domenica 3 settembre 2017

Pavia e il fascino dei Longobardi

Una mostra sui Longobardi a Pavia è un modo di onorare ilo ruolo che la città ha avuto come capitale del regno e di fare memoria di un passato glorioso per l’Intera Regione. Alla eccezionale ricchezza dell’immagine di Pavia, capitale del regno longobardo, corrisponde purtroppo una carenza di testimonianze monumentali che hanno precluso l’inserimento 
di essa nella rete Unesco dei siti Longobardi. Fattore che ha fatto attribuire a questa città l’appellativo di “straordinaria Atlantide sommersa” (Romanini). Le cause dello svanire delle testimonianze della popolazione in oggetto sono da attribuire alle devastazioni belliche e agli incendi, alla necessità di recuperare materiali pregiati per le 
costruzioni nella fioritura romanica dopo il Mille. A ciò si aggiunga la crescente insofferenza estetica per espressioni d’arte “barbariche” fino al Romanticismo. In un itinerario di tre tappe, partendo dall’esposizione presso il Castello Visconteo di Pavia, iniziata il 1 settembre, le oltre trecento opere in mostra condurranno le testimonianze di un lontano passato del nostro paese, dal 15 dicembre, al 
Museo Archeologico di Napoli e, nel mese di aprile 2018, all’ Ermitage di San Pietroburgo. L’intento è quello di svolgere una funzione divulgativa per il pubblico italiano e di stimolo per scambi culturali di ampio 
respiro con una cerchia di utenti internazionali. L’importanza acquisita dai diversi castelli e dalle città dei ducati longobardi, sono attestate in mostra da oggetti di uso comune come: anfore, lucerne, pesi, monete, fino ad elementi 
architettonici che con una rassegna 
di arredi liturgici, mostrano il diffondersi del cattolicesimo in alternanza alla fede ariana. Con l’appoggio scientifico e la collaborazione del Mibac , l’esposizione rientra nel progetto Cult City della Regione Lombardia e gode del sostegno di UBI Banca.Oltre 300 le opere esposte, 80 i musei e gli enti prestatori, oltre 50 gli studiosi coinvolti nelle ricerche e nel catalogo edito da Skira, 32 i 
siti e i centri longobardi rappresentati in mostra, 58 i corredi funerari esposti integralmente, 17 i video originali e le installazioni multimediali (touchscreen, ologrammi, ricostruzioni 3D), 3 le cripte longobarde pavesi, aperte per la prima volta al pubblico in un apposito itinerario. La mostra 
organizzata da Villaggio 
Globale International, ha la direzione scientifica di Susanna Zatti, Paolo Giulierini e Yuri Piotrovsky. Frutto di una “coproduzione” tra Pavia, capitale del regno longobardo e Napoli, città bizantina ma punto di riferimento economico e culturale del Ducato di Benevento, 
Un popolo che cambia la storia” ricostruisce le grandi sfide economiche affrontate dai Longobardi la cui eredità è parte integrante della cultura della Lombardia che ne conserva traccia nel nome, nella toponomastica e in molti termini di uso comune. Un fascino tutto da scoprire.

                                           Giuseppina Serafino