martedì 19 luglio 2016

Sarzana e il Festival della Mente



A Sarzana, dal 2 al 4 settembre è attesa la XIII edizione del Festival della Mente con la direzione scientifica di Gustavo Petropolli Charmet e la direzione artistica di Benedetta Marietti. Il primo festival in Europa, dedicato alla creatività, è promosso dalla Fondazione Carispezia e dal
Comune di Sarzana. Durante le tre giornate si alterneranno 61 relatori internazionali , sono previsti 39 appuntamenti tra incontri, workshop, spettacoli e momenti di approfondimento dedicati ai processi creativi.
Filo conduttore di quest’anno è lo “spazio” indagato in relazione ai cambiamenti, alle tematiche e ai problemi del vivere contemporaneo. Un vero e proprio festival nel festival sarà la sezione per bambini e ragazzi, curata da Francesca Gianfranchi, con 30 ospiti e 22 eventi. La lezione inaugurale della manifestazione sarà tenuta dal filosofo Salvatore Veca “Un’idea di spazio pubblico”.Uno dei tratti distintivi di una democrazia è l’ampiezza del suo spazio pubblico:uno spazio sociale e non istituzionale. Lo spazio in cui possono emergere potenzialità non espresse e bisogni non visibili. Nell’ambito dello spazio dell’attualità, la sociologa Chiara Saraceno parlerà dei confini della famiglia: in un’epoca caratterizzata da forte mobilità geografica, le singole famiglie hanno confini mobili non solo relazionali ma anche dal punto di vista geografico e nazionale. Il fisico del CERN Guido Tornelli, ripercorrerà la nascita dello spazio e del tempo nello spazio della scienza, per
comprenderne l’origine e ricostruirne i meccanismi. Di “Nuovo maschi: adolescenza, coppia, paternità” si discuterà con la psicoanalista Simona Argentieri, lo psicoterapeuta Stefano Gastaldi e la psicologa Giovanna Montinari, per analizzare lo sviluppo di un “maschile” che si confronta con nuovi stimoli e nove aperture (sezioneapprofonditaMente). Lo spazio dell’arte e della rappresentazione avrà un interessante contributo con la storica dell’arte Anna Ottani Cavina che tratterà delle origini del dipingere en plein air, con gli artisti che abbandonano gli atelier
per immergersi nella natura e dipingere il paesaggio. Dovunque
proliferano graffiti e murales che per alcuni potrebbero avere un valore di mercato. Non mancherà un’analisi dello spazio del viaggio. Cosa resta dei deserti americani? Ottomila chilometri costellati di imprevisti e digressioni attraverso California, Arizona, Nevada, Texas e Lousiana. I direttori del festival hanno dichiarato:” Attraverso il concetto di spazio è possibile indagare i più importanti temi della contemporaneità e affrontare campi diversi del sapere, in linea con la vocazione multidisciplinare e divulgativa del Festival della Mente”.

                                    Giuseppina Serafino