sabato 10 dicembre 2016

Spazio all'eccellenza



Una kermesse proprio a due passi dai Navigli per riscoprire il sapore di una Milano attraverso il dolce che la rappresenta : “Repanettone”, all’insegna del motto “Spazio all’eccellenza “. L’evento, giunto alla nona edizione, è stato ideato da Stanislao Porzio, che si è avvalso dell’ organizzazione dell’Associazione Amici del Panettone, presieduta da Sabrina Dallagiovanna. Una mostra mercato che esponeva diverse varianti dell’emblema del Natale,
creazioni dolciarie che spesso hanno snaturato


l’essenza del tipico “Pan del Toni” fatto di impasto con uvetta, uova e canditi. Così, presso lo Spazio Mega Watt, folle di milanesi , nell’ultimo week end novembrino, hanno degustato panettoni provenienti da tutta Italia e addirittura dal Giappone, novità come quello  di Parma dedicato al musicista Giuseppe Verdi, con tanto di sua effigie
sull' incarto, a base di Lambrusco; panettoni
con pomodorini e origano, formaggio e pere ma, cosa sensazionale.... il panettone all’amatriciana, con guanciale e pecorino.Quest’ ultimo è stato addirittura insignito del
premio come miglior panettone salato, non si sa se ciò sia derivato dall’effettivo gradimento del prodotto o dall’ impatto emozionale del  recente catastrofico evento sismico. Come sempre un grande successo è
stato riscosso dal maestro pasticciere Sal de Risio che si prodigava, su richiesta,  anche in autografi sulle policrome confezioni delle sue assortite opere d’autore, a base di frutti bosco e limoncello. Anche quest’anno il  DeFens (Dipartimento di Scienze per gli Alimenti), la Nutrizione e l’ambiente dell’Università
degli studi di Milano ha effettuato dei controlli a campione per verificare l’assenza di mono-e
panettone all'amatriciana
digliceridi  nei lievitati presenti alla manifestazione. Il Premio “I Pangiuso” ha incoronato il miglior panettone e il miglior lievitato innovativo, mentre “I Custodi del Panettone”ha insignito le confezioni per panettone più ecosostenibili, funzionali e creative. Non si può che rimanere sbalorditi dalla duttilità delle
proposte commerciali ma, soprattutto, dalla esigenza di nuovi sapori da parte di molti consumatori che dimostrano, malgrado tutto, la necessità di rimanere fedeli ad un’idea di dolce tipico che rappresenti una città che si vorrebbe nostalgicamente ritrovare.
         
 Giuseppina Serafino