lunedì 30 ottobre 2017

Halloween e l’Irlanda spettrale.

Tutto ebbe inizio nell’ Irlanda celtica come festa di fine estate, il cui nome era Samhain, considerato il Capodanno celtico. L’inizio della stagione più buia, era associato alla morte e all’oltretomba. I Celti accendevano falò per esorcizzare il buio e guidare gli spiriti benevoli, mentre indossavano maschere e costumi per spaventare i demoni. In quella notte inquietante, a chi bussava alla tua porta si offriva cibo per propiziarsi le anime dei defunti. Da qui la tradizione di “dolcetto o scherzetto”. Con l’avvento del
Cristianesimo sull’isola, Samhain fu ribattezzato All Hallows Eve, cioè vigilia di Ognissanti, giunto fino a noi nella forma contratta di Halloween. Così gli Irlandesi, quando furono costretti ad emigrare
oltreoceano nell’800, portarono
con sé, la loro storia e cultura, e il loro corpus di miti e leggende, Halloween compreso. Leggende ed oscuri misteri aleggiano intorno ai Castelli d’Irlanda come il duecentesco Malahide Castle che conta

addirittura cinque fantasmi, incluso Puck, una sorta di nano dall’aspetto
maligno che pare sia stato fotografato almeno una volta, mentre sbirciava fra l’edera che ricopre la facciata del castello Leap castle. Nella contea di Offaly, è ritenuto uno dei luoghi più infestati d’Europa, motivo per il quale è stato oggetto di ricerche paranormali e
programmi TV. Nel ‘600 ci fu una lotta mortale per il potere ed un sacerdote venne trucidato dal fratello per aver celebrato una Messa nella Bloody Chapel. Nel 1900 alcuni operai scoprirono un sotterraneo accanto alla cappella, il cui pavimento era stato cosparso di chiodi appuntiti; una quantità di ossa umane vennero rimosse da quel macabro
inferno. A Ballygally Castle, ora un delizioso albergo sul mare, lungo la famosa Causeway Coastal Route nella Contea Antrim, i medium che vi hanno soggiornato, hanno affermato che ci sono tanti fantasmi quanti ospiti in carne ed ossa. Uno di questi spiriti è quello di Lady Isobel Shaw che, avendo dato alla luce una bambina, venne rinchiusa dal marito in una torre per punirla di non avergli procurato un erede maschio. Lo spettro di Isobel vaga di notte,

bussando alle porte delle stanze, invocando sua figlia, dopo che ella si fu gettata sulle rocce sottostanti per non morire d’inedia. Sempre sulla Causeway Coastal Route, il castello di  Carrickfergus è infestato dal decapitato Buttoncap, che si aggira nei corridoi con la testa sotto il braccio. Poco distante, vaga lo spettro della sua innamorata a Dobbin’s Inn. Presso Leameneh Castle, nella Contea Clare, è possibile sentire echeggiare fra le mura gli sghignazzi e le grida di scherno della pluriuxoricida Red Mary. Gli abitanti di Ballyheuge Castle, nella Conta del Kerry, possono intrattenere i visitatori con avvincenti storie di fantasmi, tesori perduti e apparizioni di creature marine. Una Irlanda "terribilmente" affascinante.

