giovedì 22 ottobre 2015

“In cerca del vino di Re David”

Presso il Teatro Franco Parenti di Milano si è tenuto un evento di interessanti scoperte bibliche, in collaborazione con l’Ufficio del Turismo israeliano: ”In cerca del vino del Re Davide”. Karine Bolton, responsabile dei Progetti internazionali KKL (Keren Kayemeth LeIsrael), ha introdotto il Presidente KKL di Milano, Sergio Castelbolognesi, che ha  parlato delle attività del sopracitato ente, soffermandosi sul sostegno alla ricerca all’aiuto ai Paesi in via di sviluppo per risolvere i loro problemi nutrizionali. Avital Kotzer, Direttore Generale dell’Ufficio del Turismo, ha ringraziato il KKL per questa collaborazione e ha raccontato la sua storia e il suo amore per la natura; ha descritto Israele come una Terra magica, dove si compiono imprese impensabili come  quella di produrre vino in pieno deserto. Ciò che non tutti sanno è che molti vini prodotti, ogni anno, ricevono premi internazionali e che anche il cibo ha un sapore speciale, grazie alla mescolanza delle etnie e ai diversi paesi di provenienza della popolazione israeliana.
Ha fatto seguito l’intervento del Professor Elyashiv Drori dellUniversità Ariel che ha effettuato delle ricerche importanti sui vigneti israeliani. Risulta che già dai tempi di Re Davide, circa 3.000 anni fa il vino era molto diffuso e apprezzato;  nel VII secolo, i mamelucchi invasero Israele, ne proibirono la produzione e distrussero i vigneti poiché per la religione musulmana è vietato il consumo di alcolici. Da allora, in Israele non fu più prodotto vino sino a quando il barone Rotschild, nel 1870, ne ripristinò l’industria importando nuove e diverse qualità, soprattutto dalla Francia, come il Cabernet Souvignon e il Merlot. Elyashiv Drori ha voluto  riportare l’antico vino originario perché finalmente Israele ritrovasse il suo prodotto locale, mentre  fino a quel momento veniva prodotto vino di origine straniera; ha compiuto una ricerca sulla localizzazione delle antiche popolazioni che producevano il vino ed ha cercato le varie specie, sparse per la maggior parte, in aree  non coltivate. Il passo successivo della sua ricerca ha portato all’identificazione delle varietà di uva adatte qualitativamente alla produzione del vino biblico, il vero vino originario di Israele. Il professor Ehud Weiss dellaBar Ilan 
University, ha spiegato come ha individuato il DNA dagli antichi semi ritrovati ancora nelle giare, e come si preserva il materiale archeobotanico; il DNA scoperto era danneggiato ed è stato ricostruito grazie ad apparecchi scanner 3d utilizzati anche per riconoscere le qualità dell’uva selvatica. Nel 200 a.c., in Babilonia erano presenti due qualità di vino chiamate Gordali e Hardali molto simili a quelle trovate e ottenute oggi: Jamdali e Hamdani 
I professori che collaborano a questa ricerca hanno espresso la loro gratitudine al KKL per aver sostenuto questo progetto e sono orgogliosi di rafforzare l’identità biblica del vino ottenuto attraverso la documentazione storica e reperti archeologici da loro recuperati. A suggellare l’incontro è stato Idor Levinson, proprietario dell’azienda Recanati che ha iniziato a produrre vino dai vigneti nei pressi di Hebron,  e che realizza le qualità Marawi e Hamdani, fatte degustare ai convenuti.
La lettura del Cantico dei Cantici, a cura degli attori  Rosario Lisma e Anna Della Rosa, ha deliziato  con un viaggio nella più alta forma di poesia intimista. Andrèe Ruth Shammah, “padrona di casa”, ha ringraziato il KKL per aver sostenuto un progetto così speciale, tanto che ha voluto mettere a disposizione la location quale suo contributo: "‘""22""Vorrei promuovere questo vino nel mio teatro è una piccola cosa che possiamo fare stando lontano da Israele, in difesa di un patrimonio prezioso che è di tutti, così come quando è stata donata la Torah nel deserto, l’abbiamo conservata e difesa." 

   Giuseppina Serafino