mercoledì 3 agosto 2016

Scuola di trek ai Corni di Canzo

Un suggestivo ambiente presso il quale è possibile ricostruire la storia del Lago di Como e delle glaciazioni fino ai giorni nostri: i Corni di Canzo. Si inizia a salire lungo il torrente Ravella, (affluente di sinistra del Lambro), su un percorso impreziosito da giganti e massi erratici. Un serpentone costituito da una cinquantina di vocianti preadolescenti, di una scuola del centro storico di Milano, si dirige alla scoperta delle bellezze paesaggistiche tramite il “cavallo di S.Francesco”, utilità del quale non appaiono per nulla convinti. L’intento è quello di avvicinare i preadolescenti alla montagna, facendone pregustare i valori educativi sottesi e creando una forma di autodisciplina
grazie a delle imprescindibili regole di vita come il rispetto dell’ambiente e la salvaguardia del nostro patrimonio ambientalistico. Attraversiamo la Foresta Regionale dei Corni di Canzo, un patrimonio prevalentemente boschivo di circa 450 ettari, gestito da ERSAV ( Ente Regionale per i Servizi all'Agricoltura e alle Foreste). Le guide de "La montagna incantata" forniscono precisi ragguagli sulle modalità di formazione geologica del contesto paesaggistico e sul tipo di vegetazione che lo caratterizza. Sosta per il meritato pranzo al sacco al Rifugio Terz'Alpe con

godimento estatico del contesto fiabesco. La discesa, alquanto spedita forse per il miraggio di un gustoso gelato prima della partenza, avviene tra grandi boschi naturali e artificiali, della zona di Prim’Alpe, dove si sosta per visitare la Cascina Regionale delle Foreste. Si percorre una zona molto suggestiva “Lo Spirito del Bosco”, un sentiero particolare nel quale è possibile “allenare” la propria sensibilità all’ascolto e all’osservazione. Durante il cammino, si viene accompagnati in maniera magica da personaggi nati dalla fantasia di un abile scultore e intagliatore del legno: streghe, folletti, nani, animaletti di ogni sorta. I ragazzi si aggirano divertiti in un labirinto segnato da palizzate, cercando ovunque nuove creature lignee che esaltino la capacità di fruizione estetica.
Quando si esce da questa sorta di curioso antro onirico si giunge su uno spazio erboso al quale fanno da cornice incantevoli rilievi con cime innevate, impreziosite da un caldo sole. Dopo alcuni momenti di gioco spensierato ci si dirige verso la stazione, avvertendo tutti un senso di stanchezza ma anche di profondo appagamento per la bellissima giornata trascorsa in un ambito naturalistico lombardo di grande pregio.


   Giuseppina Serafino