mercoledì 27 febbraio 2019

Festa di colori in India

Una festa induista in India, Nepal, Pakistan e Bangladesh celebra l’arrivo della primavera con l’Holi festival, un evento che alla fine della stagione invernale, prevede il lancio di fiori e polvere colorata, ed ha caratteristiche simili al carnevale occidentale.Lo scrittore Vittorio Russo ha raccontato questo evento nei suoi libri “India mistica e misteriosa” e “ l’India nel cuore”, celebrando un viaggio alla scoperta di una parte di questo territorio affascinante. 
Il punto di partenza è Nuova Delhi, con la visita dei principali punti di interesse: India Gate, un monumento commemorativo progettato da sir Edwin Lutuens, che ricorda lo stile architettonico dell’Arco di Costantino a Roma; il Rashtrapati Bhavan, sede del presidente della repubblica, circondato da sontuosi giardini nello stile mongolo ( è al terzo posto delle residenze più estese di un capo di Stato, dopo il Palazzo del Quirinale e Ak Saray ad Ankara). Vi è poi il Qutab Minar, un monumento minareto la cui funzione era di celebrare, come

Torre della Vittoria, il trionfo militare sugli infedeli, il Tempio Sikh Gurdwara Bangla Sahib, dove si incontrano i colorati sikh che pregano o passeggiano. La moschea Jama Masijd, costruita in pietra arenaria e marmo bianco, è la più grande in India ed è situata su un promontorio roccioso, odori e profumi si diffondono fra le merci accatastate nel mercato di Chandni Chowk. La regione dello Shekawati è famosa per le “haveli”, abitazioni finemente affrescate che si incontrano nei villaggi disseminati lungo il percorso per Nawalgarh. Proseguendo ci si imbatte nel tempio di KarnjMata, “Il tempio dei topi”, che lo abitano a migliaia e sono considerati sacri. Bikaner è la cittadina situata nel Deserto del Thar, racchiusa da mura in pietra arenaria rossa, e poco oltre si trova Junagarh Fort e la cittadella fortificata. Jodhpur è denominata la “città blu” per la tipica colorazione azzurra delle sue case; Forte di Mehrengarh, nei suoi cinquecento anni di storia,
non è mai stato conquistato da nessun esercito nemico. Una successiva tappa conduce a Pushkar, famosa grazie al festival internazionale dei cammelli che si svolge ogni anno a novembre, città che si trova sulle rive di un bellissimo laghetto nel Rajassthan orientale, ricca di almeno 500 templi e di 52 ghat, scalinate e luogo di preghiera lungo il percorso. Jaipur è una città dalla planimetria reticolare e con ampi viali alberati, con numerosi bazar e mercati suddivisi a seconda delle varie attività artigianali. Ultima tappa è Mathura, una delle città sacre agli hindù, legata al culto di Krishna che la leggenda vuole sia nato in questa città. Un viaggio davvero mistico in un luogo dai risvolti misteriosi e densamente appaganti per le molteplici sollecitazioni culturali che fa scaturire (Fonte Evolution travel).


                                         Giuseppina Serafino


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