martedì 16 luglio 2019

Rossano e la Calabria che non ti aspetti


Dall’alto Ionio cosentino si giunge a Rossano, città bizantina, nota anche come la “Ravenna del sud”, un antico borgo, fuori dai circuiti di massa, una delle più belle finestre del Mediterraneo da cui si può raggiungere la Sila Greca per effettuare belle escursioni alla scoperta di una rigogliosa vegetazione selvatica. Quella di Rossano è una Calabria da scoprire, è che si estende dall’antico borgo collinare al mare, con le chiese bizantine e preziosi cimeli come il Codex Purpureus Rossanensis. 
Quest’ultimo è l’antico evangeliario ritrovato nel 1879, dichiarato Patrimonio dell’umanità dall’Unesco e conservato nel Museo Diocesano, a pochi metri dalla Cattedrale di Maria Santissima Achiropita; fu portato qui probabilmente da qualche monaco in fuga dall’Oriente durante l’invasione araba del VII sec. o al tempo delle persecuzioni iconoclaste del secolo successivo. Nel Duomo si può ammirare la sacra icona bizantina della Madonna Achiropita, dove” Achiropita “significa immagine che non è sta dipinta da mano umana. Altri esempi di pitture murali si trovano in altre chiese bizantine del centro storico come l’Oratorio di San Marco, eretto su uno sperone di roccia e dedicato ai 
monaci asceti che vivevano nelle grotte di tufo sottostanti, vi è poi la Panaghia, entrambe del IX-X secolo. Il percorso bizantino si completa sui monti rossanesi, appena fuori dal centro storico, dove si trova il maestoso Pathirion, edificio sacro fondato nell’XI sec .L’antico cenobio basiliano testimonia la fusione e delle tecniche architettoniche ed artistiche bizantine, normanne ed arabe, in un connubio stilistico davvero unico.     

Fra le strutture ricettive consigliate ci sono il B&B Domus Purpurea, situato nel centro storico di Rossano, oppure Casa Solares, una lussuosa oasi di pace nata per volontà della famiglia Toscano Mandatoriccio Mascaro. A ricordare come Rossano sia una terra di antiche tradizioni e di nobiltà, la baronessa Bebè Cherubini e il figlio Luca, accolgono i loro ospiti nell’agriturismo Il Giardino di ITi, una tipica struttura calabrese del 1700, circondata da oltre 10 mila ettari di terreno,un tempo tenuta di ulivi da cui si ricavava un olio pregiato.

 Aperto nell’estate del 2001 e divenuto uno dei luoghi più amati della località, è il Relais Masseria Mazzei, Le Colline del Gelso, un antico convento del’ 700, nel quale l’atmosfera di altri tempi si coniuga con le comodità delle strutture a cinque stelle. Rossano è celebre anche per la liquirizia, la cui storia può essere conosciuta visitando il Museo della Liquirizia Amarelli. Questo piacere di conoscere un luogo fantastico per le suggestioni che offre, può essere scoperto con i giovani dell’associazione “Insieme per Camminare”, nata per volere dell’Arcivescovo di Rossano-Cariati Mons. Giuseppe Satriano. Costoro, amano profondamente il loro territorio e quotidianamente si adoperano per individuare le azioni più idonee per trasmettere il messaggio culturale del loro luogo natìo.                                                         


    

                                                                                                 Giuseppina Serafino

venerdì 12 luglio 2019

Alla scoperta delle Isole Canarie

Le Canarie sono conosciute come le “isole fortunate” per la presenza costante del sole, rinfrescato da vento e per la qualità delle acque cristalline. Per quanto riguarda la scelta delle spiagge non c’è che l’imbarazzo della scelta nelle sue sette isole, dense di baie e di calette suggestive.
Fuerteventura-Playa de Corallejo

