martedì 22 novembre 2016

Il Piave si candida a Patrimonio Unesco

E’ ufficialmente partita la candidatura della valle del Piave a Paesaggio Culturale Patrimonio dell’ Umanità -Unesco. Si tratta di un progetto alquanto ambizioso che richiederà nel prossimo triennio un lavoro impegnativo di ricerca e promozione per ottenere il prestigioso riconoscimento internazionale da parte dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura con sede a Parigi. L’iter della candidatura richiede la realizzazione di un ampio dossier e molteplici
iniziative di marketing territoriale tra le province di Venezia, Treviso e Belluno, e più in generale in tutto il Veneto. Il Comitato Promotore, presieduto da Giuliano Vantaggi, e il Comitato Scientifico, guidato dal prof. Giovanni Campeol, annovera illustri
esponenti del mondo della cultura, dell’arte, della comunicazione e dell’architettura, tra cui il prof. Philippe
 Casa del Tiziano
Daverio, il prof. Ulderico Bernardi, il dott. Mario Maffucci, storico dirigente Rai, e l’arch. Alberto
Cecchetto dello IUAV di Venezia; DanieleMarcassa, autore e conduttore radio-televisivo, e Nicola Piccoli, entrambi dell’agenzia Phil fresh di San Donà di Piave, che hanno lavorato per diversi anni al progetto “Perdipiave”. La candidatura vede il sostegno istituzionale della Regione Veneto ed è supportata dai tre Consorzi BIM di Venezia, Treviso e Belluno, da Union Camere del Veneto sul fronte imprenditoriale. Cristiano Corazzari, Assessore alla Cultura della Regione Veneto ha dichiarato: “ Già con la Delibera del 2015 la Regione Veneto ha voluto appoggiare questa importante candidatura che si pone un obiettivo strategico di promozione della cultura, in senso ampio, della nostra regione. La valle del Piave,

prima nel suo rapporto commerciale con la Repubblica di Venezia, rappresenta uno scrigno di inestimabile valore che ci si prefigge di far conoscere in Italia e nel mondo. Un progetto che mira anche a diffondere i valori e l’identità che da sempre caratterizzano le genti della nostra regione “. Il Piave un fiume che evoca tanti ricordi, che eccheggiano nelle pagine di grandi letterati da Carducci, d’Annunzio, Calvino, Buzzati, Zanzatto, Parise ed Hemingway, che arrivò a dichiarare “sono un ragazzo del Basso Piave” . Secondo il Comitato, il Piave rappresenta il cordone ombelicale tra Venezia
e leDolomiti, che ha consentito continui scambi commerciali e culturali che hanno contribuito alla grandezza
mondiale di Venezia. All’inizio è stato reso possibile il trasporto del legname dalle foreste montane alla laguna, favorendo la costruzione della flotta navale della Serenissima, grazie anche al primo sistema di certificazione del legno a livello mondiale. Successivamente la valle del Piave è diventata la più grande “bottega veneziana” con i maggiori artisti, quali Tiziano Vecellio e Antonio Canova, agli ordini del Doge, che “firmavano” ville, palazzi, castelli, opere architettoniche presenti in quello straordinario museo diffuso che è questo fiume.A due anni dal Centenario, va ricordato che il Piave è stato il fiume della Grande Guerra, con oltre due milioni di soldati coinvolti e oltre 300mila caduti.” Occorre fare candidature che evidenzino il paesaggio culturale di un territorio, fornendone uno spaccato della Storia dell’Umanità, che siano il più possibile seriali e che
abbiano un’eccezionalità ed unicità internazionale. Di guerra Unesco non parla tanto facilmente - ha affermato Giuliano Vantaggi- ma occorre parlarne guardando al futuro, come un monito, un errore da non ripetere per le generazioni future.”                                                                    

                                             
                                                            Giuseppina Serafino



.