giovedì 18 agosto 2016

A spasso in bici per la Vallonia (I parte)


Un manipolo di trenta giornalisti di differenti nazionalità in sella alla bici, nell’anno della “Vallonie à vélo”, per scoprire il fascino della regione francofona a sud del Belgio, suddivisa in cinque provincie. La partenza del suggestivo tour di tre intense giornate è avvenuto da Namur, capitale della Vallonia, non prima di aver visitato la Brasserie François allo scopo di familiarizzare con la raffinata gastronomia locale in un contesto di storiche tradizioni.

Dopo aver armeggiato con sellini e manubri, i poco convinti “ciclisti”, palesando la non eccessiva dimestichezza con il mezzo (la sottoscritta partecipante si dissocia dalla riprovevole inettitudine), sono stati guidati per le viuzze della incantevole cittadina, con lo sguardo divertito o alquanto sbalordito dei turisti seduti ai tavolini dei numerosi bistrot. Qualcuno vedendo quel serpentone di individui , di differenti idiomi, muniti di casco e con macchine fotografiche, ha probabilmente pensato ad un tardivo sbarco degli alleati

di bellica memoria . Ciò è valso allorchè tutti ci siamo precipitati a immortalare i 280 di ombrelli colorati sospesi in cima ad una delle strade principali, quasi fossero anziché un’originale installazione della Urban Art, delle misteriose materializzazioni di esseri soprannaturali da monitorare. Uno sguardo rapido ai tanti gioielli architettonici: il torrione medioevale, tutelato dall’Unesco , spicca con la sua elaborata guglia aggiunta nel 1733, la chiesa di Saint Loup, “sinistra ed elegante” (per usare le parole di Baudelaire) con insolite colonne di marmo rosso e arcate nere, la Cittadella militare con i bastioni e la cinta muraria, i ponti sulla Sambre. Poi via “veloci”lungo la Mosa (si fa per dire, in realtà emulando la chiocciola simbolo della città) sul Ravel 2, uno dei 1300 km di percorsi ciclopedonali realizzato su ferrovie dismesse.

Un tiepido sole a tratti impreziosiva la superficie fluviale regalando sensazioni fantastiche che scaturiscono da un contesto naturalistico di piacevolissima quiete, con i delicati colori della vegetazione puntellata di fiori e di simpatica fauna acquatica. Lungo il percorso varie le attrattive che meritavano una sosta:

 a Wépion è possibile visitare un originale Museo della fragola, presso il quale noi cicloreporter siamo stati piacevolmente accolti da un banchetto che esibiva prodotti legati al sopracitato frutto, dai succhi al liquore ed estratti vari. Nei pressi è d’obbligo una sosta ai Giardini di Annevoie e al suo castello del XVII secolo, per ammirare viali fioriti, grotte e spettacolari giochi d’acqua; Bouvignes che ospita la pregevole “Maison du patrimoine médiéval mosan”www.mpmm.be). Sulla vallata della Molignèe risalendo, per una quindicina di chilometri, si erge l’Abbazia di Maredsous, eretta all’inizio dell’ ‘800, con annesso un piccolo museo del formaggio , ameno luogo di raccoglimento non solo per gli estimatori del citato prodotto caseario....( continua)              

                   Giuseppina Serafino