venerdì 12 aprile 2019

Viaggio tra le confraternite enogastronomiche d’Italia

Un giro d’Italia in trenta tappe raccontato in un insolito viaggio dal Piemonte alla Calabria, dalla Puglia al Veneto che svela segreti e leggende legate ai luoghi, ai cibi, alle ricette e alle tradizioni culinarie di tutto il Paese. Un incontro con i custodi delle ricette sconosciute, membri di confraternite e sodalizi gastronomici, cavalieri battezzati con il cucchiaio, confratelli uniti da un simbolo e da un mantello. L’Italia è un paese in cui l’identità regionale si identifica spesso in tradizioni gastronomiche, ogni famiglia ha un patrimonio di ricette che tramanda di generazione in generazione, ogni luogo ha dei cibi principali la cui storia si fonde con le leggende locali. 

Tutto questo nel bel libro "Viaggio tra le confraternite enogastronomiche d'italia" di Michele Leone, scritto con la collaborazione di Valentina Misgur(ed. Odoya) , uno studioso di società segrete che percorre la penisola sulle tracce dei moderni cavalieri custodi di vini, birre, risotti, mostarde e degli antichi protocolli per produrli, ma anche degli oggetti legati alle tradizioni: la grolla, la quadara, il bigolaro. Preziosi cimeli, emblemi di una cultura antica tenuta in vita da questi perseveranti confratelli. Si parte con l’Ordine dei Cavalieri del tartufo e dei Vini d’Alba , che affonda le radici nei circoli iniziatici dell’antica Roma e nel culto di Dioniso e che si adopera per diffondere i vini e i prodotti delle Langhe, avendo come base il magico castello di Grinzane Cavour.
L’Accademia del peperoncino si è assunta il compito di organizzare il più importante evento gastronomico della Calabria, a Diamante, il festival del peperoncino; oltre a questo sono da evidenziare le “cene piccanti” , le “cene col diavolo” e il “Campionato italiano mangiatori di peperoncino”.Il Salento vanta la Confraternita del Pampascione, una pianta erbacea conosciuta come lampascione o cipolla selvatica; vi è anche la Confraternita di Mamma che ha come simbolo il cucchiaio ed è un matriarcato che ha come requisiti l’amore per la cucina e la famiglia. Passando alla ghiotta terra emiliana s’incontra la Confraternita del Tortellino che nasce nel 1965 e che tra i primi confratelli annovera Giovanni Spadolini. A Pieve di Soligo, vicino a Treviso”, è attiva dal 2006 l’Accademia dello Spiedo d’Alta Marca, nata con la collaborazione di Slow Food, per valorizzare lo spiedo come metodo di cottura, nato nella preistoria con la caccia e la scoperta del fuoco. 
Come non citare poi la Venerabile Confraternita del Baccalà alla vicentina che ha tra gli scopi la stesura della ricetta del tipico piatto veneto, delle antiche ricette legate al baccalà e al suo commercio nei secoli. Tra i custodi del fuoco si trova la Confraternita degli Amici del Porcello (Bs) che ha sempre il maiale come protagonista dei loro incontri. Nel centro storico di Piacenza, in via Landi 85 ha sede l’Accademia della Cucina Piacentina che rivaluta piatti della tradizione come: pisarèi e fasò ai tortelli, anolini e passatelli, spaziando anche su stracotti e turtlìt. Passando poi in Lomellina ci si imbatte nella Confraternita del risotto che fra le varie finalità ha quella di definire un protocollo per stabilire quali siano i requisiti per denominare risotto un piatto a base di riso. 
La Confraternita della Birra di Garlasco si occupa di birre trappiste, che possono essere prodotte esclusivamente da monaci cistercensi e, per concludere la rassegna, bisogna citare la Confraternita della Grolla che vuol valorizzare i prodotti valdostani. Decisamente appagante questo affascinante viaggio enogastronomico fra i custodi dei saperi e sapori di un’Italia dalle innumerevoli sfaccettature.
                                                                    


                                                                               Giuseppina Serafino

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