Playa de Papagayo-Lanzarote
 Il viaggio alla scoperta di questi autentici scrigni di bellezze parte dall’isola di Fuerteventura, detta “isola lenta” per il clima rilassato che la connota; la spiaggia più conosciuta è Playa de Corralejo, caratterizzata da nove chilometri di battigia dinanzi alle dune di Corralejo.Particolare, oltre alle acque turchesi, è la sabbia bianca formata dall’erosione delle conchiglie marine, con potere esfoliante per la pelle, costituisce un’autentica spa naturale con vista sulle isole Lobos e Lanzarote. Da Fuerteventura si può raggiungere Lanzarote in circa 25 minuti di traghetto, per poi visitare la famosa spiaggia di Papagayo, una baia alquanto ristretta ma incantevole per la forma di una conchiglia. Le acque limpide, di color verde smeraldo, sono piuttosto calme come quelle di una piscina e consentono lo snorkeling, per godersi l’incanto dei fondali. Lanzarote è ben collegata con Gran Canaria grazie a voli interni della durata di 45 minuti. Su quest’isola è possibile sperimentare una sorta di “continente in miniatura”, a causa della grande diversità di microclimi, in un territorio alquanto variegato; la spiaggia da visitare è quella di Maspalomas , con l’ esperienza unica della vista del faro al tramonto da dietro le dune. Da Gran Canaria in 50 minuti di volo si raggiunge inoltre l’isola di El Hierro, la Isla del Meridiano è la più meridionale della Spagna, un’isola da godere con i cinque sensi. Playa El Verodal è la spiaggia su cui poter sentire viva la forza della natura poiché la sabbia è rossa , le rocce sono colate laviche e le correnti sono tumultuose; il bagno è sconsigliato ma ci si 

Gran Canaria-Maspalomas
El Hierro-El Velodar
La Plama Nogales
La Gomera -Playa del Ingles
consola con la vista impagabile dell’oceano atlantico. In 70 minuti di aereo ci si dirige verso l’isola bella di La Palma che vanta la spiaggia di Nogales, con montagne, sentieri, lava e paesaggi lussureggianti. Si trova a nord vicino a Puntallana con la sua sabbia vulcanica dal colore nero, con sfumature di blu e grigio, ha scogliere spettacolari che l’hanno resa celebre. Da La Palma occorrono quasi due ore di navigazione per recarsi a La Gomera che è una Riserva della Biosfera, per la qualità del suo ecosistema terrestre e marino. Fin dagli anni Settanta, Playa del Inlgés è stata una meta leggendaria per i cosiddetti “hippy” e per i movimenti alternativi. Essa a differenza di altre spiagge incontaminate, è densa di vita mondana, con ristoranti, divertimenti e centri sportivi. Un ‘ultima tappa di questo viaggio alla scoperta delle Canarie è Tenerife, a cui si arriva con 50 minuti di traghetto da La Gomera. La spiaggia preferita dai residenti locali, EL Médano si trova nel sud, è nota per la sabbia dorata, le acque poco profonde e la possibilità di praticare il kitesurf, con venti costanti che paiono un vero e proprio sottofondo musicale. Non resta che visitare questi luoghi autentici per scoprire altre dimensioni da cui lasciarsi incantare. 
Tenerife-Teide
                                                                      

                                                Giuseppina Serafino

martedì 9 luglio 2019

Colline del Prosecco Patrimonio Unesco

A nord della provincia di Treviso, a poco più di un’ora da Venezia, si trovano magiche atmosfere in un ambiente caratterizzato da dolci rilievi da secoli coltivati a vigneti: i luoghi dell’arte dei centri più rappresentativi come Conegliano e Valdobbiadene, Vittorio Veneto e Follina (entrata nell’Associazione dei Borghi più belli d’Italia) si alternano a quelli della cultura enologica. La “Strada del Prosecco e Vini dei Colli-Conegliano-Valdobbiadene invita a scoprire antichi castelli, eremi ed abbazie ma anche ville aristocratiche e nobili residenze .Autentici scrigni di tesori di incommensurabile bellezza. Da qualche giorno queste Colline sono diventate il 55° sito italiano “Patrimonio dell’Umanità”, come ha decretato l’Assemblea Unesco riunita in Azerbaijan. 

