domenica 22 novembre 2015

“I grandi fotografi e l’Italia”


Al Palazzo della Ragione è stata inaugurata la mostra “Henry Cartier Bresson  e gli altri”, promossa dal Comune di Milano Cultura, con Civita, Contrasto , GAmm Giunti, e curata da Giovanna Calvenzi, chiude il percorso dedicato all’Italia nell’anno di Expo2015. Dopo le suggestioni di un Paese ritratto da fotografi italiani, si è giunti ora alla seconda parte di un articolato progetto che contempla la visione del Bel Paese da parte di maestri della fotografia di fama internazionale: da List a Salagado, da Newton a Mc Curry. Oltre ai 35 artisti presenti, il  fulcro dell’esposizione è caratterizzato da un itinerario di 20 fotografie di Henry Cartier Bresson, dagli anni ’30 in poi.  Affascinante il reportage di Robert Capa al seguito delle truppe durante la campagna d’Italia del 1943, l’elegante rilettura del mondo della fede da parte di David Seymour e il fascino esercitato da un’Italia minore su Cuchi White, ancora studentessa di fotografia. La visione umanista si imbatte nelle suggestioni classiche  di Herbert List o nella destabilizzazione della visione di William Klein e nel suo provocatorio racconto di una Roma del 1956.

Lo sguardo si perde sui
sublimi
chiaroscuri di Sebastiao Salgado che ha ritratto magistralmente l’epopea dei pescatori delle tonnare in  Sicilia. Un’ intensa nota poetica contraddistingue il viaggio di Claude Nori che ripercorre le tracce dei ricordi sul litorale adriatico alla ricerca di radici familiari ma anche l’insolita immagine di Helmut Newton che  in “72 ore a Roma”ricrea una passeggiata notturna nel centro monumentale della città. Ci sono poi le molteplici sperimentazioni di differenti linguaggi come quella di Abelardo Morell, che utilizzando le tecniche del foro stenopeico, crea visioni nelle quali interni ed esterni si sommano, Gregory Crewdson riscopre la fotografia in bianco e nero per restituire il sapore di Cinecittà, Irene Kung, tramite un’atmosfera onirica, ritrae invece il passato e il presente di una Milano accattivante. Un quarto itinerario è quello del “linguaggio documentario” di Paul Strand che con Cesare Zavattini ha celebrato la civiltà contadina di Luzzara, un piccolo centro dell’emiliano. A cinquant’anni di distanza Thomas Struth ritrae il centro storico di Milano e Joan Fontcuberta  esalta le curiosità dei

gabinetti scientifici di Bologna e Reggio Emilia. Vi sono poi autori che rileggono gli aspetti positivi del nostro Paese come Joel Meverowitz che esalta le luci magiche della Toscana con il contributo di Maggie Barret, e Steve Mc Curry a Venezia, affascinato dall’alchimia estetica  fra persone e ambiente, Martier Parr indugia su turisti che si autoritraggono sulla costiera amalfitana. Il gran tour è  idealmente chiuso dalla narrazione autobiografica di Nobuyoshi Araki, anche lui ammaliato dal fascino di Venezia con le maschere di Carnevale. Sophie Zenon, ripercorre la storia della sua famiglia costretta ad emigrare e i luoghi di provenienza, ed infine ElinaBrotherus, 
con i suoi autoritratti nel paesaggio, richiama il bellissimo autoritratto  di Henry Cartier Bresson che aveva dato il via a questo intenso viaggio, ricordandoci  che:”La fotografia è una mannaia che nell’eternità coglie l’attimo che l’ha abbagliata”.
                 Giuseppina Serafino
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