                                                                                          Giuseppina Serafino



venerdì 27 ottobre 2017

Alsazia unica ed irresistibile

L’Alsazia presenta una molteplicità di aspetti che la rendono una meta irresistibile: maestosa con i suoi castelli arroccati, selvaggia con le sue foreste infinite, gourmande e ricca di sapori, con una “famiglia” di stellati che è la più grande di Francia, una Strada dei vini, scandita dai suoi 50 Gran Cru.Un edificio millenario rende unico l’Alsazia, ossia la cattedrale di Notre Dame di Strasburgo,
gioiello della grande Ile, inserito nel Patrimonio mondiale dell’Unesco nel 1988.
 L’aggiunta di una nuova vetrata nel 2015 , ha contrassegnato la sua storia poiché si tratta di un’opera d’arte contemporanea, spettacolare, collocata nella Cappella Sainte-Catherine, che rappresenta il viso di Cristo, con oltre 200 ritratti fotografici di gente di Strasburgo. Dall’alto dei suoi 142 metri , la cattedrale vigila benevolmente sul quartiere di “La Neustadt”.
Uno straordinario scenario urbano contemporaneo inserito da luglio 2017 nella lista Patrimonio mondiale dell’Unesco, in aggiunta al marchio Unesco della Grande-Ile. Edificato dopo l’annessione dell’Alsazia-Mosella da parte della Germania nel 1870, tale quartiere ricco di siti grandiosi (Palazzo del Reno, Palazzo dell’Università, Place de la République, Osservatorio, Museo Zoologico) riporta scritta su i suoi muri la storia di Strasburgo e del suo impegno europeo. 
Per assaporare il fascino dell’Alsazia autentica, occorre percorrere la Strada dei Vini, perdersi fra le stradine dei graziosi villaggi, scoprire nidi di cicogna, recarsi dai produttori di vino e ascoltarli raccontare la poesia del proprio terroir: riesling, gewurztraminer, silvane, pinot noir. Durante la Prima guerra Mondiale, circa 30.000 soldati morirono ad Hartmannswillerkopf o Viel-Armand, nel massiccio dei Vosgi. Per celebrare la memoria collettiva ed individuale, un Historial, ovvero un centro storico franco-tedesco della grande Guerra ha aperto le porte il 3 agosto 2017. Progettato dallo studio di architettura INCA, insieme allo studio Le Conte-Noirot, l’edificio si inserisce in modo perfetto nella foresta che lo circonda, rispettando la serenità dell’ambiente naturale. Simbolo di pace e fratellanza, l’Historial franco-tedesco della grande Guerra è un percorso di memoria per le giovani generazioni.     
 L’Alsazia risulta grandiosa anche per l’evento del Natale, infatti ogni città e villaggio ha il suo mercatino e i suoi eventi caratteristici. Oltre a quello di Strasburgo, famoso in tutto il mondo, si contraddistinguono quelli di Colmar e di
Mulhouse con un artigianato veramente autentico, dal 24 al 30 dicembre 2017 (noel.tourisme-alsace.com). Un cenno merita la
cucina alsaziana, regolarmente celebrata dalla guida Michelin poichè non meno di 30 chef vantano un
riconoscimento in Alsazia. In questa costellazione di virtuosi si distingue lo chef Marc Haeberlin (Auberge de l’III a IIIhaeusern). Quattro generazioni separano il piccolo auberge “ A l’Arbre Vert” nel villaggetto d’Illhauesern, sulle rive dell’Ill, aperto dalla bisnonna di Marc Haeberlin, dall’attuale
ristorante tre stelle.
Per l’occasione, il ristorante si è rifatto il look con la “Pièce Alsacienne”, un’opera di eccellenza: una superficie intarsiata di 21 mq, realizzata da Fabar, Ebanisteria di Barr e dal miglior artigiano di Francia.Per concludere, il Parc Hotel Obernai, struttura iconica della Strada dei Vini d’Alsazia, ha in serbo grandi ambizioni per il 2018-2019: una nuova Spa pensato come un viaggio iniziatico confidenziale, dotato anche di 5 suites Spa, con sale di balneazione e grandi vetrate con vista sul massiccio dei Vosgi. Un’Alsazia veramente da spettacolo!
                                                                              Giuseppina Serafino

