mercoledì 19 agosto 2015

Terre mantovane…gioielli d’autore (Seconda parte)

Sabbioneta, una sorta di scrigno dai mille segreti, viene definita "La Piccola Atene". La città si presenta come un piccolo stato indipendente, con una fortezza esagonale irregolare con sei bastioni a cuneo innestati agli angoli, fu edificata tra il 1556 ed il 1591 per volere di    

Vespasiano Gonzaga Colonna, esponente di un ramo cadetto della famiglia Gonzaga di Mantova. Pregevoli sono i soffitti lignei in noce e cedro del Palazzo Ducale, un tempo sua residenza e palazzo del governo, ora sede espositiva. Il Teatro all'Antica, progettato da Vincenzo Scamozzi, è il primo esempio di edificio teatrale stabile ed autonomo dell'età moderna.  La sinagoga, riprogettata verso il 1824, è la tangibile testimonianza di una fervida comunità ebraica, favorita dallo spirito liberale del Duca. Alle spalle del Palazzo Ducale si erge il corpo ottagonale della chiesa della Beata Vergine Incoronata, che custodisce il mausoleo ducale, con la statua bronzea di Vespasiano Gonzaga; nella canonica, si trova il 

Museo dell'arte Sacra che, assieme a preziose tele, custodisce il prestigioso Toson d'Oro rinvenuto nella tomba ducale. A San Benedetto Po, inserito nel circuito dei “21 comuni “Gioiello d’Italia”, si erge il Complesso Monastico Polironiano dell’XI secolo, fondato nel 1007 da Tebaldo di Canossa, sull'isola che sorgeva tra il fiume Po e Lirone, essa fu definita la Montecassino del nord. Incantevoli risultano: la chiesa abbaziale, di impianto
quattrocentesco, restaurata da Giulio Romano nel 1539, il refettorio monastico, con una parete affrescata dal Correggio, i chiostri quattrocenteschi di San Simeone, di San Benedetto, dei secolari, il Museo Civico con la sua collezione etnografica di oltre 10.000 oggetti di cultura contadina. Nei dintorni, fanno da corollario, oratori e ville abbaziali, pievi matildiche, caseifici e deliziose corti agricole, dove è possibile notare la preziosa opera di bonifica dei monaci, lungo gli argini, precorrendoli magari, in sella alla bicicletta sulle molteplici piste ciclabili. La sensazione che si avverte è di
antica e tranquilla piacevolezza.Charles Dickens - cantò gli irreali laghi di canne e di giunchi -colpito da un certo languore decadente. Per Giovanni Comisso, in queste Terre mantovane forte è la suggestione dei tozzi salici spogli biancheggianti tra la palude e il cielo.Tale riflessioni cullano la mente, se si effettua una crociera sul Mincio, mentre lo sguardo spazia sulla vegetazione fluviale, sui prati lussureggianti, sulle rossastre
costruzioni turrite. Visitare le Terre di Mantova consente di assaporare quel magico effluvio di misteriosa felicità che si avverte dinanzi a quei fantastici tramonti sul Lago Inferiore di un città, stregata e semplicemente unica.
                                                      Giuseppina Serafino