martedì 20 giugno 2017

Fang Zhaolin. Signora del Celeste Impero

Al Museo della Permanente di Milano è stata inaugurata la
più grande retrospettiva italiana dedicata all’artista cinese Fang Zhaolin, Signora del Celeste Impero. La mostra, ospitata fino al 10 settembre, è patrocinata dalla Regione Lombardia e dal Comune di Milano, in collaborazione con il Museo Xuyuan di Pechino;curatore è Daniel Sluse (direttore della Académie Royale des Beaux Arts di Liegi) con Jean Toschi Marazzini Visconti. Si tratta di 66 opere- alcune di grandi dimensioni e tutte realizzate su carta di riso con pennello intinto in inchiostro nero o in pigmenti colorati. Fang Zhaolin, considerata un delle figure più
rilevanti della pittura cinese del XX secolo, è nata a Wuxi nella provincia dello Jiangsu, nel 1914, scompare a Hong Kong nel 2006, all’età di 93 anni. Figlia dell’industriale Fang Shouyi,
assassinato, quando lei aveva 11 anni, continua
 a studiare e a dipingere pur avendo dovuto gestire la società del marito, morto quando la pittrice aveva trentasei anni ed era
madre di otto figli. Fang Zhaolin integra nella sua opera elementi visivi e tecniche artistiche del modernismo occidentale (Pollock, Kline,
Kandinsky,Cezanne…) alla pittura paesaggistica cinese, introducendo sensibili novità nell’uso del pennello, della composizione e
del colore. Discepola dei maggiori maestri cinesi, l’artista ha avuto la possibilità di viaggiare per diversi anni in Asia, Europa e Stati Uniti e si dimostrerà una “Viaggiatrice instancabile, alla perpetua ricerca delle proprie radici, essa incontrerà l’arte moderna, che la porterà a una maggiore comprensione delle proprie radici” ha ricordato Daniel Sluse nel suo testo in catalogo.
 La personalissima capacità di integrare la calligrafia cinese tradizionale nella pittura rappresenta l’elemento cruciale della cinesità dei dipinti di Fang Zhaoling. Quest’ultima approfondisce la conoscenza della storia occidentale, del
classicismo, del pre e post impressionismo, del fauvismo, del cubismo e dell’espressionismo astratto. Tutta la sua opera, popolata da una vita intensa, verte sulla Cina, dai paesaggi grandiosi, spesso montagnosi. Il sopracitato curatore della bella mostra ha aggiunto. “Fang Zhaolin s’inoltrava nel paesaggio, passeggiava fra le montagne che voleva rappresentare, sentiva profondamente i luoghi prima di stenderli sulla carta, ne esplorava i misteri, che erano una delle sorgenti della sua ispirazione, rafforzando così il suo
carattere combattivo e l’impatto della sua
esperienza”.  L’arte di Fang Zhaoling ci mette in comunicazione con la natura, ci riconcilia con essa e ci guida in una nostra appagante ricerca interiore.

                         Giuseppina Serafino