mercoledì 31 gennaio 2018

Vacanze invernali in Danimarca

Nel mese di febbraio, in occasione del carnevale, la Danimarca presenta alcune proposte per una vacanza insolita. Dall’apertura straordinaria dei Giardini di Tivoli a Copenaghen, alla graziosa Odense, città natale di H.C Andersen, a poca distanza dalla capitale, allo straordinario mondo dei mattoncini alla LEGO House a Billund, un’attrazione aperta tutto l’anno.

In occasione del loro 175 esimo compleanno, i Giardini di Tivoli per la prima volta saranno aperti dal 2 al 25 febbraio; un vero e proprio
paese delle meraviglie denso di storia e cultura, un’attrazione affascinante sia per bambini che per adulti. In collaborazione con il Copenhagen Light festival che si terrà a febbraio in città. ilTivoli offrirà una serie di meravigliose installazioni e giochi di luce, dalle proiezioni sulla facciata esotica del Nimb Hotel ai nuovi spettacoli di suoni e luci sul lago. Fra gli intrattenimenti ci sono, oltre alle montagne russe in legno, risalenti al 1914, una nuova pista di pattinaggio sul ghiaccio, proprio dinanzi al Nimb Hotel e un igloo con giochi e attrazioni al suo interno. In occasione del Carnevale, dal 10 al 18 febbraio, i bambini potranno fare il pieno di dolciumi giocando alla tradizionale Katten af tonden, la versione danese della nostra pentolaccia. La LEGO house, inaugurata a settembre 2017, è la più recente attrazione nel
cuore di cuore di Billund che consente di immergersi nell’universo LEGO tutto l’anno, per un’esperienza coinvolgente in uno spazio di 12.000 metri quadrati. Caratterizzata da un’architettura straordinaria, la casa dei mattoncini ( che quest’anno compiono 60 anni) offre terrazze di gioco, un LEGO Store e ben 3 ristoranti. A Odense, località a circa 1 ora e mezza dalla capitale, è possibile scoprire i luoghi dove Andersen è nato e cresciuto e che hanno ispirato i suoi racconti, immergendosi in un’accattivante atmosfera da favola.                                                             
 In attesa del nuovo museo, un progetto maestoso a cura di Kengo Kuma che verrà completato nel 2020, è stato da poco inaugurato il museo temporaneo di Andersen (ospitato in quello che era il precedente museo di Carl Nielsen) che espone una raccolta dei suoi disegni e ritagli di carta. Girovagando per la cittadina si arriva alla casa natale dello scrittore, una casetta gialla in un vecchio quartiere, e alla casa d’infanzia, dove egli visse dai 2 ai 14 anni, arredata esattamente come descritta nelle sue memorie, riproducendo in maniera fedele le condizioni anguste del 1800 a Odense. Inoltre merita una visita il Montergarden, un’oasi culturale nel cuore della cittadina, costeggiata da caratteristici cortili e bellissimi edifici del primo periodo di vita di Andersen.                                                    
Il museo presenta fra le varie mostre una sulla Fionia, regione fonte d’ispirazione per il sopracitato letterato. Un’occasione unica per riscoprire un luogo fiabesco per le suggestioni che offre.