Innocente Nardi, Presidente del Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG, ha dichiarato:” A Baku, l’Assemblea mondiale Unesco ha assegnato alle nostre colline questo ambito riconoscimento ottenuto grazie al lavoro svolto da una squadra eccezionale 



capitanata dal governatore Luca Zaja e all’impeccabile lavoro del comitato scientifico, presieduto da Mauro Agnoletti. Da oggi l’impegno di tutti sarà rivolto alla conservazione e alla valorizzazione dei beni paesaggistici iscritti a favore delle future generazioni, in coerenza con l’obiettivo di un equilibrato e armonico sviluppo economico e sociale”.Primo aspetto che sarà affrontato dal Consorzio di Tutela sarà uno sviluppo controllato del turismo nel territorio. Per le sue prospettive economiche positive che però andranno gestite con un approccio sostenibile. Il paesaggio delle Colline di Conegliano e Valdobbiadene è il 10° sito al mondo iscritto alla categoria “paesaggio culturale” ed è contraddistinto da tre attributi unici, basati sulle diverse peculiarità geomorfologiche e culturali, rispetto agli altri nove territori (Alto Douro-Portogallo, Tokaj- Ungheria, Pico Island-Portogallo, Lavaux_Svizzera, Langhe Roero e Monferrato-Italia. Champagne-Francia, Borgogna ed anche Saint-Emilion- Wachau-Austria. 

Tutti e dieci i siti sono paesaggi culturali evolutivi, con un’interazione uomo-ambiente in continua evoluzione dinamica Si tratta di un successo importante per tutta la regione Veneto che Masi Agricola, azienda vitivinicola della Valpolicella, celebra insieme alla storica cantina Canevel, alta espressione del Valdobbiadene e del Prosecco Superiore docg con le sue bollicine premium, apprezzate a livello mondiale. Di grande pregio è statal’iniziativa Masi Wine Experience che ha coinvolto il consumatore aprendogli le porte dello chateau Canavel, con un programma di visite guidate della cantina, dei vigneti e del territorio circostante. La sopracitata azienda è stata recentemente scelta per presentare in Australia il proprio modello di business enoturistico, dopo essere stata premiata per il suo concetto “Wine Discovery Museum”. 

Federico Girotto, Amministratore delegato di Masi e Canevel, ha commentato:” Quello ottenuto dalle colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene è un traguardo di eccezionale valore, insieme all’assegnazione delle Olimpiadi 2016 alla conca ampezzana, rappresenta un’opportunità irripetibile di visibilità e promozione internazionale”.


                                                      Giuseppina Serafino


sabato 6 luglio 2019

Amaro lucano e la storia di una famiglia

Celebre lo spot pubblicitario: “Cosa vuoi di più dalla vita?...Un lucano” ."Nonno era un pasticcere con la passione per l'erboristica: provava e riprovava diverse miscele di erbe, alla ricerca del liquore perfetto. Dopo diversi tentativi trova finalmente la miscela ideale per quello che sarà l'Amaro Lucano". Racconta Pasquale Vena, Presidente dell'Azienda e nipote del fondatore, che porta avanti la tradizione insieme alla moglie e ai tre figli. L’Amaro Lucano rappresenta la storia di una famiglia lucana, che partita da un liquore frutto di una tradizione locale, si contraddistingue come una delle più importanti aziende nazionali nella produzione e commercializzazione degli spirit. 
L’azienda, in costante crescita, ha chiuso il 2018 con un fatturato di circa 22 milioni e conta circa 50 dipendenti fra la sede operativa di Pisticci Scalo, con i reparti produttivi,segue Vico equense, lo store di Matera “Lucano la Bottega” e l’headquarter di Milano. Fin dal 1894 i tre assi strategici di questo consolidato brand sono stati: la qualità e la selezione delle erbe unita alla “ricetta segreta”, la forte tradizione familiare e il territorio di origine.