mercoledì 25 ottobre 2017

L’Italia raccontata ballando

Una storia dell’Italia piacevolmente raccontata ballando su un palcoscenico senza proferire alcuna parola al Teatro Menotti di Milano. Un ritmo travolgente che si è snodato dipanando una storia di circa 60 anni, con canzoni e musiche che rievocano periodi caratterizzati da mode, eventi bellici, fattori di costume. Bravissimi gli attori a destreggiarsi nelle mimiche facciali e nella gestualità durante le
molteplici acrobazie che lo spettacolo “Le Bal. L’Italia balla dal 1940 al 2001” prevedeva. La pista di una balera in cui si intrecciano frammenti di vita individuali specchio di una realtà più ampia in cui è la Storia del nostro paese a farla da padrona e la musica ne scandisce l’evolversi. Un viaggio che parte dagli anni trenta, passando per la seconda guerra mondiale: la liberazione, il boom economico, le
lotte di classe, la corruzione, la gioia della vittoria dei mondiali che unisce tutti indistintamente, il degrado, la paura dell’undici settembre e la riconquista dei valori, dell’amore che dona speranza narrando i cambiamenti dellavita quotidiana, la
migrazione verso il nord. Molto efficace la forza
comunicativa delle azioni, i frequenti cambi di costume che raccontano il susseguirsi dei decenni, i cambiamenti dei colori e lo scoprirsi del corpo. Si va dal tip tap al chachacha, dal tango al rock and roll, ma anche al ballo da discoteca, il twist, il lento, con le coreografie di Ilaria
proposti dalla sapiente coreografia di Ilaria Amaldi. Tante le canzoni che si alternano ai balli delle epoche citate, dal Trio Lescano a Fred Bongusto, da Modugno a Mina, Renato Zero, Enrico Ruggeri, Battiato Celentano e la Vanoni. Questo originale spettacolo di Giancarlo Fares, Le Bal, una creazione del Thèatre du Campagnol, nasce dalla mente di Jean-Claud Penchenat, presente come attore anche nella trasposizione cinematografica Ballando Ballando diretta da Ettore Scola. Al termine anche il pubblico è stato contagiato dall’ euforia travolgente del cast che si è mescolato nella platea a ritmo di uno scatenato twist a cui la maggior parte dei
convenuti ha entusiasticamente preso parte, trasformando il teatro in una sorta di ideale sala da ballo. Ci si stupisce del ridotto periodo di repliche previste, una decina di giorni circa, forse dovuto all’ eccessivo dispendio di energie richiesto agli attori, continuamente in movimento a ritmo di musica, per l’arco delle gradevolissime due ore. L’auspicio è che tale formidabile idea di rappresentazione scenica, straordinariamente evocativa e coinvolgente, trovi un seguito, consentendo a questa abile compagnia di giovani di trovare contesti sempre più adeguati al livello di grande professionalità dimostrato.

Video:                             https://www.facebook.com/lebal.fares/videos/355279398265172/ 

                                        https://youtu.be/DCQhNeogUAM


                          Giuseppina Serafino

lunedì 23 ottobre 2017

Host Milano dà spettacolo

Tanti gli spunti e gli eventi organizzati durante i cinque giorni di Host Milano sulle nuove tecniche di lavorazione di comunicazione, la formazione e l’apprendistato dei giovani, le sfide fra grandi professionisti a livello internazionale. La ristorazione, gli arredi, il design sono sempre più considerati delle forme d’arte in cui è protagonista assoluta la creatività.Una vera e propria installazione d’artista è stata EXIHS-Excellent Italian Hospitality Services, ideato da davide Rampello e sviluppato dallo studio Dante O.Benini Partners & Architects . In questo spazio acqua, aria, colori e materie prime della terra dialogano in un caleidoscopio di elementi basato sulla capacità di evocare emozioni e riflessioni. Un vero e proprio concept, completato da un’area dedicata al living e alla sosta, dove il concetto di ospitalità intesa come spazio lascia il posto alla funzione, legata alla convivialità.
Quest’anno per la prima volta EXIHS diventa itinerante poiché sarà ospitato nella biennale d’arte di Pechino del 2018. HostMilano è stata il palcoscenico di un vero e proprio casting in cui i neocuochi si sono messi al lavoro davanti ad una platea di professionisti (chef e ristoratori, responsabili di grandi catene alberghiere e gruppi d’acquisto) che hanno potuto sceglierei che li ha convinti di più per formarli nella loro azienda. 
Lo spazio Food-Technology Lounge è stata un’oasi della più avanzata tecnologia Made in Italy dove ottenere informazioni dalle aziende

