martedì 28 novembre 2017

"Le petit monde" di Torgnon

Una menzione a parte merita il" Musée petit monde”, un vero e proprio viaggio nel tempo nel villaggio di Triatel che sorge sul passaggio per il vallone di Chavacour e sull’antico percorso per la Svizzera. Gli abitanti di questo sperduto angolo di
mondo vivevano di agricoltura e
pastorizia mentre il versante del vallone verso Etirol, soleggiato ma privo di acqua, era coltivato a cereali, come frumento e segale. A Triatel, in tre edifici restaurati (un raccard a schiera, un grange ed un granier”) che un tempo erano fienili e granai, è stato allestito il museo etnografico,
inaugurato nel 2004. Le strutture,
costruite tra il 1463 ed il 1700, si sono
mantenute in ottimo stato. Il grenier, edificato su un
basamento di pietra, era un locale di conservazione di provviste; la parte in

legno di larice, è stata costruita con tavole di legno squadrate e perfettamente incastrate fra loro, senza l’uso di chiodi. Molto emozionante la visita che ci è stata gentilmente consentita dall’ assessore all’Agricoltura, Territorio e Ambiente, Roberta Gyppaz, che armeggiando con gigantesche chiavi, ci ha schiuso questi regni di antica storia con oggetti di uso quotidiano donati dalla gente di Torgnon. Un vero e proprio labirinto della memoria come quello posto proprio sotto le citate costruzioni , sollevate dal terreno con enormi funghi di muratura che avevano lo scopo di far areare le granaglie contenute. Tutto intorno spuntano casette di pietre diroccate o disabitate, ad eccezione di una (abitata tutto l’anno da un’unica famiglia) , quasi fossero muti baluardi di un prezioso regno in cui aleggia il sapore di un piccolo mondo antico che
trasmette significati autentici. Nel vicino villaggio di Etirol, è presente un mulino a pietra, alimentato ad acqua, perfettamente funzionante. Tante le iniziative che animano en plein air questo luoghi del ricordo nel periodo estivo: la rassegna LetterAria, in collaborazione con “Borgate dal vivo”, è stato il primo festival letterario delle borgate alpine, con la partecipazione di vari letterati come ad
esempio Paolo Cognetti, vincitore del premio Strega 2017 con il libro “Le otto montagne”. Si sono tenuti anche spettacoli notturni, in una sorta di piccola arena con panchette di legno, e concerti di musica classica nell’incanto della valle, ai piedi del Cervino. Molto
confortevoli le strutture ricettive del luogo, che sanno ricreare un’atmosfera familiare come quella dell’Hotel “La Maisonnette”, in località Chatrian, in cui è stato possibile pernottare: magica la vista del panorama montano e il sapore delle specialità
valdostane gustate. Particolarmente significativa è stata l’inaugurazione del nuovo sentiero, domenica 22 ottobre, suggellata da tutta l’amministrazione comunale e con la benedizione del parroco, che ha visto la partecipazione di tanti visitatori che hanno preso parte alle tre iniziative promosse: bike tour, trekking fotografico e foliage. Quest’ultimo
prevedeva un’
escursione che dalle 10,30 del
mattino si protraeva fino alle 17 circa, dal Collet al lago Tsan, con 200 m di dislivello ed alcuni saliscendi. Il sentiero è panoramico e alterna boschi e radure dove si incontrano degli alpeggi, ancora utilizzati in estate per la
monticazione dei bovini della razza valdostana, e si produce la famosa Fontina, nella sua versione più ricercata: quella realizzata in alpeggio. Si arriva poi al lago Tsan dove è presente anche un bivacco utilizzato da escursionisti davanti al
quale
abbiamo sostato infreddoliti ,
mentre pranzavamo al sacco, provando l’ebrezza della nevicata e del freddo in una giornata soleggiata. Magnifico scendere planando con lo sguardo sui boschi di larici dai colori giallognolo dorato, dopo aver avvistato alcuni cervi che indugiavano a poca distanza dalle imponenti pareti rocciose. Assolutamente riposante il clima che si assapora in questo contesto ambientalistico di notevole pregio e che garantisce una completa interazione con una dimensione improntata ad uno stile di vita dinamico e alimentato da valori autentici. L’auspicio è quello che molti possano sperimentare questa oasi di benessere naturalistico a Torgnon,valorizzandone appieno le molteplici opportunità che offre nei differenti periodi che la rendono una meta decisamente unica. 
                                                    Giuseppina Serafino