venerdì 12 giugno 2015

Val TidonExpò

Cicerone, duemila anni fa, durante una riunione del senato Romano, accusa Lucio Calpurnio Pisone, suocero di Giulio Cesare, di bere calici troppo grandi del famoso vino di Placentia. Risulta storicamente che rendessero onore ai vini piacentini principi e condottieri come Alberto Scoto, i Visconti, Bartolomeo Colleoni. Papa III Farnese mandava appositamente sui Colli Piacentini a prendere i vini per la sua mensa.
La Val Tidone, ricca di castelli e panorami incantevoli dominati dal monte Penice, è una delle aree dei Colli Piacentini in cui la tradizione vitivinicola è  ancora oggi maggiormente radicata. I punti di forza sono le produzioni tradizionali, cioè vini giovani, freschi, profumati e fruttati, come il Bonarda ed il Gutturnio, l’Ortrugo ed il Sauvignon, il Pinot Nero e la Malvasia aromatica di Candia, tutti D.O.C che offrono un ottimo qualità-prezzo. Si tratta di vitigni e vini versatili, che si prestano a dare il meglio di sé anche se leggermente invecchiati. Meritano una menzione a parte gli spumanti brut: Gran Cuvée (Pinot nero e Chardonnay) Ortrugo, per il dessert Venus (Malvasia Dolce) e, non ultimo, il raffinato Passito di Malvasia “Luna di Candia”.
Nel 1966 nasce la società cooperativa  Cantina Valtidone formata esclusivamente da soci viticoltori, all’inizio  erano solo 16 ora  sono divenuti 250 e conferiscono ben 90.000 quintali d’uva ( dei quali oltre l’80% è D.O.C), circa un quarto dell’intera produzione piacentina. Le scelte strategiche sono il continuo miglioramento della produzione delle uve, il costante
rinnovamento tecnologico della cantina e
l’espansione commerciale in nuove zone.
Presso il Casello Ovest di Porta Venezia a Milano, è stato organizzato un fitto programma di degustazioni, fino al 29 ottobre, per far assaporare  questi vini DOC, accompagnati da deliziosi prodotti tipici piacentini.”Wines & Flavours of our land”. Un modo per far conoscere ai cittadini ma, soprattutto a coloro che visitano il capoluogo in occasione di  Expo, i sapori della incantevole Val Tidone.

                              Giuseppina Serafino