domenica 11 ottobre 2015

Piccolo mondo antico

Nella prestigiosa location della “Vigna di Leonardo” a Milano, i quattro  GAL (Gruppi di azione locale) di Cosenza: Alto Jonio Federico II, Savuto, Sila Greca, Valle del Crati hanno presentato il loro territorio, in collaborazione con Confagricoltura. Questo luogo unico ha bellezze architettoniche inserite in palcoscenici naturali incantevoli come la necropoli di Belsito, il ponte Romano di Annibale tra Altilia e Scigliano e il Museo di Arte Sacra di Rogliano. I borghi millenari che costellano il paesaggio rappresentano uno straordinario scrigno di identità e tradizioni come quella degli scalpellini del “marmo povero” e degli intagliatori del legno che hanno prodotto stucchi meravigliosi, altari, arredi lignei, facciate in pietra e portali, testimonianza dell’accademia degli Inseparabili, alla quale la Chiesa affidò importanti opere, soprattutto nel XVIII secolo. Lungo circa 50 chilometri, il Savuto, scorre nella parte meridionale della provincia di Cosenza  ed è l’unico fiume calabrese 
che sorge dalla Sila e sfocia nel Tirreno, in uno scenario  incontaminato . Il panorama agricolo è caratterizzato dalla presenza di vigne a terrazzamenti ( da cui derivano il Savuto dop e il Terre di Cosenza dop) , da distese di ulivi e, nell’alta collina, da boschi di castagno.
Fra i sapori dell’enogastronomia si possono citare: gli agrumi del “basso Jonio cosentino,  la liquirizia di“ Rossano,  il liquore di “piretta/limetta”, un agrume tipico locale dall’intenso e caratteristico profumo.Sono stati  predisposti alcuni pacchetti turistici tesi a far scoprire tesori nascosti  come:”Piccolo mondo antico”, dedicato agli antichi agglomerati rurali della Valle; “Salute e sapori”rivolto agli aspetti ambientalistici ed escursionistici; il terzo “Santi e Briganti”,  ha abbinato la visita di luoghi religiosi (come il monastero di S.Francesco di Paola) al contatto con il mondo degli antichi briganti delle montagne. E’ stato anche istituito un il Premio “Le Storie cantate” e una Rassegna , dal 13 al 15 novembre 2015, per  rinnovare la tradizione popolare votata a contare/cantarestorie per un recupero consapevole delle proprie radici. Come è stato anche per Codex purpureusrossanensis”, un evangelario manoscritto del VI sec, 
 in pergamena color porpora,  di straordinario interesse dal punto di vista biblico e documentario. Una testimonianza  della specificità di un’area  di denso interesse storico e culturale che varrebbe la pena di scoprire per far proprie alcune delle innumerevoli valenze che la contraddistinguono.               

                  Giuseppina Serafino