martedì 27 febbraio 2018

Tursi si candida a Patrimonio Unesco

Tre nuclei urbani che sono le uniche testimonianze dello sviluppo dei siti militari e religiosi del culto islamico in Basilicata. Si tratta di prove uniche dell’antropizzazione del
territorio lucano e della contaminazione dei culti islamici, cristiani ed ebraici che si sono fusi in un’unica cultura, a partire dai primi insediamenti tra IX e il X secolo. La Regione Basilicata, insieme ai comuni di Tricarico,
Pietrapertosa e Tursi, stanno adoperandosi per tutelare e valorizzare questi centri urbani che sono una unicità di interesse mondiale da inserire nel patrimonio dell’umanità e nella lista Unesco. L’avvio della procedura per la candidatura consente di aumentare l’interesse mondiale di questi luoghi all’interno del fitto programma che si svolgerà nel 2019 con Matera Capitale della Cultura europea. Fra i criteri culturali che un sito deve possedere per poter
essere candidato è quello di rappresentare una
testimonianza unica o eccezionale di una tradizione culturale, di una civiltà vivente o scomparsa. Questi elementi -ha affermato il sindaco di Tursi
Salvatore Cosma- sono le basi che si stanno studiando per individuare i fondamenti originari che hanno permesso nel tempo di sviluppare il sito urbano della Rabatana che oggi è ancora possibile sviluppare. Tursi e forse Montalbano Jonico, sono stati i primi avamposti militari arabi
della Basilicata. La loro particolare posizione nel territorio, allinizio delle foci dei fiumi Sinni e Agri, con il mare Ionio e sulle colline di sabbia ad
altezze tali da poter controllare gli ingressi dal mare all’entroterra lucano, hanno determinato i luoghi dove edificare i Ribat. Questi ultimi con termine arabo, utilizzato nel Medioevo islamico, sono gli avamposti
militari fortificati, destinati ad accogliere i
missionari musulmani. Si è trattato quindi di strutture militari concepite come strumenti per mistici che potevano diventare anche luoghi per la propaganda politica. Esse sono state poi trasformate in luoghi di religiosità cristiana con gli altri nuclei urbani che compongono il palinsesto architettonico che conosciamo. Questo straordinario
patrimonio tangibile e intangibile della cultura lucana, nel caso della Rabatana, antico rione di Tursi, versa in condizioni conservative gravi e con il rischio di perdita di importanti parti atte alla ricostruzione storica. A
tal fine il Comune di Tursi ha costruito una
struttura in house per creare un sistema di gestione del patrimonio culturale tursitano. La forma scelta è quella della Fondazione, con il nome “Rabatana” supportata da un Comitato Tecnico, Scientifico e Culturale, con docenti universitari delle principali università campane, della Basilicata, dalla Bocconi e dal CNR. A questo organismo creato, dal 13 giugno 2016, è stato affidato l’incarico di predisporre l’iter per candidare l’antico quartiere della Rabatana a Patrimonio Unesco. Siamo tutti emotivamente partecipi di questo nobile intento che auspichiamo concretizzi le aspettative di una comunità dal cuore "antico".


                                                             Giuseppina Serafino 

domenica 25 febbraio 2018

Le Marche, bellezza infinita

La Regione Marche effettuerà una nuova campagna che avrà come elemento chiave il racconto del territorio tramite la voce narrante e la grande capacità interpretativa di  Giancarlo Giannini. Verrà fatto riferimento ad un turismo esperienziale, dove le attrazioni sono in relazioni al susseguirsi delle stagioni: natura, trekking e turismo su due ruote a primavera e il mare d’estate.
                                                     