Oltre alla produzione del rinomato Amaro, vi sono nel catalogo altre 15 etichette di liquoristica fra lo stabilimento di Pisticci e di Vico Equense. Amaro Lucano, icona produttiva e culturale della Basilicata, ha siglato nel Luglio 2017 un accordo con Coldiretti Basilicata e Alsia per l’avvio di una filiera lucana delle erbe officinali che si è concretizzato in un Progetto Filiera, candidato nell’ottobre 2018, con investimenti atti ad aumentare l’ approvvigionamento delle erbe utilizzate per l’infuso del celebre amaro, valorizzando l’autenticità ed origine del prodotto. 
“Con il sostegno alla nascita ed allo sviluppo di una filiera tutta lucana delle erbe e piante officinali- ha dichiarato Francesco Vena, AD Lucano 1894 Srl- l’azienda intende consolidare il proprio legame con la Basilicata, creando sinergie con una filiera caratterizzata da una importante presenza di giovani imprenditori agricoli pronti a mettersi in gioco ed innovarsi. Un impegno costante di Lucano espresso attraverso l’apertura di Essenza Lucano, spazio museale tecnologico ed interattivo dedicato alla valorizzazione del mondo Lucano”, dove è possibile ripercorrere 125 anni di tradizione, cultura, usi e costumi attraverso un’esperienza tecnologica con video e tool interattivi. Un racconto fatto di 5 differenti aree tematiche: si parte dal giardino aromatico dove si possono toccare e respirare le 32 preziose erbe dell’Amaro; segue la storia del capostipite Cavaliere Pasquale Vena e un immenso spazio espositivo con le più celebri campagne pubblicitarie.

 Dagli antichi torchi in noce alle nuove sperimentazioni culturali e sensoriali, Essenza unisce pratiche antiche a nuovi modelli di impresa e rappresenta un’occasione imperdibile per visitare Matera Capitale Europea della Cultura 2019 di cui Amaro Lucano è Essential Partner. I suoi 20.000 mq, forniti di spazi espositivi attrezzati per svolgere showcooking, masterclass, tasting experience saranno la location per numerosi eventi culturali ed enogastronomici. Un prodotto di pregio che valorizza il sapore sotteso di una terra di antiche tradizioni.
                                                                        


                                              Giuseppina Serafino






mercoledì 3 luglio 2019

Mauritius green

Un ambiente incontaminato che offre un’immensa varietà di paesaggi che vanno dai rilievi vulcanici, con immensi orizzonti che si estendono fino all’Oceano, ma anche strepitose cascate, giardini tropicali e parchi naturali. Le Mauritius sono da sempre per molti un luogo paradisiaco, nell’Oceano indiano, a circa 800 Km a est del Madagascar, contano 1,3 milioni di abitanti, compresi quelli dell’isola di Rodrigues.
 Si tratta di un’isola vulcanica nota per le bianche spiagge e i rinomati hotel; grazie al clima tropicale, lungo la costa persino nelle stagioni più fresche la temperatura si aggira intorno ai 22 gradi. Con una mezza giornata si possono seguire le tracce di Charles Darwin, che pare sia stato il primo a raggiungere la vetta di Mont Pouce, montagna che prende il nome dalla tipica forma che la fa sembrare un pollice all’insù.
 Dalla sommità del terzo rilievo più elevato dell’isola (812 metri), si può ammirare un panorama che spazia a 360 gradi sulla parte settentrionale di Mauritius, con la capitale, Port Louis. La cima più alta è quella di Piton De La petite Riviere Noire (828 metri), situata più a sud. Si erge nella parte occidentale di BLack River Gorges e, da circa metà del tragitto, si possono ammirare molti scorci del parco, ma anche della laguna di Le Morne Brabant. Un’escursione su quest’ultimo monte offre una bellissima vista sull’omonima penisola e sull’Oceano Indiano. Questo sito, dichiarato Patrimonio Unesco, è divenuto il simbolo della liberazione dalla schiavitù e racchiude una parte importante della storia dell’isola. Nei pressi di Curepipe ci si imbatte in Tru aux Cerfs, il vulcano quiescente più celebre delle Mauritius.Il cratere, circondato di vegetazione lussureggiante, si erge a 605 metri sul livello del mare e ospita al centro le acque di un lago. Suggestivo il panorama che si gode, con una magnifica vista sul Monte Rempart, sulle Trois Mamelles e la catena montuosa PortLouis-Moka.Oltre al celebre patrimonio acquatico delle coste e dell’Oceano, non vanno sottaciute le cascate, Rhumerie de Chamarel e annesso ristorante.                        

