Varazze e la Superenduro 2016


Quest’anno sono 4 le tappe scelte dallo staff della Superenduro in altrettante regioni italiane: Toscana, Liguria, Trentino Alto Adige e Lombardia. Ad aprire la kermesse è stata Massa Marittima, ed ora nel primo week end di maggio, è stata la volta di Varazze, in provinca di Savona. Vazze Free Time, promotore del progetto Varazze Outdoor, ha approntato un percorso molto diversificato, nel quale fondo e condizioni cambiano in maniera significativa la quota. Si partiva da boschi di faggio e castagno per giungere ai pietrosi e sconnessi tratti della macchia mediterranea. Per la gara sono state individuate due aree, i boschi del Parco del Beigua e i sentieri che scendono dal Monte Grosso, su cui troneggia la Chiesa della Nostra Signora della Guardia di Varazze. Per
la sua bellezza e unicità questo luogo è stato riconosciuto come sito Unesco ed inserito nella prestigiosa lista dei Geoparchi Globali (Unesco Global Geoparks). La manifestazione è stata un’importante occasione
per lanciare la sopracitata località balneare sul mercato dell’outdoor nazionale ed internazionale poiché l’evento ha visto la partecipazione di 350 atleti, provenienti da 8 nazioni, con un seguito di circa 2000 presenze. La Varazze Superenduro powered by SRAM è stata una gara impegnativa sotto diversi punti di vista: 4 prove speciali, per una lunghezza complessiva di 47 Km di gara e 1850 metri di dislivello.A portare a casa la vittoria sono stati i neo Campioni Italiani di enduro
in mtb, il torinese Vittorio Gambirasio Team Officine Red Bike e l’imperiese Laura Rossin Bike Garage Revolution. La competizione proseguirà poi alla volta di Canazei ma saranno i dislivelli di Santa Caterina Valfurva a chiudere il circuito, coronando il Campione Superenduro.“Sin dai primi incontri con l’organizzazione locale Vaze Free Time, l’obiettivo del gruppo è stato ben chiaro” ha dichiarato
Enrico Guala di Superenduro “si è deciso di lavorare su un percorso gara divertente ma al contempo capace di presentare un territorio, quello di Varazze e del Parco del Beigua, che ha delle particolarità uniche che lo rendono una destinazione fruibile 365 giorni l’anno”.
Giuseppina Serafino

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