Una suggestione creata da luci, suoni e profumi  che scaturiscono dall’essenza degli elementi evocati. Video tematici della durata di circa 2 minuti promuoveranno sei cluster regionali 
(Mare, Cultura, Parchi natura attiva, Borghi, Spiritualità. Made in Marche) e 4 prodotti (Bike, Wedding, Turismo scolastico, Marche rurali). Tanti gli eventi previsti nei mesi prossimi e fino al 2020. La regione diventa un palcoscenico a cielo aperto fra mostre, eventi e spettacoli che celebrano i suoi figli più illustri: Rossini, (per il 150° anniversario della sua morte), Leopardi e Raffaello. Le manifestazioni fungeranno da volano per far conoscere eccellenze del territorio, offrendo uno straordinario patrimonio culturale diffuso nel segno di Lorenzo Lotto, Federico II Hohestaufen, Leonardo e Dante Alighieri. Tre giorni di tipicità nel mese di marzo a Fermo, antica colonia romana, promuoveranno le eccellenze Made in Marche, coinvolgendo gli istituti alberghieri insieme agli agricoltori custodi delle biodiversità. La Settimana Cicloturistica Internazionale di Pasqua, 30 Marzo-6 Aprile 2018, è un’occasione per scoprire il magnifico entroterra marchigiano, percorrendo dagli 80 ai 120 km, con soste enogastronomiche.
Recanati: piazza Sabato del villaggio
Il Cammino Francescano della Marca ripercorrerà la via che San Francesco seguì nel 1215 e unisce idealmente il santuario del Poverello d’Assisi con il sepolcro del protettore dai terremoti Sant’Emidio d’Ascoli. Esso tocca quattro parchi: quello del Monte Subasio, dell’Altolina, di Colfiorito e il Parco Nazionale deiSibillini. Una delle più belle rievocazioni storiche d’Italia è la Quintana di Ascoli Piceno  che inizia il 9 giugno a Piazza del Popolo con il Giuramento dei Consoli e si conclude il 5 agosto con il corteo storico per la città e la Giostra in onore di Sant’Emidio.
Nel giugno del 2018 inaugurerà al Museo del Prado di Madrid la mostra “I Ritratti di Lorenzo Lotto” che poi sarà trasferita alla National Gallery di Londra. A cavallo delle due mostre si realizzerà un’esposizione dal titolo “Lorenzo Lotto: il richiamo delle Marche” con l’obiettivo di riportare nella regione le opere dell’autore. A fine anno inizierà a Macerata una grande mostra per celebrare il secondo centenario dalla stesura  di uno dei più celebri componimenti della storia della poesia
“L’Infinito” di Leopardi, il cui manoscritto autografo verrà dato in prestito dal Comune di Visso. Un modo per sottolineare l’infinita bellezza di un territorio denso di aspetti unici.

                                                   Giuseppina Serafino                         

giovedì 22 febbraio 2018

Villa Arconati FAR

Alle porte di Milano c’è un luogo magico da riscoprire che coniuga antico e moderno, ricordando la sfarzosa Versailles. Si tratta di Villa Arconati, una storica dimora settecentesca che sta tornando agli antichi fasti per l’impegno della Fondazione Augusto Rancilio. Da aprile a novembre essa apre le porte trasformandosi in una destinazione
speciale poiché la sua anima settecentesca rivive attraverso l’antica magia della Corte degli Arconati, con visite guidate anche in costume d’epoca. Nobili atmosfere rivivono nella straordinaria Sala da Ballo ornata di stucchi e dorature, illustre esempio di barocchetto lombardo, e nella Sala dei Ricevimenti con gli affreschi dei Fratelli Galliari, gli scenografi della Scala di Milano. Il percorso alla scoperta dei tesori di Villa Arconati 
prosegue, sullo Scalone d’Onore con la copia in terracotta policroma del Laooconte e nella Sala Museo con la scultura originale di Tiberio, detta di Pompeo magno, sotto la quale la 
leggenda vuole essere stato pugnalato Giulio Cesare. Spettacolare il Giardino monumentale all’italiana e alla francese-introdotto dalla Limonaia da poco restaurata, e caratterizzato da vedute prospettiche, statue, teatri, i cui giochi d’acqua furono realizzati dallo studio diretto del Codice Atlantico di Leonardo da Vinci. Sono molteplici le iniziative che vengono organizzate e che spaziano dalla Musica al Teatro, dalle Arti Visive all’Enogastronomia.
 Molto apprezzato è il Festival di Villa Arconati che fin dal 1989 si è affermato come una delle manifestazioni più prestigiose dell’estate milanese. Terraforma è un festival internazionale di musica dedicato alla sperimentazione artistica e alla sostenibilità ambientale con protagonisti della scena musicale dub, elettrotechno. Nell’ambito del progetto di sostegno all’Arte moderna e contemporanea Villa Arconati-FAR ospita anche esposizioni temporanee che vantano opere della collezione privata Kiron che ha al suo attivo un catalogo con circa 2000 oggetti fra quadri, sculture e installazioni. Per il futuro Villa Arconati-FAR, in collaborazione con gli studenti del Politecnico di Milano che hanno prodotto innovativi progetti di destinazioni d’uso, mira a divenire un Laboratorio Creativo, uno spazio che mette in atto la migliore espressione artistica delle energie del territorio. 
 La Fondazione Augusto Rancilio è un ente culturale senza scopo di lucro che fin dal 1983 sostiene progetti di studio e ricerca nei settori dell’Architettura, Design e Urbanistica, promuovendo anche la tutela, promozione e valorizzazione dei beni di interesse artistico e storico come Villa Arconati-FAR. Ed ora La “Versailles di Milano” si trasforma magicamente in uno spazio culturale polifunzionale di ampio spessore che mira ad essere scoperto da veri intenditori.

