martedì 24 gennaio 2017

L’arcipelago da sogno di Capoverde

Un patrimonio ambientalistico di incredibile bellezza è quello che contraddistingue l’arcipelago di Capoverde, al largo delle coste del Senegal, nell’Oceano Indiano. Incantano il turista le dieci isole (Boavista, Sal, la disabitata Santa Luzia, Santo Antao, Sao Nicolau, Sao Vicente, Brava, Fogo, Maio e Santiago) di origine vulcanica. Si spazia dalle
(foto di Attila Bertalan)
lunghe spiagge incontaminate ai paesaggi lunari desertici, dalle vette
montuose (Pico do Fogo 2829 mt), alle verdissime vallate di Santo Antao. Isola maggiore dell’ arcipelago per dimensioni e popolazione, Santiago è anche il centro politico e amministrativo di Capo Verde che ospita la capitale Praia. BoaVista, si
estende per 31 chilometri dall’ estremità nord a quella sud, e 29 chilometri da ovest a est, connotandosi come terza isola dell’arcipelago in ordine di grandezza. Si trova a poco più di 400 chilometri dalla costa africana, con un territorio che ha subìto una progressiva desertificazione, dando vita a due aree
desertiche: il Deserto de Viana, con moventi dune di sabbia, e quello de Santo Tirso. Molto appaganti risultano le escursioni effettuate sulla incantevole spiaggia di Santa Monica con i suoi 22 chilometri di lunghezza, i paesi di Bofareira, Estancia de Baixo, Joao Galego, Fundo das Figueiras, Cabeca de Tarafes e Povoacao Velha. Ilha Plana, ossia isola piatta, fu battezzata
così quando venne scoperta nel 1460 e divenne poi IlHA do Sal per la scoperta dei depositi del sale. Dal piccolo paese di Pedra del Lume si
giunge al tunnel scavato nella roccia, nel periodo che risale al 1804, per entrare nella montagna e sbucare nel cratere di un vulcano estinto e collassato al livello del mare. In questo luogo si trovano le antiche saline di Pedra del Luma, scaturite grazie all’azione dell’acqua, che evaporando lentamente, deposita uno strato di sale di colori molteplici per effetto dei diversi materiali presenti. Molto suggestivi a Santa Maria, risultano il mercato dei prodotti
africani, in un dedalo intricato di stradine che si affacciano sul mare, e la spiaggia di sabbia bianca, con uno scalcinato pontile di legno utilizzato dai pescatori. Una vacanza  che si può rivelare rigenerante perchè fuori dagli schemi e dal turismo di massa che fa ritrovare scenari paradisiaci che invitano a sognare (evolutiontravel).
          
                                   Giuseppina Serafino