lunedì 28 agosto 2017

In bici nella Terra della Taranta

Il Salento, la regione più orientale d’Italia, è situata al centro del Mediterraneo in un luogo che è stato naturale crocevia di civiltà dai Messapi a i Greci, dai Romani ai Greci. Un territorio pianeggiante che se attraversato in bicicletta consente di assaporare un museo a cielo aperto: siti preistorici e dolmen , cripte bizantine in anfratti sotterranei, cattedrali barocche che si schiudono come preziosi tesori desiderosi di essere riscoperti dopo un sonno atavico che ne ha preservato l’incantevole bellezza.
La costa tra Otranto e S.Maria di Leuca, si connota come un lungo balcone sul mare, con specie botaniche alquanto rare. Una prima tappa, di circa 56 Km, parte da Lecce e consente di visitare la città fortificata e il castello di Acaya del XVI sec. per poi immergersi nell’Oasi protetta del WWF “Le Cesine”: Costeggiando il mare si incontrano i resti di Roca Vecchia, un’antica città dell’età del Bronzo e poi i Laghi Alimini. Otranto accoglie con le sue affascinanti stradine che celano sorprese ad ogni
angolo: la chiesa bizantina di S.Pietro con i suoi affreschi, la cattedrale con il suo bellissimo mosaico pavimentale. Uno dei tratti costieri più autentici del Salento è quello che conduce a punta Palascìa, nei pressi di un laghetto emerso in una cava di bauxite, ormai dismessa. Pedalando di gran lena si raggiunge la grotta Zinzulusa, che si estende nelle
viscere della terra per circa 200 metri. Suggestivi i
terrazzamenti e le muraglie a secco che testimoniano l’ingegnosità contadina in una zona piuttosto selvaggia ma ciò che affascina è il ponte
del “Ciolo”, un piccolo canyon ricco di piante rare, scavato dal corso delle acque.Seguendo le orme degli antichi pellegrini, si può raggiungere il Santuario a S.Maria di Leuca con una vista impagabile sulla marina sottostante, ritemprandosi dopo un percorso di 52 km. Un’altra “mitica” escursione è quella che porta alla scoperta dell’ estremità meridionale della Puglia, ovvero il Capo di Leuca, verso la torre di difesa di Salignano e l’antico frantoio di Castrignano, scavato nella roccia. Affascinante il monumento funerario centopietre di Patù e il Santuario di “Leuca Piccola”, stazione di pellegrinaggio con una interessante zona sotterranea.
Costeggiando distese di ulivi con le caratteristiche paiare si può
arrivare ad Ugento, dove merita una sosta il Museo Archeologico.Un' ulteriore meta è la costa ionica con l’isola di S.Andrea e il parco naturale di Punta Pizzo per raggiungere dopo quasi 61 km la splendida Gallipoli, borgo di pescatori. Un modo fantastico di perdersi fra echi di storia ritrovando il piacere unico  del contatto con ambienti che hanno conservato il sapore autentico nei meandri della dimenticanza.

                                                    Giuseppina Serafino