sabato 26 gennaio 2019

We are in Salento


In occasione del periodo prenatalizio ho avuto modo di tornare in Salento per riscoprire il fascino di questo luogo nelle sue molteplici sfaccettature. Ci accoglie un tepore primaverile, trasmettendoci il ritrovato calore di una terra che mi era rimasta nel cuore, fra distese di ulivi secolari contornati da erba verde, punteggiata di fiorellini gialli, cactus ricolmi di fichi d’India, casette bianche squadrate, contesto di un surreale presepe contemporaneo. Un breve ma intenso viaggio multisensoriale fra i sapori della cucina salentina tipica o rivisitata in chiave gourmet, attraversando le distese paesaggistiche inondate di sole e di effluvi mediterranei. Lo sguardo si perde avido fra i preziosi cimeli cha fanno capolino fra gli agglomerati abitativi: pagliare, menhir, dolmen o dimore diroccate di stampo atavico che si connotano come mute presenze a salvaguardia del male 
dell’oblio e della moderna dimenticanza. Oltre 250 Km di coste, da una parte bassa e sabbiosa, dall’altra alta e frastagliata, con tantissimi centri abitati che gravitano intorno alla città di Lecce, ricchi di storia e di tradizioni ; la Terra d’Otranto, abitata nell’antichità daiMessapi,conosciuta come penisola salentina e tacco d’Italia per la sua forma allungata, Santa Maria di Leuca costituisce il vertice estremo, ed in particolare Punta Ristola che secondo la leggenda separa l’Adriatico dallo Jonio.Al Salento appartiene anche il punto più est dell’Italia Punta Palascia, nei pressi di Otranto, graziosa località sull’Adriatico, nota come Porta d’Oriente. Di notevole impatto sono risultati i laghetti di bauxite di Orte che incantano con i forti contrasti dei colori accesi della terra rossa e del verde smeraldo dell’acqua. 

Come nostra base di appoggio è stata scelta la località di Tricase, con puntatine verso Tiggiano per la sagra della pittulata , dove una moltitudine di paesani si assiepava nel Palazzo Baronale per gustare le onnipresenti pittule , fritte nell’olio, scoppiettante come l’atmosfera densa di pizzica tamburellante che echeggiava la Notte della taranta, della vicina Melpignano.Tanti i riferimenti che ci venivano forniti dai nostri pazienti nocchieri, membri dell’Associazione Archès e affiliati, che con coraggio e tenacia si adoperano per promuovere i valori di un patrimonio storico-ambientalistico di straordinario spessore, come una sorta di appassionati idealisti rivoluzionari di epoca pre risorgimentale, in un piccolo “mondo antico”.
Ci venivano dischiusi da Giacomo, Carlo, I significati della simbologia celata nei fregi del castello di Corigliano d’Otranto (borgo in cui si parla un dialetto di origine greca, il griko), della cattedrale di Otranto, le leggende che aleggiano intorno al Santuario De Finibus terrae di S. Maria di Leuca. Marco e Melissa ci hanno incuriositi dal canto loro, con l’impegno culturale profuso a Morciano, mediante la creazione di una biblioteca presso Palazzo Ramirez, a Salve dove è presente un sito con frantoi ipogei, a Torre di Vado, a Barbarino del Capo, nel Santuario di Leuca Piccola, da loro tenuto aperto e valorizzato, con sacrifici encomiabili.
Otranto
Tanti i personaggi bizzarri o affascinanti che abbiamo incontrato, in una specie di implicita immersione nella variegata connotazione antropologica che rappresenta l’essenza di questo territorio unico: dai coniugi Mommens Grey , artisti inglesi che si sono stabiliti in una masseria di Spigolizzi perché lì finivano le strade; Giuseppe Alessio detto “ Re della Mortadella”, salumaio di fiducia dell’attrice Premio Oscar H. Mirrer ( altra abitatrice di masserie circostanti con il marito , il regista americano Taylor E. Hackford). Il simpatico ragazzotto, soprannominato King, ha costruito una buffa identità parallela nel suo esercizio commerciale, esaltando le sapienti virtù legate alla manipolazione delle gigantesche forme di mortadella che accarezza quasi fossero personificazioni umane ed elargendone bocconi agli avventori con gesti sacrali al pari di un’ostensione di simboli del corpo di Cristo (continua)

                       
Giuseppina Serafino

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