sabato 9 febbraio 2019

Viaggiare di gusto

Un interessante vettore dei viaggio è l’enogastronomia , il 45 % degli italiani hanno infatti ammesso di aver scelto tale tipo di motivazione per le loro mete negli ultimi tre anni. Questo è quanto è emerso nel rapporto sul turismo enogastronomico italiano 2019 presentato a Milano, sotto la supervisione scientifica della World Travel Association e dell’Università degli studi di Bergamo, con il patrocino del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, di ENIT-Agenzia nazionale del Turismo, Federculture, ISMEA; Fondazione Qualivita e Touring Club Italiano.
La propensione a viaggiare con motivazioni legate all’enogastronomia arriva al 52% dall’Italia meridionale, interessando tutte le generazioni, in primis gli appartenenti alla generazione X ( i nati tra il 1965 e il 1980) e i Millennials (1981-1998). A diffondersi è quindi il concetto di “paesaggio enogastronomico”, inteso come un insieme di cultura, persone, ambiente, attività e prodotto tipico. Un grande interesse suscitano le esperienze di visita ai luoghi di produzione, con le aziende agricole (62%) che fanno registrare un tasso di interesse maggiore rispetto alle cantine(56%). 
Nonostante questo, permane una domanda inespressa di esperienze a tema che fa intuire l’esistenza di un potenziale mercato ancora da soddisfare. Il 92% dei turisti enogastronomici ha scelto una località del Belpaese, dimostrando di apprezzare regioni come Sicilia, Puglia, Toscana ed Emilia Romagna, mentre Napoli, Roma e Firenze sono le città che hanno riscosso il maggiore consenso. Per quanto riguarda l’estero, Spagna e Francia sono i paesi più amati dai turisti italiani, con Parigi, Barcellona e Madrid fra le città straniere. Ben 61 Tour Operator hanno nella propria offerta pacchetti a tema enogastronomico con destinazione l’Italia; la maggior parte è formata da operatori tedeschi (23%) e statunitensi (18%).
Per Roberta Garibaldi, autore del rapporto: “Si tratta di un dato importante, che non solo certifica la crescente rilevanza di questo segmento turistico tra i viaggiatori , ma che deve diventare un forte elemento di attenzione per tutte le destinazioni italiane, per stimolare un’offerta enogastronomica turistica sempre più strutturata”. L’Italia offre 825 prodotti agroalimentari e vitivinicoli ad indicazione geografica, 5056 prodotti agroalimentari tradizionali, 4 beni enogastronomici inseriti nella lista del patrimonio tangibile e intangibile dell’UNESCO; 2 città creative UNESCO dell’enogastronomia, 334.743 imprese a ristorazione, 875 ristoranti di eccellenza, 23.406 agriturismi, 114 musei legati al gusto, 173 Strade del Vino e dei sapori. A tutto questo si aggiungono molteplici esperienze a tema, come visite e degustazioni nelle cantine, nei birrifici e nei frantoi, sagre e feste enogastronomiche, esperienze di social eating e cooking class.
Roberta Garibaldi

 Franco Iseppi, presidente del Touring Club Italiano, ha dichiarato “Dal nostro punto di vista di associazione storica promotrice di un turismo consapevole, la grande varietà dei nostri paesaggi e la loro storia, moltiplica all’infinito le opportunità del racconto del cibo. Sostenere questa offerta significa dunque generare valore per i territori che sono la fonte della nostra identità plurale”
                                 

                                                          Giuseppina Serafino   

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