domenica 20 gennaio 2019

Minitour in Friuli

Decido di recarmi in Friuli in occasione del Ponte di Ognissanti dopo giorni di alluvioni diffuse, sperando nell’aiuto della Provvidenza. Soggiorno a Udine, storica Capitale della regione e centro di fondamentale importanza durante il primo conflitto mondiale: Il liceo ginnasio Stellini fu sede del Comando Supremo italiano fino alla tragica ritirata di caporetto del 1917.
Vado a visitare il Tempio Ossario, esempio di architettura del 1925 che custodisce le salme di 21.558 caduti ( di cui 5668 ignoti) sui campi di battaglia tra l’Isonzo ed il Tagliamento. Ho proseguito la mia passeggiata verso il centro storico dove ho visitato il Duomo con alcuni celebri affreschi di Giambattista Tiepolo, poi il Castello che mi delude a parte la vista impagabile sulla città. Altri edifici degni di menzione sono il Palazzo Dipinto, la torre occidentale e svariate chiesette che conservano esempi di pittura regionale fra il XIV e XXI secolo.Il giorno dopo raggiungo Cividale del Friuli fondata nel 53 sec. a.C da Giulio Cesare, con il nome di Forum Iuli ( da cui il nome Friuli) è stata dichiarata Patrimonio Unesco nel 2011. Visito il Duomo , il Museo archeologico e mi soffermo a guardare dall’esterno il Tempietto longobardo appena chiuso, mentre inizia a scrosciare una fastidiosa pioggia battente che mi impedisce di osservare il Ponte del Diavolo, avvolto dall’oscurità, quasi fosse un triste monito. Mi soffermo presso la piccola Botteguccia dei Sapori come se volessi pregustare con la fantasia la dolcezza della tipica gubana dolcezza per consolarmi delle sopraggiunte 
avversità climatiche mi stanno precludendo il piacere della vacanza. Il giorno successivo, inaspettatamente vedo il cielo rischiararsi con un tiepido sole che irradierà il tempo restante della mia permanenza. Mi reco ad Aquileia, una delle più importanti roccaforti dell’Impero romano per l’artigianato e per la sua posizione strategica nell’ambito dei commerci. Cammino intorno al sito archeologico, verso il foro romano, non 
capacitandomi di quella inaspettata “estate di S. Martino”, una sosta al Cimitero degli Eroi, situato nel cuore della città, a ridosso della famosa Basilica di Santa Maria Assunta, che a differenza di altri sacrari ha mantenuto la forma originale. Bellissimo il tramonto che avvolge gli importanti cimeli del museo archeologico che sembra un labirinto denso di lapidi, statue, frammenti di sepolcri che giacciono accatastati in magazzini limitrofi.
Il giorno successivo mi reco a Grado passeggiando sulla spiaggia e mi stupisco delle poche testimonianze culturali in rapporto alla quantità di strutture turistiche che ne fanno una città prettamente balneare..Lo sguardo si perde lontano sulla superficie del mare avvertendo delle magiche sensazioni che mi restituiscono il sapore della Terra friulana, come avviene presso il castello di Gorizia. Un minitour denso di affascinanti connotazioni in maniera trasversale a differenti epoche storiche.
                                                 
                                                 Giuseppina Serafino

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