produttrici per il food, dai costruttori di affettatrici, tritacarne a quelli di impianti frigoriferi, macchine per caffè espresso ed attrezzature per bar; macchine per industria alimentare ed articoli Pizza e Pasta Italiana, ha coinvolto più di 60 pizzaioli provenienti da tutta Europa. Altoga-Associazione LombardaTorrefattori e Importatori di Caffè e grossisti Alimentari ha ospitato la V° edizione del Gran premio della Caffetteria Italiana con 16 baristi che si sono contesi il titolo di miglior maestro della caffetteria italiana. Un vero viaggio nel tempo è stato Cafe Chronology a cura di SCA-Speciality Coffee association e WCE-World Coffee Events, un’immersione nei materiali e nella cultura legati al piacere del caffè, con macchine storiche, ingredienti, stoviglie ed arredi di ogni epoca.
 Da evidenziare poi le finali dei campionati Cake designers Worl Championship e The World Trophy of pastry, Ice Cream and Chocolate, organizzati da FIPGC-Federazione Internazionale Pasticceria gelateria Cioccolateria che hanno visto partecipare i più grandi pasticceri del Globo. Altro grande evento il Premio Internazionale di Architettura e casalinghi.I cuochi dell’associazione Chic-Charming Italian Chef sono stati per la prima volta ad HostMilano con il brand ChicRespect; l’approccio green nella ristorazione di qualità è stato analizzato in tutte le fasi della filiera: produzione, preparazione, vendita e consumo, con un occhio alla riduzione degli sprechi e al consumo etico. Il campionato europeo della Pizza, organizzato dalla rivista


design “Bar/Ristoranti/Hotel d’Autore” promosso da IN/Arch, Gambero Rosso, Dipartimento Architettura-Università degli Studi di Roma Tre, Artribune, Archilovers e HostMilano, con il patrocinio di ADI– Associazione per il disegno Industriale e inpartnershipcon FederlegnoArredo.Un riconoscimento che premia il design e l’architettura più interessanti di spazi destinati alla ristorazione, al retail di prodotti enogastronomici, all’accoglienza e all’ospitalità. E ora appuntamento al 2019.
                                                                               
                   Giuseppina Serafino

venerdì 20 ottobre 2017

"Il mondo fuggevole di Toulose Lautrec"

Il Palazzo Reale di Milano celebra fino al 18 febbraio una grande monografica che racconta l’intero percorso artistico di Henri de Toulose- Lautrec (1864-1901). In mostra sono esposte 250 opere di Toulose-Lautrec, con 35 dipinti oltre a litografie, acqueforti e affiches, provenienti dal Musée
Toulose-Lautrec di Albi e da importanti musei e collezioni internazionali come la tate Modern di Londra, la National Gallery of Art di Washington, il Museum of Fine 
Arts di Houston, il MASP (Museu de Arte 
di San Paolo), e la BNF di Parigi,
oltre a diverse storiche collezioni private. Sarà possibile ammirare anche la serie completa di tutti i 22 manifesti realizzati da Toulose-Lautrec, accompagnati da studi e bozzetti preparatori dell’artista “Maledetto”.Si tratta di ritratti dei personaggi e del mondo dei locali notturni di Montmartre, dal Moulin de la Galette al Divan Japonais, dalla celebre Goulue a Jane Avril. Considerata la conoscenza da parte di Toulose-Lautrec dell’arte e della cultura giapponese, il percorso espositivo presenta anche rare
stampe di maestri giapponesi, fra le quali la serie completa della Maison verte di Utamaro che raffigura l’ambiente dei postriboli e di coloro che lo
frequentavano. La mostra prende avvio con la sezione che analizza il rapporto intercorso fra l’artista francese e la fotografia, una delle straordinarie novità che come la bicicletta, del manifesto
pubblicitario, del telefono, trasformeranno la quotidianità della vita parigina nel 1880. Il quartiere di Montmartre: sobborgo parigino, ricco di cabaret, trattorie, caffè concerto, sale da ballo con una variegata moltitudine di poeti, scrittori
ed artisti ha rappresentato una
tappa importante della vicenda artistica di Toulose-

Lautrec. Luogo in cui
serpeggiava una carica trasgressiva per l’ osmosi fra il bel mondo
 e gli appartenenti al demi-monde, oltre alla gente del popolo. Un altro dei temi cari all’artista è quello con le “ragazze” delle case chiuse, fonte d’ispirazione che al pari di cantanti, attrici e ballerine dei café-concert, si configura come uno dei suoi capolavori e di tutta l’arte di fine

ottocento.Un’ ultima sezione è quella delle affiche che rivelano una costante attenzione alla vita moderna in tutti i suoi aspetti, dal romanzo best-seller alla moda del ciclismo, diventato fenomeno di élite, alla raffigurazione di un
Portrait de Lautrec
automobilista alla guida di una delle prime vetture. La mostra, a cura di Danièle Devynck (direttice del Museo Toulose-Lautrc di Albi) e Claudia Beltramo Ceppi Zevi, è promossa e prodotta da Comune di Milano-Cultura, da Palazzo Reale, da Giunti Arte Mostre Musei e da Electa, in collaborazione con il
Musée Toulose-Lautrec di Albi e l’Institut National d’histoire de l’art (INHA) di Parigi, con il patrocinio dell’Ambasciata di Francia

