sabato 13 giugno 2015

Suggestioni Oniriche


Anna Maria  Germontani comincia a fotografare intorno ai ventanni.  Nel 79’ trasferitasi nel Sud America , inizia ad attingere ad una realtà ricca e stimolante svolgendo reportage su luoghi e culture che le forniscono suggestioni molteplici. Rientrata in Italia, dieci anni dopo, realizza un libro

in bianco e nero sulle comunità cattoliche presenti a Milano; segue una mostra di alto profilo scaturita da una reinterpretazione, fondata su valori plastici ed espressivi ,di volti e corpi di opere scultoree religiose. Ad un giro di boa della sua vita interiore , la fotografa sopracitata  muta il suo approccio e cerca la rarefazione, forse il mistero pur non mostrando 
gli individui in maniera diretta , crea suggestivi rimandi alla presenza umana. Oltre  al ritratto e al reportage metropolitano predilige soggetti scultorei ed architettonici, in bianco e nero , mentre utilizza il colore per caratterizzare il paesaggio urbano, quasi fosse un modo per umanizzare la realtà indagata. Suggestive le
immagini nate dall’emozione provata dinanzi ad alcuni costumi presso il MuseoBagatti Valsecchi  di Milano, poiché a suo dire pareva che essi avessero una vita propria. Le fotografie scattate mostrano,  secondo la sua interpretazione, una realtà parallela, che si sovrappone a quella del visitatore, una dimensione “immaginaria” che l’ha ispirata per molti anni, fino a quando è stata 
sostituita dalla “realtà ingannevole”. Quest’ultima sarebbe una realtà che ci coinvolge senza che ci si renda conto, una realtà fugace che può durare quanto un episodio di contestazione come quella del manichino nel cortile di Brera. Anche se non  ne siamo consapevoli , l’artista ci fa divenire attori in un mondo di sogno che viene creato intorno a noi, salendo sulle “stelle blu fatte di rugiada lacrimosa”. Sono 

immagini che entrano prepotentemente nella nostra vita: guardiamo stupiti l’esile figura che ruota con grazia nel cielo o il tripudio di fiori che pare voglia sostenere il  solido palazzo d’epoca. Toccano il cuore le parole con cui AnnaMaria Germontani  sembra  volere suggellare la sua opera fotografica e, più in generale il  dianamico 
percorso di vita da Lei  effettuato: “Con curiosità ho cercato questa realtà onirica , che appare e scompare, senza avere il tempo di invecchiare”. L’auspicio sarebbe quello di poter ammirare ancora le sue  bellissime fotografie in altre mostre, onorandoci della presenza di  una fotografa  di pregevole livello  artistico. 


                                                  Giuseppina Serafino