lunedì 8 ottobre 2018

Carlo Carrà in Mostra

A Palazzo Reale inizia la stagione delle mostre con un’importante rassegna antologica su Carrà, che comprende circa 130 opere. Fino al 3 febbraio 2019 sarà possibile ammirare una straordinaria produzione artistica di uno dei più grandi maestri del Novecento (1881-1966), protagonista dell’arte italiana e della pittura moderna europea.
L’esposizione, promossa dal Comune di Milano-Cultura in collaborazione con Palazzo Reale e Civita Mostre, è stata curata da Maria Cristina Bandera, direttrice scientifica della Fondazione Roberto Longhi di Firenze, insieme con Luca Carrà, nipote del maestro, fotografo e responsabile dell’archivio di  Carlo Carrà. Le ultime rassegne dedicate al maestro risalgono al 1987 e al 1962, quando egli era ancora in vita, e soprattutto l’ultima, è stata un omaggio a colui che nel ’54 aveva ricevuto la medaglia d’oro di cittadino benemerito e che giovanissimo aveva scelto Milano come sua città d’elezione. Un doveroso riconoscimento-in una tradizione tutta milanese-che faceva seguito al tributo dedicato al pittore presso la Pinacoteca di Brera nel 1942, in uno dei periodi più tragici della seconda guerra mondiale.Obiettivo di questa nuova esposizione è ricostruire l’intero percorso dell’artista menzionato dalle iniziali prove divisioniste, ai grandi capolavori del futurismo e della metafisica, ai paesaggi e alle nature morte che attestano il suo ritorno alla realtà a partire dagli anni venti.                                                   
Non vengono trascurate le grandi composizioni di figura, soprattutto degli anni trenta, decennio a cui risalgono anche gli affreschi per il Palazzo di Giustizia di Milano, documentati in mostra dai grandi cartoni preparatori.
Le opere provengono dalle più grandi collezioni del mondo come quelle dello State PushkinMuseum of Fine Arts di Mosca, dell’Estorick Collection of Modern Italian Art di Londra, della Kunsthaus di Zurigo, della Yale University Art Gallery, della Nàrodni Galerie di Praga, del Museum of Fine Arts di Budapest e dai musei Vaticani, oltre ai prestiti di vari musei italiani, tra cui la Pinacoteca di Brera, il MART di Rovereto, il Museo del Novecento di Milano, le Gallerie degli Uffizi di Firenze e collezioni private. Carrà fu un artista irrequieto, persona dai viaggi significativi che lo portarono a Parigi e Londra, con incontri internazionali da Apollinaire a Picasso; fu un uomo di grandi aperture culturali che lo spinsero a svolgere un’attività critica sulle più importanti riviste del tempo come “La Voce”, “Lacerba” e soprattutto “L’Ambrosiano”. Al catalogo della mostra è stato abbinato il CD “Nel salotto di Casella: la musica di Alfredo Casella, collezionista di Carlo Carrà”, una preziosa iniziativa culturale che vuole raccontare in musica il rapporto di Carrà con la sua epoca r con quello che fu il suo maggiore
                                                     
collezionista. L’assessore alla Cultura Filippo Del Corno ha affermato “ L’esplorazione del Novecento Italiano rende omaggio a un protagonista della pittura moderna europea, che ha scelto la nostra città come epicentro della sua attività creativa e professionale”.
                Giuseppina Serafino