sabato 10 novembre 2018

Fra le mille pagode del Myanmar

La Birmania, come è più solitamente conosciuto il Myanmar, è un Paese in cui coesistono numerose etnie e tradizioni culturali, come si avverte a Yangon il più importante centro economico-sociale, con i suoi sei milioni di abitanti. Sono suggestivi i suoi viali costeggiati da case coloniali, gli imponenti palazzi vittoriani, i templi cinesi, il gigantesco Buddha sdraiato Chaukhtatgy e la padoda di Shwedagon. Proseguendo si raggiunge l’antica capitale Bago, già conosciuta come Pegu, per visitare il Buddha sdraiato gigante, Shethalyaung, lungo 55 metri e alto 16 metri, quindi la pagoda Kyaik Pun, contraddistinta da quattro Buddha alti 30 metri seduti schiena a schiena. Kyaikthyio, detta “Roccia d’oro”, è un monte ritenuto sacro che ha un grosso masso coperto di foglie d’oro situato straordinariamente in equilibrio sul bordo di una roccia.
Con un camion, adibito al trasporto dei pellegrini, si arriva in cima al monte dove si scopre che in una piccola pagoda dorata è custodita una reliquia del Buddha.A Pindaya, nell’altipiano dei Monti Shan vivono numerosi gruppi etnici come gli Shan e i Pao, con il classico turbante turchese e il vestito nero; le grotte situate di fronte al lago conservano circa seimila immagini votive di Buddha, lasciate dai viandanti durante i secoli. Anche presso il Lago Inle vivono svariate etnìe, oltre a quelle precedenti, ci sono gli Intha e Taungyo, che traggono il loro sostentamento dal grande specchio d’acqua (lungo circa venti chilometri e largo al massimo dieci, con profondità massima di tre metri) con un eco-sistema unico al mondo, grazie alle sue peculiarità naturali e alle antiche tradizioni dei suoi abitanti. Le splendide colline di Inthein, sono situate in un braccio secondario del lago, dove si trovano più di mille pagode risalenti al XII secolo che circondano un antico monastero; quello di NgaPhaKyaung, un tempo era famoso per i gatti addestrati dai monaci. Nella parte più meridionale del lago Inle, meritano una visita gli stupa “cavi” di Sagar:

108 stupa risalenti al XVI e XVII secolo; nel villaggio di Saekhaung, noto per le sue 
ceramiche, gli abitanti utilizzano forni sotterranei naturali. Sulle rive occidentali del territori di sgar si trova Kaung Tar, dove sorgono più di 200 stupa.. Dall’aereoperto di Heho, si puòraggiungere Mandalay, la città espressione del potere della Dinastia Kounbaung, terminata con la conquista da parte degli Inglesi. Seconda città del paese è divenuta capitale dal 185 , fino all’inizio della dominazione inglese nel 1885, ed oggi è un importante centro culturale, religioso e commerciale del Myanmar centrale. Il monastero Shwenandaw è un meraviglioso esempio di arte tradizionale birmana e unico superstite degli edifici del Palazzo Reale, andati completamente distrutti durante la seconda guerra mondiale.La KuthodawPaya fu il risultato di un grande sinodo di oltre duemila monaci riuniti da re Mindon nel 1857 per stabilire il canone definitivo del testo originale dei 15 libri sacri che tramandavano gli insegnamenti del Buddha: il testo fu scolpito in lingua pali su 729 lastre di marmo. Mingun è l’antica città reale e zona archeologica che

possiede la campana più grande del mondo del peso di 90 tonnellate e la pagoda Myatheindan, costruita con particolari spire bianche, simboleggianti monti mitologici. attraversare paesaggi rurali e villaggi per giungere a Bagan (Patrimonio Unesco), fra i siti archeologici più significativi del Sud-Est asiatico e del mondo. Un viaggio davvero fantastico in una sorta di dimensione onirica ai confini con la realtà tangibile.                                          (fonte evolution travel)                                                                 
                                     
                   Giuseppina Serafino