                      Giuseppina Serafino                               

domenica 28 gennaio 2018

18 buone ragioni per visitare la Francia

In un’ affollata conferenza stampa presso l’hotel Principe di Savoia, la Francia ha presentato le novità per il 2018. Un invito a scoprire i tanti volti della sua offerta turistica con un viaggio fra cultura, savoir-faire ed arte di vivere. Fra le manifestazioni di grande richiamo ci sarà la Ryder di golf a fine
settembre a Parigi Cup, il Grand Prix de France di Formula 1 che dopo 10 anni ritorna sul
circuito di
Castellet, dal 21 al 24 giugno. La Biennale della danza, un grande vento internazionale riunisce 750 artisti di una ventina di Paesi che si esibiranno dal 14 al 30 settembre in numerosi luoghi di Lione, con spettacoli di tutti gli stili della danza.  L’ 8 dicembre Lione si accenderà di straordinarie luci d’artista per la suggestiva Festa delle luci.
 A Sélestat aprirà a giugno un’eccezionale Biblioteca Umanistica, con 450 manoscritti che consentiranno una immersione nella storia del libro e della stampa. Le Galeries Lafayette apriranno un nuovo grandioso flagship sugli Champs Elysées, nell’edificio di 9000 mq in cui sorgeva il Virgin Megastore. Al museo del Louvre sarà presente, dal 28 marzo al 23 luglio, la grande mostra di Eugène Delacroix al Louvre con oltre 180 opere. Bordeaux ospiterà invece dal 14 al 18 giugno la
20 esima edizione del più importante appuntamento enoturistico d’Europa. Il Festival di Cannes, uno dei più consolidati in ambito cinematografico, attirerà gli appassionati dal 9 al 20 marzo. A Deauville, come sempre a settembre, si terrà la festa del cinema africano. Altro momento molto atteso è la riapertura del castello di Voltaire il 30 maggio 2018, fu costruito a Ferney-Voltaire, nell’Ain, fra il 1758 e il 1766 dal filosofo, che trascorse qui gli ultimi vent’anni della sua vita. A Chateau de Vincennes, Chateau d’If, alle torri de La Rochelle e alle torri di Aigues-Mortes si avrà la possibilità di ammirare intere pareti di graffiti. Nei mesi di luglio e agosto sarà possibile effettuare una visita notturna nel castello d’Azay-le Rideau, uno dei più famosi della Loira che esprime la perfezione del primo Rinascimento francese. Parigi vedrà a breve l’apertura del primo
hotel di lusso Fauchon, gran nome della gastronomia francese. Dal
7 al 29 luglio si svolgerà la105° edizione del mitico Tour de France, 21 tappe con partenza fra terra e mare in Vandea da Noirmoutier
e il classico arrivo sugli Champs Elysées di Parigi. In Corsica , a Calvi, si svolgerà a fine ottobre il Festiventu, denso di spettacoli teatrali, concerti, giochi legati al vento. Il festival del jazz , giunto alla 58°
edizione, si terrà dal 14 al 22 luglio nella famosa location della Pineta Gould ad Antibes-Juan les Pins. Per concludere la carrellata, si deve citare l’apertura il 2 giugno, a Nimes del Museo della Romanità, su progetto di Elisabeth e Christian de Portzamparc, oltre 3500 mq, con 5000 opere, 65 dispositivi multimediali, 2 spazi di ristorazione, un rooftop con panorama a 360à sulla città. Il savoir-faire ha reso famosi i prodotti e le tradizioni francesi e continua ad essere il “marchio di qualità” del made in France. Buone novità ! ( www.france.fr)  
                                                                                                       
