domenica 19 luglio 2015

L'arte del vetro ad Altare


Mille anni di storia tra il verde e il mare ad Altare.Un grazioso borgo di origine medioevale in Val Bormida,sull'appennino ligure, famoso per la lavorazione del vetro.Un'arte che fu avviata sin dall'anno Mille dai monaci benedettini, dell'isola di Bergeggi, in una zona favorevole perchè ricca di acqua e di boschi, ideale combustibile per le fornaci, e in posizione strategica sul crocevia di collegamento fra il Piemonte e il


porto di Savona. Il lavoro dei vetrai, per ragioni climatiche si svolgeva in periodo invernale, dal giorno di S.Martino a quello di San Giovanni Battista, per poi dedicarsi, d'estate, alla pulizia delle fornaci e alle scorte di materie prime e di combustibile.La storia di questa millenaria tradizione artistica si può dividere in due fasi: la Corporazione, denominata "Università del vetro", 


fondata sugli statuti del 1495 e sciolta dai Savoia nel 1823; la Società Artistica Vetraria, prima cooperativa di lavoro d'Italia, fondata la notte di Natale del 1856 e che ha cessato la sua attività nel 1978. Il Museo dell'Arte vetraria altarese, sorto all'interno della sopracitata S.A.V, quale museo d'azienda e attualmente ospitato nelle sale di Villa Rosa, racchiude una rassegna di opere 


vitree che vanno dal 1650 ai giorni nostri, oltre ad attrezzi e stampi per la lavorazione artigianale. In questa struttura vengono organizzati corsi di lavorazione del vetro, con diverse tecniche quali: soffiatura e modellatura del vetro 
borosilicato, di perle a lume, di vetrofusione, di incisione.Anche quest'anno, fino al 9 agosto si tiene 
la rassegna "Altare glass fest", una manifestazione che vanta la presenza di maestri, giunti da varie parti d'Italia, fra cui la concorrente Murano, ma anche della Francia e, per finire, addirittura dalla Spagna, con Josean Garcia di Bilbao. Lo scopo è quello di favorire un momento di riflessione sullo stato dell'arte di queste tradizioni, tramandate di padre in figlio nel 
corso dei millenni, e sulla necessità di individuare gli strumenti per conservarle e rilanciarle nel prossimo futuro. Il tutto accompagnato da molteplici eventi collaterali con la collaborazione delle Associazioni e deiCommercianti di Altare. Costantino Bormioli, che continua l'opera di suo padre Sandro, utilizza due tecniche di lavorazione: la prima, al cannello del vetro 
borosilicato (chiamato anche Pyrex), una declinazione moderna della soffiatura in fornace, che si avvale degli stessi attrezzi tradizionali. La sensibiltà manuale e il soffio del maestro muove e plasma la massa vetrosa incandescente nelle forme più diverse. La seconda tecnica è la vetrofusione, in cui il calore è sempre 
protagonista ma si concentra in un forno elettrico, nel quale vengono fuse e formate ad altissima temperatura, lastre di pregiato
vetro Bullseye, tagliate e abbinate in base a differenti fantasie di disegno e colori. Rendere consapevoli di alcuni percorsi creativi che producono "arte", con l'implicita intuizione di reconditi segreti di realizzazione, inebria gli artefici ma,soprattutto, ammalìa coloro che ne beneficiano, pervasi dalla consapevolezza di accedere al mondo soggiogante della bellezza, di per se stesso, promessa di un'autentica e appagante felicità interiore.

           Giuseppina Serafino