo convoglio formato da diverse carrozze, ciascuna delle quali ospita, al suo interno, delle piccole mostre personali di ciascun autore, dei racconti per immagini che interpretano i luoghi dell’Italia che l’hanno più ispirato.
La prima parte-Inside-accoglie fino all’inizio dell’estate, una selezione di oltre 250 immagini di quarantadue fotografi. La cronologia è scandita dall’evoluzione del  linguaggio fotografico, come il passaggio dal bianco e nero al colore, dalla narrazione umanistica e “romantica” agli sguardi più indagatori che utilizzano la lezione del “linguaggio documentario”, dall’impegno giornalistico all’uso esplicito delle nuove tecniche che permettono di costruire paesaggi d’invenzione. Idealmente il percorso inizia e si chiude a Milano, con le immagini poetiche di Paolo Monti e le vedute di Vincenzo Castella. Diversi autori hanno lavorato sul proprio territorio, realizzando immagini che sono entrate di diritto nella storia della fotografia: Gianni Berengo Gardin a Venezia, Mario Giacomelli nelle Marche, Domingo Milella in Puglia, Mimmo  e Francesco Jodice  in Campania, Lisetta Carmi a Genova, Claudio Sabatino a Pompei, Nino Migliori a Bologna, Franco Pinna in Sardegna, Letizia Battaglia a Palermo. Altri artisti hanno scelto luoghi di affetti come Giovanni Chiaromonte la Sicilia, Pietro Donzelli il Delta del Po, Gabriele Basilico il Tevere a Roma, Luca Campigotto le montagne trentine. Alcuni maestri hanno realizzato progetti di ricerca come nel caso di Guido Harari con i ritratti agli italiani, Cesare Colombo a Firenze, Federico Patellani a Matera, Guido Guidi e Paola De Pietri nelle periferie milanesi, Marta Sarlo a L’Aquila. Altri infine hanno giocato con la realtà, mescolando fotografia e manipolazioni, immaginario e reale.
Nella seconda parte della mostra-Out-che aprirà i battenti il 1°luglio, saranno protagoniste le fotografie dei grandi fotografi internazionali, quali Henri Cartier-Bresson, David Seymour, Alexey Titarenko, Bernard Plossu, Isabel Munoz, John Davies, Abelardo Morell. Il catalogo dei due allestimenti viene  pubblicato da Contrasto e Gamm Giunti.
Filippo Del Corno, Assessore alla Cultura, ha dichiarato:” Questa mostra è un capitolo importante del palinsesto di Expo in città e conferma la vocazione di Milano come città d’arte aperta a tutti i linguaggi
 dell’espressione artistica contemporanea”.

                                   Giuseppina Serafino

giovedì 9 aprile 2015

Colours of Istria

Un territorio denso di meraviglie naturali, coste chilometriche lambite da un mare cristallino con villaggi di pescatori e borghi affascinanti, veri baluardi di storia e cultura. E’ l’Istria e, in particolare, la parte nord occidentale, attigua al confine italiano, dove spiccano quattro vere perle dell’Adriatico: Umago, Cittanova, Verteneglio e Buie. Sotto il marchio Colours of Istria-I colori dell’Istria- sono riunite le quattro città menzionate ed è stato creato un territorio unico, ricco di un’offerta turistica variegata. Come logo è caratteristico il ventaglio di quattro colori: blu, arancione, verde e lilla, ognuno di essi rappresenta una delle specificità del Nord-Ovest della regione Istria.


Fra le tradizioni culinarie sono  da menzionare le Giornate dell’asparago istriano,  manifestazione giunta alla nona edizione. A Castelvenere si tiene l’Asparago Cup, durante la quale si premia il piatto meglio preparato; Cittanova festeggia, il 2 maggio,  la sua Sparisada all’interno del Gnam Gnam Fest. La Laguna di Novigrad, nella Piazza Grande, ospita una  grandiosa tavola di 100 metri, imbandita con le sue più rinomate specialità enogastronomiche. Fanno da corollario alla Kermesse mostre di manufatti artigianali, con artisti di strada e balli folcloristici.Altro evento degno di nota è l’Istria “Wine & Walk",  una scampagnata enogastronomica organizzata per il 16 maggio 2015, dall’ente turistico delle località sopracitate. E’ un percorso a tappe, per un totale di 11 chilometri, che prevede ad ogni sosta un incontro con 9 tra i più rinomati viticoltori istriani che raccontano ai “wine-walker”, muniti di bicchiere e mappa del percorso, tradizioni e curiosità delle prelibatezze assaggiate, abbinando vini locali a prodotti tipici come il formaggio pecorino, gli asparagi selvatici e la pasta casareccia. Tra le tappe previste ci sono: il vigneto Santa Lucia, fra soleggiati terrazzi di  viti e ulivi con vista sul mare; il belvedere, luogo ideale per ammirare le vette della Ciceria che si stagliano sul blu del mare; il Parco naturale di Scarline, dove potersi rilassare, tra i ruscelli del verde canyon; l’originale galleria Tigor con la mostra “Teran”. Al rientro, a Buie,
si può girovagare lungo le vie del centro storico,  curiosando nel mercato dei prodotti  tipici, all’insegna dei  sapori autentici e genuini istriani. Uno splendido connubio di sensazioni in una terra unica da riscoprire.
                                                                                         Giuseppina Serafino