sabato 18 novembre 2017

Bookcity e la felicità di Milano


Dopo una festa diffusa in tante librerie, è iniziata ufficialmente la sesta edizione di Bookcity, a Milano con una solenne inaugurazione al Teatro dal Verme, alla presenza del Ministro della Cultura Franceschini.
Nel corso della serata l’etnologo e antropologo Marc Augè, autore de "Sulla felicità.Nonostante tutto", è stato intervistato dalla giornalista Daria Bignardi, dopo che aver ricevuto il Sigillo dalle mani del Sindaco di Milano, Giuseppe Sala “Milano sente profondamente vicina alla propria natura l’intellettuale che ha teorizzato la città come uno spazio urbano dal quale sparisce la gerarchia classica tra centro e periferia. Una città-mondo inclusiva, aperta alle differenze, nella quale gli spazi sono ripensati in un processo di trasformazione continuo; città i cui non luoghi possono diventare il contesto di ogni luogo possibile”.
 Entusiasta la nutrita folla che ha partecipato all’evento brindando alla ritrovata vitalità culturale di una metropoli sempre più desiderosa di fornire nuovi impulsi a coloro che la vivono. Molteplici le iniziative che hanno animato la nutrita kermesse come la grande maratona di lettura “Le voci della città”, a cura di Daniele Abbado, della durata di una notte sul tema delle Lettere Luterane di Pier Paolo Pasolini che ha coinvolto volontari, scrittori, musicisti e le comunità internazionali presenti sul territorio. Oltre 200 i luoghi che hanno ospitato più di 1000 eventi nei quattro giorni della manifestazione, con “Focus tematici” che orientavano i lettori sulla base delle loro curiosità e passioni; gli “Eventi in città” riflettevano la ricchezza della vita associativa e dei quartieri, con il determinante contributo dei Consigli di Zona. Il coinvolgimento dell’intera città e l’apertura al futuro è stata attestata da progetti come “Bookcity nelle scuole” e “Nelle
Università”(con una interessante riflessione sul Novecento) e dal programma destinato ai più piccoli con lo “Speciale bimbi” e con “Bookcity Young”che ha coinvolto il sistema bibliotecario milanese. Un altro aspetto degno di menzione è stata la diffusione della cultura nelle fasce disagiate della popolazione, con “BookCity sociale”, attuato insieme a carceri, ospedali e associazioni di volontariato. “Milano Exp” han visto alcuni scrittori raccontare un luogo o un’opera che caratterizzano la città, a volte grandi capolavori, oppure angoli nascosti ancora da scoprire.
“Book City nelle case” ha esaltato la dimensione di un evento partecipato che contraddistingue il più grande festival letterario italiano: Il “festival delle Metropoli” che ha raccontato i quartieri della città, le sue strade e le sue piazze insieme ai cittadini. Nel suo ricchissimo palinsesto Book city è stata, con il record di 175.000 presenze registrate, una straordinaria occasione di dibattito pubblico dove sono stati condivisi saperi, sogni , esperienze, potenziando le affascinanti valenze del patrimonio di una memoria condivisa.
                                                                                                                      Giuseppina Serafino