                                                                       Giuseppina Serafino

mercoledì 24 gennaio 2018

Luoghi di memoria in Polonia

Proprio in questi giorni vengono citati luoghi che evocano tristi vicende storiche e richiamano frotte di turisti della “memoria” come accade ogni anno in Polonia.  Anche a me è capitato di visitarli, ricavandone sensazioni inquietanti ma molto appaganti per la ricerca interiore che ne è scaturita. Auschwitz Birkenau, campo di
concentramento e sterminio nazista iscritto nel 1979 nella Lista UNESCO, viene visitato da più di 1 milione di persone; rappresenta il simbolo
dell’Olocausto e del terrore. Il campo fu fondato dai tedeschi sul terreno della città di Oswiecim e destinato ai prigionieri politici polacchi, il cui primo trasporto avvenne il 14 giugno 1940 , dalla prigione di Tarnow. Esso, che negli anni successivi, fu notevolmente esteso, si componeva 
di tre parti principali e di circa 50 campi ausiliari. Dal 1942 questo luogo diventò il più grande centro di sterminio di massa degli ebrei europei, ma
anche polacchi, Rom e prigionieri sovietici per un numero di circa 1.100 persone. Dentro l’attuale Museo si possono osservare varie strutture intatte o parzialmente conservate come le camere a gas e i forni crematori; è anche un centro dedicato alla ricerca e all’educazione, grazie ai documenti e agli oggetti che vengono conservati . L’Onu ha proclamato il giorno della 
liberazione del campo, il 27 gennaio, Giornata Internazionale di Commemorazione delle Vittime. La Fabbrica di Schindler, a Cracovia è uno dei posti-simbolo della II Guerra Mondiale, celebre in tutto il mondo, grazie al celebre film di Steven Spielberg. Rappresenta un 
simbolo positivo poiché trattasi di un posto dove sono state salvate 
tante vite, altrimenti condannate al campo di
concentramento. Attualmente la Fabbrica è uno dei reparti del Museo Storico di Cracovia e ospita varie mostre, fra le quali quella permanente, intitolata “Krakòw -czas okupacji 1939-1945 (Cracovia-gli anni dell’ occupazione 1939-1945), è dedicata alla documentazione 
dell’ occupazione nazista durante la II Guerra 
Mondiale e presenta la vita quotidiana degli abitanti, la storia della comunità ebraica a Cracovia, il destino dei lavoratori della Fabbrica e, infine, la storia di Oskar Schindler stesso. Prima della Seconda Guerra Mondiale risiedevano in Polonia 3,5 milioni di ebrei, ora ne sono rimasti circa 3 mila e cinquecento. Quasi tutti i loro luoghi sacri sono stati progressivamente 
trasformati in magazzini, biblioteche o sale cinematografiche. A Tarnow, al posto della grande Sinagoga, si trova un recinto con impressa la stella di David; nella 
stessa 

Varsavia, vi erano 300 sinagoghe prima della guerra, oggi rimane la Sinagoga di Nozyki. Nelle città di Tukocin e Krakowski Kazimierz sono conservati 7 santuari e ogni anno, partecipano migliaia di persone al festival della Cultura ebraica. Questi luoghi, di profonda suggestione dal punto di vista della memoria, evocano atmosfere che silenziosamente rapiscono il cuore.

Giuseppina Serafino

domenica 21 gennaio 2018

Malta scatti d’autore

Malta ha inaugurato il programma ufficiale di Valletta Capitale Europea della Cultura 2018 con una bella mostra a Milano presso Leica Galerie e lungo via Dante. Nella prima, con circa trentacinque opere, viene proposta una rappresentazione originale dell’isola, risultato della visione personale degli artisti coinvolti. Una panoramica di scorci di quotidianità, di
vita vissuta che vanno oltre lo sguardo del turista che osserva e scatta foto nel breve tempo disponibile di un viaggio. L’ esposizione a cielo aperto, con una quarantina di gigantografie, mostra una Malta in continuo fermento, un paese giovane, ma tuttavia ancorato alle antiche tradizioni e alla sua affascinante storia millenaria. La Fondazione Valletta 2018 ha creato un programma culturale molto articolato, invitando artisti da tutto il mondo, favorendo lo scambio tra l’espressione artistica locale e quello internazionale, in modo da consentire una crescita culturale di questa terra. Il vasto patrimonio artistico di Malta, agevolato da una posizione geografica strategica che ne ha fatto un crocevia al centro del Mediterraneo, può essere
ammirato nell’arco di un ristretto tempo grazie alle brevi distanze da percorrere sulle isole. La Valletta, “Città Umilissima” capitale di Malta, prende il nome dal proprio fondatore, il Gran Maestro dell’ Ordine di S.Giovanni, Jean Parisot de la Valette. Si tratta di una città fortezza eretta sulle aspre rocce della penisola di Mount Sceberras, un monte che si erge a picco sulle due insenature di Marsamxett e Grand Harbour; capolavoro barocco, fu edificata a partire dal 1566, con imponenti bastioni e la sua cattedrale, in un arco di tempo straordinariamente breve, ossia in 15 anni. Fra i più di cento eventi previsti ci saranno il Carnevale, dal 9 al 13 febbraio con parate, danze e concerti; il
Valletta Green Festival, dal 4 al 6 maggio, farà conoscere tesori nascosti come i giardini del Palazzo dell’Arcivescovo e del Convento di
Santa Caterina. Nelle prime due settimane di luglio, il Malta International Arts Festival offrirà performance teatrali, musicali e di tipo artistico.
Vanessa Frazier, Ambasciatore di Malta in Italia ha affermato: “ Cominciamo il 2018 con l’augurio di saper cogliere l’opportunità che si presenta a noi come nazione, di poter celebrare la nostra identità ed il nostro ricco patrimonio e di saper condividere la nostra storia con il resto del mondo.”


