domenica 18 ottobre 2015

Decimo anniversario di Golosaria











E’ giunta al suo decimo anno la rassegna enogastronomica “Golosaria” ideata da Paolo Massobrio e MarcoGatti. Quest’anno la kermesse ospitata in una nuova location, di oltre 12.000 metri quadrati, al MICO-MilanoCongressi, è stata inserita nel palinsesto di Expo in Città. Con il tema “La qualità che nutre il futuro”, ha  visto la presenza di 300 produttori, selezionati dal best seller “Il Golosario”. Sulla terrazza, nell’area lounge, è stato dato spazio alla Cucina di strada con un tour  “virtuale” che ha voluto attraversare l’Italia: dagli hamburger  di Amati! Papillarium con carne piemontese a quelli in versione lomellina con la zucca di Genuino, dalla mitica

focaccia di Recco di Manuelina, agli sciatt  valtellinesi di Sciatt à Porter, ai plin langaroli di Cucina delle langhe, le specialità partenopee di Friariè, la pizza d’autore di Mama Petra, il fritto e fusion all’italiana di Cheerin’guito, il bollito della tradizione emiliana di Clinica gastronomica Arnaldo e il “Truck della griglia”della Street food Company. Numerosi gli Enti chiamati 
a rappresentare i territori come: Strada del Gusto Cremonese, Strada del Riso edei Risotti Mantovani, insieme a quella dei Vini e Strada del Vino San Colombano e dei Sapori Lodigiani, quella della Valtellina e della Valcalepio, infine la Regione Abruzzo e la Provincia di Reggio Calabria. Di grande spessore  sono risultate le tematiche approfondite come quella della Tradizione e Conservazione dei saperi ma anche della Stagionalità, start-up, risposte allo spreco e recupero degli avanzi. Nel gran finale il fondamento da cui ripartire è apparsa la Risorsa dei territori, mentre trasversale a tutte le giornate è stato il focus del Benessere a tavola.“Questa edizione di Golosaria-ha affermato Paolo Massobrio- ha dentro innovazione e visione; le start up presenti rivoluzioneranno il mondo della ristorazione.In questa manifestazione si può cogliere il fermento dell’Italia del gusto: un concentrato di fiducia che parte dal saper fare italiano”. 
   Giuseppina Serafino