                      Giuseppina Serafino

lunedì 19 febbraio 2018

La Belle Epoque del cioccolato


Al Salon du chocolat di Milano, nella giornata di apertura si è tenuta una suggestiva sfilata con vestiti realizzati in cioccolato dai più grandi pasticceri italiani. Il fil rouge  scelto per la rassegna di abiti e modelle in passerella è stato lo stile di vita e di vestire Belle Epoque. Un riferimento ad un periodo magico fra l’800 e il 900 che ha rappresentato la gioia di vivere dell’Europa espressa da Art 

Noveau e Liberty, dal fiorire del sistema moda e del cinema, dai progressi scientifici e dalle trasformazioni sociali. Una felicità palpabile che è la medesima che si assaporava nel regno del cioccolato. La Choco Fashion del Salon ha voluto unire queste due realtà in un unico importante evento affidandosi al Teatro della Moda, la scuola di moda milanese specializzata nell’alta sartoria artigianale, e ai grandi maestri dell’arte della scultura del cioccolato. 
Questa originale collaborazione ha dato origine a creazioni veramente uniche nel loro settore: abiti raffinati, cappelli, strascichi, fiori, medaglioni, bracciali e diademi. La principale materia usata è stato il cioccolato bianco e nero ma non mancavano: caffè, panna, cannella, nocciola, sale rosa dell’Himalaya, ribes, liquirizia, frutti, peperoncino e persino il packaging che solitamente avvolge i dolci. Questa esposizione anticipa i trend internazionali grazie alla narrazione del cioccolato nelle sue varie forme: come alimento, piacere del gusto, come oggetto di design e di culto.
 Il Salon du Chocolat , tenutosi al Padiglione MiCoLAB, lo spazio Fiera adiacente al pulsante quartiere Citylife, è nato 23 anni fa a Parigi ed è la più grande manifestazione dedicata al cioccolato di eccellenza con repliche a Londra, Beirut, Mosca, Tokyo e Seul. L’edizione milanese, giunta alla sua terza edizione, tra i più rinomati eventi enogastronomici italiani ha accolto più di 45.000 visitatori fra foodlovers, gourmands, operatori del settore, chef e tanti semplici curiosi. Un modo per scoprire la provenienza delle fave più pregiate e come vanno trasformate, per imparare ad abbinare i vari tipi di cioccolato a vini, superalcolici, a pietanze italiane o esotiche mediante ricette 
insolite e deliziose. Fra i numerosi appuntamenti susseguitisi si possono segnalare: Il Premio “Tavoletta d’oro per il miglior  cocktail al cioccolato”; quello sulla “cucina gluten free gourmet incontra il cioccolato”; “CioccolArt, l’arte integrata alle nuove tecnologie”;” La pasticceria mediatica: un viaggio nella comunicazione non sempre dolce del “dolce” tra cinema tv e social network”. Fra i tanti  showcooking, particolarmente attesi quelli di Alessandro Borghese e Davide Comaschi, Iginio Massari e l’omaggio a Marchesi con il Risotto tintoretto.

