sabato 20 agosto 2016

Vallonia à vélo (II parte)

Mentre alcuni di noi scambiavano “amichevolmente” la normale bici con una E-bike a pedalata assistita, per alleviare lo sforzo protratto, dopo circa 27 km, siamo giunti a Dinant, avvistando la Collegiata di Notre- Dame con il
caratteristico campanile a bulbo.
Un paesaggio da cartolina che si riflette sulla Mosa e che avremmo voluto godere dall’alto dell’imponente Cittadella, raggiungibile salendo 408 scalini o con una più comoda funicolare. Altra attrattiva, poco lontano, incastonato fra massicci rocciosi, è la sede del Museo della celebre Birra di Leffe. Ma l’ora era tarda e ci è stato concesso di attraversare il ponte Charles de Gaulle, costeggiato su entrambi i lati da sassofoni decorati,

alti più di 3 metri, dedicati ai Paesi dell’Unione europea. Questa esposizione “Art on Sax” scopriamo che è un tributo ad Adolphe Sax creatore dello strumento sopracitato, nato in questa incantevole località. Raggiungiamo l’ hotel Castel Pont-à-Lesse , situato nell’antico Chateau de Port à Lesse , immerso in un silenziosissimo parco di 25 ettari, al centro di una lussureggiante vallata che ci appaga con incantevoli riflessi fiabeschi. Al mattino partenza verso Chimay per una visita al Castello, che ci ha stupiti per la magnificenza degli arredi e per la presenza di un bel teatro con tanto di palco imperiale in cui ci è stato chiesto di accomodarci per essere edotti sulle genealogia del luogo e dei reali che l’abitavano.
Ci congediamo, salutando dinanzi all’ingresso, una simpatica ottuagenaria semideambulante, che scopriamo essere nientemeno che una delle due principesse ancora viventi (spero lo sia ancora, ma, visto lo sguardo della nobildonna dinanzi a decine di esseri bardati come

inquietanti marziani, non ci giurerei). Sbigottiti anche noi per l’insolito incontro, montiamo in sella al nostro moderno destriero, accontentandoci di familiarizzare con i tanti equini che avremmo visto beatamente pascolare nelle campagne circostanti, fino a giungere all’Espace Chimay per un delizioso lunch accompagnato dalla celebre birra qui prodotta. La piacevole conoscenza di questa bevanda ha fatto sì che molti di noi da questo momento divenissero fedeli seguaci di S.Arnoldo, il vescovo che in periodo di peste prescrisse la birra come dissetante al posto dell’acqua infettata.Tra una pedalata e l'altra
non mancava occasione per sorseggiare una delle tante buonissime birre belghe, con il pretesto di conoscere i differenti marchi, non importava se trappiste, ovvero prodotte presso abbazie, oppure no, la gustosa bibita, è divenuta una sorta di naturale combustibile che dava impulso alla nostre spinte sui pedali, sospingendoci lungo i canali e i lievi pendii.                      
Questi ultimi li abbiamo saggiati durante i giri effettuati ai Lacs de l’Eau d’Heure, per conoscere il nuovo centro di ciclismo “Bike Park de l’Eau d’Heure” che sarà varato nel mese di settembre. Bellissimo il percorso di circa 32 km che si snoda su viali alberati o lungo piste che costeggiano i laghi artificiali, facendoci intravvedere la pratica di una molteplicità di sport in un luogo di pace paradisiaca. Si tratta del più grande sito nautico del Belgio, che può essere iscritto nelle liste delle “Destinazioni europee di eccellenza “(EDEN), a cavallo tra le province di Namur e dell’Hainut, creato per rispondere alle necessità di riserve d’acqua potabile e per alimentare il canale Charleroi-Bruxelles, ora grande attrattiva turistica. Da provare un viaggio nel cuore della più grande diga di questo Stato e lo Skywalk, un sorprendente panorama dall'alto del belvedere a 107 metri di altezza... (continua)                                
Giuseppina Serafino