lunedì 17 agosto 2015

Mantova… città "stregata" ( Parte prima)


Mantova  è una città che con Sabbioneta, per le sue straordinarie bellezze artistiche è divenuta Patrimonio Mondiale dell'Umanità. Essa è stata definita "la città più romantica del mondo” dal saggista inglese Aldous Huxley, affascinato dai monumenti, i canneti lungo il Mincio, i fiori di loto, la nebbia, la surreale patina del tempo che avvolge ogni strada e piazza, la storia, la semplicità dei cittadini di Mantova.In omaggio all’ormai consolidato Festival della Letteratura perché non confrontare le proprie sensazioni con quelle di alcuni celebri autori di opere letterarie? 
Charles Baudelaire, nella città virgiliana, vi scoprì un mondo addormentato in una calda luce.
Riccardo Bachelli, ha invece evidenziato:
Una nobile tristezza, ch’è delle cose, una severa e dolce melanconia dell’animo velano la bellezza della città e sono parte essenziale del suo fascino … che rimane d’allora? Si, questa ruggine d’oro e di porpora smarrita, infusa sui brividi fermi dell’acqua quasi stagnante”. Sicuramente visitandola non è possibile rinvenire quel sottile velo di malinconia a cui diversi letterati, soprattutto moderni, hanno fatto riferimento nei loro scritti, piuttosto un tripudio di emozioni che catapultano in dimensioni oniriche che restituiscono il sapore di una quotidianità lontana dai ritmi convulsi e omologanti delle metropoli.
La leggenda vuole che la sua fondazione sia avvenuta per mano dell'indovina greca a cui si fa risalire il nome, ma è più probabile che derivi dalla divinità etrusca Mantu, ne sono testimonianza il sito archeologico del Forcello, in località Bagnolo San Vito. Verso l'anno Mille, Mantova entrò a far parte dei possedimenti dei Canossa e sotto Bonifacio ne diventò la capitale. Gli successe Matilde, a cui si deve l'edificazione della chiesa più antica della città, la Rotonda di San Lorenzo. Ai Gonzaga, diventati Signori dal 1328, si deve la straordinaria fioritura artistica e la renovatio urbis, tra i molti artisti che contribuirono a ciò, vi furono Andrea Mantegna c e Leon Battista Alberti, che ideò il rifacimento della Basilica di Sant'Andrea e l'edificazione del Tempio di san Sebastiano, in area di espansione rinascimentale, di fronte all'isola del Te. Qui sarebbe sorto il Palazzo omonimo tra il 1525 e il 1535, opera di Giulio Romano, straordinario esempio di villa rinascimentale, destinata all'ozio del principe, Federico II Gonzaga che vi teneva fastosi ricevimenti.

All'interno di esso mirabili sono la Sala dei Giganti, di Amore e Psiche, e quella dei Cavalli. Fra  le prestigiose residenze abitate dai Gonzaga vi è il Palazzo Ducale, imponente reggia, con più di circa 500 sale composta da edifici costruiti in epoche differenti, prospettanti su Piazza Sordello. Di notevole pregio sono il Castello, la Domus Nova, la Basilica palatina di Santa Barbara, ma il capolavoro pittorico per eccellenza, è la Camera degli Sposi di Andrea Mantegna. Da segnalare ci sono anche le Stanze del Pisanello, l'Appartamento di Troia, di Giulio Romano, e la pregevole raccolta di arazzi su cartoni di Raffaello.Il Teatro Accademico Bibiena, denominato anche Teatro Scientifico e sorto per le finalità dell'Accademia Virgiliana, venne inaugurato nel 1769, con un concerto di Mozart quattordicenne. Quella che appare come una graziosa "bomboniera", con gli incantevoli palchetti che sembrano balconcini di una calle veneziana, è opera dell'autore parmense Antonio Galli Bibiena e viene considerato il più compiuto esempio di architettura teatrale del gusto rococò.      (Prosegue)          
Giuseppina Serafino