mercoledì 2 dicembre 2015

La Triennale e il Vocabolario della moda

Una mostra unica nel suo genere quella  dedicata ad Elio Fiorucci,"Il  nuovo vocabolario della moda italiana", recentemente inaugurata presso la Triennale di Milano. I protagonisti della moda contemporanea  hanno recuperato il Dna culturale, tecnico e tecnologico della tradizione riscrivendolo in un linguaggio del tutto originale. Un inedito vocabolario di stile e produttività che va dalle calzature agli occhiali, dai bijoux ai cappelli, a partire dal 1998, anno spartiacque per chi ha tratto spinta  dalla crisi per effettuare un percorso autonomo. Un modo per sintetizzare e definire  le caratteristiche fondanti del made in Italy contemporaneo, ancora in via di scrittura ed evoluzione. La mostra  è strutturata in un percorso composto da Lemmi che sintetizzano ognuno un concetto 

tipico e rinnovato del  sopracitato style, come ad esempio: Materia, Costruzione, Ornamento, Dettaglio, Laboratorio… ognuno caratterizzato da istallazioni che illustrano il prodotto e il relativo processo creativo, dal cartamodello, agli accessori, dalle prove di lavorazione alle componenti.  Vi sono inoltre 3 macro sezioni: Vocabolario (nel quale i prodotti sono organizzati intorno a concetti chiave, così da rappresentare i diversi approcci progettuali che ricontestualizzano gli elementi archetipici del prodotto italiano).Narrazioni (in cui viene tracciata la mappa del sistema di produzione culturale e comunicativa che ruota intorno alla moda-fotografia, illustrazione, nuovi media, editoria, video-arte).Biografie è la sezione che concentra la narrazione sulle storie dei singoli stilisti e marchi cui si deve il nuovo linguaggio della moda made in Italy. I curatori dell’ esposizione Paola Bertola e Vittorio Linfante hanno affermato “Tutto questo è stato possibile grazie alla valorizzazione di risorse accessibili in Italia e scomparse altrove: l’attitudine progettuale diffusa, i patrimoni di cultura materiale, le piccole reti di laboratori, le manifatture periferiche.“    (Giuseppina Serafino)