                         Giuseppina Serafino                                
                                                                                             


giovedì 15 febbraio 2018

La Puglia rurale incontra l’arte a Milano


In occasione della Borsa Internazionale del Turismo, la Puglia ha portato a Milano l’eccellenza enogastronomica in un fuori salone, in collaborazione con la Rete delle Masserie didattiche pugliesi.    
Il Pane di Altamura è l’alimento simbolo della cultura agropastorale dell’Alta Murgia la cui prima testimonianza scritta, risale addirittura al I secolo a.C, infatti è il poeta latino Orazio a menzionarlo nelle proprie Satire, dove lo definisce “il pane migliore del mondo”. Il caciocavallo è un formaggio stagionato a pasta filata di forma tondeggiante, a “sacchetto”, prodotto con latte di vacche podoliche, con l’aggiunta di solo caglio, fermenti lattici e sale. La presenza di piante aromatiche dove si è nutrito l’animale caratterizza le sue note aromatiche e i suoi profumi; il  suo nome sembra derivare dall’uso di appendere le forme fresche, legate a coppie, a cavallo di una trave per farle essiccare. Un’altra ipotesi deriva dalla consuetudine dei pastori nomadi di cagliare direttamente nei campi il latte munto e di appendere le forme di formaggio, in coppie, a dorso dei cavalli per venderli o barattarli nei paesi attraversati.
L’olio extravergine di oliva Puglia è una garanzia di qualità per il mondo intero, le menzioni geografiche che accompagnano le denominazione dell’extravergine Terra di Bari DOP distinguono diverse zone di produzione come Castel del Monte, Bitonto, Murgia dei Trulli e delle Grotte. Il Dauno DOP è caratteristico della provincia di Foggia: Basso Tavoliere, Gargano, Alto Tavoliere, Sub Appennino. Negli anni ’30 la lenticchia di Altamura inizia la sua importante ascesa commerciale e verrà esportata in Inghilterra, Germania fino agli Stati Uniti, Canada ed Australia. attualmente nella fossa premurgiana si possono rivedere i gradevolissimi fiorellini bianco-glauco di questa produzione che aveva portato tanta ricchezza al territorio.
La lenticchia di Altamura IGP si contraddistingue oltre che per le dimensioni, per il colore verde, risultato della raccolta del legume poco prima della completa maturazione per favorirne la conservazione degli aromi.
 Il suo gusto è più dolce rispetto alle altre e si distinguono i sentori erbacei ed aromatici. Sotto l’aspetto nutrizionale è ricca di ferro e carboidrati, ma è facilmente digeribile grazie alla presenza di molte fibre, sali minerali e vitamine.                                   
Le scaldatelle o scaldatelli sono dei taralli bolliti, realizzati con farina di grano, uova, olio, sale e semi di finocchio.In commercio se ne  trovano varietà al peperoncino, al pepe nero, alla cipolla, alle olive e  al sesamo. la tradizione voleva che si preparassero in casa, durante le 
festività pasquali assieme ai tarallini dolci ricoperti di glassa zuccherata. Una Puglia da gustare nella sua meravigliosa essenza, di antica memoria, alla quale attingere con le  molteplici masserie che si adoperano per perpetuarne la forte identità.    www.tasteandtourinmasseria.it



                 Giuseppina Serafino

lunedì 12 febbraio 2018

Il viaggio comincia da Bit 2018


Tre fitte , giornate a Bit 2018,  per viaggiatori e operatori professionali organizzata da Fiera Milano e Fieramilanocity e Mico. Il momento epositivo dell’incoming è stato confermato dalla presenza in forze delle Regioni italiane. Una certa curiosità ha destato il Molise, una terra d’incontro fra i sapori forti del Sud e il fascino discreto del Centro; piccolo microcosmo dell’Italia più autentica sospeso fra Adriatico e Appennini, suggestive in primavera, Le Carraresi corse dei carri fiorati, tipici della tradizione popolare. 
Anche quest’anno nello stand Liguria Together è presente la deliziosa Framura con Sestri Levante, Moneglia, Deiva Marina e Bonassola ; cinque località su sei di un  comprensorio che sta cominciando a muoversi e a dare i primi segni di coesione. Framura Turismo lavora alacremente per organizzare la seconda edizione di “Meeting Suisse”- Discover Italy” ( 23 febbraio), un ‘importante fiera , con alle spalle una tradizione ventennale a Lugano, che si terrà presso l’ex convento dell’Annunziata di Sestri Levante e che porterà in riviera tour operator da tutta l’Europa.  Alla Bit  per quanto riguarda l’outgoing, la progressiva crescita del fenomeno city break è stato rispecchiato dalla partecipazione di destinazioni emergenti come la capitale slovena Lubiana, indice di un crescente interesse per l’Europa dell’Est, qui rappresentata da Croazia, Polonia, Romania, Russia e Slovenia.

