domenica 9 luglio 2017

Sapori del Salento (III Parte)

Fra gli aspetti curiosi che hanno suggellato il nostro denso tour è stata la visita a L’Antica Masseria del Fano, ora lussuoso resort,costituita da una torre di difesa datata 1577 e fatta edificare da Ferrante Gonzaga, conte della vicina città di Alessano. Ancora più particolare è stata a Spigolizzi, nei pressi di Salve, la visita alla masseria abitata per trent’anni dallo scultore belga Norman Mommens e dalla compagna
Patience Grey, scrittrice e giornalista inglese. In questa struttura che ha mantenuto il sapore decadente, con opere dì arte disseminate nel terreno circostante, abita ora il figlio di Patience, Nicolas Gray, che ci ha piacevolmente intrattenuti con suoi curiosi ricordi, attorniati da 16 assonnati gattoni e cimeli di ogni sorta. I suoi genitori si fermarono qui
perché non c’erano strade. Era la fine del mondo. Vivendo per tanti anni senza elettricità, sono stati antesignani della decrescita felice,
praticandola costantemente. Come non rammentare la fugace ma appagante sosta a Pescoluse, dieci chilometri di sabbia fine e dorata il cui tratto finale viene soprannominato Maldive del Salento, per
uno stabilimento balneare così chiamato. Una Torre emerge dal mare in mezzo ad acqua limpida e cristallina, dinanzi ad un litorale basso e sabbioso con dune retrostanti. Poco lontano vi sono grotte carsiche e testimonianza archeologiche di pregio come un dolmen e una tomba del 2500 a.c Ricorderemo anche con piacere di aver potuto accedere ad un laboratorio giovanile in cui la poliedrica Melissa, una delle nostre preziose guide, ci ha mostrato la sua collezione di telai (la tessitura era attivissima ad Acquarica del Capo), che ambisce a far divenire una
sorta di fulcro per la diffusione di abilità artigianali di storica memoria. Uno sguardo lungimirante teso al recupero di
antichi valori insiti nella civiltà di appartenenza, guardando nel contempo a delle opportunità di sviluppo economico nel campo manifatturiero. A Marina Serra in un ‘ex casa cantoniera, abbiamo, accostato la realtà dell’Associazione “Coppula tisa”,  denominata Celacanto, che si connota come una fucina creativa di iniziative multidisciplinari, con l’obiettivo di tenere alta la memoria rispetto ad esempi positivi di cittadinanza attiva. Non sono mancati approcci con la robusta enogastronomia salentina accostata a Tiggiano -
presso il ristorante “La voce del mare”, “Il Borghetto” a Salve e soprattutto , rammenteremo“La rue de li travaj” di Patù, un contesto molto accattivante in stile antica osteria, dove abbiamo avuto modo di essere intrattenuti dal simpaticissimo gestore che si è profuso di aneddoti di storia personale, raccontati in maniera estremamente colorita tanto da suscitare l’ilarità di tutti i commensali. Protagonista delle tavole è l’olio extravergine di oliva ovviamente, da assaporare con il pane, spesso preparato con il pregiato grano “Cappelli” che vanta una storia di selezione non manipolata, sorta nel 915 e oggi modello di tipicità e qualità. Da esso si ricavano le frise e la pasta fatta in casa (sagne ‘ncannulate, orecchiette e “minchiareddi). Fra i dolci primeggia la pasta di mandorle, i “purceddhuzzi” che sono del
periodo natalizio, con la loro variante delle “carteddhate”, i “mustazzoli” con la cannella, rappresentano una ventata d’oriente in ambito locale.Abbiamo molto apprezzato il liquore al"finocchietto" che pur delicato, pareva ottenebrasse la cognizione del reale, tanto che qualcuno ha voluto ironicamente parlare di "Diseducational" tour. Specialità che ci sono sembrate veramente strepitose , come il sapore di questa Terra che, sia pur se assopita in un sonno atavico, ambisce a far emergere tutta la sua straordinaria bellezza, schiudendosi come uno scrigno incagliato nei fondali degli splendidi due mari che la accarezzano e procurando una sorta di silenziosa melodia ammaliatrice.                                    
                        Giuseppina Serafino