mercoledì 29 luglio 2015

Con la bici attraverso le Alpi (parte prima)

Giornalisti in sella alla bici,  divenuti “cicloturisti per caso” in  località alpine di incommensurabile bellezza. L’occasione è stata un educational tour teso a far conoscere la cicloviadell’amicizia che da Monaco conduce fino a Venezia , 3.000 metri di dislivello, su un suggestivo
percorso di 560 km, di cui circa la metà ,  effettuati con mezzi dotati di pedalata assistita.  Quindici i comuni interessati   con lo scopo  di
promuovere il Bike tourism, valorizzando nel contempo, le molteplici risorse dei territori transfrontalieri in un progetto finanziato dai programmi comunitari interregionali IV Baviera_Austria  ed Interregionale Italia-Austria 2007-2013. Fra i molteplici obiettivi perseguiti  vi sono quelli  di connettere le ciclovie esistenti lungo l’asse sopracitata, in una segnaletica comune e la costituzione di una rete di
soggetti, locali e internazionali, che si
adoperino  in sinergia, per l’elaborazione di un prodotto turistico funzionale. Si va dalle Prealpi bavaresi attraverso il Tirolo del nord, dalla Valle dell’Isar al cuore delle Dolomiti per arrivare alla splendida città lagunare; cinque regioni, tre zone climatiche e tre  stati attraversati:

Germania, Austria, Italia. Un viaggio  affascinante fra culture, tradizioni e suggestioni paesaggistiche ad ampio
raggio.
Mercoledì 15 luglio 2015, il gruppetto di cronisti ha avuto modo di visitare il centro storico di Monaco, la “metropoli con il cuore”, gustando  specialità culinarie in un locale tipico, per poi  pernottare presso l’H’Otello in Kaiserstrasse. Al mattino del giorno successivo,  partenza  in bici per Bad Tolz con soste panoramiche lungo  le strade della Baviera,  una capatina al museo Swarovki e ad Hall nel Tirolo,
accompagnati da condizioni metereologiche caratterizzate da una fastidiosa pioggerella.  Sono stati circa 60 i chilometri percorsi per arrivare, dopo Fortezza,  nella Val d’Isarco, il cui capoluogo è l’incantevole Vipiteno, a  metri 948,  membro dell’Associazione “Borghi più belli d'Italia, accolti dalle autorità  che si sono prodigate in un

effluvio di convenevoli  e di preziose
informazioni sulla storia locale. Ognuno di noi, seppur provato, rivolgeva  sguardi ammirati alla eleganti case ornate di fiori policromi, alle insegne in ferro battuto delle locande ma, soprattutto, alla Torre delle
Dodici, risalente al 1468 e che si erge in fondo alla centrale arteria pedonale, per un’altezza di 46 metri, dividendo l’agglomerato abitativo in Città Vecchia e Città Nuova. Di particolare pregio architettonico è la Chiesa di Santo Spirito, un vero e proprio gioiello tardogotico che nel Medioevo dava alloggio a forestieri e pellegrini e della Madonna della Palude. La statua di S. Giovanni Nepomuceno,
posta di fonte  al Municipio, protettore della alluvioni, pareva volesse rassicurarci all’udire dei tuoni  allorchè dai tavolini del bel ristorante Vinzenz con stoviglie in mano ci siamo recati strategicamente all’interno, augurandoci clemenza per le  restanti giornate del press tour. Curiosa l’idea che Vipiteno possa essere sulla bocca di tutti però, più che per la sua cultura artistica, e per le sue miniere, per la produzione dello yogurt presso la su Latteria sociale, fondata nel 1884, e per la festa  di metà settembre ,  con una tavolata di 400 metri, all’insegna di  30
specialità di canederli di ogni sorta. Ci accontentiamo di un sonno ristoratore presso il centralissimo hotel Lilie e al mattino  del secondo giorno,  dopo le foto di rito, si arriva in pullmino a Monguelfo e poi via in sella  verso Castelpietra e il lago di Braies, dalle sfumature verde smeraldo, perla delle Dolomiti, per questo  considerato patrimonio umanitario dell’Unesco. Non si finisce mai di  ammirarlo e di conservarne la memoria con scatti fotografici da  differenti angolazioni, posando per qualche attimo la bici accanto alle staccionate lignee che lo contornano . Che emozione pedalare sulla

Lunga viadelle Dolomiti” , una pista ciclabile costruita lungo il tracciato della vecchia ferrovia, costruita durante la Prima Guerra  Mondiale e dismessa nel 1964,  dove incontriamo personaggi bizzarri
,come la ragazza ciclista con cagnetto nello zaino e il sciur sulla bici, con annesso pannello solare, che esibisce con noncuranza quasi fosse una  banale tavola da surf.  (Prosegue..:)
                                                                                                 Giuseppina Serafino