Nella parte meridionale dell’isola sono da visitare le cascate Rochester, alte 10 metri ma di una bellezza autentica; un po’ più impegnative da raggiungere sono le cascate di Tamarin, avvalendosi di un’escursione guidata. Una delle attrazioni più visitate è il giardino botanico di Pamplemousses, creato oltre 300 anni fa dal famoso botanico francese Pierre Poivre, è il più antico dell’Emisfero Australe e vanta una grande quantità di piante autoctone. Di particolare pregio è la palma Talipot o Corypha umbraculifera che, secondo la leggenda, fiorirebbe solo una volta ogni sessant’anni prima di morire. Merita una sosta anche l’orto botanico di Curepipe, creato nel 1870, è il secondo più grande giardino botanico delle Mauritius. Una delle principali attrazioni verdi è il Parco Nazionale Black River Gorges che si estende su una superficie di 6750 ettari, oltre a piante da fiore autoctone ed endemiche, ospita ben nove specie di uccelli presenti solo in questa meravigliosa isola, densa di fascino per le preziose risorse ambientalistiche che la contraddistinguono.      www.tourism-mauritius.mu/it
                                                            Giuseppina Serafino

domenica 30 giugno 2019

Guida ai locali storici d’Italia

Una sorta di viaggio ideale nell’Italia più bella frequentata da personaggi illustri è quella raccontata nella “Guida ai locali storici d’Italia” . I 215 Locali storici rappresentano i più antichi e prestigiosi, ristoranti, pasticcerie-caffè letterari, sedi di eventi importanti e che possiedono arredi originali, cimeli e documentazione storica sugli avvenimenti e le frequentazioni illustri. Si va dal RistoranteAlbergaccio a sant’Andrea in Percussina (Firenze), dove tra una partita a carte con l’oste e il mugnaio l’esiliato Niccolò Macchiavelli scrisse “Il Principe”, Giorgio De Chirico al caffè Greco di Roma realizzava veloci disegni per avere qualche banconota in più da spendere.
 Il Grand Hotel Tremezzo, sul lago di Como, viene ricordato per chè frequentato dalla Divina Greta Garbo. Luigi Pirandello amava trattenersi nella terrazza marittima dell’hotel Vittoria di Pesaro, per un cocktail da lui chiamato “calcio di mulo”per la potenza della bevanda. La presentazione dell’opera è avvenuta a Milano, alla presenza del Ministro delle Politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo, Gian Marco Centinaro. nel  raffinato ristorante Boeucc. Il volume gratuito, da questa’anno disponibile anche con app e geolocalizzazione, segnala i templi dell’ospitalità che hanno raggiunto almeno 70 anni di esercizio:  fra di essi 32 alberghi, ristoranti e pasticcerie e caffè lombardi, la provincia più rappresenta è Milano con 14 locali, segue Como ( 6), Bergamo (4), Brescia (4), Cremona (2) e Pavia (2).Enrico Magagenes, presidente dell’Associazione Locali storici d’Italia che da 43 cura la Guida ha affermato: “Questi locali costituiscono dei veri e propri “musei dell’ospitalità e del gusto” made in Italy, una risorsa eccezionale per il turismo che consente di scoprire di scoprire attraverso testimonianze, arredi e ricordi, il patrimonio storico del nostro Paese”.