Tra le mete più leisure, per chi predilige le vacanze outdoor con ricche tradizioni, questo è l’anno delle Azzorre o le Canarie. Tra le italiane spicca Pantelleria, dove è possibile vivere esperienze uniche come dormire in un dammuso, tradizionale casetta di pietra lavica. L’area mediterranea e del Medioriente è stata ben rappresentata da Algeria, Cipro, Egitto, Giordania, Georgia, Grecia, Iran, Marocco, Tunisia e Turchia. Per le destinazioni a lungo raggio si sono proposti gli Stati Uniti con Visit USA/Brand USA che da deciso di rafforzare la partnership attraverso un progetto di co-marketing che ha portato alla manifestazione 100 Agenzie di viaggio 
ospiti, fra le quali specialisti con il titolo di Master e Usa Ambassador. Nella giornata inaugurale è stato presentata la 101esima edizione del Giro d’Italia che partirà da Gerusalemme il 4 maggio, in concomitanza con la celebrazione del 70esimo di fondazione dello Stato d’Israele. I concorrenti  attraverseranno città come Haifa, Akko, Zichron Ya’akov, Tel Aviv, Beer Sheva, Mitzpe, Ramon Eliat. “Siamo certi che moltissimi italiani vorranno visitare Israele per scoprire l’eccellenza storica, turistica e naturalistica della nostra meravigliosa Terra” ha dichiarato Avital Kotzer Adari, direttore dell’Ufficio Nazionale Israeliano delTurismo.                                                                         
                                                                                                             Giuseppina Serafino                     
                           

venerdì 9 febbraio 2018

“Artigianato e Palazzo per il Museo di doccia"

Presentato a Villa Necchi Campiglio di Milano il Progetto “Artigianato e Palazzo per il Museo di Doccia”, una grande raccolta fondi che Giorgiana Corsini e Neri  Torrigiani hanno ritenuto di dedicare all’Associazione Amici di Doccia di Sesto Fiorentino. Questo fa seguito  all’incontro organizzato da Confindustria Firenze con il Ministro Dario Franceschini durante il G7 della Cultura di Firenze del marzo 2017. Alla conferenza stampa milanese erano presenti i rappresentanti del MiBACT, delle istituzioni pubbliche del territorio toscano (Regione Toscana, Comune di Sesto Fiorentino, Comune di Firenze).L’obiettivo è quello della riapertura della più importante testimonianza manifatturiera della porcellana in Italia.                             
Il Museo di Doccia , recentemente acquistato dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo,  viene visto come  simbolo  per una nuova stagione della tradizione artigianale italiana: 8.000 opere in porcellana, ceramica, terracotta, piombo, oltre 13.000 tra disegni, lastre di metallo incise, pietre cromolitografiche, modelli in gesso, sculture in cera. 
Per realizzare questo sogno vi sarà un’iniziativa che vedrà coinvolto il pubblico e le aziende sostenitrici della XXIV edizione di ARTIGIANATO E PALAZZO, al Giardino Corsini di Firenze, dal 17 al 20 maggio 2018. A fronte di un’offerta minima di 8.00 euro si potrà visitare la Mostra e sarà possibile donare un ulteriore contributo attraverso l’innovativo dispositivo “Donachiaro”, un vero e proprio sportello digitale”-progettato da Itineris Italia.                          
 Inoltre, da martedì 3 aprile, in tutti i 35 punti vendita Unicoop Firenze in Toscana, nei quali è attivo il servizio Box Office, si potrà effettuare una donazione liberale e ricevere un titolo di accesso per la sopracitata mostra. Per l’occasione, il designer fiorentino Duccio Maria Gambi, tornato in Italia dopo un’intensa attività all’estero, realizzerà 20 opere, il cui ricavato sarà sempre per il Museo Doccia. L’artista selezionerà alcuni oggetti dalle collezioni Richard Ginori, che saranno immersi e intersecati da cubi e volumi di cemento. 
“Nel nostro piccolo vogliamo contribuire a tenere alta l’attenzione perché il Museo di Doccia venga presto riaperto per ricordare al mondo da dove ha inizio il Made in Italy”, hanno dichiarato Giorgiana Corsini e Neri Torrigiani, che da ventiquattro anni sono mecenati del settore artigianato , sostenendo il valore del fatto a mano con la mostra Artigianato e Palazzo. Quest’ultima, promossa dall’Associazione culturale Giardino Corsini, riunisce ogni anno circa 90 artigiani chiamati a mostrare dal vivo le varie tecniche di lavorazione nelle quali eccellono. L’auspicio che è stato espresso è quello di un’ampia diffusione dell’evento in oggetto e di un’adeguata sensibilizzazione dell’opinione pubblica.
                                                                                                           

                 Giuseppina Serafino