    
                       Giuseppina Serafino
                          
  

lunedì 16 ottobre 2017

Sulle tracce delle streghe in Val Antigorio

Un trekking in una calda giornata ottobrina in Val d’Ossola per ritrovare le tracce di streghe fra storia e leggende popolari. Baceno, tappa di partenza, e Croveo furono palcoscenico di una drammatica lotta alla stregoneria che vide fra il XVI e XVII condannò al rogo numerose donne. Il termine strega deriva dal latino “strix” che oggi è il nome scientifico di alcune famiglie di
rapaci notturni, diventato “striga” dal latino popolare, assumendo il significato di esperto di magie e filtri.Si trattava spesso di soggetti che in qualche modo uscivano dagli schemi per il loro modo di essere, rappresentando una

sorta di minaccia da eliminare. Quaranta donne e due uomini vennero torturati e processati dall’Inquisizione domenicana e dal Tribunale diocesano di Novara. Viene da chiedersi perché ciò avvenne proprio in Valle Antigorio. La valle era vicina alla Svizzera calvinista e protestante, dove mercanti, cavallanti e spalloni frequentavano quelle regioni valicando gli alti passi alpini. La Bocchetta d’Arbola fu un luogo di transito di idee innovatrici, fra vino e formaggi passarono nuove
visioni della vita e della religione; in anni
di cattivi raccolti ed epidemie dilaganti, 
di lotte di fazione e violenze diffuse, l’Inquisizione causò una ulteriore incertezza in anni già tragici. Lo storico Gianbattista Beccaria vede nel fenomeno delle streghe di Croveo la sopravvivenza di antichi riti pagani in sacche culturali confinate sulle Alpi Lepontine, per cui il demonio potrebbe
essere la trasformazione dell’antichissimo culto del dio celtico Cernunnos, raffigurato con corna e gambe incrociate. Nessun elemento inquietante ha caratterizzato la nostra camminata su mulattiere ed anfratti rocciosi su cui si
avvertiva un senso di vertigine,
così come sul ponte di ferro che permette di attraversare il torrente Devero. Molto suggestive le numerose baite di pietra disseminate lungo il percorso nei pressi dell’oratorio di Uresso e i ruderi del vecchio abitato di Cuggine sommerso dai rovi. Al Ponte della Baulina ci siamo soffermati ad ammirare il grande ponte ad arco realizzato in pietra e le impressionanti marmitte dei giganti. Incantati dalle meraviglie di questa natura selvaggia,
giungiamo a Croveo, porta d’accesso al Parco Naturale Veglia-Devero, per visitare la parrocchiale, edificata nel 1621, dedicata alla Natività di Maria Vergine. Sul sagrato della medesima è posto il monumento a Don Amedeo Ruscetta, prete viperaio, che teneva lezioni
di cattura dei rettili che venivano poi inviati ad istituti sieroterapici per l’estrazione del veleno.Scendiamo poi sul“Sentiero storico-Via dell’ Arbola”, delimitato da muretti in sassi e con resti di antichi mulini per arrivare al ponte ad arco ed alla caldaie di
Croveo, davvero spettacolari per il vertiginoso baratro in cui precipita una cascata, sovrastata da due massi
giganteschi disposti a capanna. Assaporando il profumo della vegetazione lussureggiante facciamo ritorno a Baceno con la sua monumentale Chiesa, dedicata a S.Gaudenzio, una delle più belle delle

Alpi occidentali, sulla cui facciata campeggia il
grande affresco del 1542 raffigurante San Cristoforo che porta il Cristo Bambino. Affascinante l’interno dell’edificio superbamente affrescato che restituisce il valore appagante di un luogo denso di mistero e di significati autentici come quello della Valle Antigorio, in cui si fondono Storia ed echi di credenze popolari radicate nell’essenza del territorio.
                                        Giuseppina Serafino