domenica 9 agosto 2015

Sulla ciclovia friendly fino a Venezia (Conclusione)

Al mattino del 6° giorno partenza  in bici lungo il Parco Fluviale del Sile fino a Quarto d’Altino, percorrendo le ombreggiate anse del fiume. Facciamo una breve sosta presso il porto di Casier accolti dalle autorità fra cui la dottoressa Silvia Moro, assessore al Turismo di Treviso, alla 
quale ho chiesto sue impressioni relative alla costituenda Ciclovia dell’Amicizia: “Siamo molto orgogliosi di questo Progetto che è stato avviato  e che punta a valorizzare il territorio con le sue risorse e  in particolare il cicloturismo.

Stiamo lavorando in sinergia con vari partners con l’obiettivo di collegare le varie piste dotandole adeguatamente di segnaletica, mettendole in sicurezza e facendo sì che possano essere praticabili anche dalle famiglie e da coloro che non sono avvezzi a questo tipo di mobilità”. Al quesito relativo a quali fossero i disagi incontrati, la responsabile, sorridendo, con apparente imbarazzo, ha confessato: “ Ciò che nuoce a volte è lo spirito campanilistico che porta a vedere il  proprio singolo interesse, ma alla fine prevale comunque il desiderio di cooperare nell’interesse di un traguardo più importante relativo alla promozione dei nostri luoghi”. Proseguiamo per la via Claudia Augusta, antica strada romana, dopo che abbiamo “immortalato “ (macabra ironia), il cimitero dei burci, ossia un vero e proprio camposanto di vecchie barche da trasporto, risalenti al  1974, quando il proprietario della Ditta Chiari & Forti aveva per protesta abbandonati i galleggianti. Che effetto vedere quelle imbarcazioni ricoperte di vegetazione nell’acqua putrida, con un’aria spettrale che le avvolgeva, mentre facevamo attenzione a dirigere la bicicletta nella giusta direzione per evitare di andare tristemente a far                                                         

compagnia alle misere salme lignee. Riprendiamo il percorso notando che il paesaggio cambia completamente con sterminate coltivazioni, al termine di una strada alquanto dissestata giungiamo ad Altino, proprio dinanzi al Museo Nazionale Archeologico chiedendoci se una tale struttura fantasma  venga mai visitata.
Provati dall’intenso solleone, giungiamo a Musile del Piave, alla Country House Salomè, un elegante  AlbergaBici dove apprezziamo  gustose specialità a base d’oca in una particolare location, in cui le stanze hanno i nomi dei vini veneti e presso la quale è  stato varato un originale giro turistico in mongolfiera. Inebriati dai pregiati sapori  agresti, passando sul ponte di barche  a Caposile, ci stupiamo di vedere da una parte la meravigliosa  laguna veneta e dall’altra il  mitico fiume Piave. Arrivati a Jesolo, alcuni di noi  subito si recano in spiaggia per ritemprarsi dalla lunga fatica e dal caldo africano in stile hawajano, proprio dinanzi all’hotel Gritti presso il quale pernottiamo.Al termine di un tour fra monti, fiumi e paesaggi incantati, si fatica ad immergersi in quelle folle di turisti ossessionati da manie consumistiche e all’insegna dello stordimento con  musiche e rumori  assordanti. La medesima sensazione la avvertiamo al mattino, dopo aver pedalato fino a Punta Sabbioni per recarci in barca a Venezia.

Trascinando i nostri trolley ci aggiriamo in piazza San Marco e per le calli, in mezzo ad un’umanità gaudente che divora freneticamente il fascino di una città unica, profanandone le superbe suggestioni  architettoniche che la connotano. Dopo aver salutato Giuliano e Francesca , nostri premurosi nocchieri per tutto il tour, prendiamo il vaporetto che ci porterà alla stazione e nei nostri luoghi di residenza, commossi, e con il cuore denso di emozioni per quella fantastica avventura in scenari ambientalistici di straordinaria bellezza.
                               Giuseppina Serafino