              Giuseppina Serafino

giovedì 18 gennaio 2018

Putignano e il suo megaCarnevale

Nel 1394 la costa pugliese era infestata dalle incursioni barbariche che causavano saccheggi al tempo dei Cavalieri di Malta. L’intento più pressante era quello di proteggere tutto ciò che c’era di più prezioso come le reliquie di Santo Stefano, conservate nell’abbazia di Monopoli Protomartire. L’unica soluzione possibile era quella di spostarle nell’entroterra, a Putignano (Bari), nella chiesa di Santa Maria la Greca, dove tutt’oggi si trovano. A questo punto la storia si intreccia con la leggenda poiché si dice che i contadini della sopracitata località, impegnati nell’innesto della viti con la tecnica della propaggine, al passaggio della processione, abbandonassero il lavoro per unirsi al corteo, ballando e improvvisando versi satirici in vernacolo. Nasce così la

Festa delle propaggini, che da 622 anni, ogni 26 dicembre, segna l’inizio del Carnevale più lungo d’Italia e più antico d’ Europa: Il Carnevale di Putignano. Durante la processione dei fedeli tra le vie della città, 
avviene il passaggio del cero tra il Presidente del Comitato Feste Patronali e il Presidente della 
Fondazione Carnevale di Putignano, simbolica richiesta di perdono per tutti i “peccati” che verranno commessi durante il periodo in oggetto, sinonimo di eccessi. Il rito del passaggio del cero lascia il posto alla Festa delle propaggini: in abiti da contadini e arnesi da lavoro, recitando i famosi cippon, versi satirici in rima contro politici e personaggi noti della città. Il giovedì dei Cornuti, animato dall’ Accademia delle Corna, è il più sentito folcloristico giorno del 
carnevale di Putignano. Dalle prime ore del mattino si svolge il corteo dei cornuti che si reca a far visita al “Gran Cornuto dell’anno” e si conclude con colazione a basi di “cornetti”. In serata in Piazza Plebiscito si tiene lo spettacolo esilarante dell’Ammasso, con il rito purificatorio del Taglio delle Corna, mentre nell’ultimo giovedì del Carnevale si effettuano abbondanti

scorpacciate di carne di maiale. Il 2 febbraio, giorno della Candelora e festa della purificazione della Vergine, con benedizione delle candele, viene celebrata la Festa dell’Orso a Putignano. Si tratta di una rappresentazione teatrale in cui l’orso da uccidere (rito di passaggio dell’era precristiana per esorcizzare le ansie legate alla prosperità della nuova stagione)
simboleggia la primavera alle porte e la rinascita della natura. Gli ultimi minuti di vita del Carnevale sono scanditi dai 365 rintocchi della Campana dei Maccheroni, un’enorme campana di cartapesta che segnala la fine dei festeggiamenti e l’inizio della quaresima; qui ci si ritrova per gli ultimi balli, gustando un piatto di pasta e un bicchiere di vino. Il Carnevale di Putignano si celebra con la realizzazione di magnifici carri allegorici, realizzati con l’arte della cartapesta, avvalendosi di innumerevoli tecniche: al telaio
di filo di ferro ricoperto di carta di giornale, si affianca la lavorazione dell’argilla, reperibile in loco a basso costo. Tantissime suggestioni da scoprire in un magico tripudio di energia creativa, inneggiando alla riscoperta delle belle tradizioni folcloristiche del nostro Paese.                                            Giuseppina Serafino

lunedì 15 gennaio 2018

Siviglia "non mi ha abbandonato" (III Parte)

