giovedì 17 gennaio 2019

Viaggio nella Memoria: dal Binario 21

Un incontro molto significativo quello tenutosi presso il Teatro degli Arcimboldi di Milano, durante il quale Liliana Segre ha incontrato gli alunni di alcune scuole per raccontare la sua esperienza di ebrea vittima delle persecuzioni razziali in Italia. Nel 1938 viene espulsa, a otto anni, dalla scuola “per la colpa di essere nata” come lei stessa dice; a tredici anni ha vissuto l’esperienza della deportazione nel campo di Auschwitz-Birkenau in Polonia. Il 30 gennaio 1944 è partita dal binario 21 della Stazione Centrale del capoluogo meneghino ed è stata l’unica bambina a tornare indietro.
Dal 1990 è divenuta
testimone della Shoah e ha iniziato a rivivere il proprio dolore in pubblico per diffondere la speranza di un mondo migliore che superi il male incombente dell’oblìo e dell’indifferenza. Il 19 gennaio del 2018 Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella l’ha nominata Senatrice a vita come riconoscimento dell’ encomiabile impegno profuso. Liliana Segre ha pubblicato un libro “Scolpitelo nel vostro cuore “- dal Binario 21 ad Auschwitz e ritorno, a cura di Daniela Palumbo, che aiuta a comprendere la sua ma anche la Storia di tanti come lei. Nell’estate del 1943 i nazisti divennero padroni anche dell’Italia del Nord perché si costituì la Repubblica di Salò, un governo fantoccio guidato da Benito Mussolini e al servizio della Germania nazista.
 Alle leggi razziali italiane, severe e umilianti, si sovrapposero le leggi della Repubblica di Salò, ancora più crudeli, e quelle naziste di Norimberga che faceva riferimento all’atroce obiettivo della Soluzione finale. I nonni di Liliana Segre furono arrestati nella loro casa, portati prima nel campo di concentramento italiano di Fossoli, vicino a Modena, poi caricati sui treni della deportazione. Essi giunsero vivi ad Auschwitz, dove furono immediatamente gasati e bruciati nei forni. La narrazione avviene in prima persona, seguendo le vicende biografiche dell’autrice e senza soffermarsi sulle vicende storiche che le hanno determinate; significativo il rilievo dato ai sentimenti, alle emozioni e ai pensieri della protagonista. 
Una lettura che costituisce una preziosa occasione educativa poiché trasmette un messaggio positivo: ce la puoi fare , ce la possiamo fare! Possiamo superare le difficoltà, contrastare la prepotenza, sia nelle relazioni di tutti i giorni che nella comunità più vasta, assumendosi le responsabilità di essere testimoni di pace e di giustizia. La Segre afferma che quasi sempre l’ indifferenza è più grave della violenza. Sulla copertina posteriore del libro, a suggello del suggestivo viaggio effettuato nella memoria si legge: “Non dite mai che non ce la potete fare, non è vero. Ognuno di noi è fortissimo e responsabile di se stesso. Dobbiamo camminare nella vita, una gamba davanti all’altra. Che la marcia che vi aspetta sia la marcia della vita.” 

                                                        Giuseppina Serafino

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