 Nella classifica per regioni il podio più alto va al Veneto (35 locali), mentre dietro alla Lombardia , al terzo posto segue la Toscana (28), poi Piemonte (22), Liguria (21) e Campania (20).Essi incrociano la storia dal dominio straniero all’Unità d’Italia, fino al boom economico del dopoguerra; dalla commedia dell’arte al futurismo, al neorealismo. Si va dalla Torta Paradiso firmata dal pavese Vigoni, medaglia d’oro all’Esposizione Internazionale nel 1906, alla pastiera da record del Caffè Gambrinus di Napoli, dove la sfida della classica “tazzulella” di caffè viene raccolta ad ovest dal caffè Al Bicerin di Torino, apprezzata da Alexandre DumAS, Giacomo Puccini, Friedrich Nietzsche e Italo Calvino, e ad est al Caffè Florian dalla miacela “Venezia 1720”, sospesa tra note di cacao e spezie orientali. L’Antica FocacceriaS:Francesco di Palermo può vantare di essere stata la prima “sosta gastronomica” di Garibaldi e dei Mille dopo lo sbarco a Marsala. Non mancano le prime volte, come quella dell’aperitivo, un rito inventato al Caffè Camparino in Galleria Vittorio Emanuele a Milano all’inizio del Novecento, o dal discusso gelato da passeggio, novità scandalosa lanciata negli Anni Trenta dal Caffè Fiorio di Torino. 
Al Caffè Paszkowski di Firenze, negli Anni Venti del Novecento, tenne il primo caffè-concerto un’orchestra tutta al femminile, sfidando il fascismo a suon di foxtrot, e fu nella camera 306 del c che il tenore Enrico Caruso e il maestro Gaetano Donizetti al pianoforte registrarono con Frederick Gaisberg “Una furtiva lacrima”, il primo disco piatto della storia. Per concludere, arte e cinema si trovavano al Ristorante Sabatini, dove Franco Zeffirelli e Richard Burton accompagnato da Elizabeth Taylor, erano impegnati con la Rai al documentario post alluvione Per Firenze.
                              Giuseppina Serafino
                                                   

giovedì 27 giugno 2019

Consorzio Vino Chianti in crescita


Il vino Chianti è un prodotto pregiato della regione d’Italia più conosciuta e amata del mondo Sapori e saperi unici della Toscana si ritrovano in quello che è uno dei primi simboli del Made in Italy; della sua qualità si occupa dal 1927 il Consorzio Vino Chianti.
I suoi controlli riguardano l’intero ciclo di produzione: dalla scelta delle uve alla vinificazione,dalla verifica delle caratteristiche chimiche, fisiche, e organolettiche  e la fedeltà ai criteri imposti nel 1967 dalla Doc e dalla Docg, riconosciuta nel 1984. Il Consorzio è inoltre competente per i vini dei Colli dell’Etruria Centrale Doc e per il Vin Santo del Chianti Doc. Presso il Palazzo Mezzanotte di Milano è stato presentato lo studio Wine Monitor Nomisma per Consorzio Vino Chiantiche rileva la crescita delle esportazioni di vini rossi Dop della Toscana, soprattutto nei paesi extra UE. Dal 2013 al 2018 l’export ha fatto registrare un più 17% negli Usa e ben +45% in Svizzera; bene anche il Canada, con un aumento del 16% La Toscana conquista la vetta della classifica per vini rossi esportati rispetto a quelli veneti e piemontesi nei principali mercati, compresi Giappone e Cina con un valore nel 2018 pari rispettivamente a 14,2 milioni di euro e 10 milioni
di euro:”Una fotografia che ci dà la misura e l’importanza che i vini Dop toscani hanno sul mercato internazionale e su cui costruire un programma di promozione e valorizzazione lungimirante e strategico- ha dichiarato Giovanni Busi, presidente del Consorzio.- Proprio per consolidare la posizione acquisita e dare nuovo slancio ai progetti in corso in paesi dalle potenzialità interessanti, come la Cina, abbiamo avviato percorsi di formazione per aumentare le competenze professionali del settore e rafforzare la consapevolezza dell’alta qualità dei nostri prodotti”. 

A questo scopo nasce la Chianti Academy, la prima scuola dedicata a professionisti del settore per diventare esperti del vino Chianti docg avviata in Cina e ora anche in America Latina. I partecipanti avranno modo di conoscere la storia e la cultura legata alla denominazione, la catena di produzione e le politiche di tutela del prodotto e, cosa più pregiata, gli abbinamenti con il cibo, oltre alle strategie di marketing e di comunicazione del prodotto. Ci saranno lezioni con degustazioni specifiche delle 30 diverse etichette del Consorzio. Al termine del percorso sono previsti degli esami che attesteranno la qualifica Chianti Wine Expert rilasciata dal Consorzio Vino Chianti. Alla prima edizione in Cina sono stati 240 gli studenti iscritti nelle quattro città coinvolte: Shenzhen, Guangzhou, Shanghai e Beijiing. Un modo per far proprio il gusto di un territorio unico e dalle molteplici suggestioni. 
                                                                               
                                                                          Giuseppina Serafino