domenica 19 marzo 2017

A Bonassola…poesia d'incanto.

Per il quarto anno consecutivo un gruppo di blogger e giornaliste è stato invitato al Villaggio La Francesca per promuovere il turismo secondo un’ottica femminile.  Proprio qui venne ospitata, Rita Mattei, l’inventrice della mimosa, simbolo della Festa della Donna.
Ciò che ha  immediatamente colpito  di questo luogo, incastonato  nella Liguria occidentale, è stata la straordinaria pace che lo contraddistingue. La Francesca deve il suo nome alla mulattiera che nel medioevo consentiva di dirigersi lungo la costa da Portovenere alla Francia. Un angolo di paradiso tagliato via dalle grandi vie di comunicazione, la ferrovia  risale  infatti al 1880 e la strada asfaltata vi arriva soltanto nei primi anni ’60. Un’oasi  di vegetazione lussureggiante che si staglia a picco sul mare, in un’area protetta di  16 ettari, all’interno del parco naturale regionale  del Bracco-Mesco. Unico rumore percepibile,
 lo sciabordio delle onde, quasi
fosse un monito sinistro che rammenta la  magica supremazia della dimensione onirica rispetto alla  piatta contingenza del quotidiano. Lo sguardo avido spazia alla ricerca di contrasti cromatici fra l’azzurro cristallino delle acque limpide che si infrangono sulle rocce e le varie tonalità di colori pastello che contraddistinguono le  55 abitazioni disseminate fra pini marittimi e pini d’aleppo. Il villaggio, si erge in una conca che si schiude verso il mare  con tre piccoli golfi, tra Bonassola  e Levanto;  sorse più di 30 anni fa  da un’idea alquanto innovativa di Gloria  Bortolotti De Poli che aveva pregustato il valore di un turismo a stretto
contatto con l’ambiente naturalistico. Magnifici gli scorci panoramici che è stato possibile catturare passeggiando nei territori circostanti fra borghi marinari e antichi agglomerati  arroccati sui  pendii impervi  delle affascinanti Cinque Terre. Di questa esperienza rimarrà il ricordo di quel bellissimo tramonto all’arrivo, che infuocava la superficie marina, fra ombre inquietanti ma seducenti, che facevano perdere la cognizione del tempo e del vissuto, recuperando rinnovate energie che restituiscono significato all’inconsapevole fluire dell’esistenza. Resteranno saldi nel cuore ricordi di suggestioni incantevoli, come
quelle racchiuse in alcuni  dolcissimi versi della sopracitata fondatrice del
        Resort La Francesca:
Volevo…la luna nel suo viaggio
Le stelle confuse alle lampare
o accese tra i rami della notte
Volevo il profumo del timo e l’amaro dell’assenzio e la libertà di camminar
per mano alla solitudine Volevo cancellare i confini della vita, in un orizzonte che si rinnova come il mare rinnova sugli scogli le sue dolorose carezze.”                                            
                              Giuseppina Serafino