Nell’area monumentale di Siviglia, al centro della Plaza del Triunfo sorge la Casa Lonja (1583-98) in stile tardo rinascimentale, ospita l’Archivio generale delle Indie, in cui sono conservati materiali sulla colonizzazione europea del Centro e Sudamerica, saggi di Ferdinando Magellano, primo circumnavigatore e Cristoforo Colombo.   Questa struttura edificata da Juan de Herrera, fungeva da Loggia dei Mercanti (Lonjia) Per poterla fotografare con luci
diverse, raggiungo più volte Plaza de Espana, all’interno del Parque de Maria Luisa,che fu costruita nel 1929 in occasione dell’Esposizione Iberoamericana, su progetto dell’artista sivigliano Gonzales.  Decorata con mattoni, ceramiche e marmi colorati, la piazza, con la sua forma semicircolare richiama il senso dell’abbraccio della Spagna nei confronti delle sue nuove colonie, le 58 panchine, ricoperte di piastrelle mirabilmente decorate, rappresentano le province spagnole. Il Palacio Espanol al suo interno, testimonia il prestigio della potenza mondiale spagnola. Essa guarda verso verso il fiume, rotta da seguire per raggiungere       
l’America, cosa che sembra vogliano fare i tanti turisti che si affollano sulle barchette quasi volessero salpare per far conoscere al mondo la gioia provata nel vedere tanta bellezza. Un tripudio di umanità gaudente fastidiosamente preda del selfie compulsivo.    
 La sottoscritta attraversa frettolosamente all’imbrunire il Parque, per recarsi al Museo de Artes Y Costumbres populares de Sevilla, un bellissimo edificio creato nel 1972, con oggetti e utensili che documentano usanze del vivere tipico del vivere della zona.
 Si trova nel Padiglione Mudejar, un edificio progettato dall’architetto Anibal Gonzalez per la  

sopracitata Esposizione Iberoamericana del 1929. 
Passeggiando nel quartiere di Santa Cruz si trova una forma architettonica inconsueta: il Metropol Parasol chiamato dai sivigliani “setas”, ossia funghi. L’edificio fu realizzato dall’architetto tedesco Jurgen Mayer come progetto di riqualificazione della zona di Plaza de la Encarnacion, iniziato nel 2004 e terminato nel 2011, è alto 28 metri ed è formata da mega reticoli in legno micro-laminato e si articola in cinque livelli. Il primo livello contiene i resti dell’ antica città romana, mentre l’ultimo offre una suggestiva vista sulla città moderna. Ha la forma del simbolo di Siviglia, il NO8DO, che è costituito da due sillabe separate da una matassa o gomitolo a forma di 8 che in spagnolo si dice “madeja”. 
L’origine di questo simbolo risale al XIII Secolo periodo che vide un contrasto fra il re Alfonso X il Saggio e suo figlio Sancho sulla gestione del paese. Il re regalò alla città il simbolo onorario che in dialetto andaluso significa “ NO ma deja DO”, “ non mi ha abbandonato”, per significare che egli non fu abbandonato dai suoi concittadini.
Questa struttura attesta il grande contrasto di stili di una città estremamente affascinante il cui sapore intenso, a distanza di tempo, ritengo anch’io di poter dire che non mi avrà abbandonato così come l’intrigante paesaggio andaluso dall’alto delle sue magnifiche torri che si pavoneggiano sul fiume Guadalquivir rivendicando l’antica potenza.                                                 Giuseppina Serafino